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Angelo Anzalone. Princesas.

È venuto a trovarci Angelo Anzalone.

Angelo domani, giovedì 16 maggio 2019, presenterà a Milano il suo libro Princesas con gli scatti realizzati a Catania all’interno del quartiere delle Princesas (Le Principesse).

Nonostante sia un giovane fotografo, Angelo ha dimostrato una grande maturità nel modo in cui ha affrontato il tema e i personaggi principali che animano il quartiere.

La presentazione del libro, domani, 16 maggio, presso Kasa dei libri a Milano.

Buona visione a tutti e grazie Angelo per la tua visita.

 

 

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One Comment

  1. Andrea barbieri

    Occorre fare una precisazione su questa frase di Angelo Anzalone: “sono dei travestiti” (minuto 2:15).
    In Italia fu Lisetta Carmi a interessarsi, forse per prima, del tema dell’identità di genere, con un libro fotografico intitolato proprio “I travestiti” del 1972. Le persone che non esprimo il genere nel modo tipico, cioè quello accettato socialmente, eccetto rari casi sono sempre state perseguitate. Al tempo di Lisetta Carmi la persecuzione si basava su uno stigma costruito dalla psichiatria/psicologia patologizzando, con una diagnosi oggi riconosciuta inconsistente, il comportamento delle persone transgender/transessuali, il cosiddetto “travestitismo” assimilato a una parafilia. Questa cappa di stigma in Italia era talmentre forte che il libro della Carmi uscì accompagnato da un testo dello psicoanalista Elvio Fachinelli.
    Il paradigma che oggi è utilizzato non ha più nulla a che fare coi “travestiti”, si accetta pacificamente che alcune persone esprimono il proprio genere in modo atipico, e le diagnosi di parafilia e sciocchezze varie in voga nel secolo scorso, sono state messe al bando dall’ultimo manuale diagnostico ICD11, che è lo standard mondiale.
    Questo per far capire ad Angelo che è davvero improprio parlare di “travestiti”: sono persone gender-nonconforming, transgender, transessuali (se proprio c’è bisogno di caratterizzarle, cosa che a mio parere non è nemmeno così necessaria). Persone che, come tutte le altre, vestendosi esprimono il proprio genere, quindi è meglio buttare quel “tra” con le cose vecchie.

    Il discorso che ho esposto implica che la recente riedizione del libro citato di Lisetta Carmi, riproposto con lo stesso titolo del 1972, pone non pochi interrogativi etici.

    Invece un bellissimo lavoro sull’identità di genere, è quello del fotografo Magnum Jim Goldberg, si intitola “Darrell and Patricia: A Love Story” (è visibile sul sito della Magnum alla pagina del fotografo). E’ la storia di una coppia sposata in cui entrambi cambiano sesso. Il lavoro è bellissimo nella forma, ma ancora più nell’idea perché al termine si capisce che il cambio di sesso era soltanto la buccia del racconto, il soggetto vero è la relazione d’amore di quella coppia nel tempo.
    Spero che tutto ciò abbia “illuminato” la questione, si sa che per la fotografia illuminare è importante 🙂

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