Best Photo of the Month. Lorenzo D’Asaro

 

A rubare la scena questo mese è una serie di fotografie che raccontano dal suo interno una delle più note celebrazioni popolari italiane, la Festa di Sant’Agata a Catania.

Scattate dal suo autore Lorenzo D’Asaro nel febbraio del 2011, queste immagini hanno un taglio vagamente letterario, umanista, come se avessimo di fronte le pagine di un romanzo di Victor Hugo.

 

 

Il fotografo fa un affresco corale dell’umanità che non solo gli passa davanti, ma della quale lui stesso sembra fare parte.

Lo si nota dall’inquadratura dal basso a quel papà col suo bambino, da quella che riprende dall’alto un portantino, o dai ritratti frontali ai gruppi in processione, come se tutta quella gente lo avvolgesse, gli andasse incontro.

Il fotografo ci racconta di avere una formazione analogica, e di aver perseguito la strada della pellicola proprio in quel periodo di transizione che portò alla diffusione della tecnologia digitale.

 

 

La sua scelta stilistica, di questi bianchi e neri soft, conferisce delicatezza all’intero racconto. E i gesti che ferma nelle sue inquadrature, danno invece potenza narrativa alla sua esperienza calato nel mezzo di questa celebrante umanità. Vediamo il trasporto e la partecipazione, l’aria leggera di passanti in sosta per veder passare il corteo, bimbi che si divertono, e tutti fanno parte di questo tutto in maniera armonica.

C’è, se posso permettermi, qualche ridondanza nella selezione che D’Asaro ci ha inviato. Qualche ripetizione che rende lento il fluire della storia, ne basterebbero meno e mancano dei dettagli in primo piano che servirebbero a dare maggiore alternanza alle scene, ma l’insieme è gradevole e ben fatto comunque.

 

 

Lui stesso ci dice:

Era il 2011, da poco (quasi giovane) pensionato, potevo finalmente dedicarmi in modo più intenso al mio hobby preferito; da tempo desideravo fare un’esperienza fotografica più coinvolgente delle sortite estemporanee sotto casa e il progetto di una trasferta di 3-4 giorni da solo mi entusiasmava.

Galeotta fu l’iniziativa di un fotografo residente a Catania che lanciò sul forum di Leicapassion la proposta fotografica e fu prezioso per l’organizzazione e la gestione delle varie fasi dell’evento; la manifestazione che da sempre nel mio immaginario si poneva per caratteristiche, coinvolgimento popolare e durata, come paragonabile al Festino palermitano.
In quel periodo si delineava nettamente uno spartiacque significativo tra il “vecchio” e il “nuovo”, dove per nuovo intendo il sistema digitale che cominciava a diffondersi sempre di più anche a livello amatoriale. Ma per me, allora ancora prevalentemente “analogico”, fu il canto del cigno della Fuji Neopan 1600, pellicola bianco e nero indimenticata.

Fu anche l’ultima occasione per sfruttare a fondo e in modo continuativo il corredo Leica a pellicola. Fu anche il canto del cigno dello sviluppo di qualità dei negativi (dopo di allora non ho più trovato dalle mie parti alcun riferimento valido).

Mi incuriosiva e mi attirava molto la serie di incognite che precedettero l’esperienza in sè: il tipo di sistemazione, gli aspetti relazionali, le scelte tecniche; non ultimo il fatto che un evento complesso e articolato come si annunciava la Festa si svolgesse sul territorio di una città per me pressoché sconosciuta (prima di allora solo poche trasferte di lavoro)

Alla prova dei fatti il bilancio è stato per me molto appagante: ricordo ancora con grande nostalgia le pochissime ore di sonno per le frequenti le levate all’alba, la dimensione notturna del fotografare, le suggestioni alla Brassai, la pretesa ahimè insoddisfatta di essere ubiquo; il ritrovarsi dentro un antichissimo rituale dove il sacro e il profano sono più che mai intrecciati, la perdita di un paio di scarpe sopraffatte per sempre dalla cera, la perdita dei ritmi cd. “normali” della vita quotidiana, frantumati dall’imperativo categorico di esserci a qualsiasi ora! Non sta a me valutare se i risultati che qui propongo siano degni di attenzione. E la voce di Wikipedia può illustrare meglio il significato e le caratteristiche della Festa. Certamente ho cercato di cogliere momenti che mi sembravano scorrere come in un sogno ad occhi aperti, ricordando sempre le parole del mio illustre ospite ”fotografare la Festa di S. Agata è impossibile!”

 

 

 

 


Note biografiche

Mi chiamo Lorenzo, e questa non è la mia prima “presentazione” sicchè abbozzo qui una sintesi dei miei dati salienti: sono over 70, coniugato, nonno, pensionato di banca, “fotoamatore” appassionato; città di nascita e residenza: Palermo; nativo “analogico”; da oltre un decennio utente “promiscuo” (prevalenza digitale, ma con ritorni di fiamma per la pellicola soprattutto bianco e nero).

Genere preferito: cd. “street” con una predilezione per lo scandaglio dei volti e delle molteplici manifestazioni degli esseri umani.

Indimenticabile l’esperienza a telemetro (Leica) quando la vista non mi tradiva. Sono passato anche da Leica digitale, ma con scarsa soddisfazione (prima M8) mi sono rassegnato a performanti e meno dispendiosi corredi nipponici (Fuji, Olympus, Sony). Continio a tenere in esercizio le mie amate “meccaniche”.

Anche se ho ridotto il parco macchine e ottiche, ho mantenuto qualche gioiellino acquisito negli anni senza cadere nel collezionismo fine a se stesso (così utilizzo, anche se non spesso, la Leica Zero “replica” del 2000; la Nikon S3 Millennium; la Contax IIIA a telemetro; la “Contessa” con il 45 Tessar, la Contax S2 coi vecchi Planar)
Focali preferite in generale (digitale e pellicola) 35; 50; 85.

Da qualche anno ho rivalutato il 40mm sia in versione classica (su Leica CL) sia in digitale (l’ultima Ricoh, la GRIIIx, da quando è arrivata la fa da padrona perché molto compatta e quasi invisibilepur se la equipaggio di un lussuoso mirino per me indispensabile.

 

 

 


 

Da gennaio 2023 abbiamo deciso che l’appuntamento settimanale diventerà mensile, e sarà aperto sia ai singoli scatti che alle micro-narrazioni raccolte dai fotografi.

Sarà possibile quindi partecipare sia inviando le consuete tre singole fotografie in un mese, sia con un portfolio più articolato che tratti però un tema o un soggetto specifico.

L’invio prescelto rimarrà pubblicato per tutto il mese sulla home page di NOC Sensei.

 

Non dimenticate di rispettare rigorosamente le poche regole di partecipazione:

  1. gli scatti devono essere in jpg (max 1MB)
  2. allegare un piccolo statement introduttivo, rigorosamente in formato word.
  3. allegare una vostra piccola biografia, rigorosamente in formato word.

Attendiamo i vostri lavori a bestphotomonth@nocsensei.com

 


 

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