Nikon Lenses Series E

 

Un cordiale saluto a tutti i followers di NOCSENSEI; l’articolo odierno vuole essere un compendium esaustivo sulla famiglia di obiettivi Nikon Lenses Series E, una generazione di ottiche interamente nuova introdotta da Nippon Kogaku a fine anni ’70 con il chiaro intento di contrastare la concorrenza delle ottiche universali di terze parti, disponibili in attacco Nikon ad un prezzo nettamente inferiore a quello dei pregiati ma costosi Nikkor di prima fascia; nomi come Tamron, Vivitar, Tokina, Kiron , Soligor e molti altri avevano visto un’autentica radiazione filetica durante quel decennio e molti fotoamatori targati Nikon non si facevano scrupoli ad attingere dai loro listini, magari per acquisire una focale speciale che nei listini Nikkor sarebbe stata fuori portata o per accedere a parità di budget a qualche pezzo in più.

Il contesto in cui nacque l’idea dei Nikon Lenses Series E, dove subito i maligni hanno voluto interpretare l’acronimo come Economy, è relativo alla grande diffusione di massa che arrise alla fotografia in quel periodo: frotte di nuovi fotoamatori ansiosi di immortalare il loro mondo si affollavano sui banchi dei negozi, tuttavia la scarsa esperienza iniziale li teneva lontani dai modelli più sofisticati e complessi da utilizzare, e spesso li induceva a preferire una compatta 35mm superautomatica che li svincolava dalla maggior parte delle procedure necessarie; questo naturalmente andava a detrimento del settore reflex, e le aziende primarie coinvolte nella produzione di questo tipo di apparecchi prepararono le relative contromisure.

 

 

Proprio nella seconda metà degli anni ’70 assistiamo infatti alla nascita di una nuova nicchia di fotocamere reflex 35mm dal funzionamento veloce e semplificato, nelle quali l’unica funzione disponibile era l’automatismo a priorità di diaframmi: in pratica, il fotografo impostava il diaframma dell’obiettivo (e, in condizioni generiche, un valore medio di 1:5,6 oppure 1:8 poteva essere lasciato sempre già settato, promuovendo anche le migliori prestazioni dell’ottica), metteva a fuoco e scattava, con l’apparecchio che provvedeva autonomamente ad impostare il tempo di posa necessario; tali modelli escludevano il funzionamento manuale e, a parte la selezione della posa B per le esposizioni lunghe e del massimo tempo di sincronizzazione per il flash, non prevedevano altre funzioni.

 

 

Queste fotocamere, fra le quali troviamo le varie Fujica AX-1, Canon AV-1, Pentax MV-1, Olympus OM-10 e Nikon EM, garantivano quindi un utilizzo semplice come quello delle compatte di allora aggiungendo importanti plusvalori come la precisa messa a fuoco reflex e l’intercambiabilità delle ottiche che, in prospettiva futura, consentiva al fotoamatore di allargare i suoi orizzonti dopo aver acquisito la necessaria esperienza.

Naturalmente questi modelli non dovevano far concorrenza alle compatte di alta gamma solamente nella semplicità di funzionamento ma anche sul fronte del prezzo di listino, quindi il loro costo era decisamente più abbordabile rispetto a quelle delle sorellone più sofisticate; proprio in quest’ottica nasce il concetto degli obiettivi Nikon Lenses Series E: la Nikon, da un certo punto di vista, fece le cose in grande per la sua piccola reflex semplificata, la EM, affidando addirittura il design al nostro Giorgetto Giugiaro, ed approfittò dell’occasione e della necessità di contenere i prezzi per allettare una fascia di clienti che mai avrebbe osato aspirare ad un corredo Nikon, pianificando una limitata serie di obiettivi, con focali idonee alle esigenze più comuni, concepiti sfruttando al massimo il concetto di produzione di serie, accettando di utilizzare materie plastiche dove possibile e semplificando la montatura e la dotazione ottica per mettere a disposizione obiettivi “originali” e prestigiosi quasi al prezzo dei corrispondenti modelli universali; in questo modo il cliente entry-level che faceva sua la piccola e graziosa Nikon EM non era poi costretto a guarnirla con ottiche universali per rimanere nella stessa fascia di listino.

 

 

Le ottiche Nikon Lens Series E furono vistosamente autografate sulla ghiera anteriore, forse anche per gratificare i clienti che avevano speso fortune per i Nikkor di alta gamma e potevano così differenziarsi da questa linea più amatoriale, e vennero concepite con intelligenza, utilizzando schemi ottici in cui il grande know-how Nippon Kogaku aveva consentito una certa semplificazione e risparmio sui vetri senza compromettere le buone prestazioni e riversando la maggioranza degli interventi budget-saving sulla meccanica del barilotto, nella quale l’ampio utilizzo di plastica e una progettazione ad-hoc volta alla semplificazione consentirono di lanciare gli “SE” ad un prezzo drasticamente inferiore a quello dei fratelli maggiori.

