Un cordiale saluto a tutti i followers di NOCSENSEI; il corredo di obiettivi Carl Zeiss commercializzati nel 1975 e destinati alla nuova reflex 35mm di alta gamma Contax RTS prodotta in collaborazione con la giapponese Yashica costituiva il punto di arrivo di un lungo e turbolento processo iniziato alcuni anni prima con la repentina chiusura di Zeiss Ikon Stuttgart da parte dello Zeiss Stiftung, un clamoroso autogol che, come amaramente commentava il Dr. Erhard Glatzel (capo del dipartimento ottico di Oberkochen), metteva Carl Zeiss nella condizione di avere il corredo di ottiche per reflex 35mm più ambito al mondo ma nessuna fotocamera prodotta dal gruppo alla quale abbinarlo.
L’operazione commerciale dietro al progetto Contax Real Time System riportò sul mercato un nome leggendario e mai dimenticato, Contax, e permise a Zeiss di allestire nuovamente un corredo di ottiche destinato ad una reflex professionale.
In realtà l’ossatura della serie iniziale di ottiche Carl Zeiss T* in attacco Contax-Yashica si fondava ancora sul leggendario corredo Contarex, l’ultima grande reflex firmata Zeiss, e infatti erano ben 7 gli obiettivi del sistema Contax RTS che ereditavano il gruppo ottico del corrispondente predecessore, ovvero Distagon 15mm 1:3,5, F-Distagon 16mm 1:2,8, Distagon 18mm 1:4, Distagon 25mm 1:2,8, Planar 85mm 1:1,4, Mirotar 500mm 1:4,5 e Mirotar 1.000mm 1:5,6; a questo gruppo vennero quindi aggiunti modelli inediti che consentirono al raffinato ed abbiente cliente Contax di affrontare fin da subito la maggioranza dei cimenti fotografici, seppure a costi non irrilevanti.
Molti amatori conoscono i dettagli e la parabola evolutiva del sistema, con le ottiche inizialmente prodotte da Carl Zeiss ad Oberkochen con l’eccezione dei 3 modelli Distagon 35mm 1:2,8, Planar 50mm 1:1,4 e Sonnar 135mm 1:2,8, per i quali erano previsti maggiori volumi e vennero fin da subito realizzati in Giappone; successivamente la stragrande maggioranza della produzione venne dirottata nel paese del Sol Levante, lasciando made in Germany solamente modelli complessi o di prestigio come i vari Distagon 15mm 1:3,5, PC-Distagon 35mm 1:2,8, Planar 55mm 1:1,2 giubileo 100 Yahre, Planar 85mm 1:1,2, Planar 135mm 1:2, Tele-Apotessar 300mm 1:2,8 o i tele Mirotar (con un distinguo che vedremo per questi ultimi); ribadendo quindi che, a senso comune, non sono mai esistiti obiettivi made in West-Germany per i modelli 35mm 1:2,8, 50mm 1:1,4 e Sonnar 135mm 1:2,8, in questa sede voglio mostrare una serie di prototipi legati a varie focali del sistema Contax-Yashica che poi entreranno in normale produzione, procedendo da quelle più corte.
I prototipi Carl Zeiss normalmente prevedono una matricola anomala, detta appunto prototipica, svincolata da logiche cronologiche e solitamente prelevata in un lotto intorno alla serie 2.5xx.xxx; in precedenza la codifica dei prototipi Zeiss avveniva diversamente, con sigle numeriche indipendenti che definivano il modello, la generazione di prototipo ed eventualmente il numero dell’esemplare in seno alla specifica variante, abbandonando poi questa procedura per accedere all’uso dei citato numero, analogo alla matricola convenzionale ma normalmente incluso in lotti nell’intorno di 2.5xx.xxx; l’esemplare della foto è un Planar 55mm 1:1,4 per Contarex e costituisce un prototipo che demarca in passaggio dalle ottiche Zeiss di tale generazione con finitura satinata chiara a quelle nere, passaggio avvenuto a metà anni ’60.
Questa nuova numerazione prototipica 2.5xx.xxx è stata introdotta nella seconda metà degli anni ’50 con alcune ottiche di grande formato fornite a Linhof.
Nel caso dei prototipi per Contax RTS sono riuscito a documentare esemplari legati a 10 differenti modelli e le corrispondenti matricole risultano comprese, salvo eccezioni speciali, fra i numeri 2.593.769 e 2.594.933, con la maggioranza degli esemplari compresi fra 2.593.900 e 2.594.000, ad indicare una realizzazione ravvicinata; ho trovato anche un paio di prototipi e pre-serie made in Japan, in questo caso legati a numerazioni comunque anomale ma differenti dalle precedenti.
Il primo prototipo individuato riguarda il fisheye F-Distagon 16mm 1:2,8 T*, introdotto nel 1972 nel corredo Contarex (ormai formalmente fuori produzione) e quindi reindirizzato in quello Contax RTS; la matricola di questo prototipo è 2.593.906, tuttavia esiste una proposta precedente in montatura Rollei QBM per Rolleiflex SL35 che era ancora priva di antiriflesso T* ed è associata alla matricola prototipica 2.591.201.
Il secondo prototipo per Contax RTS è il supergrandangolare Distagon 18mm 1:4 T*, presentato da Zeiss alla Photokina 1966 e quindi inserito nel corredo Contarex; questa versione Contax-Yashica ne eredita lo schema ottico ormai anziano ma con 2 fondamentali migliorie: il multicoating T* e il sistema flottante automatico per ottimizzare la resa a distanze brevi; la matricola di questo prototipo è 2.593.931 e anche in questo caso esiste un altro prototipo antecedente in attacco Rollei QBM per Rolleiflex SL35 con matricola prototipica 2.589.470, a rimarcare come la Fondazione Zeiss, prospettando un capolinea per le proprie reflex Zeiss Ikon, avesse inizialmente riposto molte speranze per uno sbocco commerciale alternativo con la reflex 35mm di Franke&Heidecke.
Il prossimo obiettivo ci presenta la prima sorpresa: infatti che della tripletta Distagon 35mm 1:2,8, Planar 50mm 1:1,4 e Sonnar 135mm 1:2,8 non sia mai esistito un esemplare made in Germany è un’informazione costantemente tramandata come un dogma di fede per quasi 50 anni, tuttavia per il Distagon 35mm 1:2,8 esisteva effettivamente almeno un prototipo iniziale prodotto ad Oberkochen, quello illustrato, con matricola prototipica 2.593.915.
Questa seconda immagine dell’epoca illustra meglio lo stesso esemplare e consente di apprezzare inequivocabilmente la matricola prototipica della produzione Zeiss tedesca descritta in precedenza.
E’ quindi vero che il Distagon 35mm 1:2,8 normalmente in commercio è stato sempre made in Japan, tuttavia esiste almeno un prototipo prodotto in Germania.
Con questo modello la trama si infittisce ulteriormente perché, dopo il prototipo matricola 2.593.915 made in West Germany, impostando la produzione in Giappone vennero realizzati ulteriori esemplari di preserie, forse per verificare che tutto fosse a posto prima della serie effettiva, che a loro volta non riportano la matricola Zeiss del tempo (sarebbe stata intorno a 5.800.000) ma una numerazione anomala.
Questo esemplare era proprietà del Dr. Erhard Glatzel, l’uomo che aveva calcolato il suo schema ottico, e faceva parte di un corredo Contax RTS utilizzato personalmente dal famoso personaggio che ora è passato al nipote, autore di questa foto; questa preserie made in Japan è identica ai modelli di produzione ma con matricola anomala 1.010.003.
Passiamo ora al normale per eccellenza del sistema Contax RTS, il Carl Zeiss Planar 50mm 1:1,4 T*, standard luminoso che è stato disponibile fin dal primo momento ed è rimasto a listino per l’intera parabola, addirittura fino al nuovo Millennio, come ho mostrato in un altro articolo.
