Novità Nikon alla Photokina del 1970

Un cordiale saluto a tutti i followers di NOCSENSEI; nella storia dei sistemi fotografici e dei relativi brand ci furono momenti topici in cui certe marche hanno messo in campo uno sforzo titanico e concretizzato numerose proposte innovative simultaneamente, spesso spiazzando i rivali presentando a qualche fiera del settore una raffica di novità impressionante; questo è avvenuto ad esempio nel 1970 e nel 1980 e in questa occasione voglio descrivere le nuove proposte portate da Nippon Kogaku alla Photokina 1970 con i suoi prodotti a marchio Nikon.

 

 

La Photokina organizzata a Colonia è stata per decenni la fiera di riferimento nell’ambito fotografico e l’edizione 1970, della quale possiamo ammirare il banner ufficiale con grafica inequivocabilmente dell’epoca, ebbe luogo dal 3 all’11 Ottobre di tale anno; l’avvento della nuova decade e più avanzate tecnologie che si stavano affacciando avevano portato fermento nell’ambiente e la Nippon Kogaku, in attesa di lanciare l’anno successivo la sua celebre professionale Nikon F2 (a quei tempi già in fase avanzata di sviluppo), in tale occasione mise in mostra una impressionante schiera di nuove proposte, molte delle quali squisitamente professionali.

 

 

 

All’epoca l’importatore italiano Cofas S.p.A. di Roma, ora non più attivo da decenni, aveva realizzato a sua cura una piccola brochure destinata a clienti e appassionati che descriveva singolarmente le novità Nikon della Photokina 1970, e grazie a questo vecchio documento passeremo in rassegna i vari pezzi; ogni esemplare era finito e fisicamente presente in Photokina, tuttavia non tutti erano immediatamente disponibili alla vendita e successivamente faremo il punto su questo dettaglio.

 

 

 

Il primo colpo a sorpresa della Photokina 1970 fu il Fisheye-Nikkor 6,3mm 1:2,8 a copertura circolare da 220° e oltre 5kg di peso, un obiettivo che oltrepassava le barriere del possibile garantendo una copertura allargata a 220° (quindi il fotografo poteva inquadrare anche dietro le sue spalle!), il tutto con l’elevata apertura massima 1:2,8 e un progetto retrofocus che consente l’inquadratura e la messa a fuoco reflex; non mi dilungo sui dettagli tecnici o progettuali dei vari pezzi, rimandando eventualmente a futuri articoli specifici, tuttavia in questo caso è bene notare che nell’obiettivo prototipo mostrato in Photokina sulla montatura è indicata la focale effettiva, 6,3mm, mentre nei pochi esemplari effettivamente prodotti e commercializzati (circa 265) questo dato verrà arrotondato a 6mm.

 

 

 

Nella stessa occasione venne presentato un altro obiettivo Fisheye appartenente alla nuova serie con schema retrofocus e possibilità di visione reflex; si tratta del noto Fisheye-Nikkor 8mm 1:2,8 con copertura circolare da 180° di campo, un modello rimasto a listino per molti anni e anch’esso eccezionale perché equipaggiato a sua volta con uno schema retrofocus che consentiva di utilizzarlo su Nikon F o Nikkormat come un qualsiasi Nikkor più convenzionale; occorre infatti ricordare che fino ad allora i Fisheye-Nikkor, che fossero il 6mm 1:5,6 da 220° o i modelli 8mm 1:8 e 7,5mm 1:5,6 da 180°, prevedevano un tale arretramento del gruppo ottico da imporre l’uso con specchio reflex sollevato manualmente e mirino esterno dedicato da 160° che non inquadrava tutto il campo ripreso ma serviva solo per il puntamento approssimativo, quindi potete immaginare il passo avanti costituito nel passaggio alla visione reflex con apertura 1:2,8.

 

 

 

Un altro obiettivo eccezionale svelato nel 1970 fu il Nikkor 15mm 1:5,6 PD-Auto, un supergrandangolare rettilineare (quindi non fisheye) con copertura da ben 110° sulla diagonale e un complesso schema retrofocus che consentiva la visione reflex; si trattò di una primizia che anticipava di un paio d’anni anche il celebre Distagon 15mm 1:3,5 T* di Carl Zeiss e osservando il modello presentato alla Photokina 1970 occorre attenzione perché la denominazione PD definisce uno schema ottico con 15 lenti (più il filtro incorporato con torretta girevole), mentre la versione definitiva prodotta in serie subì alcune modifiche ed utilizzava solamente 14 lenti.

 

 

 

La successiva proposta è un obiettivo divenuto famoso, il grandangolare medio luminoso Nikkor 28mm 1:2, poi rimasto a catalogo per decenni; quest’obiettivo, che prevedeva già lenti con rivestimento multistrato che anticipavano l’introduzione generalizzata del rivestimento Nikkor Integrated Coating (NIC) e sfruttava anche il sistema flottante, andava ad affiancare il più modesto 28mm 1:3,5 che da un decennio costituiva l’unica offerta in quella focale.

 

 

 

Un altro obiettivo che costituiva un’autentica primizia è il Nikkor 35mm 1:1,4: per la prima volta era possibile accedere a un 35mm di tale apertura su un corpo reflex dopo anni in cui l’unica alternativa era costituita dal Summilux-M per Leica a telemetro; questo pregiato obiettivo era all’avanguardia perché nel 1970 sfruttava già il rivestimento antiriflesso multistrato su tutte le superfici e a sua volta prevedeva il sistema flottante a distanze ravvicinate, dettaglio dimenticato nel documento d’epoca; questi 2 obiettivi grandangolari luminosi mettevano Nikon in una posizione preminente rispetto ai concorrenti, soprattutto fra i giornalisti e fotografi di reportage.

 

 

 

La successiva proposta portata da Nippon Kogaku alla Photokina 1970 è una rivisitazione meccanica del famoso Micro-Nikkor 55mm 1:3,5 e la principale innovazione riguarda l’eliminazione del sistema di compensazione automatica dell’esposizione che, a distanze brevi, provvedeva ad aprire leggermente il diaframma sfruttando camme meccaniche collegate all’elicoide di fuoco per compensare l’assorbimento luminoso dovuto al maggiore tiraggio utilizzato in tale circostanza: questa prerogativa rfisultava utile misurando l’esposizione a mano, con esposimetri esterni, tuttavia l’azienda considerò giustamente che ormai, nel 1970, la stragrande maggioranza dei clienti utilizzava una Nikon F dotata di Photomic con misurazione esposimetrica TTL, pertanto la compensazione del diaframma a distanze brevi non era più necessaria.

 

 

 

Un ulteriore obiettivo svelato in Photokina fu il Nikkor 180mm 1:2,8, un pezzo squisitamente professionale che era stato per decenni una bandiera Zeiss (Olympia Sonnar) e da alcuni anni era presente anche nel corredo Leicaflex; Nikon si allineava dunque a questi mostri sacri e questo modello fu il primo di una serie che sarebbe stata aggiornata con vetri ED a bassissima dispersione e autofocus, rimanendo molto popolare fino all’avvento dei moderni zoom ED 80-200mm 1:2,8 e 70-200mm 1:2,8 che ne replicavano apertura e prestazioni con una versatilità ovviamente incrementata.

 

 

 

Un altro modello di questo gruppo è il potente teleobiettivo Nikkor 400mm 1:5,6; fino ad allora le focali Nikkor da 400mm a 1.200mm appartenevano ad un lotto lanciato nel 1964 che prevedeva teste ottiche separate e l’unità di messa a fuoco AU-1 da utilizzare in comune, e sebbene la configurazione corrispondente Nikkor 400mm 1:4,5 + AU-1 fosse più luminosa del modello svelato nel 1970, le sue dimensioni e peso lo rendevano poco pratico nell’uso, mentre il nuovo Nikkor 400mm 1:5,6 era monolitico e le sue dimensioni e peso (1.400g) non erano molto dissimili a quelle del Nikkor 300mm 1:4,5, permettendo quindi ad un fotografo esperto di utilizzarlo addirittura a mano libera; successivamente questo primo modello venne evoluto introducendo una lente in vetro ED e quindi arrivò alla configurazione definitiva IF-ED con messa a fuoco interna.

 

 

 

UN altro storico obiettivo presentato alla Photokina 1970 fu il leggendario Zoom-Nikkor 80-200mm 1:4,5, forse il primo zoom a coniugare prestazioni sufficienti ad un utilizzo professionale e dimensioni analoghe a quelle di un compatto 200mm a focale fissa, e divenne rapidamente un must have fra i professionisti e gli amatori più evoluti che ne apprezzarono i risultati e gli ingombri lontani anni luce dalle proposte anni ‘60; il documento sottolinea come le prestazioni siano già soddisfacenti a tutta apertura, rendendo quindi tale obiettivo ben sfruttabile nell’uso pratico; questo modello verrà poi ricalcolato nel 1975 con uno schema nuovo e più semplice e rimarrà a catalogo fino al 1981, quando cederà il posto al più luminoso Zoom-Nikkor Ai-S 80-200mm 1:4.

 

 

 

La successiva proposta è il lunghissimo Zoom-Nikkor 200-600mm 1:9,5; in realtà questo modello esisteva fin dal 1961, tuttavia la prima versione prevedeva un’apertura massima variabile (1:9,5-10,5) e il suo schema ottico primitivo imponeva al barilotto una lunghezza realmente eccessiva, mentre la versione rivista e corretta svelata nel 1970 garantiva un’apertura costante 1:9,5 e il nuovo e più moderno gruppo ottico permetteva di togliere una ventina di centimetri dalla montatura, arrivando ad una lunghezza di 382mm, sicuramente accettabile in un obiettivo che si spingeva fino a 600mm; è comunque chiaro che si tratta del residuo vestigiale di tecnologie e concezioni superate, tuttavia questa seconda versione rimarrà a catalogo fino al 1983, anche quando era già in compresenza col ben più prestazionale (ma anche più costoso) Zoom-Nikkor 180-600mm 1:8 ED.

 

 

 

Se tutto questo non fosse bastato per stupire folla e concorrenti, la Nippon Kogaku volle davvero esagerare e alla Photokina 1970 mostrò anche il potentissimo catadiottrico a specchi Reflex-Nikkor 2.000mm 1:11, un obiettivo colossale dotato di supporto dimensionato come un accessorio da marina militare; l’obiettivo garantiva un ingrandimento di ben 40x rispetto ad un normale da 50mm e naturalmente era destinato ad impieghi molto specialistici, dall’astrofotografia all’intelligence alla sorveglianza da grande distanza; a mio avviso alcune caratteristiche peculiari della Nikon F2 presentata l’anno successivo, come il tempo di posa più rapido portato a 1:2.000” e i tempi da 1/80” a 1/2.000” selezionabili senza soluzione di continuità anche su valori intermedi (dettaglio utile per l’impostazione dell’esposizione esatta con un obiettivo a specchi privo di diaframma regolabile) potrebbero essere state introdotte proprio e anche in vista dell’utilizzo con questo potentissimo obiettivo Reflex.

Qui termina l’impressionante serie di nuovi obiettivi Nikkor in attacco F apparsi alla Photokina 1970, tuttavia le novità Nikon non si fermavano a questo.

 

 

 

Vennero infatti presentati altri elementi di contorno destinati alla Nikon F e al suo corredo, fra i quali 3 vetri di messa a fuoco e l’illuminatore DL-1; i nuovi vetri prevedevano il tipo K (con telemetro di Dodin a immagine spezzata come nel modello fornito fino ad allora di primo equipaggiamento e una corona di microprismi aggiuntiva al suo esterno, poi divenuto lo standard su tutti i corpi), il tipo L con immagine spezzata a 45° e il tipo M con campo chiaro, doppia croce e scala di riferimento, utile per impieghi specialistici come la microfotografia; l’illuminatore DL-1 veniva invece fissato alla filettatura coassiale al mirino e tramite una piccola lampadina alimentata da una batteria al mercurio che si posizionava davanti alla presa di luce del mirino Photomic provvedeva ad illuminare l’ago del galvanometro e il tempo di posa impostato visibili al suo interno, facilitando le operazioni in condizioni di luce scarsa; il DL-1 si applicava al Photomic FTn della Nikon F ma anche alle successive versioni DP-1 e DP-11 per Nikon F2, a loro volta dotate di indicazione a galvanometro e quote meccaniche compatibili.

