Best Photo of the Month. Sosio Mormile

 

La cosa più difficile della fotografia di architettura è riuscire a rendere il pensiero del costruttore, la sua precisione geometrica, il senso dei volumi, della prospettiva, dei chiaroscuri, delle linee che si stagliano nel paesaggio. Insomma, in questo genere tutto è complesso e insidioso, e non dipende soltanto dalla scelta di una attrezzatura adeguata a smussare le convergenze. Come avviene per la street photography, anche inquadrare palazzi sembra essere pratica inflazionata tra i tanti aspiranti fotografi affacciati sui social per cercare promozione e like. A torto, può sembrare una corrente più facile, si ritiene che comporti meno coinvolgimento e impegno rispetto a un ritratto o ai racconti documentali. Ed è un grave errore che lascia nell’ombra chi non si impegna per una vera narrazione, per un approccio ponderato di alto livello.

 

© Sosio Mormile

 

Per questo sono rimasta colpita dal rigore formale e dall’armonia compositiva di questi scatti scelti per il mese di novembre. Sono di un autore abituato per mestiere a misurarsi con gli edifici e a leggerne l’anima con un occhio tecnico, però anche grande appassionato di fotografia come mezzo per riportare ciò che i suoi occhi osservano.

Le sue immagini mi hanno vagamente ricordato le opere di Lucien Hervé, il più celebrato dei fotografi di architettura del secolo scorso, indissolubilmente legato al lavoro di Le Corbusier del quale diventò magistrale interprete. In Sossio Mormile vedo la stessa precisione geometrica mescolata a un approccio umanista, a tratti seduttivo grazie all’incanto di questi bianchi e neri, che affiora anche quando gli spazi inquadrati non comprendono figure umane o sono sezioni dell’intera costruzione (come faceva lo stesso Hervé). Sono i luoghi che ci contengono, vengono pensati ed edificati per essere poi vissuti. Gli architetti sono coloro che creano questi nuovi territori da colonizzare, i fotografi (quelli bravi) ne consacrano la grandezza.

 

© Sosio Mormile

 

Riporto qui le parole dell’autore: “Queste immagini sono tratte da due ampi progetti dedicati alle opere dell’architetta Zaha Hadid in Campania: la Stazione Marittima di Salerno e la Stazione dell’Alta Velocità di Afragola. Ho deciso di “raccontare” queste due opere d’arte moderna con fotografie in bianco e nero che ne rivelassero la profonda relazione con il paesaggio circostante. E, per creare un legame tra le due opere progettate dalla stessa archistar, ho adottato, in entrambi casi, una tecnica che privilegiasse i toni alti (high key), fotografando nelle ore centrali di giornate di sole radioso tale da modellare le luci e le ombre prodotte dai raggi solari che di volta in volta facevano capolino nelle strutture, capaci di mettere in risalto le linee, i volumi, i toni quasi bianchi del cemento illuminato dalla luce accecante del nostro Sud.

Le strutture, i volumi, i vuoti dei due terminal segnano il confine tra la materia e il cielo, tra il grigio chiaro del cemento illuminato dal sole e il grigio scuro del cielo blu, esaltando così la particolare vocazione fotogenica delle opere della Hadid. I due progetti sono stati esposti in una mostra fotografica lo scorso ottobre al Castello D’Ariberto a Capiago Intimiano (Co). I progetti completi sono visionabili sul mio sito

 

 

© Sosio Mormile

 

 


 

Sosio Mormile

Sossio Mormile fotografa le cose come le vede non come sono. Il suo interesse per la fotografia nasce all’età di tredici anni quando gli capita fra le mani una fotocamera con soffietto 6 x 9. Da quel momento la fotografia diventa prima curiosità, poi una passione che tutt’ora lo accompagna nella vita.

La sua passione è creare progetti/reportage fotografici che sappiano narrare storie o situazioni. Pensa che una fotografia, per quanto possa trasmettere emozioni, non sia sufficiente a raccontare una storia completa. Per questo, gli piace usare più fotografie e organizzarle in progetti fotografici.

È così che, quando individua un tema interessante, fa delle ricerche per documentarsi e, solo dopo, cerca i luoghi, i territori, gli angoli, le inquadrature da fotografare per raccontare la sua storia.

 


 

 

Da gennaio 2023 abbiamo deciso che l’appuntamento settimanale diventerà mensile, e sarà aperto sia ai singoli scatti che alle micro-narrazioni raccolte dai fotografi.

Sarà possibile quindi partecipare sia inviando le consuete tre singole fotografie in un mese, sia con un portfolio più articolato che tratti però un tema o un soggetto specifico.

L’invio prescelto rimarrà pubblicato per tutto il mese sulla home page di NOC Sensei.

 

Non dimenticate di rispettare rigorosamente le poche regole di partecipazione:

  1. gli scatti devono essere in jpg (max 1MB)
  2. allegare un piccolo statement introduttivo, rigorosamente in formato word.
  3. allegare una vostra piccola biografia, rigorosamente in formato word.

Attendiamo i vostri lavori a bestphotomonth@nocsensei.com

 


 

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