Obiettivi Carl Zeiss per Linhof

Un cordiale saluto a tutti i followers di NOCSENSEI; tutti gli appassionati conoscono bene il marchio Linhof, azienda di Monaco di Baviera fondata nel lontano 1897 da Valentin Linhof e universalmente nota per la qualità e l’innovazione sottese alle sue celebri fotocamere, progettate e costruite con una cura e una scelta dei materiali da farne a buon diritto le Ferrari del settore.

Nomi come Technika, Master-Technika, Super-Technika 23 o Technika 70 appartengono alla leggenda della fotografia, tuttavia nessun fabbricante d’eccellenza può diventare tale senza il supporto di fornitori di equivalente livello; nel caso della Linhof un grande contributo al suo successo e alla sua fama di qualità superiore è stato garantito dall’aver incluso nel parco ottiche il fior fiore della produzione tedesca: nomi come Schneider Kreuznach, Rodenstock, Vogitlaender o Carl Zeiss non hanno bisogno di presentazioni e, come ad esempio una Porsche 911 divenne subito leggenda grazie anche al supporto di fornitori superlativi come Mahle, Bosch, ZF, Ate, Fuchs o Hella, così le fotocamere Linhof non prevedevano solamente una meccanica raffinata e ingegnosa che permetteva controlli da banco ottico in una struttura metallica robusta, richiudibile e di dimensioni contenute, ma garantivano anche prestazioni ottiche di assoluto rilievo grazie alla partnership con i citati produttori; in questa sede voglio recensire sistematicamente e descrivere in modo esaustivo la serie di ottiche Linhof prodotte dalla Carl Zeiss di Oberkochen, sicuramente il parco di obiettivi più ambito ed invidiato di tutta la serie.

 

 

Una prima serie di obiettivi Carl Zeiss fu introdotta nel 1954 per apparecchi in formato 6,5x9cm e una seconda nel 1958 per i modelli superiori con lastre 9x12cm; nel corso del 1963 l’azienda ipotizzò anche di creare una serie di ottiche Zeiss destinate al formato 6x7cm (non completata) e infine, nel 1966, si tentò il grande salto, immaginando una serie di lenti Carl Zeiss anche per le Super-Technika in formato 13x18cm, anche in questo caso non concretizzata.

In realtà il primo approccio alle ottiche Zeiss ebbe luogo già a fine anni ’40; a quei tempi la Zeiss occidentale si stava ancora organizzando, divisa fra le officine di Coburg ed Oberkochen, quindi la Linhof inizialmente si rivolse alla Carl Zeiss Jena, ancora riconosciuta come la “vera” Zeiss e principale azienda di riferimento, e in effetti, fino al 1950, le prime ottiche Zeiss ad equipaggiare gli apparecchi Linhof provenivano da Jena, limitandosi tuttavia a dei semplici normali per il formato 9x12cm, come i Tessar 13,5cm 1:4,5 e 15cm 1:4,5; solamente a partire dal 1950, quando divenne disponibile il Tessar di Oberkochen 105mm 1:3,5 in otturatore centrale Deckel montato sulla Super-Ikonta 531/2 6x9cm, tale ottica fu adottata anche da Linhof, diventando il primo obiettivo Carl Zeiss ad equipaggiarla e dando il via ad una collaborazione che diventerà leggendaria; il fatto che i Tessar Oberkochen 105mm 1:3,5 in otturatore Synchro-Compur 0 fossero forniti a Linhof fin dal 1950 è confermato dalla presenza di esemplari marcati Zeiss Opton, cioè la denominazione che l’azienda fu costretta ad adottare per questioni legali fino al 1953.

 

 

Nel frattempo, grazie anche alla diffusione dei trattamenti antiriflesso che aumentarono le opzioni del progettisti, Ludwig Bertele dalla sua nuova residenza in Svizzera aveva calcolato il celeberrimo Biogon 1:4,5 da 90° mentre ad Oberkochen Guenther Lange, capo del relativo Rechensbuero, aveva messo a punto nuovi schemi Planar a 5 lenti e schemi Sonnar destinati a corti teleobiettivi da ritratto; proprio queste tre tipologie di obiettivi, un Biogon supergrandangolare da 90°, un normale Planar leggermente allargato di grande apertura (1:2,8 e 1:3,5) e un medio-tele Sonnar, costituiranno la storica tripletta di obiettivi Zeiss per Linhof, poi replicata e scandita nei diversi formati.

 

 

La linea di ottiche Carl Zeiss non si sovrapponeva alla corrispondente terzina di obiettivi Schneider Kreuznach ma li affiancava, suggerendo un differente utilizzo: infatti la grande risoluzione e/o apertura delle ottiche Zeiss per Linhof richiedeva in pegno una copertura più limitata del formato, limitando quindi i movimenti di decentramento e basculaggio eventualmente consentiti dalla fotocamera, mentre gli obiettivi Schneider, meno luminosi, garantivano la copertura supplementare necessaria ai brandeggi; pertanto questi ultimi erano più indicati per il fotografo statico, che opera su treppiedi con soggetti immobili, mentre gli Zeiss si prestavano di più ad un impiego dinamico, persino a mano libera (sfruttando la grande apertura per ottenere tempi di esposizione brevi e l’accuratezza del telemetro per non incorrere in errori di fuoco); la grande apertura dei normali tipo Planar permetteva addirittura un utilizzo inedito per apparecchi di medio/grande formato: la fotografia con messa a fuoco selettiva sul soggetto principale e ridottissima profondità di campo che sfuoca lo sfondo, producendo un marcato effetto plastico.

 

 

In  questo breve interregno la Carl Zeiss di Oberkochen si era guadagnata rapidamente una lusinghiera fama per la subito ritrovata eccellenza dei suoi prodotti, e in casa Linhof erano ben coscienti che questo corredo rappresentava il fiore all’occhiello del sistema, un esclusivo elemento di distinzione nel campo dei grandi formati; non deve quindi stupire se sulle illustrazioni di cataloghi, brochures e manuali d’istruzioni un obiettivo Zeiss iniziò sistematicamente a campeggiare sull’apparecchio riprodotto; del resto appena 180km separavano le sedi delle due aziende e sicuramente la sinergia fra i loro produttori, entrambi leader nei rispettivi settori, doveva apparire a tutti come cosa buona e giusta.

 

 

Lo stesso messaggio della comunicazione si spostava dai semplici requisiti tecnici di base (come copertura di formato, movimenti consentiti, etc.), di solito associati alle ottiche professionali di medio/grande formato, andando invece a rimarcare le oggettive prestazioni puramente ottiche che costituivano il plusvalore degli Zeiss come risoluzione, correzione cromatica o brillantezza, suggerendo implicitamente l’acquisto a chi cercasse prestazioni senza compromessi.

 

 

Un altro elemento di orgoglio giustamente sottolineato negli advertising del tempo è l’esclusività del corredo Zeiss, trattandosi di obiettivi progettati appositamente per Linhof, sebbene alcuni  non siano stati forniti forniti unicamente al costruttore bavarese, con i distinguo che vedremo.

 

 

Questa rèclame illustra la serie di obiettivi Carl Zeiss per Linhof effettivamente disponibili dal 1958, quando alla prima serie per formato 6,5x9cm si affiancò quella per lastre 9x12cm, tuttavia la sistematica Zeiss/Linhof è decisamente più complessa, vediamo quindi di descriverla con ordine, scandendo gli esemplari per tipologie.

Obiettivi Carl Zeiss TESSAR

  • 105mm 1:3,5 su Synchro-Compur 0 (6,5x9cm) lanciato nel 1950 (lo stesso modello della Super-Ikonta 531/2); gran parte della produzione in finitura cromata, gli ultimi esemplari aggiornati con otturatore nero identico a quello utilizzato nel successivo 100mm 1:3,5;
  • 100mm 1:3,5 su Synchro-Compur 0 (6,5×9) calcolo rivisto nel 1964, con focale portata a 100mm e finitura nera;  ne furono prodotti 1.810 esemplari, tutti ufficialmente destinati al fabbricante statunitense Graflex; piccoli lotti furono stornati e forniti a Linhof (che provvide anche ad applicare il classico logo rosso sull’otturatore) ma è uno degli obiettivi che non furono progettati e forniti in esclusiva;
  • 150mm 1:4,5 su Synchro-Compur 1 (9x12cm) calcolato nel 1956 e lanciato nel 1958, prodotto in circa 1.000 esemplari;
  • 150mm 1:3,5 su Compur-1 prototipo del 1954.

Obiettivi Carl Zeiss PLANAR

  • 80mm 1:2,8 su Synchro-Compur 0 (6x7cm) disegnato nel 1959 e lanciato nel 1963 con l’intenzione di creare un trio di obiettivi Zeiss per il 6x7cm composto da Biogon 45mm 1:4,5, Planar 80mm 1:2,8 e Sonnar 150mm 1:4,8; questo Planar differisce da quello Hasselblad e Rollei, utilizzando uno schema a 5 lenti simile a quello del Planar 35mm 1:3,5 per Contax e garantisce la copertura abbondante del 6x7cm grazie ad un angolo di campo da 64°, analogo appunto a quello di un 35mm sul 24x36mm; è un altro modello fornito anche a Graflex e venne utilizzato soprattutto per apparecchi Linhof per foto aerea; Zeiss ne produsse per Linhof appena 1.500 esemplari;
  • 100mm 1:2,8 su Synchro-Compur 0 (6,5x9cm) calcolato nel 1952 e lanciato nel 1954; prima versione con montatura cromata; venne fornito anche a Graflex;
  • 100mm 1:2,8 su Synchro-Compur 0 (6,5x9cm) seconda versione con otturatore rifinito in nero;
  • 135mm 1:3,5 su Synchro Compur 1 (9x12cm) calcolato nel 1954 e lanciato nel 1958; prima versione con schema ottico del 1954,  filtro da 58mm e montatura cromata;
  • 135mm 1:3,5 su Synchro Compur 1 (9x12cm) seconda versione presentata nel 1961 con schema ottico del 1954, filtro da 58mm e otturatore rifinito in nero;
  • 135mm 1:3,5 su Compur Electronic 1 (9x12cm) terza versione presentata nel 1971 con schema ottico ridisegnato nel 1968, copertura portata da 170mm a 180mm, filtro da 67mm e antiriflessi singolo;
  • 135mm 1:3,5 su Compur 1 (9x12cm) quarta versione con schema ottico ridisegnato nel 1968, filtro da 67mm e antiriflessi multistrato T*; fu prodotto su richiesta in 5 lotti nel 1975 al 1992, per complessivi  984 pezzi;
  • 150mm 1:2,8 prototipo realizzato in numerose configurazioni;
  • 210mm 1:5,6 su Compur Electronic 3 (13x18mm)  prototipo presentato nel 1966;
  • 300mm 1:4 prototipo;
  • 300mm 1:4,5 prototipo.

Obiettivi Carl Zeiss BIOGON

  • 45mm 1:4,5 su Syncro-Compur 0 (6x7cm) calcolato nel 1961 e lanciato nel 1963; doveva rappresentare la focale grandangolare del gruppo di obiettivi Zeiss per il formato 6x7cm che non arrivò mai al compimento; 100 esemplari prodotti;
  • 53mm 1:4,5 su Synchro-Compur 0 (6,5x9cm) calcolato nel 1951 e lanciato 1954; primo tipo con montatura cromata;
  • 53mm 1:4,5 su Compur 0 (6,5x9cm) secondo tipo con ghiera nera e texture quadrata satinata;
  • 75mm 1:4,5 su Synchro-Compur 0 (9x12cm) calcolato nel 1951 e lanciato nel 1958; primo tipo con otturatore Synchro-Compur 0;
  • 75mm 1:4,5 su Compur 0 (9x12cm) secondo tipo con otturatore più moderno;
  • 90mm 1:2,8 prototipo.

Obiettivi Carl Zeiss SONNAR

  • 180mm 1:4,8 su Synchro-Compur 1 (6,5x9cm) calcolato nel 1953 e lanciato nel 1954; primo tipo cromato con filtro 58mm; venne fornito anche a Graflex;
  • 180mm 1:4,8 su Compur 0 (6,5x9cm) secondo tipo con ghiera nera, texture quadrata satinata e filtro 67mm;
  • 250mm 1:5,6 su Synchro-Compur 1 (9×12) calcolato nel 1953 e lanciato nel 1958; primo tipo cromato;
  • 250mm 1:5,6 su Synchro-Compur 1 (9×12) secondo tipo con ghiera nera e texture quadrata satinata;
  • 105mm 1:2,8 (6,5x9cm) prototipo disegnato nel 1953  con schema da Sonnar normale, presentato nel 1963 come alternativa al Planar 100mm 1:2,8 e mai entrato in produzione;
  • 150mm 1:4 prototipo;
  • 150mm 1:4,8 (6x7cm)  prototipo presentato nel 1963 per completare il terzetto di ottiche Zeiss per Linhof 6x7cm che non entrò mai in produzione;
  • 180mm 1:4 prototipo;
  • 250mm 1:4 prototipo;
  • 250mm 1:5,6 prototipo;
  • 300mm 1:4  prototipo per il formato 8×10”.

Obiettivi Carl Zeiss TELE-TESSAR

  • 500mm 1:8 (13x18cm)  prototipo del 1966 che doveva completare il gruppo di ottiche Zeiss per Linhof 13x18cm assieme ad Hologon 110mm 1:8 e Planar 210mm 1:5,6; non si ha alcuna informazione ulteriore;
  • 500mm 1:8 su Compur Electronic 1 con antiriflessi multistrato T* ; analogo al corrispondente modello per Hasselblad e Rolleiflex 6x6cm ed utilizzato sulla Linhof Aero-Technika

Obiettivi Carl Zeiss HOLOGON

  • 110mm 1:8 (13x18cm, schema Hologon a 3 lenti in 3 gruppi) su Compound IV; prototipo del 1966 nato per il gruppo di obiettivi Zeiss destinati alla Linhof 13x18cm che non venne mai concretizzato;
  • 110mm 1:8 (13x18cm, schema Super-Angulon 5 lenti in 4 gruppi) su Compur 0; prototipo del 1966 alternativo al precedente e sempre concepito per la serie di ottiche Zeiss Linhof 13x18cm mai entrata in produzione.

 

 

Questo schema suggerisce anche le relative coperture sulla diagonale della coniugata posteriore; come si può notare, solamente il teleobiettivo Sonnar garantisce il surplus necessario per un minimo di brandeggio, sebbene costituisca il modello meno interessante per questo impiego; lo schema Planar a 5 lenti tipo Xenotar invertito sottolinea la sua vocazione grandangolare con una copertura da ben 120mm per la focale da 100mm e 180mm per la versione da 135mm (solo 170mm per le versioni con vecchio schema ottico), copertura abbondante suggerita anche dalle focali piuttosto corte rispetto allo standard del formato; come già accennato nella descrizione riassuntiva, anche il Planar 80mm 1:2,8 per il formato 6x7cm copre un formato esuberante (ben 100mm di diagonale contro gli 80mm del corrispondente obiettivo per Hasselblad), e si configura in pratica come un leggero grandangolare da quasi 65°; per completare il quadro, anche il più moderno Tessar 100mm 1:3,5, prodotto in pochi esemplari, garantisce la stessa copertura da 120mm dei Tessar 105mm 1:3,5 e Planar 100mm 1:2,8.

