Mario Zanaria. Il Teatro e Mia Zia.

Fotografie di Mario Zanaria

Un progetto di: Greta Cappelletti e Mario Zanaria

Testo: Greta Cappelletti

Redatto e pubblicato da Perimetro

 

 

 

Dopo la notizia della chiusura dei teatri, i lavoratori scendevano in piazza, impotenti, funerei, e io pensavo a questo scambio con mia zia.

Ero davanti a un teatro per dire che sì, c’ero anch’io, ma ero davanti a un teatro anche per proteggere un lavoro che mia zia non aveva ancora capito.

Intendiamoci, non voglio sminuire mia zia che, per la cronaca, fa un ottimo brasato al sugo, ma negli anni, insieme a diversi colleghi, mi sono imbattuta spesso in scambi sullo stile, quegli scambi dove il teatro diventa una struttura sfocata e l’attore l’unico ruolo assimilato mentre il resto è nebbia crescente, macchina del fumo.

In foto: Alberto Boubakar Malanchino, attore e Alice Raffaelli, danzatrice.

 

 

I teatri sarebbero stati chiusi a breve, di nuovo e chissà per quanto, io sentivo il disperato bisogno di chiarire alla zia una volta per tutte il mio lavoro, ricostruendo pezzo dopo pezzo la macchina teatrale, quella delle insegne ancora accese, del brusio seguito dal silenzio in sala, del controllo biglietti all’ingresso, dei cellulari spenti e delle luci che, lente, si abbassano.

 

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