Giuseppe Bellina. L’Arte della Natura. I Deserti del Far West

Ci sono luoghi che sono entrati nel nostro immaginario visivo attraverso le scenografie indimenticabili create dall’industria cinematografica: chi non ricorda il paesaggio che fa da sfondo al lungo inseguimento della diligenza in “Ombre rosse” di John Ford o l’inquietante bellezza della Death Valley in “Zabriskie Point” di Michelangelo Antonioni?

Sono immagini con cui bisogna fare i conti perché riaffiorano nel nostro inconscio e quasi si sovrappongono ai paesaggi autentici che ci si presentano davanti agli occhi.

 

© Giuseppe Bellina

 

Giuseppe Bellina si è proprio trovato – in un recente viaggio negli Stati Uniti – di fronte alla meraviglia di questa natura selvaggia e sostanzialmente incontaminata ma ha voluto documentarla con uno sguardo tutto suo per privilegiare una visione prevalentemente estetica.

Alternando con sapienza teleobiettivi e grandangolari, il fotografo è andato alla ricerca di quanto maggiormente gli interessa: la grandiosità dei luoghi, la mancanza pressoché assoluta di presenza umana, la ricerca di colori che vibrano su una vasta gamma di variazioni sui toni del verde, del blu e di quel ventaglio cromatico che va dal giallo al bruno.

 

 

Sfruttando l’elevata qualità dei suoi obiettivi Leitz, Bellina non si limita alla visione d’assieme ma va alla ricerca appassionata dei particolari fino a cogliere il serpeggiare di una strada su cui si muove un puntino rosso che si rivela essere un camion.

Passando dalla Monument Valley al Grand Canyon, dallo Yosemite Park alla Death Valley, cerca le prospettive più audaci alternando pianure sterminate e improvvise profondità scavate nei millenni dai fiumi, pareti scoscese e pinnacoli che si elevano solitari sullo sfondo dell’orizzonte.

In tal modo, la natura dimostra tutta la sua grandiosa capacità di presentarsi come una vera e propria opera d’arte dove i colori e le forme producono composizioni di cui la fotografia sa esaltare ancora una volta la bellezza.

Roberto Mutti

 

© Giuseppe Bellina

 

Giuseppe Bellina è un ingegnere chimico che ha lavorato come direttore di progetto in una multinazionale del settore chimico in ogni parte del mondo – Italia, Europa, Stati Uniti, Medio Oriente – per la progettazione e costruzione di impianti petroliferi e petrolchimici, impianti ecologici e centrali nucleari.

Fotoamatore esigente, ha iniziato da ragazzo con una Koroll 24 e poi con una Bencini Perla II con ottica Schneider Xenar arrivando negli anni ’70 a una Rollei SL35 con Zeiss Distagon 35mm e Tessar 135mm che ancora rimpiange. Dalle Olympus OM1 e OM2 e dalla Nikon F2 è poi approdato alle Leica R4 e R8 con ottiche Elmarit 19 e 24, Summicron 35, Apo-macro Elmarit 100 e Apo Telyt 180 spesso duplicato con Apo-Extender 2x.
Pur sapendo muoversi con abilità in camera oscura e facendo ricorso a pellicole di qualità (per questa mostra la Fuji Provia 100 e le Kodak Elite Chrome 100 e 200), utilizza con competenza gli strumenti informatici.

 

 

 

 

 

NOC SENSEI è un modo nuovo di vedere, vivere e condividere la passione per la fotografia. Risveglia i sensi, allarga la mente e gli orizzonti. Non segue i numeri, ma ricerca sensazioni e colori. NOC SENSEI è un progetto di New Old Camera srl

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