Alessandro Di Mise. Pride week 2021

Di Alessadro Di Mise

Entrare nel cuore di una storia non è semplice.

 

 

Ci vogliono tantissimi ingredienti ben miscelati, serve che la melodia sia ben equilibrata, che tutti gli strumenti, insomma, siano accordati nel modo perfetto, affinché la musica sia armonica. E la preparazione, quindi, è tutto.

Ci si veste con abiti comodi, si studia il percorso, le tappe, si pensa al risultato. Ma poi è il caos che deve sorprenderti. O meglio, su di me funziona così. Sono un ammiratore del disordine. E lascio che sia lui, alla fine, a darmi il materiale da cogliere, da inquadrare, da selezionare e da raccontare. Si tratta di un approccio che ormai fa parte del mio percorso. Un percorso che vi voglio raccontare.

 

 

Dopo aver trascorso tanto tempo distante dagli eventi di massa, dopo aver sofferto (come tutti) questa indicibile tragedia del Covid, sono tornato sulla strada, sull’asfalto, a due centimetri dal Reale, da quel Reale così sorprendente, così vivo, eppure così difficile da “fermare”. Ecco, si parte da qui… e si arriva a Milano. Una caldissima Milano, tanto rovente quanto piena di adrenalina.

Domenica si è conclusa la settimana dedicata all’orgoglio delle persone, gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, asessuali, intersessuali e queer. E l’azienda per cui lavoro, il gruppo editoriale Netweek, mi ha chiesto di raccontare a modo mio l’evento conclusivo di questa Pride week 2021.

 

 

Un’opportunità incredibile che ho accolto con tutta la felicità del mondo. Perché alla fine è questo il mio mestiere: documentare. In tutti questi mesi ho sognato di poter prendere parte a un evento di massa. E ora eccomi qui, tutto emozionato, a cercare di tradurre queste emozioni anche sulle colonne del portale degli amici di NOC, che ringrazio di cuore. Siete come una famiglia.

Ho tentato, come si chiede a un giornalista, di non esprimere un giudizio personale sulla manifestazione. Ho catturato i volti, le storie minime, i sorrisi, gli attimi irripetibili dell’evento di domenica pomeriggio. Quanto posso rivelare senza timore di espormi in un parere, è questo: in Pride square ho visto e assaporato la libertà.

 

 

Poco conta se si tratti di libertà dal nemico invisibile, il Covid, che per troppo tempo ha obbligato tutti alla reclusione, o di libertà espressa come forma di protesta nei confronti di una cultura che ancora soffre di tanti vincoli. Mamme, papà, bambini, anziani. C’erano tutti. E tutti erano in armonia. Senza distinzioni. Senza margini. Senza barriere.

Quanto è importante poter dire la propria? Quanto è fondamentale, in un mondo come quello di oggi, stradominato da una “digitalizzazione” che regola (forse un po’ troppo) le nostre vita, mettendo sempre più al centro delle esistenze i social, e sempre più all’angolo la presenza fisica? Quanto è giusto gridare al mondo, “viva l’amore”, di qualsiasi tipo, in un Pianeta che soffre, che piange, che è tenuto insieme da lunghi e poderosi cerotti?

 

 

Ci sono tante domande alle quali ognuno di noi può dare la sua risposta, domande alle quali non possiamo più sottrarci, e che trovano risposta (se ne esiste davvero una) solo, forse, liberandoci dai preconcetti e mettendoci il cuore.

Quel cuore che batte, che dà un colore al tramonto, che dà un volto all’amore, che dà senso alla vita

 

Alessadro Di Mise

 

 

 

 

NOC SENSEI è un modo nuovo di vedere, vivere e condividere la passione per la fotografia. Risveglia i sensi, allarga la mente e gli orizzonti. Non segue i numeri, ma ricerca sensazioni e colori. NOC SENSEI è un progetto di New Old Camera srl

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