Schneider VP Cinelux e Super-Cinelux 35

Obiettivi Schneider VP Cinelux e Super-Cinelux 35 per proiezione cinematografica.

 

Un cordiale saluto a tutti i followers di NOCSENSEI; la rivoluzione epocale introdotta nella fotografia dall’avvento dell’immagine numerica ha avuto ripercussioni altrettanto drastiche anche nel settore cinematografico, nel quale le classiche cineprese sono state progressivamente sostituite da videocamere molto sofisticate e, di conseguenza, anche i gloriosi ed affascinanti proiettori per le sale cinematografiche sono stati sostituiti da videoproiettori digitali, esenti da alcuni problemi comuni ai predecessori a pellicola perforata ma anche decisamente privi del loro allure, acquisito contribuendo a creare il mito del cinema nei suoi anni ruggenti e mantenendo nel tempo caratteristiche tecniche arcaiche ed immutabili.

Fra le vittime illustri di questo radicale cambiamento dobbiamo annoverare anche gli obiettivi specificamente creati per i proiettori da cinematografo, andati silenziosamente e mestamente in pensione quando le strutture sono state aggiornate, avvicendando gli storici proiettori analogici con i nuovi modelli digitali; peraltro questo ritiro forzato è avvenuto proprio in una fase propulsiva in cui tali ottiche erano state efficacemente ricalcolate e aggiornate dai produttori, con netti miglioramenti in vari settori, dall’apertura massima alla risoluzione/contrasto all’uniformità di illuminazione sul campo, e questo non può che rammaricarci perché la loro vita attiva è stata bruscamente interrotta proprio quando avevano raggiunto lo stato dell’arte, dopo oltre un secolo di evoluzione; per ricordare e rendere omaggio a questi gloriosi e misconosciuti obiettivi del recente passato vorrei parlare di due famiglie di ottiche da proiezione Schneider introdotte all’alba del nuovo millennio, i Super-Cinelux e i VP Cinelux.

Quest’immagine raggruppa storici accessori per il cinema amatoriale, come una cinepresa 16mm Zeiss Ikon Dresden Movikon 16 (prodotta nel 1935) col suo luminoso Carl Zeiss Jena Sonnar 2,5cm 1:1,4 e obiettivi vintage Kern Aarau Switar e Macro-Switar 1:1,4 destinati a cineprese Bolex 8mm e 16mm, abbinandoli a due obiettivi Scheider per proiezione cinematografica su pellicola 35mm appartenenti alle famiglie appena nominate: un Super-Cinelux 42,5mm 1:2 e un VP Cinelux 48,5-52,3mm 1:2; questi due esemplari sono entrati in servizio negli anni 2000 in cinematografi di Londra, venendo poi rapidamente alienati quando si passò al digitale, e mi piace conservarli sapendo che questi due pezzi hanno allietato il pomeriggio o la serata di tante persone, focalizzando sullo schermo le immagini dei film in cartellone.

Entrambe le versioni sono state progettate per il formato “435”, ovvero per proiettare pellicola perforata 35mm coprendo il formato inscritto per un’altezza di 4 perforazioni, corrispondenti all’incirca ad un fotogramma da 18x24mm; in realtà lo standard cine 35mm più recente era limitato a circa 16x22mm o anche meno, se si sfruttava un aspect-ratio più accelerato.

La gamma di obiettivi da proiezione cinematografica Schneider Super-Cinelux 35 e VP Cinelux è stata introdotta una ventina di anni fa e l’eccellenza tecnologica della serie Super-Cinelux fu subito riconosciuta, garantendogli nel 2000 il “Technical Achievement Award” da parte dell’Accademy of Motion Pictures, Arts, and Sciences; entrambe le linee di obiettivi si caratterizzano per l’ampia apertura 1:2, tuttavia i Super-Cinelux 35 sono a focale fissa mentre i VP Cinelux consentono una modesta variazione di focale, tipicamente inferiore ai 4mm, concepita per adattare perfettamente il quadro di proiezione al relativo schermo e sfruttarne al 100% la superficie utile; entrambe le linee condividono con le altre serie coeve di ottiche Schneider da proiezione cinematografica la caratteristica finitura color oro, decisamente scenografica.

La gamma Schneider Super-Cinelux 35 prevede obiettivi per proiettori 35mm con focale compresa fra 24mm e 100mm, tutti accomunati dall’apertura 1:2 e dall’adozione di uno schema asimmetrico, come vedremo articolato in diverse varianti; l’esordio con apertura 1:2 dalla focale di 24mm (cui corrisponde un angolo di proiezione diagonale di circa 65°, decisamente grandangolare) a quei tempi non aveva precedenti ma il punto di forza della gamma è rappresentato dall’ampio assortimento di focali: infatti esistono ben 29 modelli diversi, differenziati per appena 2mm fra 24mm e 30mm, 2,5mm fra 30mm e 85mm e 5mm fra 85mm e 100mm; questo consentiva alla proprietà del cinematografo di scegliere con grande precisione la focale necessaria per riempire completamente il proprio schermo; la scelta di un sofisticato schema ottico e la progettazione moderna garantivano brillantezza e nitidezza elevate e uniformi su tutto il campo coperto, oltre a una vignettatura molto contenuta, considerando l’apertura massima.

Gli Schneider Super-Cinelux 35 con focali comprese fra 37,5mm e 57,5mm (e quindi anche il 42,5mm illustrato in precedenza) utilizzano questa configurazione ottica: un classico Doppio Gauss asimmetrico con 7 lenti in 6 gruppi, analogo a quello utilizzato in molti obiettivi normali di grande apertura dedicati alle fotocamere 35mm; si tratta di uno schema decisamente più sofisticato rispetto ai tripletti o ai Petzval semplificati che solitamente caratterizzano le ottiche da proiezione meno blasonate, scelto per garantire un’elevata correzione anche in presenza di un’apertura massima 1:2; in seguito vedremo lo schema utilizzato sulle focali più corte e più lunghe della serie.

La serie Schneider VP Cinelux (forse acronimo di Variable Primes?) prevede a sua volta un’apertura massima 1:2 e comprende 13 obiettivi che permettono una scelta di focali continua fra 28,9mm e 63,7mm: infatti questi obiettivi non sono fissi come i Super-Cinelux 35 ma consentono una minima variazione di focale; naturalmente, per mantenere la stessa apertura e praticamente la stessa resa ottica, l’escursione consentita è molto ridotta, mediamente all’incirca 3mm, e infatti questi obiettivi da proiezione non dovevano soddisfare le esigenze tipiche di uno zoom da proiettore per diapositive, che richiedeva un’ampia escursione per adattarsi a stanze e schermi più o meno grandi: nel cinematografo distanza e diagonale dello schermo sono costanti e, una volta scelto il modello più opportuno, la variazione di focale serviva soltanto per riempire millimetricamente lo schermo e sfruttarne tutta la superficie utile, permettendo un aggiustamento ancora più preciso di quello consentito dall’ampia gamma di modelli Super-Cinelux 35; per raggiungere questo scopo era disponibile anche un particolare spezzone di pellicola con una speciale mira di proiezione che agevolava la regolazione.

Per ottenere questa minima variazione di focale la Schneider ha utilizzato come base lo schema a 7 lenti in 6 gruppi già visto sui Super-Cinelux 35 di focale intermedia, aggiungendo due elementi singoli nella parte anteriore, il primo dei quali rimane fisso e il secondo, collegato ad un meccanismo micrometrico, si muove avanti e indietro, producendo la fluttuazione richiesta; anche in questo caso lo schema, con 9 lenti in 8 gruppi, risulta molto più sofisticato rispetto ad obiettivi più economici e meno luminosi.

Questa scheda, così come le altre già visionate, era fornita all’epoca direttamente da Schneider Kreuznach; il documento riporta le caratteristiche ottiche di un VP Cinelux 38,3-41,3mm 1:2 utilizzato alla focale 40mm e permette di apprezzarne l’elevata qualità: nonostante l’apertura 1:2 l’illuminazione residua ai bordi estremi del campo è ancora superiore al 60% di quella presente in asse, un valore molto soddisfacente che garantisce un’illuminazione omogenea dello schermo; la distorsione è praticamente trascurabile e la trasmissione spettrale nel campo della luce visibile, importante nel cinema con tutte le nuances cromatiche delle scene, risulta molto costante e superiore all’80%; infine, i diagrammi MTF sono stati misurati a frequenze spaziali estremamente severe (sono relativi a 20, 40 e 80 cicli/mm contro i classici 10, 20 e 40 cicli/mm): per utilizzare le classiche misurazioni MTF come riferimento, occorre considerare che la curva più bassa dei diagrammi convenzionali, relativa a 40 cicli/mm, in questo caso corrisponde alla seconda curva dello schema, evidenziata dalla freccia rossa, e siamo in presenza di valori estremamente elevati per l’apertura 1:2 e assolutamente soddisfacenti fino ai bordi, nonostante un leggero flesso; le coppie di linee radiale (continua) e tangenziale (tratteggiata, nella grafica è indicato in cosa differiscono) di ogni curva sono molto simili e questo sta ad indicare un astigmatismo estremamente contenuto; le prestazioni evidenziate da questa scheda sono di assoluta eccellenza anche prendendo come riferimento i migliori obiettivi da ripresa, tanto da suggerire un possibile adattamento fotografico!

Tornando alla serie Super-Cinelux-35 a focale fissa, ecco tre differenti schemi ottici utilizzati nella sua gamma, oltre a quello già visto: le focali da 24mm a 26mm utilizzano la struttura di sinistra ad 8 lenti, basata su un gauss progressivamente modificato verso l’architettura di un grandangolare retrofocus; i modelli da 28mm a 35mm utilizzano lo schema centrale, ancora leggermente retrofocus; le focali da 37,5mm a 57,5mm sfruttano lo schema Doppio Gauss a 7 lenti in 6 gruppi visto in precedenza e, infine, gli obiettivi da 60mm a 100mm si basano sull’architettura a 6 lenti in 5 gruppi riportata nello schema a destra; questa complessa differenziazione ha consentito di mantenere la massima qualità pur passando da un grandangolare da 65° come il 24mm all’equivalente di un tele “3x” come il 100mm.

