Olympus OM Zuiko 50mm 1:3,5 Macro e 1:2 Macro.

Obiettivi Olympus OM Zuiko 50mm 1:3,5 Macro e 50mm 1:2 Macro.

 

Un cordiale saluto a tutti i followers di NOCSENSEI; con la presentazione del sistema OM, nel 1972, la Olympus Corporation concretizzava i frutti di un lungo lavoro, grazie al quale tale sistema nasceva già adulto e completo, pronto per soddisfare le diversificate esigenze di professionisti ed amatori; ricevendo i natali da un’azienda da sempre leader nella produzione di microscopi, era naturale che la gamma degli obiettivi Olympus OM Zuiko comprendesse fin da subito obiettivi specialistici per fotografie macro e riprese a distanza molto ravvicinata, e in effetti la casa aveva messo a frutto il suo specifico know-how realizzando fin da subito addirittura 4 differenti modelli, ciascuno ottimizzato in uno specifico range e che, con opportuna sovrapposizione delle relative scale, garantivano risultati di alto livello nell’ampio intervallo di rapporti di riproduzione compresi fra 0,1x e 12x, valore già prossimo all’ambito della microfotografia (campo inquadrato: 3x2mm); questi obiettivi erano gli Olympus OM Zuiko Macro da 50mm 1:3,5, 80mm 1:4, 38mm 1:3,5 e 20mm 1:3,5, tutti disponibili all’esordio del sistema nel 1972; tuttavia tre modelli prevedevano una struttura “bellows” senza elicoide di messa a fuoco, andavano utilizzati solamente sul soffietto o su prolunghe e non era assolutamente previsto l’utilizzo a distanze medie e all’infinito, relegandoli all’ambito di strumenti per impieghi speciali: solamente l’OM Zuiko Auto-Macro 50mm 1:3,5 era configurato come un classico obiettivo macro come normalmente viene inteso, cioè fornito di regolare elicoide di fuoco e in grado di realizzare sia riprese ravvicinate che all’infinito, se necessario.

Col tempo e con l’evolversi del sistema, fra affiancamenti e sostituzioni, la gamma di obiettivi Olympus OM Zuiko Macro crescerà fino a comprendere 6 lunghezze focali da 20mm a 135mm e addirittura 11 modelli differenti, considerando versioni diverse dello stesso obiettivo (come nel caso dell’80mm 1:4), evoluzioni nel gruppo ottico di certi modelli o varie opzioni con diverso schema ottico e apertura nell’ambito della stessa focale, come nel caso dei 50mm; questa diversificazione capillare che permetteva di affrontare qualsiasi ambito della ripresa ravvicinata e l’elevata qualità ottica che contraddistingueva tutte le versioni hanno reso famosi gli obiettivi macro per Olympus OM, trasformandoli in un vero atout del sistema e rendendo molto appetibile la sua scelta; nel contesto odierno ci focalizzeremo sui due modelli da 50mm, ovvero gli Olympus OM Zuiko Macro con apertura 1:3,5 e 1:2.

Come si può notare in questa specie di ritratto di famiglia, la maggioranza delle ottiche macro per Olympus OM sono configurate come obiettivi bellows, privi di elicoide per la messa a fuoco a distanze consuete e previsti per l’uso con dispositivi esterni di controllo del tiraggio, come il soffietto OM, il tubo di prolunga automatico Olympus 65-116mm ad allungamento variabile e i tradizionali tubi di prolunga OM da 7,14 e 25mm; escludendo il 50mm 1:2,8 Macro AF, destinato unicamente ai corpi OM101 ed OM707 che esulano un po’ dal sistema OM classico, su 10 esemplari e versioni rimanenti solamente 4 permettono di arrivare ad infinito, ovvero il 50mm 1:3,5, il 50mm 1:2, il 90mm 1:2 e il 135mm 1:4,5 (privo però di messa a fuoco propria ed utilizzabile fino ad infinito solamente con accessori come il tubo 65-116mm, appositamente progettato all’origine per consentire l’infinito col 135mm Macro quando è il tubo è completamente collassato); fra queste opzioni, i due modelli da 50mm di focale protagonisti di queste note sono sicuramente i più interessanti e versatili per l’utilizzo generico, dal momento che possono sostituire fattivamente il classico 50mm fornito un tempo a corredo con ogni corpo macchina, espandendo contestualmente le sue capacità operative grazie ad una messa a fuoco sostanzialmente ravvicinata.

Devo confessare di avere utilizzato molto spesso obiettivi normali macro in luogo di quelli tradizionali, sostenuto in questa convinzione dalla semplice constatazione che, in condizioni fotografiche standard, la maggioranza dei soggetti ripresi non si trova ad infinito bensì a distanze medio-brevi, alle quali un obiettivo macro fornisce il massimo delle prestazioni perché è stato ottimizzato proprio per questo range, senza contare che la possibilità di spingersi oltre i limiti del 50mm convenzionale ci fa scoprire un intero universo di dettagli, grafismi, sfumature cromatiche e simbolismi astratti che possono dare vita a fotografie insolite ed interessanti.

Il 50mm macro è quindi uno strumento di micidiale versatilità e la Olympus Corporation, dopo aver messo a disposizione fin da subito una versione 1:3,5, con luminosità allineata a quanto offerto dai concorrenti, a metà anni ’80 affiancò al primo e apprezzato modello una versione con apertura 1:2 e schema ottico molto sofisticato che costituirà il trendsetter di una nuova generazione di macro; cerchiamo dunque di descrivere in dettaglio questi due obiettivi Zuiko, valutando punti forti e zone d’ombra di entrambi.

Il classico OM Zuiko Auto-Macro 50mm 1:3,5 era già presente nell’originale corredo Olympus presentato alla Photokina nell’autunno 1972 e, a quel tempo, era l’unico macro del sistema che potesse sostituire fattivamente un obiettivo convenzionale, dal momento che manteneva l’architettura del barilotto comune agli altri modelli e la corrispondente ghiera di messa a fuoco scalata fino ad infinito; viceversa, come accennato, gli altri tre obiettivi macro presenti all’esordio nella gamma OM Zuiko, il 20mm 1:3,5, il 38mm 1:3,5 e l’80mm 1:4, erano ottiche “bellows” utilizzabili solamente su prolunghe aggiuntive e non previste per realizzare foto a distanze convenzionali.

L’OM Zuiko Auto-Macro 50mm 1:3,5 si caratterizzava per un’estetica identica a quella degli altri modelli, con l’eccezione della ghiera con le distanze di messa a fuoco che riportava una sola scala di misura, quindi esistevano obiettivi con ghiera graduata in metri e altri in piedi, a seconda del mercato di destinazione, mentre la seconda scala, solitamente presente sugli altri Zuiko, era sostituita da una serie di rapporti di riproduzione smaltati in giallo e scalati da 1:10 a 1:2, raggiungibile alla minima distanza di messa a fuoco di 0,23m; l’obiettivo appare naturalmente più ingombrante rispetto agli altri 50mm OM Zuiko tradizionali tuttavia, grazie ad un competente lavoro di miniaturizzazione svolto dal reparto meccanico sull’elicoide di fuoco, questo 50mm macro Zuiko risulta decisamente più compatto rispetto agli analoghi obiettivi proposti all’epoca dalla concorrenza, con un diametro di 60mm, una lunghezza di appena 40mm e un peso di 200g.

 

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Un abbraccio a tutti; Marco chiude.

 

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