Simpatici accessori anni ’70 per Fujica serie AX.

Un cordiale saluto a tutti i followers di NOCSENSEI; ciò che rende valido un sistema fotografico e, alla lunga, ne decreta il successo, è anche e soprattutto l’ampio assortimento di accessori, un plusvalore che mette in grado il fotografo di affrontare con successo situazioni operative anche inconsuete, e i grandi costruttori si sono sempre adoperati per coccolare i loro clienti affezionati, mettendo a listino complementi a volte innovativi o molto ingegnosi; in questo breve intervento voglio mettere in evidenza due interessanti accessori che furono creati da Fuji Photo Film Co. nella seconda metà degli anni ’70 per il suo nuovo sistema reflex 35mm Fujica AX.

Il sistema Fujica AX comprendeva una completa gamma di fotocamere destinate ad ogni target di potenziali clienti e si trattava di apparecchi dal design piacevole e di concezione moderna, sulle quali svettava il modello al top di gamma Fujica AX, ambiziosamente ispirata alla famosa Canon A1 sia per la dovizia di funzioni esposimetriche che per il design dei relativi comandi di controllo; per i loro tempi si trattava di macchine assolutamente competitive e non riuscirono ad affermarsi su larga scala probabilmente perché pagavano la cronica mancanza di un’immagine professionale consolidata; a quei tempi, fine anni ’70, il nuovo parco ottiche con attacco a baionetta era ancora ad un livello abbastanza embrionale, tuttavia nelle brochure dell’epoca spiccano invece un paio di accessori che meritano attenzione.

Il primo è il Macrocinecopy X, ovvero il modo semplice per approcciare una prassi molto complessa: in pratica si tratta di un dispositivo che consente di riprodurre con i corpi Fujica AX singoli fotogrammi cinematografici 8mm oppure 16mm, ottenendo un negativo che permette di stampare su carta ed esporre in cornice o nell’album di famiglia quel fermo-fotogramma che ci sta tanto a cuore e che fino ad ora potevamo solo vedere di sfuggita in proiezione.

Riprodurre un minuscolo spezzone di pellicola 8mm con l’adeguata planeità di campo è una prassi molto impegnativa anche per uno specialista della macrofotografia, dal momento che è necessario un rapporto di riproduzione ampiamente superiore ad 1:1 mantenendo nel contempo un campo piano; Il Fuji Macrocinecopy X era invece progettato per semplificare al massimo questa operazione, rendendola alla portata di chiunque.

L’accessorio ha un aspetto molto minimale ed è costituito da un cannotto metallico cilindrico alla cui estremità è posta una lastra metallica scorrevole che incorpora le due maschere per il fotogramma 8mm e 16mm e un semplice dispositivo di fermo a vite per tenere in posizione lo spezzone di film; all’interno del cilindro è presente un gruppo ottico, di caratteristiche sconosciute, ottimizzato per riprodurre i piccoli fotogrammi con qualità sufficiente e già pre-focalizzato sul loro piano di giacitura; pertanto il fotografo deve solamente scegliere l’immagine, posizionarla con cura davanti alla relativa maschera, puntare la macchina verso una superficie uniformemente illuminata (e possibilmente senza dominanti cromatiche), centrare l’esposizione modificando i tempi di posa (o lavorando direttamente in automatico a priorità di diaframmi con i corpi predisposti) e scattare; persino il mosso, sempre critico a questi ingrandimenti, non è un problema perché soggetto e riproduttore sono solidali.

E’ quindi una soluzione volutamente semplificata per un’operazione solitamente quasi impraticabile per il normale amatore domenicale e questo Macrocinecopy X fu realizzato probabilmente perché all’epoca la Fuji Photo Film Co. produceva anche una serie di cineprese amatoriale ed era probabile che il cliente si cimentasse con apparecchi Fuji in entrambi i settori.

Un altro accessorio della gamma Fijica AX che suscita ammirazione è il Fujica Photo Recorser.

Il Fujica Photo Recorser è un dorso data che consente di registrare informazioni sul fotogramma mentre viene esposto, tuttavia non si tratta di un classico dispositivo che impressiona una matrice alfanumerica con la data oppure l’ora dello scatto: questo accessorio Fujica è molto più sofisticato e probabilmente all’epoca fu realizzato sfruttando tutto il know-how tecnologico del colosso Fuji Photo Film Co.

In pratica il dorso incorporava un settore nel quale si poteva letteralmente scrivere a mano libera, utilizzando uno speciale stilo, interagendo esattamente come facciamo oggi con gli schermi capacitativi dei dispositivi mobili; questo consentiva di inserire qualsiasi informazione, persino disegni e diagrammi, tutti rigorosamente vergati a mano, ampliando enormemente la versatilità di questo accessorio, specie in campo scientifico.

La sofisticazione dell’accessorio era tale che l’area esterna sensibile sulla quale scrivere i dati misurava 40x14mm mentre la relativa sovrimpressione luminosa sul fotogramma veniva ridotta in scala esattamente di 5 volte, passando a 8mm x 2,8mm.

Il fatto che si trattasse di una tecnologia d’avanguardia e ai limiti di quanto permesso in quel periodo è sottolineato anche dal fatto che il pannello, questa specie di “lavagna magica” sulla quale scrivere, cancellare i dati e poi inserirne altri, non consentiva un numero illimitato di operazioni ma dopo un numero prefissato di cicli (non indicato dal costruttore) andava sostituito con un esemplare nuovo perché quello montato non era più in grado di garantire la sua funzionalità originale; il sistema doveva anche richiedere una quantità di energia non trascurabile, visto che Fuji fu obbligata ad alimentarlo con 2 ingombranti batterie AAA alcaline da 1,5v anziché affidarsi ai classici modelli a pastiglia.

Abituati ai miracoli tecnologici dei dispositivi attuali, questo Fujica Photo Recorser oggi fa un po’ sorridere ma nel suo contesto cronologico era un accessorio veramente avveniristico e un valido alleato per chi realizzava foto tecniche e scientifiche con la necessità di abbinare alle immagini molte informazioni, anche personalizzate.

Questi due interessanti ed ingegnosi accessori del recente passato forniscono quindi una testimonianza eloquente sull’importanza di questi complementi del corredo, strumenti che per molti possono realmente fare la differenza indirizzando di conseguenza la loro scelta verso una determinata marca perché consentono, appunto, di personalizzare il corredo su misura per le proprie esigenze.

Un abbraccio a tutti – Marco chiude.

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