Il Luogo/Comunismo

Il luogo/comunismo non è, qui, un’ideologia politica, l’ennesima. Oggi mi gjra di condividere con voi, amici nocsenseinisti, l’irritazione invisibile ma tagliente che mi fa imbufalire ogni qualvolta ricevo da miei amici lettori dei portfoli che mi vien chiesto di valutare. Niente male che si sollecitino dei pareri. Tutt’altro.

E però quando in un portfolio ci trovo otto cosucce su dieci, viste e riviste migliaia di volte, io mi concedo il diritto di imbufalirmi come un bufalo che faccia bene il suo mestiere di bufalo. E succede quando incrocio il nonnetto che al mare fa i castelli di sabbia per il nipotino. E succede quando vedo un tramonto maltrattato da un furgone improbabile o da passanti estranei al voluto.

Per chiarire vi regalo alcune prese che un luogo/comunista di razza non avrebbe mai firmato perché lontane mille leghe dal suo <dna> culturale. O no? Eccole:

 

 

EVENTO – Una mia fotografia che legittimamente può essere accolta nella <Casa della Metafisica>. Sì, Metafisica perché è <fuori del reale>- Un’immagine che si può guardare a lungo senza riuscire a comprenderne l’atmosfera in certa misura inquietante e comunque di strano e notevole fascino.

 

 

IL VELIERO – L’autore di questa splendida opera ha una assoluta padronanza tecnica e, ancor più, dell’equilibrio compositivo. Bene qui l’armonico contrasto cromatico tra la barca perfettamente riposante nel blu forte del mare, e che <siede> leggera sulla stringa di terra che è in basso nel fotogramma, e dove vive un territorio abitato e rassicurante.

 

 

L’ATTESA – Anni fa scrissi un inno al <dettaglio> in fotografia. Dimostrai o provai a farlo, come spesso un dettaglio catturato in una ripresa d’insieme possa essere più narrativo di un tutto. Venivano escluse le molte e diverse presenze che venivano percepite come inessenziali e, fors’anche disturbanti. Qui Renato Canal, medico milanese e fotografo di bella sensibilità, ha risolto così una ricerca sul tema de <l’attesa>. 4

 

 

IL SOTTOPASSO – È il sottopasso della stazione ferroviaria di Danzica in Polonia, ed una giovane donna lo percorre come passando in rassegna il drappello femminile virtuale al limite del credibile. È proprio questo mix tra il reale e l’improbabile che mi ha sfidato a fare clic. E sono sovente proprio questi insiemi improbabili a dare vita ai miei  fantasmi affascinanti.

 

 

IL CONVENTO – <saper guardare>, eccone qui un buon saggio. Due cartelli stradali di matrice religiosa con, a destra, qualcosa di diversa fattura. Il fotografo aveva di certo percepito la dissonanza del tutto ed ha colto l’opportunità di mettere nel carniere un’immagine quantomeno diversa e premiante.

 

 

RAGAZZA IN TRENO – Questa fotografia avrebbe potuto firmarla Giorgio Morandi pittore: l’identico silenzio, la medesima atmosfera rarefatta, lo stesso cromatismo armonico e come fuori del tempo. Quieta e credibile la postura della giovane viaggiatrice che guarda ad un esterno altrettanto sospeso e tranquillizzante.

 

 

IL TRENO ATTRAVERSA IL TEMPO – Così Josè Manuel Sanchez Barrado ha titolato questa sua opera di superiore valenza creativa premiata nel 2022 da <Caminos de hierro> (strade ferrate) delle Ferrovie spagnole. Una invenzione di sicura fattura filosofica e di razionale composizione. “La fantasia al potere”! Sette più!

 

 

ROSSELLINI – Una chicca questa <street> in Piazza Scala a Milano con Isabella Rossellini qui impegnata per Damiani in compagnia di Leonardo, quello da Vinci per essere precisi, che osserva curiosa ed attenta quanto si muove nella piazza sotto di lei. Un accostamento che supporta Isabella senza penalizzare Leonardo, il Genio.

 

 

ANKARA – Ad Ankara, Capitale delle Turchia, il Mausoleo di Ataturk, già Primo Presidente del Paese, è collocato in uno spazio enorme dove sono elevate tre grandi statue.  All’autore è stato sufficiente per realizzare questa suggestiva fotografia riprendere le statue dal basso e decentrarle nell’angolo inferiore a sinistra. Le ha riprese infine e bene contro il bianco forte delle nuvole.

 

 

100 % – Metafisica pura! Una parete vuota con un 100% che non ci aiuta a capre cosa abbia da foto/raccontare questa parete vuota che apre su altro spazio altrettanto vuoto. Io mi sono posto questa domanda per meno di undici secondi e poi di corsa ho felicemente rinunziato. Un’opera, questa, che di certo un luogo/comunista si affretterà a cestinare, ma che a me invece piace moltissimo. Ad ognuno il suo!

 

 

FELLINI – Ancora un’immagine che metterà di pessimo umore il mio luogo/comunista. C’è qui, difatti, contrariamente a quanto è nella foto del 100%, un coacervo di presenze inconciliabili. Vediamo: dietro ad una sorta di oblò ci sono io con la mia Nikon e, con accanto, una inquietante figura femminile. Davanti all’oblò un caos felliniano – Che abbia ragione il luogo/comunista?

 

 

LA CHAPELLE – Finalmente una foto “pomodoro e basilico”, vale a dire di buon sapore immediato. L’ingresso a sinistra, tetro come un antro, introduce nella cappella a destra che si accende di luce e di colori forti su un muro grigio chiaro che ne esalta il vivace cromatismo. Una proposta di sapido ed immediato consumo, e di equilibrata fattura d’insieme.

 

 

IL SOVRAPPASSO – Questo ponte di progetto architettonico di avanguardia, leggero e forte insieme, si esibisce a Milano City. Su di lui planano, preziose ed irrinunciabili, due fotogeniche nuvole, leggere e tuttavia decise e che affinano il tutto. C’è ed è impedibile, una mini/presenza raffinata. Non perdetevela! È nel solo e minuscolo passante che muove i suoi passi sul ponte. Una fotografia di perfetta composizione.

 

Filippo Crea

 

 

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