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ZEISS  IKON  CONTAX IV :  L’ULTIMA EVOLUZIONE DELLA SPECIE.

Un cordiale saluto a tutti i followers di NOCSENSEI; oggi vi accompagnerò in un percorso storico/tecnico suggestivo e largamente sconosciuto, alla ricerca del punto di massimo sviluppo ipotizzato per le celebri fotocamere Contax a telemetro ed i relativi obiettivi: stiamo parlando della Contax IV, una chimera che non vide mai la luce e che, per un curioso gioco del destino, venne abbozzata per ben due volte, al tempo di guerra dalla Zeiss Ikon Dresden e in seguito, negli anni ’50, dalla Zeiss Ikon Stuttgart; in entrambi i casi, per ragioni molto diverse, questo nuovo parto del genio Zeiss non ebbe seguito commerciale, lasciando solo una via coraggiosamente additata nel futuro.

La fotocamera 35mm a telemetro Zeiss Ikon Contax nacque nel 1932 ma il suo complesso sviluppo, gestito dal team dell’Ing. Heinz Kuppenbender, aveva preso avvio nella seconda metà degli anni ’20, e infatti alla fine del decennio era già stata approntata la caratteristica baionetta per il montaggio delle ottiche, un capolavoro di design e meccanica di precisione di incredibile complessità che bastava da sola a definire quanto la Contax fosse in anticipo sui tempi e i concorrenti, col suo profilo minimale di scuola Bauhaus, l’immensa base telemetrica per una messa a fuoco critica e le eccellenti e luminose ottiche Zeiss disegnate da Bertele.

La vita commerciale dei sistemi Zeiss Ikon Contax a telemetro è compresa fra il 1932 ed il 1961, tuttavia gli eventi bellici, la creazione di due stati tedeschi con l’avvento delle neonate Zeiss Ikon di Stuttgart e Carl Zeiss di Oberkochen e l’alienazione delle infrastrutture originali di Dresden, trasferite in Ucraina e destinate a produrre le analoghe fotocamere Kiev, impongono un po’ di attenzione nella tassonomia del sistema; riassumiamo quindi in modo succinto l’avvicendarsi dei modelli e degli eventi.

La fotocamera Contax, per convenienza denominata Contax I, fu lanciata nel 1932 dalla Zeiss Ikon Dresden e nel 1936 venne affiancata e rapidamente sostituita da una nuova generazione di apparecchi (più moderni e anche più costosi): la Contax II priva di esposimetro e, nel 1937, la Contax III, dotata di esposimetro al selenio incorporato e applicato sul tettuccio; Contax II e Contax III rimasero sul mercato fino al termine della guerra e alla disfatta tedesca, tuttavia intorno al 1940 si cominciò a lavorare su un nuovo modello, ora definito Contax IV, il cui sviluppo fu subito bloccato dagli eventi bellici e le relative priorità produttive.

 

L’Unione Sovietica era molto interessata ad acquisire il “pacchetto” delle prestigiose fotocamere Contax come risarcimento bellico, e siccome Dresden e Jena rientravano nell’ambito di sua assegnazione definì un piano per trasferire a Kiev la produzione; in questo contesto, con i tempi che si allungavano a dismisura per una miriade di problemi e intoppi, venne temporaneamente allestita a Jena una linea produttiva che doveva servire a testare l’effettiva operatività del sistema, producendo fra il 1945 e il 1947 qualche centinaio di fotocamere di prova (le famose Contax Jena), oggi riconoscibili per alcuni dettagli (dorso in ottone, pulsante di svincolo film di foggia particolare, logo Zeiss Jena nella slitta sul tettuccio); in questo contesto venne anche sperimentata una finitura molto particolare e, per certi versi, già lontana dal tipico aplomb Zeiss: infatti alcuni esemplari di Contax Jena furono laccati con uno smalto colore avorio (finitura estesa anche all’obiettivo in dotazione), con rivestimento in marocchino marrone, sembra di recupero; personalmente questa finitura così estrosa mi piace molto perché mi richiama quasi un prodotto per ambienti tropicali/coloniali e mondi lontani, ricchi di suggestione; ecco alcune immagini di un raro esemplare.

Nel 1947, risolta la pletora di impedimenti che avevano rallentato il trasferimento delle linee di montaggio all’Arsenal di Kiev (ivi compresa anche una differenza di scartamento ferroviario…), la produzione delle Contax Jena cessò e nello stesso anno videro la luce le prime fotocamere Kiev, ancora largamente assemblate con componenti originali Zeiss; inizialmente fu disponibile la Kiev priva di esposimetro e l’anno seguente, 1948, anche la Kiev III con esposimetro incorporato, ovviamente copie più o meno conformi delle Contax II e III prebelliche; questa immagine illustra proprio una delle primissime Kiev II, prodotta nel 1947 ed equipaggiata col relativo obiettivo SK (Sonnar Krasnogorsk) 5cm 1:2 prodotto utilizzando un gruppo ottico Zeiss recuperato a Jena ed assemblandolo in una montatura sovietica realizzata a Krasnogorsk.

 

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