Il Planar T* 50mm 1:1,4 a 7 lenti in 6 gruppi non fece in tempo ad arrivare nel corredo Contarex, e dopo il fallimento dell’affare Weber SL-75 (reflex mai prodotta e per la quale il Planar era stato allestito col necessario attacco) trovò finalmente la stabilità coniugale assieme alla Contax RTS e modelli successivi; in questa doppia pagina da brochure statunitense proprio il Planar 50mm 1:1,4 fa bella mostra su una Contax RTS, mentre alle loro spalle sonnecchia sorniona una Porsche 911 Carrera 2,7 serie G del 1974 e versione America (dettaglio logico, essendo brochure realizzate negli States dal locale importatore).
A prescindere che la 911 2700 Carrera del 1974 modello America non utilizzava il feroce motore ad iniezione meccanica da 210 cv del modello europeo (non omologabile negli States per le severe norme antinquinamento) e si accontentava della versione da 175cv del tipo 911 S 2700 Europa, differenziandosi solo per gommatura maggiorata al posteriore e spoiler “Buerzel/ducktail” sul cofano motore, la curiosa presenza della sportiva vettura tedesca nella brochure della Contax RTS primo tipo si spiega col fatto che le forme e l’ergonomia del corpo, in un vero colpo di genio del marketing che anticipò una diffusa tendenza, era stata affidata allo studio di progettazione Porsche Design gestito da Ferdinand Alexander “Butzi” Porsche, figlio maggiore di Ferdinand Porsche Jr. e già affermato nel settore, dopo studi alla Scuola Superiore del Design di Ulm; Ferdinand Alexander Porsche era peraltro già famoso per aver tratteggiato, una decina di anni prima, proprio le linee immortali dell’autovettura Porsche 911, e in questa versione della doppia pagina ho aggiunto proprio una sua foto di metà anni ’60 in posa accanto ad una 912 (versione economica della 911 con motore 4 cilindri 1600 cm3 di derivazione 356); l’idea di questa impressionante immagine pubblicitaria venne poi ripresa anche in seguito anche nelle brochure a diffusione internazionale, in questo caso associando una Porsche per competizioni endurance (scusate l’excursus automobilistico ma la Porsche 911 è stata l’amore di una vita e in gioventù la mia auto più usata).
Tornando al Planar T* 50mm 1:1,4, nelle primissime brochure Contax RTS del 1975 la fotocamera è abbinata ad un esemplare che sfoggia la classica matricola prototipica Zeiss, specificamente 2.593.769, e anche in questo caso l’obiettivo è made in West-Germany, quindi nuovamente di un modello prodotto soltanto in Giappone emerge un esemplare creato in Germania.
Anche in altre illustrazioni del 1975 (in questo caso la RTS I con Real Time Winder) venne utilizzato questo prototipo prodotto in Germania, la cui matricola prototipica 2.593.769 costituisce la più bassa nel novero dei prototipi per Contax-Yashica che ho potuto censire, a conferma che il Planar T* 50mm 1:1,4 è stato il primo modello della serie al quale vennero dedicate attenzioni.
Peraltro, apparentemente, questo sventurato prototipo venne sottoposto ad un tour de force non soltanto di sessioni sotto i riflettori ma anche di prove pratiche e reiterati utilizzi, come si può evincere da questa foto, sempre ricavata da una brochure del 1975, dove un po’ ingenuamente dello stesso esemplare visto in precedenza viene mostrata la baionetta posteriore (nella prima generazione di Zeiss Contax/Yashica completamente laccata in nero e facilmente deteriorabile) con flange e camme ormai vistosamente scorticate e sverniciate da numerosi cicli di montaggio e smontaggio anche rudi; infatti questo è l’unico esemplare noto prodotto in Germania nelle fasi iniziali e con matricola prototipica, ed eventualmente dovette sobbarcarsi un notevole lavoro.
