36 respiri. Un racconto fotografico di Davide Cirrincione

In un luogo non dichiarato e in un altrettanto vago lasso di tempo undici personaggi, estranei tra loro, vivono dei “momenti” che li legano inconsapevolmente. Un uomo, volutamente non nominato, viene portato in ambulanza, per un malore, da una spiaggia in un ospedale dove, una volta assistito, riceve la visita di una anziana signora chiamata Grace.

I due non si conoscono ma Grace, per qualche motivo, si reca lì e guidata dall’addetta al desk e da un’infermiera, vive un’esperienza inaspettata. In quella struttura sanitaria, particolare per la sua atmosfera e per le sue terapie, avviene un incontro che sembra sperato e dichiaratamente desiderato dall’uomo.

Egli, sotto terapia farmacologica e in un ambiguo delirio, parla alla signora della propria esperienza di fotografo dipanando i suoi pensieri in un racconto che la coinvolge in riflessioni su vita, morte, malattia, azioni e soprattutto sul tempo. Dopo questo delirio l’uomo muore lasciando un dolore in Grace ma, nei giorni a seguire, per lei inizierà una nuova avventura.

Ella si accorge, tornata a casa, di avere con sé un rullino fotografico che farà sviluppare e stampare per ottenere le 36 fotografie “contenute” al suo interno. Per far ciò, confusa ma decisa ad agire, si incrocia con altri personaggi in relazioni e situazioni in cui vengono ripresi i temi del racconto dell’uomo in ospedale. Si reca in un laboratorio fotografico dove il titolare avrà molto da dire sul rullino e anche su altro. Le fotografie vengono comunque stampate.

Grace le riporta a casa dove incontra nuovamente l’addetta al desk con la quale, inizia a guardare le fotografie fino a quando, ormai sera, le due si separano. La notte stessa Grace, in sogno, si ritrova ad ascoltare quell’uomo che questa volta ha da chiedere e non da raccontare.

 

 

Dal capitolo “Il delirio”

“Da quando ho questa macchina fotografica non ho fatto altro. Prima di averla, rivolgevo lo sguardo a tutto ma difficilmente guardavo a fondo qualcosa e raramente osservavo. Sono passati molti anni e ancora la sento al collo come la prima volta…

Fu la prima fotografia che non riuscii a scattare.

Il grandangolo da 24mm è il secondo e spesso ultimo obiettivo con cui penso si debba fotografare. Con il suo esteso campo visivo, è uno strumento che aiuta quel fotografo timoroso della normalità facendogli pensare che in essa possa sfuggirgli qualcosa.

Affidandosi a dei bordi allargati egli crede di avere un visione maggiore. E’ un obiettivo che prevede o preannuncia dei dubbi, l’ansia che il tempo possa nasconderci la realtà insieme alla volontà di vedere più lontano. Alimenta e soddisfa la speranza di scoprire se il respiro di una fotografia possa farsi più stretto e, invece che diffondersi verso l’alto, si diriga nella profondità prospettica dell’inquadratura.

E’ la lente dell’illusione e del tradimento.

Promette spazi più ampi ma al suo centro c’è un restringimento dello sguardo proiettato verso un punto infinito”.

 

Clicca qui oppure sull’immagine per accedere al Crowfunding

 

 

 

Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo sito web può essere riprodotta, memorizzata o trasmessa in alcuna forma e con alcun mezzo, elettronico, meccanico o in fotocopia, in disco o in altro modo, compresi cinema, radio, televisione, senza autorizzazione scritta dell’Editore. Le riproduzioni per finalità di carattere professionale, economico o commerciale o comunque per uso diverso da quello personale possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da New Old Camera srl, viale San Michele del Carso 4, 20144 Milano. info@newoldcamera.it
All rights are reserved. No part of this web site may be reproduced, stored or transmitted in any form or by any means, electronic, mechanical or photocopy on disk or in any other way, including cinema, radio, television, without the written permission of the publisher. The reproductions for purposes of a professional or commercial use or for any use other than personal use can be made as a result of specific authorization issued by the New Old Camera srl, viale San Michele del Carso 4, 20144 Milan, Italy. info@newoldcamera.it

©2023 NOC Sensei – New Old Camera Srl

 

 

 

NOC SENSEI è un modo nuovo di vedere, vivere e condividere la passione per la fotografia. Risveglia i sensi, allarga la mente e gli orizzonti. Non segue i numeri, ma ricerca sensazioni e colori. NOC SENSEI è un progetto di New Old Camera srl

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *