Un cordiale saluto a tutti i followers di NOCSENSEI; l’obiettivo da 135mm sul 24x36mm, proposto inizialmente da Leitz per la sua fotocamera Leica e divenuto nel corso degli anni il tele standard di ogni corredo, risulta effettivamente molto pratico e sfruttabile nell’uso, spaziando dal paesaggio ai dettagli di architettura fino al ritratto, dove una più marcata compressione dei piani dovuta alla maggiore lunghezza focale rispetto ad ottiche come gli 85-90-100-105mm restituisce una resa prospettiva meno plastica ma anche più gradevole.
In casa Canon il teleobiettivo da 135mm vanta una lunga tradizione e molto spesso i modelli di tale marca si sono distinti per le ottime prestazioni; inoltre, anche prendendo in considerazione solamente le ottiche a messa a fuoco manuale (prodotte per 4 decadi dal 1947 al 1987), considerando le varie aperture, schemi ottici e varianti estetiche arriviamo ad un totale di ben 18 esemplari diversi, un tourbillon di opzioni che merita un articolo di ampio respiro per organizzarle adeguatamente.
Le ottiche Canon da 135mm appartengono sostanzialmente a 4 serie: modelli rangefinder per apparecchi a telemetro con attacco a vite 39x1mm, modelli Super-Canomatic R per le prime reflex della serie Canonflex, modelli FL per le successive reflex di metà/fine anni ’60 e modelli FD (articolati in FD old con collare di serraggio “breech-lock” ed FD new), ovvero gli esemplari più moderni realizzati negli anni ’60 e ’70.
A rendere ancora più complessa la sistematica troviamo anche modelli con la stessa apertura ma realizzati per tutte le serie appena citate o buona parte di esse, con relativi aggiornamenti ottici introdotti in una certa fase della loro evoluzione, pertanto ritengo utile proporre subito una illustrazione con i vari schemi ottici relativi all’intera produzione, ciascuno dei quali risulta numerato per abbinarlo ai relativi modelli.
Nella vicenda dei 135mm Canon abbiamo un totale di 8 differenti schemi ottici, fra i quali il classico tipo Sonnar a 4 lenti in 3 gruppi derivato dal fortunatissimo modello di Ludwig Bertele è stato utilizzato nelle versioni meno luminose (1:4 e 1:3,5) fino al Novembre 1976, poi abbiamo 2 schemi diversi per il 135mm 1:2,5, il secondo dei quali introdotto assieme al modello FD, e quindi 3 schemi relativi agli ultimi modelli, ovvero l’FD 135mm 1:3,5 prodotto dal Novembre 1976, l’FD new 135 1:2,8 e l’FD new 135mm 1:2.
Dopo questa premessa possiamo osservare i vari esemplari di produzione.
Il primo 135mm Canon, ancora marcato Serenar e in attacco a vite LTM, fu il modello rangefinder con apertura 1:4, commercializzato nel Marzo 1947 ed equipaggiato con lo schema ottico 1; nel Dicembre 1952 arrivò il 135mm 1:3,5 rangefinder prima versione (I), sempre marcato Serenar e in attacco a vite, con lo schema ottico 2; nell’Aprile 1958 alcune modifiche estetiche portarono al 135mm 1:3,5 rangefinder seconda versione (II), ancora con lo schema ottico 2 ma marcato Canon; nel Luglio 1958 il fabbricante aggiunse alla gamma il luminoso Canon rangefinder 135mm 1:2,5, equipaggiato col più complesso schema tipo 3 a 6 lenti; nel Gennaio 1961, già in sovrapposizione alle reflex Canonflex R, il Canon Rangefinder 135mm 1:3,5 venne aggiornato nuovamente dando vita alla terza versione (III), sempre caratterizzata dallo schema ottico 2.
Nel frattempo, appunto, erano entrate in produzione le reflex Canonflex serie R, per le quali nel Maggio 1959 venne presentato il Super-Canomatic R 135mm 1:3,5, con schema ottico tipo 2 ereditato dai modelli rangefinder, e nel Febbraio 1960 arrivò il Super-Canomatic R 135mm 1:2,5, a sua volta equipaggiato con lo schema tipo 3 già utilizzato sul modello a telemetro; per il modello da 135mm 1:3,5 venne proposta anche una seconda versione (II), lanciata nel Luglio 1961, che manteneva lo schema ottico tipo 2 ma presentava aggiornamenti meccanici e la nuova denominazione Canon R.