 

 

Del resto, le differenze legate ad economie e semplificazioni erano subito evidenti ed inequivocabili, mitigate però da una lodevole ricerca della massima compattezza e leggerezza che ben si sposava con le dimensioni minime della Nikon EM, dando quindi vita ad un sistema leggero e facilmente trasportabile; fin dalla prima serie la baionetta è naturalmente in metallo, l’interfaccia è compatibile con il corrente standard AiS ed è anche presente la camma di accoppiamento al servo-EE DS-12 per Nikon F2AS, quindi si possono utilizzare gli obiettivi SE su qualsiasi Nikon aggiornata allo standard Ai e prodotta dal 1977 in avanti.

Le scelte dettate dal risparmio sono invece evidenti nell’ampio utilizzo di resine plastiche per il barilotto, nella ghiera del diaframma semplificata, priva di forchetta per i corpi non Ai e con un semplice rilievo a sbalzi quadrati, nella ghiera di messa a fuoco anch’essa caratterizzata da rilievi quadrati in materiale sintetico e nel ridotto numero di indici per la profondità di campo; un altro risparmio riguarda l’assenza della classica presa di forza in metallo satinato che caratterizza i coevi obiettivi Ai – AiS, mentre una caratteristica peculiare di design riguarda la scala delle distanze nascosta dentro al barilotto e visibile solo da un settore aperto nella parte superiore, una soluzione già ampiamente utilizzata in precedenza dalla Asahi Pentax.

Gli obiettivi Nikon Lenses Series E vennero presentati ufficialmente assieme alla Nikon EM nel Marzo 1979, destando ovviamente scalpore e reazioni variegate, arrivando fino alle vesti stracciate dei Nikonisti inossidabili; l’interregno di questa linea fu di circa sei anni e tutti i modelli uscirono di produzione simultaneamente nel 1985, quando ormai l’interesse e le forze dell’azienda erano proiettate sull’autofocus; i modelli di produzione, lanciati in un intervallo compreso fra il Marzo 1979 e il Dicembre 1981, furono complessivamente otto: cinque a focale fissa (grandangolare 28mm 1:2,8, leggero grandangolare 35mm 1:2,5, normale 50mm 1:1,8, medio-tele 100mm 1:2,8) e tre zoom (36-72mm 1:3,5, 75-150mm 1:3,5, 70-210mm 1:4), e occorre debitamente annotare un aggiornamento estetico/meccanico del Marzo 1981 per le versioni già in produzione che introduceva finiture di qualità superiore, forse dopo le rimostranze della clientela per scelte troppo cheap rispetto allo standard Nikkor classico; ecco un rendiconto sistematico della produzione.

  • 28mm 1:2,8 SE 11/1979 – 03/1981 matricole 1.790.601 – 1.851.892 produzione 61.292
  • 28mm 1:2,8 SE new 03/1981 – 1985 matricole 1.940.001 – 2.131.239 produzione 191.239 totale 252.531
  • 35mm 1:2,5 SE 03/1979 – 03/1981 matricole 1.780.801 – 1.887.908 produzione 97.108
  • 35mm 1:2,5 SE new 03/1981 – 1985 matricole 1.920.001 – 2.019.096 produzione 99.096 totale 196.204
  • 36-72mm 1:3,5 SE Zoom new 09/1981 – 1985 matricole 1.800.701 – 2.020.101 produzione 219.401 totale 219.401
  • 50mm 1:1,8 SE 03/1979 – 03/1981 matricole 1.055.001 – 1.871.115 produzione 816.115
  • 50mm 1:1,8 SE new 03/1981 – 1985 matricole 1.900.001 – 3.330.226 produzione 1.430.226 totale 2.246.431
  • 70-210mm 1:4 SE Zoom new 12/1981 – 1985 matricole 1.810.801 – 1.903.997 + 2.000.001 – 2.091.819 produzione 93.197 + 91.819 totale 185.016 (MIJ bianco, nero da 2.010.000)
  • 75-150mm 1:3,5 SE Zoom 05/1980 – 05/1981 matricole 1.790.801 – 1.860.019 produzione 69.219 (2 varianti)
  • 75-150mm 1:3,5 SE new 05/1981 – 1985 matricole 1.890.001 – 2.023.732 + 3.000.001 – 3.062.010 produzione 133.732 + 62.010 totale 264.961
  • 100mm 1:2,8 SE 03/1979 – 03/1981 matricole 1.780.701 – 1.890.124 produzione 109.424
  • 100mm 1:2,8 SE new 03/1981 – 1985 matricole 1.930.001 – 2.011.608 produzione 81.608 totale 191.032
  • 135mm 1:2,8 SE new 03/1981 – 1985 matricole 180.031 – 257.045 produzione 77.015 totale 77.015

Nikon Lens Series E produzione complessiva: 3.632.591 (prototipi esclusi)

