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Il primo “vero” servizio fotografico

Durante le tante interviste fatte ad altrettanti Maestri della fotografia italiana, a professionisti o a semplici amatori, capita spesso di porre la classica domanda “Ma quando hai iniziato a fotografare?”
E generalmente tutti attaccano con un “Mah, a 23 anni ero in vacanza…” oppure “A sedici anni mio zio mi regalò una macchina…” etc etc.

Ma siamo veramente sicuri che quelle siano state le “prime” fotografie scattate?

Intendiamoci, non le primissime in assoluto.
Non quella volta in cui a Natale, quando avevate 5 anni, vi è stata data una macchina fotografica chiedendovi di fare una fotografia a tutti i parenti.

No.
Io intendo il primo vero “servizio” fotografico, il primo vero assignment?

Allora sono tornato indietro nei miei ricordi di quasi cinquantenne e perciò immergendomi in ricordi fatti di pellicole e attese di una settimana per vedere cosa fosse (non a caso) venuto fuori.
Ricordando a quando, da ragazzini (pischelli col motorino), sperimentavamo le prime “progettazioni fotografiche”.
Del tipo, un rullino da 24 di soli ritratti al buio, illuminati dal basso, oppure solo foto mosse e con tempi lunghi e/o altre amenità del genere.
Ecco, quelli effettivamente sono stati i primi scatti consapevoli.

Ma c’era già una certa ricerca nelle inquadrature e (come detto) una qualche forma (seppur minima) di consapevolezza della fotografia e dell’immagine.
C’era già (per sempio) l’intenzione del progetto fotografico, della serie di scatti…
Insomma, un approccio alla fotografia  già evoluto.

E questo significa che prima c’era già stato qualcos’altro.

Quelli non erano sicuramente i miei primissimi scatti consapevoli.
E allora ho scavato ulteriormente nei ricordi fin dove ho potuto e fino a dove i cimeli (leggi: album, scatole e cassetti piene di fotografie) mi hanno consentito di fare.

E ho trovato (per quel che mi riguarda) la risposta.
Il mio primo “vero” servizio fotografico su commissione.
La prima volta in cui qualcuno mi chiese di andare, fare foto e tornare a casa con una documentazione.

Scuole medie, 1982, gita scolastica a Londra.
Si, la risposta è: Gita scolastica.

Li, in quell’occasione e per la prima volta qualcuno mi affidò una macchina fotografica, nel mio caso (me tapino) una orrenda Kodak Ektalite formato 110 e mi disse “Mi raccomando, fai delle belle fotografie”

La prima gita scolastica, alle elementari o alle medie.
Credo la si possa considerare, un po’ per tutti, come la prima vera commissione fotografica ricevuta nella vita da ognuno di noi.

Io, come detto, con una Kodak Ekalite, a Londra e in ottobre, non potei fare altro che portare a casa un servizio fotografico tendenzialmente sottoesposto e fortemente vignettato, generalmente sfuocato, con inquadrature decentrate e in bianco e grigio (neanche nero) nonostante la pellicola fosse una Kodak Gold 200 a colori.

 

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