All’Ippodromo

Immaginiamo sia il tema imposto in un concorso di fotografia. Arrivano le prime fotografie. Moltissime quelle dei cavalli bene in posa nei box, poi quelle dagli spazi nei maneggi, poche fotografie di cavalli al salto dell’ostacolo E quasi tutte buone per la serie “già viste 9.999 volte”. Io non sono un esperto di questo mondo che tuttavia mi ha affascinato almeno in due occasioni diverse.

La prima durante un mio giro in Sardegna. Ero a Barumini, volevo visitare “Su Nuraxi” il nuraghe più significativo di Sardegna. Mi ero fermato nell’albergo “Su Nuraxi” dove ebbi la fortuna di conversare a lungo con la proprietaria, la straordinaria signora <Tonina>, appassionata narratrice del suo mondo umano e geografico. E dal suo albergo, a due passi dal Nuraghe, vidi di fronte a me la Giara di Gesturi, un altopiano basaltico dove vivono, allo stato brado, i “cavallini della Giara”.

La seconda quando anni fa ho realizzato a Milano una Mostra per il Centro di Ippoterapia dell’Ospedale Maggiore. Una Istituzione medica di prestigio, per la Riabilitazione Equestre, supportata da uno straordinario gruppo di Volontari.

Non posso dilungarmi su queste mie due <iniziazioni> del mondo del cavallo. Rischierei di “mangiarmi” troppo, del mio spazio su <nocsensei>.

Ed allora vi propongo alcune fotografie, una volta ancora indirizzate a stimolare i fotoamatori alla caccia di immagini che interessino il mondo del cavallo. (NB – queste immagini sono tutte, o quasi, relative al mondo specifico degli ippodromi, e non ha interessato altre opportunità, i cavalli di Camargue o di Maremma, i cavalli delle parate militari, il <reining> dei cow boys per disciplinare le mandrie dei bovini, il dressage, la doma, gli ostacoli, i cavalli dei forestali, quelli da traino, l’ippoterapia, ecc.)

 

*** Un cavallo speciale – Eccolo in uno spazio della Villa Arson, una prestigiosa scuola d’Arte Statale francese. Avevo pensato di metterlo in fondo a questo mio scritto, ma ho poi deciso di utilizzarlo all’inizio, come inusuale e divertente introduzione all’articolo. Un cavallo che racconta come dev’essere un buon cavallo, fin dentro alla sua pancia.

 

*** Il Palio di Siena – Una prova firmata da un foto/amatore più volte venuto a foto/chiacchierare con me in Redazione. Mi spiace, ma me ne sfugge il nome. Il Palio non esaurisce il suo ciclo di vita nel solo giorno della competizione. Ha antiche e viscerali radici che si manifestano con riti diversi che precedono e seguono l’avvenimento. L’autore della presa aveva ottenuto di presenziare alla cerimonia della benedizione del cavallo che avrebbe difeso l’insegna di una contrada. Una cerimonia religiosa intensa e raccolta. Il prete benedice, ed i presenti seguono il rito in rispettoso silenzio. Una fotografia che documenta quanto primario sia l’impegno alla ricerca.

 

 *** A cavallo nello Yorkshire – un’immagine connotata da una raffinata atmosfera d’insieme. Suggestiva la composizione con i sette cavalieri allo stesso modo abbigliati, ed armonicamente allineati, con il cromatismo quieto del luogo, e con una riposante illuminazione scenica. Io non conosco questa contea della Gran Bretagna, ma ho per certo che l’atmosfera ambientale sia stata puntualmente foto/raccontata.

 

*** La toilette – un bozzetto del quotidiano di un centro ippico. Qui è documentato il solido feeling tra i giovanissimi ed i cavalli. Da notare la cura con cui la ragazzina srotola la coda del cavallo per una corretta pulizia, e da osservare, complementare ma arricchente, la presenza tenera della bambina in secondo piano che accarezza l’amico a quattro zampe. Foto come questa possono sembrare pronte e prefabbricate e, quindi, facili. Non è così: l’autore ha dovuto attendere il momento giusto per fare clic. La pazienza, ecco un accessorio indispensabile nella borsa di un buon fotografo. 

 

*** Cracovia, piazza del Mercato – È uno straordinario biglietto da visita di questa città. E l’autore, fra le tante preziosità del luogo, ha scelto di esprimersi con un uno strumento non molto frequentato: il dettaglio. E questo dettaglio è stato prima intuito, e poi registrato con mano tecnica esperta.