Vediamo ora come sono stati sviluppati i relativi gruppi ottici dei modelli Biogon, Planar e Sonnar sfruttando i dati estratti dai relativi brevetti originali.

 

 

Lo schema Biogon da 90° fu sviluppato da Ludwig Jackob Bertele nel 1951, derivandolo dall’analogo obiettivo Aviogon per aerofotogrammetria che aveva concepito a fine anni ’40 per il suo nuovo datore di lavoro, la Wild di Heerbrugg; il Biogon, sebbene leggermente semplificato, ereditava dall’Aviogon molte delle sue caratteristiche, quali distorsione praticamente inesistente, risoluzione elevata ed uniforme fino agli angoli anche a diaframmi aperti, illuminazione sul campo sufficientemente buona da escludere l’uso di filtri digradanti concentrici; nel suo brevetto Bertele ha previsto 3 differenti opzioni con apertura massima 1:6,3, 1:4,5 ed 1:3,4 e per la produzione venne scelto il modello intermedio 1:4,5, probabilmente per il buon compromesso fra apertura massima e dimensioni del gruppo ottico anche in vista di focali lunghe per grandi formati.

Il Biogon era uno schema innovativo che rivoluzionò il settore dei grandangolari ed affrontava l’approccio alle aberrazioni con 2 elementi spaziati ad aria anteriori ricavati con vetri PSK ed FK ai fluoruri con dispersione molto contenuta, seguiti da una terza lente in vetro Crown al Lantanio LaK ad alta rifrazione e bassa dispersione; la lente d’aria fra gli elementi anteriori contribuisce a correggere l’aberrazione sferica di ordine superiore e consente un’ottima correzione con apertura 1:4,5, mentre l’introduzione di coma pupillare (il diametro della pupilla di ingresso aumenta artificialmente andando verso i bordi), secondo il principio del matematico Slussarev, permetteva di migliorare l’illuminazione ai bordi rispetto ad altri grandangolari simmetrici dell’epoca come il Topogon.

Da questo modello la Zeiss ricavò 5 obiettivi 1:4,5 da 90°: 21mm 1:4,5 (24x36mm), 38mm 1:4,5 (6x6cm), 45mm 1:4,5 (6x7cm), 53mm 1:4,5 (6,5x9cm) e 75mm 1:4,5 (9x12cm), tre dei quali realizzati appositamente per Linhof.

Riguardo allo schema dei normali tipo Planar, occorre un distinguo fra il 100mm 1:2,8 (6,5x9cm) e il 135mm 1:3,5 (9x12cm); infatti, sebbene siano stati disegnati dallo stesso tecnico ed utilizzassero uno schema analogo, i due modelli sono relativi a brevetti differenti.

 

 

Il Planar 100mm 1:2,8 fu disegnato nel 1952 da Guenther Lange, capo del dipartimento matematico di calcolo ottico di Oberkochen, assieme a Johannes Berger, esperto progettista specializzato in schemi Doppio Gauss; il relativo brevetto, presentato il 14 Giugno 1952, ha fornito alla Carl Zeiss un notevole plusvalore economico: infatti nel documento sono presentati 3 embodiments (modelli): il primo divenne il Planar 75mm 1:3,5 primo tipo della Rolleiflex TLR, il secondo il Planar 100mm 1:2,8 per Linhof e il terzo il Planar C 80mm 1:2,8 primo tipo per Hasselblad!

Il planar 100mm 1:2,8 Linhof è conforme al secondo esemplare e per il suo progetto, finalizzando una grande apertura con ampio angolo di campo in uno schema tipo Xenotar invertito con appena 5 lenti, i tecnici utilizzarono 3 vetri Dense Flint ad alta rifrazione (da 1,71 ad 1,76) ed alta dispersione ed 1 lente in vetro lanthanum Crown agli ossidi delle Terre Rare tipo LaK9, una versione da poco introdotta sul mercato; questo modello con ampio angolo di campo (circa 56°) garantisce una grande nitidezza in asse fin dalla massima apertura mentre i bordi sono penalizzati della curvatura di campo ed occorre diaframmare per recuperare con la profondità di campo.