Notate come i modelli 28mm 1:2,8, 35mm 1:2,5, 50mm 1:1,8, 75-150mm 1:3,5, 100mm 1:2,8 vennero aggiornati al nuovo standard nel Marzo 1981, mentre le versioni 36-72mm 1:3,5, 70-210mm 1:4 e 135mm 1:2,8, introdotte in data posteriore, esistono solo in versione aggiornata “new”; notate anche come la produzione media standardizzata dei vari modelli, comprendendo le differenti versioni, si assesti nell’intervallo dei circa 190.000 – 250.000 pezzi cadauno: fanno eccezione il 135mm 1:2,8 (arrivato tardi e “cannibalizzato” dai due zoom tele più versatili), fermo a 77.015 esemplari, e il normale da 50mm 1:1,8, fornito di serie con ogni apparecchio EM e quindi caratterizzato da numeri ben superiori, esattamente 2.246.231, mentre il computo totale di tutti i modelli, al netto di prototipi e preserie, è di 3.632.591 obiettivi.

La particolare escursione 36-72mm, scelta in luogo dei classici 35-70mm, è forse dovuta alla volontà di mettere a disposizione un obiettivo tuttofare che non comportasse tuttavia un diretto overlap di focale col 35mm fisso: in questo caso abbiamo appunto 35 / 36-72 / 75-150.

 

 

Le prime versioni lanciate nel Marzo 1979 erano il leggero grandangolare 35mm 1:2,5, in normale 50mm 1:1,8 e il medio-tele 100mm 1:2,8, sufficienti a coprire le necessità del cliente-tipo di un apparecchio come la EM; l’uso di plastiche consentiva di ridurre il peso rispettivamente ad appena 150g, 135g e 225g mentre la forte identità estetica degli SE era definita dall’assenza della ghiera di metallo satinato centrale e della forchetta di interfaccia esposimetrica, dal pattern ripetitivo di elementi quadrati a sbalzo e dalla caratteristica feritoia per la messa a fuoco; un altro elemento di risparmio riguardava i rivestimento antiriflesso, meno sofisticati rispetto a quelli dei Nikkor classici, un dettaglio evidente nel 50mm 1:1,8 SE rispetto al tipo Ai.

 

 

Il primo implemento alla serie iniziale di tre obiettivi arrivò dopo pochi mesi, sostenuto anche dal buon riscontro dei mercati per i modelli già in vendita, quando venne aggiunto un grandangolare più spinto da 28mm 1:2,8 (Novembre 1979) e quindi il primo zoom della linea, un 75-150mm 1:3,5 di buona luminosità (Maggio 1980); il nuovo range da 28mm a 150mm era già in grado di soddisfare gran parte delle esigenze anche di un fotoamatore evoluto.

 

 

Questa brochure statunitense del 1980 sottolinea i punti di forza delle ottiche SE, prodotte sfruttando il grande know-how e le potenzialità industriali di un’azienda leader del settore; lo “spauracchio” delle ottiche universali che erodono le vendite ai modelli della casa è nuovamente chiamato in causa quando si fa riferimento alla robusta baionetta in metallo, effettivamente analoga a quella degli altri Nikkor, che garantisce allineamento e funzionalità ottimali rispetto agli anelli adattatori necessari in obiettivi di terze parti.

 

 

Sulla stessa pubblicazione le ottiche SE vengono tratteggiate come modelli in grado di fornire prestazioni molto elevate, lasciando intendere che il cliente assennato che le acquista risparmia sul listino ma non deve scendere a compromessi sulla qualità delle sue foto.

 

 

Sempre nel 1980, questo era il tenore di una equivalente brochure giapponese della linea SE; notate come nel documento sia descritto anche il Nikkor 50mm 1:1,8 “S” ultima versione, introdotto già nel 1980 per il mercato interno e caratterizzato, per ridurre i costi in uno degli obiettivi più diffusi e forniti di primo equipaggiamento, da una montatura semplificata che eredita lo schema ottico, la compattezza e alcune soluzioni del corrispondente 50mm 1:1,8 SE, prevedendo anche una presa di forza satinata cromo che sarebbe poi stata a sua volta ripresa anche negli SE “new” del Marzo 1981.

 

 

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Chiudo con una confessione a cuore aperto: io mi sono documentato a lungo su questi obiettivi e ne ho provati diversi ma non ho mai posseduto effettivamente un Nikon Lens Series E: nella mia mente giovanile ebbra di miti inossidabili il plusvalore d’immagine garantito dai Nikkor, e non parlo di immagine fotografica, era per me troppo importante ed ho preferito in quella fase continuare con i classici modelli Ai ed AiS, sebbene molto più costosi degli SE e, in certi casi, non apprezzabilmente superiori.

Alla fine, dopo alcune decadi di vita spese in simbiosi continua con la fotografia, l’unico punto di connessione tangibile fra me e le ottiche Nikon SE resta questa istantanea che mi ritrae diciannovenne con chitarra in mano, realizzata proprio con un Nikon Lens Series E 50mm 1:1,8 su Nikon FM e pellicola invertibile.

 

 

Un abbraccio a tutti; Marco chiude.

 

 

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