Ad occhio di rana… ovvero dal basso

Dal basso, dall’alto – ovvero – ad <occhio di rana>, o a <volo di uccello> – Due definizioni diverse per riferirsi a due diversi punti di presa. Una premessa che devo a me stesso, ancor prima che ad altri: queste mie <filippeidi> non vogliono proporsi come lezione di fotografia. I lettori di <nocsensei> sono lettori di decisa maturità, e queste mie <filippeidi> non pretendono quindi di proporsi come fatto di formazione. La missione che ho assegnato loro è semplice. Semplice, ma primaria! Pubblico delle immagini <acqua e sapone> firmate da buonissimi fotoamatori, ai quali chiedo scusa per averne omesso la paternità per colpa del mio PC andato in crisi. Immagini che, spero, possano stimolare alla pratica della fotografia mono/tematica. Ecco qui alcune fotografie realizzate, tutte, da un punto di presa <dal basso> con soluzioni di diversa matrice. Da meditare.   1) le dune – di f.crea – una prova che non odora di creatività. Un’immagine voluta come souvenir. Sulla costa atlantica francese le <dune del Pilat> sono un suggestivo punto di vista sul palcoscenico dell’Oceano Atlantico da una parte, e sul suo territorio interno dall’altra.         2) l’aereo nelle nuvole – Sì, qui la fortuna e la creatività sono decisamente alleate. Complimenti vivissimi a chi ha pre/visto e firmato questa bellissima prova. Super il contrasto cromatico giocato dal cielo e dal batuffolone bianco. Ed infine di marca super l’avere atteso che l’aereo imboccasse questo magnifico tracciato di volo.         3) ritratto – questa immagine rivela una superiore programmazione dell’insieme. Perfetta la collocazione decentrata del volto della modella che emerge da una lavagna, il muro della casa, fortemente materica. E benissimo per il ricorso al B/N che ha coerentemente e magnificamente uniformato il tutto.         4) il campanile – mi mortifica l’avere smarrito il nome dell’autore dotato certamente di una superiore capacità di vedere. E’ certamente l’opera di un fotografo che, quando cammina, non guarda solo davanti ai suoi passi, ma che indirizza i suoi occhi anche verso l’alto. Le due presenze, tra loro diversissime, non fanno a cazzotti. Si supportano in un insieme di molta armonia.         5) gli ombrelloni – due in primissimo piano e due nel pano di fondo, ed insieme convergenti verso l’alto, verso un palcoscenico che è semplice e super, e cioè verso l’azzurro del cielo al quale fanno armonica compagnia i bianchi batuffoloni delle nuvole. Ed un punto di presa ottimamente gestito.         6) tutto sotto – l’uomo e la materia insieme. L’uomo percorre la rigorosa geometria della griglia posta a dominio del territorio che è sotto ai suoi piedi. Il <plus> della proposta è nel fatto che l’autore ha saputo pre/figurarsi questo insieme di bella creatività.         7) San Mauriziodi f.crea – la Chiesa, al Monastero Maggiore di Milano, ribattezzata come la <Cappella Sistina di Milano> da Vittorio Sgarbi. Ora il restauro è concluso e, quindi, non perdetevi questa meraviglia. Nella mia foto il famoso dipinto del Luini è sovrastato dal groviglio della struttura di restauro. E ciò mi ha sollecitato a fare clic. Mi piaceva, difatti, foto/ raccontare il contrasto tra le due “opere”, quella delicata del dipinto, e quella incombente dell’impalcatura di restauro.         8) il Portello – di f.crea una fotografia di impatto forte ed immediato. Qui è l’avveniristica area del Portello, già Alfa Romeo, a Milano. Funzionale l’accostamento tra la sopraelevata che si distende in orizzontale e la scia luminosa in discesa dal cielo.       9) la palma – di f.crea – una palma aggressiva punta verso l’alto e proietta un’ombra delicata sulla superficie bianca di uno stand espositivo che si presenta timidamente in basso a destra del fotogramma. La matericità forte della palma è in armonica coerenza con la leggerezza del tendone bianco.         10) quelli che guardano – Una raffinata proposta da boutique. I due uomini in basso guardano verso l’alto come a guidare lo sguardo dell’osservatore. Da rilevare infine come l’insieme è segmentato in due spazi cromaticamente distinti e complementari; in alto la luminosa presenza delle decorazioni, in basso un insieme più sobrio, o più <museale>.         11) il pescatoredi f.crea – Non è soltanto un acquarello, è un foto/racconto. Descrive due mondi in apparenza vicini, in quanto occupano entrambi lo stesso azzurro dell’insieme. Eh no! In alto l’aereo vola con il suo carico umano di personaggi di diversa storia personale, e comunque viva e frenetica. In basso un essere umano quieto e solo con la sua canna da pesca. Due mondi diversi, vicini e lontani.         12) Il traliccio – Ecco cosa può ottenersi di fotograficamente diverso con una ripresa dal basso. Qui è qualcosa che somiglia, con la sua geometrica complessità, ad una installazione d’arte museale d’avanguardia. E’ per questo che chi fa fotografia è bene la faccia anche usando le gambe, muovendosi e guardando a destra, a sinistra, in alto, in basso.         13) la palma e le gru – Ecco qui qualcosa che è stato regalato dal cercare qualcosa che, magari, è in alto. Qui due presenze diverse convergono insieme verso il cielo. L’una, la palma, partorita dalla natura; l’altra, le due gru, nate dalla mano dell’uomo. Ed il tutto per un foto/risultato certamente accattivante.           14) la funivia – una prova che parla la lingua della montagna dolomitica che è in basso, incombente, a sinistra. In alto il carrello di una funivia è il coerente complemento al tutto. L’autore ha ben gestito la misurazione espositiva assegnando una giusta leggibilità alla montagna e rispettando la gradevole luminosità del cielo non interessato da nubi invadenti.   Filippo Crea filic@fastwebnet.it              

NOC SENSEI è un modo nuovo di vedere, vivere e condividere la passione per la fotografia. Risveglia i sensi, allarga la mente e gli orizzonti. Non segue i numeri, ma ricerca sensazioni e colori. NOC SENSEI è un progetto di New Old Camera srl

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