 

 

Il Planar 135mm 1:3,5 per il formato 9x12mm fu invece calcolato 2 volte: la prima nel 1954 e la seconda nel 1968; il brevetto originale fu firmato nuovamente da Guenther Lange e presentato per la registrazione in Germania il 2 Agosto 1954; il documento prevede alcuni esemplari con apertura 1:2,8 ed 1:3,5 e angolo di campo compreso fra 52° e 64°, quindi decisamente abbondante (lo standard del normale è circa 46°), e infatti una versione miniaturizzata dello stesso schema base sfruttato per il 135mm per Linhof darà vita al Planar 35mm 1:3,5 per Contax, quindi un autentico grandangolare.

Il modello corrispondente al Planar di produzione è il primo e anche i questo caso Guenther Lange ha utilizzato 3 lenti in vetro Dense Flint ad alta rifrazione (superiore ad 1,74) ed alta dispersione ed un elemento in vetro lanthanum Flint tipo LaF2; anche in questo caso l’obiettivo presenta una notevole brillantezza e risolvenza in asse anche a tutta apertura, risultando però penalizzato fuori asse da una curvatura di campo insolita per uno schema Planar (nomen omen) e probabilmente nata dalla forzatura dello schema ad un angolo di campo insolitamente ampio pur utilizzando solamente 5 lenti; non è invece disponibile la documentazione relativa al disegno rivisto del 1968, tuttavia lo schema rimase inalterato.

 

 

I corti teleobiettivi Sonnar da 180mm e 250mm furono invece ricavati da un ulteriore brevetto di Guenther Lange presentato in Germania per la registrazione il 24 Luglio 1953; questo è un documento-chiave per la Zeiss di Oberkochen dal momento che sancisce il progressivo allontanamento da Ludwig Bertele, ormai impiegato in Svizzera e vicino al pensionamento, e il tentativo di appropriarsi di proprietà intellettuali legate al concetto Sonnar e firmate da tecnici sul libro paga dell’azienda, con l’obiettivo di sfruttare tali progetti senza versare le consuete, cospicue royalties dovute a Bertele per schemi che solitamente erano stati brevettati a nome suo; questo brevetto è storicamente rilevante perché il primo esemplare, un Sonnar luminoso con angolo di campo normale, verrà sfruttato nel 1963 per un prototipo di 105mm 1:2,8 che avrebbe eventualmente potuto sostituire il classico Planar 100mm 1:2,8; poi, soprattutto, perchè il terzo esemplare con apertura 1:4 divenne il celeberrimo Carl Zeiss Sonnar 150mm 1:4 per il formato 6x6cm, venduto in quantitativi ingenti a clienti come Hasselblad e Rollei.

Nel nostro caso, l’esemplare che ci interessa è il quarto, un Sonnar con apertura 1:4,8 che fu utilizzato per le versioni Linhof da 180mm e 250mm; una caratteristica di questo progetto è l’utilizzo di vetri Dense Flint al Bario obsoleti (negli elementi L3 ed L4) che sfruttavano ancora piccole quantità di ossido di torio, il che si traduce in una radioattività molto blanda, innocua.

