Nico Surace. Arghillà

Di Marco Guidi.

 

Ha scritto Walt Whitman:

L’impronta del mio piede per terra sprigiona centinaia di affetti. Che si fanno beffe di ogni mio sforzo di riferirli.

Sono innamorato degli spazi aperti in estensione, Di uomini che vivono tra le mandrie, o che hanno il sapore di oceani e boschi.

Di chi costruisce navi e le governa, e maneggia asce e mazze, o guida i cavalli,

Io posso mangiare e dormire con loro per intere settimane.

 

Gli spazi aperti in estensione, con i cui abitanti si può dormire e mangiare per intere settimane.

Nella realtà fotografata da Nico Surace, che è stata prima aspettativa, rifugio onirico e poi brutale risveglio, consapevolezza dello spesso monocromatico “Diventare grandi”, ci sono spazi aperti che servono solo come strada per arrivare a un insieme di muri, quei muri al cui interno non vivono affetti ma frustrazioni o malcelate sopportazioni.

La sua fotografia cerca, con un calibrato uso del colore, di riflettere, di mantenere in qualche modo quel barlume di speranza, quella scintilla infantile per la quale Arghillà rappresentava un obiettivo di vita familiare, ma per primo l’autore capisce che ormai è come un’arrampicata sugli specchi.

Un colore codificato, dal quale, nonostante tutto, emerge un giudizio e un sentimento. Una fotografia post-topografica che rimanda alle immagini involontariamente oniriche e fuori dal tempo degli operatori di Google Instant Street View. Ma mentre le loro istantanee sono un imparziale e veloce attraversamento di luoghi, quelle di Nico Surace sono la struggente testimonianza del fallimento di un’operazione sociale e culturale.

 

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© Nico Surace

 

 

 

NOC SENSEI è un modo nuovo di vedere, vivere e condividere la passione per la fotografia. Risveglia i sensi, allarga la mente e gli orizzonti. Non segue i numeri, ma ricerca sensazioni e colori. NOC SENSEI è un progetto di New Old Camera srl

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