Cristina Pappadà. XAOC

“Ben venga il caos, perché l’ordine non ha funzionato.” (Karl Kraus)

 

CÀOS. Una parola di origine greca, CHÀOS, il cui significato primario è “fenditura”

e – simbolicamente – “abisso”; che si rimanda anche ad altra parola greca, CHÀO, che si traduce come “sono vuoto”.

Sono vuoto e vago fino all’abisso. Da solo.

Continuando con lo studio etimologico della parola, sembrerebbe che il senso primitivo del fonema sia quello di indicare un’ampia e tenebrosa voragine nella quale- prima che il mondo fosse ordinato- vi fossero racchiusi gli elementi più disparati, gli stessi che poi andranno a comporre l’universo come l’acqua, l’aria, la terra e il fuoco. Ecco quindi la nostra comune considerazione di caos: la confusione degli elementi.

Ogni giorno ci muoviamo tra moltissime informazioni che ci arrivano da ogni fronte. Viviamo sommersi di immagini e testi, continuamente in aggiornamento, davanti ai nostri occhi. Questa raffica di informazioni visive si traduce in dispersione. Confusione. Caos.

Con le sue fotografie, Cristina Pappadà, ha cercato di dare un senso al suo caos interiore – e il suo caos è uguale a quello che ognuno di noi vive almeno una volta nella vita – attraverso le forme del corpo e del paesaggio.

Dal paesaggio corporeo a quello che ci circonda si giunge alla prova finale: l’accettazione di sé e dell’umana  condizione.

La fotografia diventa una cura, uno sfogo e un modo per dare risposta alle numerose domande che ci tormentano.

Il caos raccontato dagli scatti di Cristina- con il loro contenuto che ad un sguardo può sembrare, non a caso, caotico- possiede tutte le possibilità di trasformarsi in qualcosa di veramente significativo e naturalmente orientato all’ordine.

Qualcuno disse che il caos dell’inconscio può essere trasformato in ordine solo dall’inconscio stesso e cioè che bisogna essere pronti ad attraversare, accettando o tollerando, nella nostra vita un certo grado di confusione, di frustrazione e – talvolta – di disperazione. Facendolo con la consapevolezza che solo questa spinta potrà attuare un naturale cambiamento. Un ritorno all’equilibrio.

Iole Novelli.

 

 

Cristina Pappadà, classe 1990, appassionata e affascinata dal mondo della fotografia fin da bambina, si avvicina alla fotografia nel 2014.

Dopo aver esercitato per un lungo periodo la professione di ragioniera ha, finalmente, l’occasione di esprimere la sua passione per l’arte, l’immagine reflex.

Il suo obiettivo, in ogni opera, è di riuscire a far vedere al mondo quello che i suoi occhi, attraverso la macchina fotografica, riescono a cogliere in ogni risvolto della realtà.

Il carattere della sua fotografia è stato, dai più eruditi, definito American street style.

 

NOC SENSEI è un modo nuovo di vedere, vivere e condividere la passione per la fotografia. Risveglia i sensi, allarga la mente e gli orizzonti. Non segue i numeri, ma ricerca sensazioni e colori. NOC SENSEI è un progetto di New Old Camera srl

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