 

 

La parabola delle ottiche Zeiss per Linhof di produzione ebbe inizio nel 1954 (1958 per il grande formato) e terminò nel 1972 (ma le ottiche rimasero presenti nel catalogo Zeiss fino al 1974 e in quello Linhof il Planar 80mm 1:2,8 era ancora rubricato a fine anni ‘70); a questa fase corrisponde un periodo denso di eventi e rivoluzioni tecnologiche: è quindi normale, come ampiamente descritto, che anche la livrea degli obiettivi si sia evoluta nel tempo, adeguandosi ad uno stile più moderno, come mostrano chiaramente questi 2 esemplari: a sinistra un Tessar 105mm 1:3,5 primo tipo del 1958, con otturatore cromato, e a destra un Planar 100mm 1:2,8 secondo tipo del 1964, con otturatore rifinito in nero e aspetto più moderno ed aggressivo.

Curiosamente, il Planar appartiene ad un lotto di 500 obiettivi ufficialmente prodotti per Graflex, tuttavia risulta regolarmente montato per Linhof col relativo logo inciso a smalto rosso; questo conferma come sia difficile effettuare una distinzione netta nel caso di obiettivi forniti ad entrambi i fabbricanti, rendendo impossibile definire in moto esaustivo gli esatti numeri di assegnazione.

 

 

Gli ultimi esemplari del normale Tessar 105mm 1:3,5 ebbero la livrea aggiornata in finitura nera, subito prima di cedere il passo ad un piccolo lotto di Tessar 1:3,5 da 100mm di focale e schema ricalcolato nel 1964; l’immagine mostra l’otturatore Synchro-Compur con tali migliorie.

Come accennato, quest’obiettivo con focale normalizzata a 100mm venne ufficialmente prodotto solo per Graflex e gli esemplari marcati Linhof presentano una numerazione che rientra nei lotti destinati al rivale statunitense; il diffuso utilizzo di otturatori Syncro-Compur, Compur e Compur Electronic su tutti i modelli si giustifica con fatto che lo Zeiss Stiftung controllava il pacchetto di maggioranza del loro fabbricante, la Deckel, e trovava quindi conveniente sponsorizzare la commercializzazione dei suoi prodotti; inoltre l’azienda aveva sede a Monaco di Baviera, a 2 passi dalla stessa Linhof; quindi, come si suol dire, giocavano in casa.

 

 

Queste pagine di un manuale d’istruzioni illustrano invece il Planar 100mm 1:2,8 prima versione, con livrea completamente cromata di aspetto decisamente vintage.

 

 

E’ bene sottolineare che la superiore precisione di messa a fuoco telemetrica garantita da certe famiglie di apparecchi Linhof dipendeva anche dalla presenza di un disco con tripla camma, sul cui profilo scorreva l’elemento del telemetro mentre il carrello del soffietto modificava la messa a fuoco; per garantire la corrispondenza assoluta, la focale effettiva di ogni singolo obiettivo veniva accuratamente misurata e il profilo della camma era fresato ottimizzandolo specificamente per quell’esemplare; per tale ragione ogni gruppo di obiettivi venduti con l’apparecchio (grandangolare, normale e medio-tele) era abbinato ad un disco con 3 camme adattate in esclusiva a quelle specifiche ottiche, con tanto di numero di matricola inciso sul metallo accanto alla focale.

 

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Questa immagine, nella quale l’Hologon 110mm 1:8 prototipo per Linhof 13×18 è affiancato all’originale Hologon 15mm 1:8 per Leica M, fa capire le incredibili dimensioni del prototipo di grande formato, per assemblare il quale hanno utilizzato un otturatore obsoleto che sembra quasi “di recupero”.

La serie di ottiche Carl Zeiss per Linhof ha rappresentato il plusvalore in un sistema che era già ai vertici della categoria, un ulteriore impulso nei riguardi di una concorrenza ormai distanziata in modo irraggiungibile; la sinergia fra le due aziende, così vicine anche territorialmente, ha dato vita ad un exploit d’eccellenza tecnica che soddisfò anche gli incontentabili e che ancora oggi, a distanza di molti anni, continua ad intrigare gli appassionati con il fascino del non plus ultra e con la quintessenza stessa della solida, proverbiale qualità “made in Germany”.

Un abbraccio a tutti; Marco chiude.

 

 

 

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