Obiettivi Volpi AG Peri-Apollar 25mm e 40mm. Riprese simultanee a 360°.

Rarissimi obiettivi speciali Volpi AG Peri-Apollar 25mm e 40mm per riprese simultanee a 360°.

 

Un cordiale saluto a tutti i followers di NOCSENSEI; il protagonista di queste righe è un oggetto estremamente raro ed insolito che viene considerato dagli amanti della fotografia panoramica un autentico Holy Graal, sempre ricercato ed ambito: il Volpi Peri-Apollar 360°, un obiettivo speciale che è in grado di acquisire un’immagine panoramica da 360° x 60° verticali in una singola esposizione istantanea!

Il Volpi Peri-Apollar è stato creato intorno al 1970 dalla Volpi AG, un’azienda svizzera che aveva sede a Urdorf, una frazione al limite occidentale dell’urbanizzazione di Zurigo; la Volpi, fondata da un emigrato italiano, era specializzata in sistemi di proiezione speciali e naturalmente i suoi prodotti erano votati ad un mercato di nicchia composto da specialisti e cineasti di alto profilo, rimanendo quindi sconosciuti al vasto pubblico dei fotografi e fotoamatori generici; per tale ragione le informazioni relative al Peri-Apollar sono sempre state estremamente scarne e questo è l’unico documento ufficiale esistente che lasci intuire vagamente i segreti tecnici che si celano dentro il suo barilotto; lo schema seguente, disegnato appositamente, potrà chiarire meglio.

Il Volpi Peri-Apollar 360° è un obiettivo che venne realizzato in due lunghezze focali, 25mm 1:4 e 40mm 1:5,6; grazie a montature intercambiabili e sfruttando la differente copertura delle due versioni, era possibile adattarlo a qualsiasi apparecchio fotografico 18x24mm, 24x36mm e 6x6cm, cinematografico 16mm, 35mm e 70mm oppure video su tubi Plumbicon, Vidicon, Orthicon e altre varianti; l’obiettivo, messo in orientamento zenitale con il duomo conico anteriore rivolto verso l’alto, era in grado di produrre un’immagine panoramica da 360° orizzontali per 60° verticali (dei quali 30° sotto l’orizzonte corrispondente al duomo e 30° sopra), proiettata in visione polare e il tutto in un singolo scatto istantaneo, anche a mano libera!

Questa incredibile risultato era finalizzato grazie al particolare duomo anteriore, la cui superficie interna era semi-argentata e consentiva ai light pencils che lo attraversavano da ogni lato di riflettere più volte al suo interno, venendo poi indirizzati ad una lente di campo posta nella porzione centrale de barilotto; questo primo modulo ottico anteriore aveva un’apertura relativa di 1:1,0 e una focale di 12,5mm oppure 20mm; in combinazione col relay lens posteriore, che intercettava il fascio dalla lente di campo e lo proiettava con sufficiente spazio retrofocale sul piano pellicola, la focale e la luminosità complessiva dei due modelli diventava, come detto, 25mm 1:4 e 40mm 1:5,6; i due obiettivi erano tecnicamente identici e l’unica differenza consisteva nel diametro della coniugata immagine, il che consentiva di adattarli ai vari formati descritti.

Le uniche immagini esistenti del Peri-Apollar sono ricavate da cataloghi dell’importatore statunitense o, come in questo caso, da vecchie brochures Alpa; come si può osservare, l’obiettivo ha dimensioni rilevanti e una caratteristica sagoma ad ogiva che lo rende simile ad un proiettile di artiglieria; nella parte anteriore è visibile il grosso duomo conico in vetro, particolarmente esposto ad urti ed abrasioni accidentali; dietro al duomo un’evidente strombatura conduce alla parte più massiccia del barilotto che presenta due ghiere affiancate: quella anteriore movimenta tutta la sezione conica del barilotto, sulla quale sono riportati i valori di apertura compresi fra 1:5,6 ed 1:22, da impostare sfruttando un punto di fede, mentre la seconda ghiera fa ruotare un settore che comprende la porzione centrale del barilotto, alla cui estremità sono riportante le distanze di messa a fuoco comprese fra infinito e 0,1m, un valore estremamente ravvicinato che permetteva di effettuare riprese anche in luoghi angusti o addirittura dentro a pneumatici; il settore messo in rotazione dalla ghiera di messa a fuoco riporta anche i dati di targa dell’obiettivo, ovvero il logo Volpi, la denominazione PERI-APOLLAR 360° e l’indicazione di apertura e focale (in questo caso F 5,6/40, trattandosi del modello superiore); nella parte posteriore del barilotto è incisa la scritta “lens made in Switzerland” e, subito sotto, troviamo la matricola; l’obiettivo in questione è il decimo esemplare della serie, e questo fa capire quanto fosse limitata la sua produzione; infine, la montatura dell’esemplare illustrato è a baionetta Alpa ma erano disponibili attacchi di ogni genere e addirittura un mirino a 90° per utilizzare l’obiettivo come periscopio panoramico.

Pensare che un obiettivo potesse realizzare un’immagine panoramica a 360° senza sistemi ad obiettivo rotante o a fessura con pellicola mobile risulta difficile da immaginare, così come si fatica a indovinare che aspetto possa avere la fotografia prodotta dal Volpi Peri-Apollar; l’immagine seguente, che ritrae un ambiente alpino, è l’unica foto ufficiale disponibile realizzata con quest’ottica.