Questa tabella condivisa da Schneider mostra tutte le opzioni disponibili nella gamma dei Super-Cinelux 35 e sottolinea lo sforzo compiuto dall’azienda per mettere a listino ben 29 versioni differenti che permettevano di trovare la soluzione giusta in qualunque sala, dalla più claustrofobica a quella più ampia; per la maggioranza dei modelli il diametro del cannotto posteriore è di 39-40mm e questo, unito ad uno spazio retrofocale che va da 30mm a circa 68mm, rende possibile un adattamento postumo come obiettivo da ripresa.

Sia i Super-Cinelux 35 che i VP Cinelux erano costruiti in modo impeccabile, con montature metalliche di prima qualità e un sofisticato trattamento antiriflessi alle lenti, la cui azione era coadiuvata dal certosino annerimento delle superfici metalliche lambite dalla luce; nell’obiettivo a focale variabile il complesso schema ottico e la meccanica per la regolazione occupano tutto il barilotto mentre nel Super-Cinelux 35 i due settori anteriori di maggior diametro sono vuoti e fungono in pratica da paraluce sovradimensionato; dal momento che tali elementi sono facilmente svitabili, in pratica è possibile isolare il piccolo cannotto posteriore che racchiude di giusta misura il gruppo ottico, rendendo più facile e pratico un eventuale adattamento ad uso fotografico, tenendo naturalmente conto che l’obiettivo è privo di diaframma e quindi, anche predisponendo un sistema elicoidale per la messa a fuoco, il suo utilizzo sarà circoscritto alla ricerca di effetti selettivi di fuoco con uno sfondo indistinto e il soggetto focalizzato che si staglia plasticamente; la copertura 435 è perfettamente compatibile col formato di sensore APS-C e adattamenti funzionali già realizzati hanno evidenziato risultati molto interessanti; naturalmente anche il VP Cinelux può essere adattato allo stesso modo e con risultati parimenti soddisfacenti, sebbene la sua notevole massa e gli ingombri lo rendano meno brandeggiabile rispetto al fisso.

Quando acquistai questi obiettivi, alcuni anni fa, era in essere una situazione davvero paradossale perchè tali ottiche risultavano ancora regolarmente in vendita, brand new, sul sito Schneider, ad un prezzo rispettivamente pari a circa 2.800 e 4.200 Dollari, mentre simultaneamente, nelle vendite online, gli stessi obiettivi rimossi dai cinematografi aggiornati al digitale e ancora virtualmente nuovi (erano installati da pochi anni e ovviamente l’ottica di un proiettore cinematografico non è soggetta ad usura per l’utilizzo) erano proposti a cifre nell’ordine dei 50 Euro.

 

Per l’aggiustamento fine della lunghezza focale, da realizzare proiettando l’apposita mira sullo schermo, si inseriva una brugola nel dispositivo di fermo e, ruotandolo di 90° in qualsiasi direzione, si sbloccava la regolazione della focale; a questo punto si inseriva la brugola nell’altra bussola, in posizione diametralmente opposta sul frontale, e mettendola in rotazione si modificava tale valore (infatti questo gesto movimentava un asse con vite senza fine che era in presa nella filettatura di un telaio a guide rettilinee sul quale era applicata la seconda lente, il cui avanzamento o arretramento gestiva la transfocazione); come si vede nell’immagine, la rotazione in senso antiorario allunga la focale e quella in senso orario la accorcia e la precisione del sistema è tale che servono 3 giri completi di brugola per ogni millimetro di variazione.

Queste due serie di ottiche per proiezione cinematografica, parte integrante di una più ampia gamma che prevedeva anche obiettivi 1:1,7 luminosi e diaframmabili, modelli destinati al cinema 70mm, versioni a copertura grandangolare più spinta e sistemi anamorfici, a quel tempo erano un fiore all’occhiello di Schneider, in un contesto in cui il core-business di decenni, le ottiche di grande formato e quelle da ingrandimento per la stampa, stava segnando il passo subendo per primo le bordate della rivoluzione digitale, imponendo quindi una diversificazione produttiva; la planeità di campo, assenza di astigmatismo e brillantezza di riproduzione ad aperture così ampie che caratterizza i Super-Cinelux 35 e i VP Cinelux sono naturalmente apprezzabili anche in contesti prettamente fotografici e per chi ami il genere di riprese con ridotta profondità di campo e grande incisione sul piano di fuoco in antitesi con lo sfondo sfuocato può essere una buona idea cercare questi scenografici obiettivi dorati e adattarli al suo apparecchio digitale, tenendo conto della copertura limitata al formato APS-C; otterrà risultati stimolanti e riporterà in vita questi gioielli troppo rapidamente condannati all’oblio da un progresso tecnologico che non conosce soste né pietà.

Un abbraccio a tutti; Marco chiude.

 

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