Il Primo Piano. Ovvero “Scansati che devo prendere una foto”

Di tanto in tanto riprendo in mano i miei libri di scuola. Intendo: uno dei manuali di un Maestro, Andreas Feininger, e rileggo le sue pagine, semplici e formative, che hanno guidato i primi passi di generazioni di foto/appassionati. E stavolta ho riletto “il rapporto tra soggetto, primo piano e sfondo, è uno dei fattori più importanti per determinare l’effetto finale di un fotografia”.

“Scansati che devo fare una foto” – è un invito sovente secco entrato nel gergo comune in anni non prossimi. E tante, tantissime volte, questa richiesta ha evitato che in quella immagine ci fosse una presenza, o qualcosa o qualcuno, di disturbante.

E nei miei incontri con gli amici con cui dialogavo nei circoli fotografici di tutta Italia ho ripreso questa opportunità compositiva, generando sempre sorpresa ed interesse.

Ed è proprio per questo che io, maestro elementare di composizione, ho voluto questo scritto che qui ripropone questa semplice ma decisamente funzionale opportunità narrativa.

“Scansarsi” è talora cosa molto… igienica, quando, ad esempio, il tram in arrivo sta per venirci addosso” – o no?

Ed ora spazio alle foto/chiacchiere

 

 

GALLERIA FOTOGRAFICA A VARSAVIA – Siamo all’interno della più importante Galleria Fotografica di Varsavia ed in una Sala alcune ragazze assistono ad una proiezione. E la loro collocazione in primo piano con loro riprese di spalle, è qui decisamente funzionale alla circostanza.

 

 

LA PIAZZA ROSSA – La famosa Piazza Rossa di Mosca. Qui l’Autore ha intuito con bella prontezza qualcosa di divertente e di non superfluo: ha scovato in primo piano, opportunamente decentrato per non disturbare il luogo, un qualcosa di vistosamente <rosso> utilissimo per pervenire ad una godibilissima fotografia.

 

 

LA CATTEDRALE DI BORDEAUX – La Cattedrale molto bella di una città bellissima. In questa presa l’Autore ha voluto sottolineare la verticalità della sua architettura mettendola in relazione con la verticalità della vicina installazione che è in primo piano. Una bella convivenza compositiva.

 

 

AGRIGENTO – Dall’alto del sito della Valle dei Templi questo cartello recita “NECROPOLI PALEOCRISTIANA” – È quasi una denunzia ambientale. Quel cartello non si riferiva certamente alla città attuale di Agrigento. Eppure, eppure è un riferimento magari casuale, ma emblematico del degrado urbanistico di Agrigento/oggi.

 

 

CIVITA DI BAGNOREGGIO – Un accattivante borgo di origine etrusca incollato ad Orvieto. Nel suo minuscolo abitato si arriva in salita con un fotogenico ponte pedonale. In questa immagine io ho voluto in primo piano (e l’ho attesa di proposito) la donna vestita di bianco con il suo trolley. “Scansati!” dissi a mia moglie che era davanti al mio apparecchio. Togliamolo ora questo primo piano, e ci resta nient’altro che una banalissima cartolina illustrata. O no?

 

 

NERONE – Il mio amatissimo (a)micio. Qui mi è stato di aiuto per sottolineare, con un clic certamente elementare, come si possa sovente avvalersi di un primo piano (qui è lo yogurt) che supporti l’immagine. Qui Nerone, difatti, ci racconta qualcosa.

 

 

NORCIA – Un bellissimo borgo in Umbria, tempo fa distrutto da un crudele terremoto. Qui è uno scorcio di Piazza San Benedetto, straordinario scenario architettonico da me malamente ripreso e che io, pur così mortificato, ho però voluto per ripensarne l’atmosfera. Mi serve, peraltro, per sottolineare ancora una volta il ruolo arricchente del primo piano in fotografia.

 

 

VENEZIA – Un vistoso primo piano visto nei Mulini Stucky alla Giudecca. Venezia è nel piano di fondo non penalizzata ma meglio espressa dalla installazione d’arte che la precede. Ancora una volta un primo piano funzionale all’immagine come pre/figurata.

 

 

IL MIO AMICO RAOUL – In visita al tempio buddista di Frejus in Provenza ecco Raoul impegnato a fare il verso ad una statua del sito. Avrei forse dovuto chiedergli di scansarsi? No davvero, non mi interessava proprio fotografare <solo> quella statua. Ok, infine, per l’equilibrio dei pesi e dei volumi.

 

 

BAMBINI ALLA FESTA – Puntuale arriva l’avvertimento “Filippo, attento, ci sono dei bicchieri davanti ai bambini” – Grazie per l’avviso. Io quei bicchieri non li avrei tolti neanche se me l’avessero ordinato i carabinieri. E voi li avreste tolti?

 

 

A MARSIGLIA – “Notre Dame de la Garde” è la Basilica che domina e protegge dall’alto la città. Ed allora era fondamentale far capire che la foto era stata ripresa proprio da lì mostrando in basso la metropoli aggrumata. Ed è stato fondamentale un dettaglio, la Croce che domina l’insieme. Un primo piano irrinunziabile!

 

 

VENEZIA – Una installazione di servizio in legno sulle Zattere incornicia e anticipa la vista della Chiesa di Santa Croce sull’opposto sito della Giudecca. Un souvenir quindi di certo non documentario e però non banale.

 

 

NIZZA/LES ABBATTOIRS – Sono gli antichi macelli della città. Oggi ospitano ateliers d’arte. Ho trovato immediato e intrigante il rimando dello sguardo tra la figura pittorica e la figura del reale che è in primo piano. Un primo piano, perciò, funzionale alle attese dell’Autore.

 

 

DOLOMITI – Non me la sono sentita di far scansare quel cartello che è in primo piano. Ha affinato la descrizione dell’ambiente con informazioni di servizio utilissime per il turismo, ed ha inoltre supportato al meglio il cromatismo dell’insieme.

 

 

LE PIRAMIDI DI GIZA – Sono prossime al Cairo e qui un cartello <diverso> ci ricorda che siamo pur sempre in area desertica. Niente turisti <cammellati>, niente autobus turistici. Un sito, quindi, autenticamente proposto grazie ad un primo piano omaggio del caso.

 

 

HENRI CARTIER BRESSON – Ho voluto in questo mio insieme di foto normali realizzate da autori non blasonati, anche un Maestro. E qui è HCB che ha sovente fatto ricorso nei suoi foto/racconti al primo piano. In questa sua fotografia, ripresa a Cordoba, HCB ha anteposto, difatti e funzionalmente, la figura femminile in nero a quella museale. Ed il racconto è diventato più intrigante anche perché le due presenze hanno gestualità identiche.

 

Filippo Crea

filic@fastwebnet.it

 

 

 

NOC SENSEI è un modo nuovo di vedere, vivere e condividere la passione per la fotografia. Risveglia i sensi, allarga la mente e gli orizzonti. Non segue i numeri, ma ricerca sensazioni e colori. NOC SENSEI è un progetto di New Old Camera srl

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