Come si può vedere, il risultato è una panoramica a 360° proiettata in coordinate polari con un’ostruzione al centro per compensare la mancanza di copertura verticale, limitata a 30 + 30° rispetto all’orizzonte che passa per il duomo orientato allo zenith; per comprendere meglio ho realizzato un’immagine più chiara e didascalica.

In pratica, prendendo in considerazione il modello da 40mm particolarmente indicato per il 24×36, l’immagine prodotta corrisponde ad una panoramica da 360° che misura 72mm di larghezza per 15mm di altezza, il tutto visto in proiezione polare producendo un’immagine toroidale da 23mm di diametro con un’ostruzione centrale da 8mm; come si vede in grafica, l’orizzonte ideale che passa per il duomo orientato in zenitale inquadra il piano che divide a metà l’altezza della panoramica (15mm), inquadrando 30° al di sotto e 30° al di sopra; il risultato ottenuto è straordinario, soprattutto considerando che viene realizzato in istantanea, senza orbicolazioni o altri ritardi temporali, il che consente di lavorare anche a mano libera oppure in interni con tempi eccezionalmente lunghi (preclusi alle fotocamere panoramiche ad ottica rotante).

Tale fotografia, vista sulla pellicola 35mm, corrisponde alla copertura di formato di un fisheye ad immagine circolare, impressionando un cerchio da 23mm inscritto nel lato corto da 24mm, con la sola differenza che al centro è presente un’ulteriore area vuota da 8mm di diametro; sembra che la Volpi AG avesse concepito anche particolari ingranditori/rettificatori in grado di stampare le intere panoramiche o porzioni di esse.

Un obiettivo straordinario, dunque, tuttavia venduto ad un prezzo molto impegnativo e distribuito solamente nei particolari canali del cinema professionale; infatti le uniche referenze tecniche o di archivio attualmente disponibili vanno cercate nei cataloghi dell’importatore statunitense delle ottiche Kinoptik, la grande organizzazione commerciale Karl Heinz di New York (che, a parte Zeiss e Leitz, commercializzava negli States la stragrande maggioranza dei prodotti fotografici europei); nel periodo in cui fu disponibile, la Karl Heinz aveva aggiunto il Volpi Peri-Apollar fra le disponibilità speciali e di nicchia messe in coda al catalogo dei prestigiosi obiettivi professionali Kinoptik, e proprio qui troviamo le uniche referenze.

Questo primo foglio informativo illustra entrambi i modelli di Volpi Peri-Apollar (a sinistra il 25mm, notate la strozzatura nella sua montatura, destinata a formati molto piccoli); il testo magnifica giustamente le eccezionali potenzialità nella ripresa panoramica e sottolinea la possibilità di applicare gli obiettivi ad una moltitudine di apparecchi, accennando anche all’impiego in visione diretta come periscopio.

Questo montaggio di ritagli abbina l’intestazione del catalogo Kinoptik di Karl Heinz con la sezione dedicata al Volpi Peri-Apollar (anche in questo caso è illustrato il modello inferiore da 25mm 1:4); notate come il prezzo, negli anni ’70, per certe versioni potesse arrivare addirittura a 5.000$, una cifra veramente impegnativa; inoltre il catalogo specifica che l’obiettivo era disponibile solo su ordinazione speciale: in pratica veniva prodotto solo su richiesta, e questo giustifica la sua attuale, estrema rarità.

In questo estratto, ricavato da un’altra edizione del catalogo Kinoptik di Karl Heinz, il Volpi Peri-Apollar è messo in evidenza come una vera chicca, sebbene sia in compagnia di ottiche che fanno tremare i polsi agli appassionati.

Osservando il listino Karl Heinz in vigore dal primo Gennaio 1980, possiamo capire quanto fosse astronomico il prezzo di un Volpi Peri-Apollar: 4.600$ per un esemplare da 25mm quando un prestigioso Kern Switar 25mm 1:1,4 per cineprese 16mm ne costava appena 400!

Il prezzo da cardiopalma è confermato anche nel listino del 1983, quando il Peri-Apollar da 25mm costava quasi 5.000$ e il mirino angolare da 90° per utilizzarlo come periscopio ne richiedeva ben 400; nei listini più recenti compare solamente il modello di focale inferiore, per cui è lecito supporre che la versione da 40mm 1:5,6 destinata a fotocamere 35mm o 6x6cm e formati cinematografici superiori fosse stata soppressa, forse per carenza di ordinativi.

Siamo dunque in presenza di un oggetto molto interessante sia per le sue caratteristiche esotiche che per l’estrema rarità; come avevo anticipato, il Volpi Peri-Apollar è un obiettivo estremamente ambito dai più avanzati specialisti della fotografia panoramica e vanta prerogative realmente uniche; devo ammettere di averne cercato a mia volta un esemplare per anni, senza successo, tuttavia non dispero di riuscire prima o poi nell’intento: anche questo fa parte dell’amore per la fotografia e i suoi straordinari gioielli!

Un abbraccio a tutti – Marco chiude.

 

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