Sarebbe comunque bastata una veloce passata di nero col pennellino o sostituire le parti con altre nuove per evitare questa imbarazzante situazione.
Il prototipo di Carl Zeiss Planar T* 50mm 1:1,4 Made in Germany per Contax Yashica del 1974 in pratica quasi si sovrapponeva al corrispondente prototipo di Planar T* 50mm 1:1,4 con identico gruppo ottico realizzato nello stesso anno per la fotocamera Weber SL-75 (progetto Zeiss Ikon per reflex 35mm evoluta rimasto in sospeso alla chiusura degli stabilimenti e ceduto a Weber che aveva manifestato l’intenzione di produrlo col proprio marchio, progetto poi naufragato), e fu proprio il prototipo Weber ad inaugurare la nuova livrea con la parte anteriore completamente nera e la ghiera gommata che sarebbe poi stata mutuata dalle ottiche per Contax-Yashica, tuttavia le ottiche prototipiche per Weber SL-75 prevedevano una baionetta identica a quella Contarex, con comando del diaframma modificato (la SL-75 avrebbe consentito anche l’automatismo a priorità di tempi), pertanto la relativa ghiera non è presente nell’obiettivo Weber ed è invece prevista in quello per Contax-Yashica.
La vicinanza fra i 2 obiettivi, rispettivamente ultimo respiro di un universo morente e primo vagito di una generazione completamente nuova, è sottolineata anche dalle matricole: infatti il 50mm Weber (che, in vista di una fornitura in bundle su ogni fotocamera e per eventuali esigenze di display in fiere, era già stato assemblato in una piccolissima serie di pezzi, qualche decina) esibisce una normale matricola Zeiss aggiornata al momento della sua produzione, e il numero dell’obiettivo illustrato, 5.705.758, è effettivamente molto vicino anche alle matricole del primo lotto di produzione del modello per Contax-Yashica, nell’intorno di 5.81x.xxx, mentre il prototipo made i Germany con matricola 2.593.769 venne allestito poco dopo il modello Weber, del quale esiste una serie precedente di montature meccaniche prive di gruppo ottico e quindi alcuni esemplari successivi montati completamente, come quello illustrato.
In realtà la genesi del classico Planar 50mm 1;1,4 è ancora più complessa perché tale obiettivo, appena sviluppato, venne inizialmente prodotto da Zeiss e fornito a Franke&Heidecke per la sua reflex 35mm Rollefilex SL35; è quindi bene aggiungere una descrizione particolareggiata di questa convulsa fase
La prima versione per Rolleiflex SL35 venne mostrata alla Photokina 1972, pochi mesi dopo la consegna del brevetto per il suo nuovo schema ottico (30 Giugno 1972); era caratterizzata dall’attacco a baionetta Rollei QBM, veniva prodotta da Zeiss ad Oberkochen e divenne effettivamente disponibile sul mercato dal 1973; questo primo modello per Rollei prevedeva un barilotto interamente metallico, privo di parti gommate e il trattamento antiriflesso era il classico Carl Zeiss T*, sebbene per accordi fra aziende venisse identificato col marchio HFT, proprietario di Rollei.
La ghiera anteriore mostra le tradizionali diciture Carl Zeiss e anche la sua matricola cronologicamente congruente, confermando la produzione ad Oberkochen; come accennato, l’unica differenza consiste nella dicitura High Fidelity Transfer per l’antiriflesso.
Scandendo un’evoluzione in rapidissimo divenire, già nel 1974 il barilotto del Planar 50mm 1:1,4 prodotto da Carl Zeiss per Rollei acquisì il caratteristico assetto con ghiere gommate ormai analogo a quello della futura versione per Contax-Yashica, della quale questo modello costituisce un autentico precursore; in realtà la produzione di quest’obiettivo da parte di Carl Zeiss ad Oberkochen fu un episodio di breve durata perché di lì a poco venne presa direttamente in carico da Rollei che continuò a fabbricarlo su licenza negli stabilimenti asiatici.