 

 

Passando all’ambito cinematografico, la Photokina 1970 vide l’arrivo di un pezzo da novanta anche in tale settore, perché a Colonia la Nippon Kogaku svelò un eccezionale Cine-Nikkor Zoom 6-120mm 1:1,8, quindi con eccezionale escursione 20x e apertura massima 1:1,8 mantenuta sull’intera gamma di focali; si trattava di un modello molto complesso e assolutamente all’avanguardia nel settore.

 

 

 

Un altro accessorio cine presentato nel 1970 e oggi praticamente sconosciuto è una testa panoramica motorizzata destinata alle cineprese Nikon che consentiva di effettuare panoramiche comandate a distanza, con un movimento fluido e predefinendo l’angolo esatto della relativa escursione.

Questo prodotto esaurisce l’impressionante serie di novità Nikon alla Photokina 1970; come anticipato, tutti i prodotti erano effettivamente presenti in quel contesto, ai primi di Ottobre, tuttavia non tutti risultarono immediatamente pronti alla commercializzazione; vediamo pertanto la roadmap cronologica di tali novità.

 

 

 

Come si può osservare, 5 obiettivi erano effettivamente disponibili ed ordinabili nell’Ottobre 1970, ovvero i Fisheye-Nikkor 6,3mm 1:2,8 e 8mm 1:2,8, il Micro-Nikkor 55mm 1:3,5 senza compensazione del diaframma, lo Zoom-Nikkor 80-200mm 1:4,5 e il Cine-Nikkor Zoom 6-120mm 1:1,8, tuttavia a causa della loro complessità per entrare in possesso del Fisheye 6,3mm e del Cine-Nikkor 6-120mm era necessario attendere ben un anno dal momento dell’ordine (!).

Altri 4 modelli arrivarono sugli scaffali nel Marzo 1971, ed erano i grandangolari Nikkor 28mm 1:2 e 35mm 1:1,4, il teleobiettivo Nikkor 180mm 1:2,8 e lo zoom lungo 200-600mm 1:9,5; successivamente, a Giugno 1971 arrivò la testa panoramica motorizzata per uso cine, a Ottobre 1971 il supergrandangolare Nikkor 15mm 1:5,6 (ora QD, con 14 lenti), il supertele Nikkor 400mm 1:5,6 e il lunghissimo catadiottrico Reflex-Nikkor 2.000mm 1:11 e infine, a Dicembre 1971 i vetri di messa a fuoco K, L ed M e l’illuminatore per Photomic Nikon DL-1.

Come potete osservare, nel caso di alcuni modelli la commercializzazione fu ritardata fino a 14 mesi rispetto alla fiera di Colonia, probabilmente per pianificare meglio la produzione di così tanti articoli, tuttavia tutti i modelli descritti in precedenza erano regolarmente finiti e visibili negli stand Nippon Kogaku dal 3 all’11 Ottobre 1970.

 

 

 

Questa è dunque l’offerta Nippon Kogaku alla fiera di Colonia del 1970, non solo numericamente stupefacente ma anche caratterizzata da modelli che introducevano importanti novità tecniche e funzionali, molti dei quali sarebbero diventati leggendari e sono famosi e diffusamente utilizzati tuttora; bisogna quindi riconoscere al fabbricante di non essersi sentito appagato dalla preferenza diffusamente accordata dai fotografi al suo sistema professionale Nikon F, continuando invece ad innovare e implementare il corredo coprendo qualsiasi nicchia ed esigenza e consolidando contestualmente la sua leadership.

Un abbraccio a tutti; Marco chiude.

 

 

 

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