 

*** Il controluce – è un’opera fotografica di matrice classicamente super che non necessita di alcun commento. Ed io l’ho voluta qui come formativo complemento alle altre fotografie qui pubblicate, e prevalentemente di matrice documentaria.

 

*** Il guardaroba – in una esclusiva scuderia milanese queste selle a riposo e cromaticamente discrete hanno dato vita ad un insieme compositivo di bella eleganza formale. Il che dimostra che accanto a fotografie chiaramente documentarie, è bene mettere in campo anche fotografie progettate con sguardo creativo.

 

 

*** La piccola dentista – Giorgia esamina con occhio attento e divertito la dentatura del suo amico Arturo. L’autore ha espresso due positività: ha cercato, ha visto, e solo dopo ha fatto clic. E lo ha fatto con bella grafia. La piccola dentista oppone il suo volto divertito, in diagonale dal basso verso l’alto, al muso ingrugnito di Arturo.

 

*** Guida al trotto – dalla sua postazione il preparatore controlla l’andatura di un trottatore. Uno scatto realizzato con effetto <finestra> Lo spazio esterno e quello interno giocano un armonico ed accattivante contrasto di bianco e nero. Un’opera, quindi, di sicura positività narrativa surrogata da una puntuale grafia tecnica. Due plus, infine, in funzionale equilibrio.

 

*** Arriva la paglia – sì, è vero, è una istantanea/documento che tuttavia è dotata di presenze sceniche ottimamente mixate. La paglia per il giaciglio è in arrivo, le finestrine box appena presenti, ed infine, e seppure appena accennato, il cavallo sulla destra è come irrinunciabile complemento narrativo.

 

*** Galoppatoio al coperto – un’opera funzionalmente composta. Il fotogramma è suddiviso in due distinti segmenti che non sono in conflitto. In alto la copertura di tono chiaro, in basso il grigio scuro del terreno. Ed infine il vuoto assoluto dell’ambiente che l’osservatore può corredare con voci e presenze liberamente immaginate.

 

*** Il pediluvio – Ed ora tocca ai piedi. Se ne occupa una diligente lavanderina che assolve al suo compito con molta attenzione. Una presa, questa, che è indispensabile complemento alla narrazione generale del variegato ed animato mondo di un centro ippico.

 

*** Il programma – in ogni buon impianto ippico è indispensabile conoscere le molteplici attività individuali e collettive. Ecco qui l’ordine di servizio del giorno che dovrà essere rispettato per una funzionale operatività dell’impianto. Anche questo è uno scatto funzionale ad una foto/ricerca esaustiva.

 

*** Al lavoroun felice ritorno dalla immagine <documento> ad una risultante d’arte. Vediamo: è una foto creativamente ghigliottinata per obbligare lo sguardo dell’osservatore dalla persona al suo <fare>; è visibile infine ed arricchente, un mosso contenuto che giova alla specificità del racconto.

 

*** Consegna a domicilio – è arrivata la spesa! Una ripresa di buonissima marca. I colori presenti sulla lavagna di colore verde, vale a dire il bianco ed il nero sono in gradevole equilibrio di peso e di volumi. Questo insieme cromatico ben composto supera gli esami a pieni voti. E qui fotografia/documento e fotografia d’arte sono mixati in perfetta simbiosi.

 

*** Ed oggi basta così – Ci siamo molto divertite ed abbiamo fatto tutto per bene. Ora di corsa alle merendine, e ci rivediamo domenica. Nient’altro che un capitolo breve in un racconto lungo. È una immagine di semplice fattura al servizio di una narrazione piena, ed a riprova che “chi cerca può trovare”. È questo un fondamentale della buona fotografia.

 

*** In equilibrio – i bambini frequentano i maneggi per curiosare su questo mondo loro ancora sconosciuto ma, anche e soprattutto, per “fare”. E qui questa cavalierina, seguita dallo sguardo attento di una allenatrice, è impegnata in un esercizio di base fondamentale: il controllo dell’equilibrio. Bella la gestualità della bambina e felicemente narrativa l’espressone della preparatrice.

 

*** La mini/amazzone – questa raffinata ripresa si colloca nel filone delle fotografie <progettate> con finalità creative. Chi è il primo attore su questo palcoscenico? È il cavallo fiero e bellissimo, oppure è la figurina funzionalmente fuori/fuoco che si muove in secondo piano? La mia opinione, eccola: sono entrambi protagonisti perché recitano <alla pari> a complemento l’uno dell’altro.

 

Cordialmente

Filippo Crea

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