Questa immagine integra quindi il quadro riassuntivo sui Planar 50mm 1:1,4 made in Germany; il primo modello offerto sul mercato fu il tipo 10 21 33 per Rolleiflex SL35, svelato nel 1972, commercializzato nel 1973 e modificato col nuovo barilotto gommato nel 1974 (mantenendo comunque lo stesso codice interno Zeiss 10 21 33); contemporaneamente si cercava di condurre in porto la produzione della Weber SL-75 e venne prodotto un piccolissimo lotto di obiettivi Planar destinati a questa fotocamera, sempre made in Germany, già gommati e con codice di riferimento 10 21 39 (superiore al precedente, ad indicare una concezione posteriore); nel frattempo l’accordo con Yashica era andato a buon fine e a fine 1974 venne realizzato un prototipo di Planar T* 50mm 1:1,4 per Contax RTS; anch’esso made in Germany, e definito dal codice interno 10 21 44.
Questa foto di gruppo è quindi iconica perché racchiude 4 differenti Planar 50mm 1:1,4 con 3 differenti attacchi ma tutti realizzati nel 1974, con identico gruppo ottico e tutti prodotti in Germania da Carl Zeiss ad Oberkochen.
Osservando i lotti di matricole, quelle assegnate alla produzione Zeiss del modello Rollei sono tutte antecedenti alle preserie per Weber: infatti i blocchi di numerazione per Rollei sono compresi fra 4.948.191 e 5.694.240, mentre la matricola più bassa assegnata al Planar in versione Weber SL-75 è 5.704.240; per il Planar Contax-Yashica, il modello made in West-Germany con matricola prototipica 2.593.769 costituisce ovviamente un’eccezione e la sua regolare produzione di serie in Giappone esordì nel 1975 partendo dalla matricola Zeiss tradizionale 5.816.827.
La progressione relativa all’introduzione dei modelli segue questa sequenza; 10 21 33 (Rollei), 10 21 39 (Weber), 10 21 41 (cinepresa Arriflex) e 10 21 44 (Contax Yashica).
Nell’immagine precedente si osservano 3 differenti modelli per Rollei, Weber e Contax-Yashica tutti caratterizzati dalla finitura con settori gommati e tutti prodotti nel 1974; la nuova style policy con montatura interamente nera e gomma sulle ghiere in luogo di elementi metallici godronati sembra essere stata introdotta proprio progettando il Planar 50mm 1:1,4 per la fotocamera Weber SL-75.
Questo infatti è lo schema con disegno definitivo della sua meccanica che mostra in evidenza il pad gommato che copre la ghiera di messa a fuoco; il lavoro è datato 8 Giugno 1973 e questa è la data che possiamo ufficiosamente indicare per la nascita delle ottiche nere con ghiere gommate, poi effettivamente comparse in 3 differenti attacchi e versioni nel corso del 1974.
Lo schema ottico, come anticipato, era stato completato nel Giugno dell’anno precedente, 1972, e già pochi mesi dopo i tecnici Zeiss erano stati in grado di mostrare la prima versione per Rolleiflex SL35 completa di montatura definitiva.
Continua lunedì 17 marzo 2025.
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Emozionante storia..obiettivi mitici che hanno
popolato la mia vita,da ragazzo dilettante di fotografia che vedeva queste rare meraviglie in rare vetrine specializzate. La fotografia con le lenti Carl Zeiss era un lusso e una garanzia di successo….grazie per questo lavoro ricco,unico, he aggiunge significato ad un epoca…piero.marcheschi@gmai.com
Eccezionale descrizione ❗
Dear Marco Cavina, Hello and Nice to meet you!
I own a Carl Zeiss Planar T* 1.4/50 AEWG. The number is 2593879 as proof. Unfortunately, the helicoid was stuck, and even after sending it to Suwa Repair Service for repair, the helicoid could not be fixed.
I’d be happy to lend you the lens if it helps with your documentation or research.
But I live in Japan. If you are traveling to Japan, contact me.