Nel Settembre 1966 i Canon 135mm 1:2,5 e 1:3,5 per reflex vennero aggiornati allo standard FL, con modifiche all’estetica e all’interfaccia del diaframma nella baionetta di innesto; la versione 1:2,5 utilizzava ancora lo schema tipo 3 del 1958 ereditato dai modelli a telemetro e Super-Canomatic R, mentre il 135mm 1:3,5 sfruttava uno schema tipo Sonnar analogo al precedente ma ricalcolato (tipo 5), i 135mm FL rimasero sul mercato fino all’arrivo delle ottiche FD a inizio anni ’70.
Nella serie FD, il primo ad esordire fu l’FD 135mm 1:3,5 in versione “Chrome Nose”, presentato nel Luglio 1970, che utilizzava ancora lo schema tipo 5 del precedente FL; nel Marzo 1971 fu affiancato dalla versione FD 135mm 1:2,5, equipaggiato con uno schema ottico ricalcolato (tipo 4); nel Marzo 1973 uscì di scena la finitura “Chrome Nose” e arrivarono le sigle identificative del trattamento antiriflesso, quindi comparve l’FD 135mm 1:2,5 S.C. (sempre con lo schema tipo 4) e l’FD 135mm 1:3,5 S.C. tipo I, a sua volta con lo schema ottico tipo 5 del predecessore; nel Novembre 1976 l’FD 135mm 1:3,5 fu rivisto (tipo II) adottando un nuovo schema ottico tipo Ernostar (schema numero 6).
Nel 1979 le ottiche FD transitarono alla versione new con barilotto ridisegnato e senza collare di serraggio “breech-lock”, pertanto a Giugno comparvero l’FD new 135mm 1.2,8 (che sostituiva il precedente 1:2,5 col nuovo schema tipo 7) e l’FD new 135mm 1:3,5, che manteneva lo schema tipo 6 aggiornato nel 1976; infine, a Maggio 1980 arrivò anche il superluminoso FD new 135mm 1:2, con schema tipo 8, in risposta ai corrispondenti Carl Zeiss Planar T* per Contax/Yashica e Nikon Nikkor.
La sistematica dei 135mm Canon è quindi ampia e diversificata e a seguire cercheremo di dipanarne le fila, con particolare enfasi sulle più recenti, diffuse e ancora utilizzate versioni FD.
Gli esemplari a telemetro si inserivano in un sistema in rapida espansione; del primo Serenar 135mm 1:4 esistono poche informazioni mentre i successivi modelli da 135mm degli anni ’50 condividevano il rango con pezzi già molto interessanti come gli 85mm 1:1,5 ed 1:1,9, pezzi che dimostravano in modo eloquente come Canon stesse già marciando, anzi correndo con i propri piedi; l’iniziale finitura satinata cromo di impronta Leitz nel tipo III del Febbraio 1961 lasciò il posto ad un barilotto interamente nero con godronature a sbalzi alternati decisamente più moderno, pur conservando lo schema ottico introdotto col tipo I del 1952.
Questa brochure statunitense anni ’50 illustra una versione cromata col relativo gruppo ottico derivato dal Sonnar 135mm 1:4 per Contax di Bertele, uno degli schemi più imitati della storia e garanzia di ottime prestazioni nonostante la fattura semplice ed economica.
A fine anni ’50 la prima generazione dei reflex Canonflex R nasceva con velleità professionali, poi ridimensionate nelle serie successive, e il limitato parco ottiche iniziale di obiettivi R includeva già i 135mm 1:2,5 e 135mm 1:3,5.
In questa foto di gruppo da una brochure dell’epoca possiamo ammirare i 2 obiettivi R da 135mm, notando come nel modello più luminoso 1:2,5 fosse presente un preselettore del diaframma per la chiusura rapida prima dello scatto, mentre nel più economico modello 1:3,5 la ghiera è semplice e a chiusura diretta.
Un’altra illustrazione di quel tempo mostra meglio questa differenza; la derivazione più diretta del 135mm1:3,5 dal modello III a telemetro si osserva anche nel ridotto diametro del barilotto, costretto ad allargarsi improvvisamente per accogliere la baionetta di innesto.
A metà anni ’60 il barilotto e l’interfaccia al diaframma vennero evoluti, dando vita alla serie FL; in questa pagina di brochure del 1968 dedicata ai teleobiettivi dei sistemi rangefinder e reflex si possono osservare i 135mm 1:2,5 e 1:3,5 appartenenti a tale gamma.
Lo stralcio di questa brochure del Marzo 1969 mostra nuovamente i 2 tele da 135mm FL e gli schemi, nonostante siano molto stilizzati, appaiono corrispondenti alle precedenti versioni a telemetro.
Se osserviamo da vicino i barilotti di questi modelli FL, possiamo notare che nel 135mm 1:2,5 è stata mantenuto lo scomodo sistema del diaframma manuale a preselezione analogo a quello del precedente tipo Super-Canomatic R, mentre nel 135mm 1:3,5 assistiamo ad un’evoluzione che sfrutta le nuove potenzialità dell’attacco FL, pertanto la ghiera del diaframma non prevede un preselettore tuttavia è presente un comando ausiliario per gestire il diaframma manualmente oppure con chiusura automatica al momento dello scatto, comodità preclusa invece al più costoso modello 1:2,5.
A inizio anni ’70 Canon calò l’asso e presentò il famoso sistema FD col corpo professionale F1 e nuove ottiche con diaframma completamente automatico.
Il primo obiettivo FD mostrato in anteprima fu proprio un 135mm; infatti il sistema arrivò nel Marzo 1971 ma secondo fonti ufficiali l’FD 135mm 1:3,5 venne svelato già nel Luglio 1970; questo modello della prima ora prevedeva le caratteristiche iniziali della serie FD, come montatura anteriore cromata (“Chrome Nose”, adottata solo su parte della gamma), collare di serraggio breech-lock, grafica peculiare delle scritte in bianco e giallo senape, posizione per l’automatismo a priorità di tempi sulla ghiera del diaframma indicata da un cerchio verde e assenza del relativo sistema di blocco; lo schema ottico utilizzato, come detto, era lo stesso del tipo FL introdotto nel 1966, ovvero la versione 5 tipo Sonnar con doppietto collato centrale.
Questi primi modelli FD erano costruiti con materiali di elevata qualità e quasi esclusivamente metallici, seguendo uno standard oggettivamente alto.
Col lancio ufficiale del corredo FD, a Marzo 1971, arrivò anche la versione più luminosa 135mm 1:2,5, ricostituendo un’accoppiata che era stata presente i tutti i sistemi precedenti; dopo un iniziale prototipo “Chrome Nose”, l’FD 135mm 1:2,5 primo tipo entrò in produzione in finitura interamente nera e anch’esso si riconosce dall’evoluzione successiva per la posizione dell’automatismo indicata da un cerchio verde e priva di pulsante di blocco; questa brochure dell’Agosto 1971 mostra già regolarmente entrambi i modelli e si può osservare come lo schema del 135mm 1:2,5 risulti modificato rispetto alle ottiche di pari apertura delle serie precedenti, ed ora conforme al tipo 4.
Nel Marzo 1973 il fabbricante estese a gran parte delle ottiche FD il suo trattamento antiriflesso multistrato Super Spectra Coating (S.S.C.), offerto in alternativa al più semplice Spectra Coating (S.C.) applicato ad obiettivi il cui schema non richiedesse il sofisticato multicoating, come nel caso dei 135mm; nella primavera 1973 i nostri teleobiettivi assunsero quindi la denominazione FD 135mm 1:2,5 S.C. ed FD 135mm 1:3,5 S.C., e siccome la montatura anteriore cromata era stata soppressa dalla nuova style policy tale dettaglio del modello 1:3,5 divenne nero; in questa copertina di una brochure del Dicembre 1974 possiamo osservare questi nuovi modelli con la scritta S.C.
A parte la denominazione aggiuntiva S.C., i barilotti degli obiettivi presentarono alcune modifiche; ad esempio, nel 135mm 1:2,5 la posizione di blocco per l’automatismo a priorità di tempi sulla ghiera delle aperture era indicata da una “A” verde ed era previsto il relativo pulsante di blocco nero (inizialmente mantenendo il cerchietto verde precedente e poi passando alla “A”), configurazione che in questo modello rimase in produzione dal Marzo 1973 al 1979.
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