Nikon Fisheye-Nikkor 17,3mm f/4 da proiezione cine.

Un cordiale saluto a tutti i followers di NOCSENSEI; la produzione di ottiche Nikkor concretizzata dalla Nippon Kogaku, in seguito Nikon Corporation, è realmente sterminata, tuttavia si tratta di obiettivi molto famosi, apprezzati e chiacchierati, quindi parte degli appassionati di fotografia può affermare, a buon diritto, di padroneggiarne la relativa sistematica; in realtà l’azienda ha sviluppato sistemi ottici destinati alle più disparate applicazioni ed esistono obiettivi molto particolari, destinate a nicchie specialistiche, spesso realizzati su commissione in pochissimi esemplari; il protagonista di queste note appartiene proprio a tale categoria.

 

 

E’ noto che la Nippon Kogaku ha assunto fin da subito una posizione leader nella realizzazione di obiettivi fisheye per uso fotografico, inserendo nei corredi Nikon F ed F2 un’impressionante serie di varianti dalle caratteristiche diversificate, un tour de force che culminò con il modello più incredibile e rappresentativo della famiglia, il Fisheye-Nikkor 6mm 1:2,8 a copertura circolare da 220° di campo, un impressionante capolavoro di metallo e vetro da oltre 5kg di peso presentato nel 1972 e in grado di garantire la visione reflex nonostante la grande apertura relativa e l’incredibile angolo di campo che consentiva di inquadrare addirittura dietro il piano della fotocamera.

Quest’obiettivo fu creato da uno dei progettisti più famosi e venerati dell’azienda, Yoshiyuki Shimizu-San, il quale, nell’autunno 1970, consegnò per la registrazione del relativo brevetto un progetto che comprendeva 3 differenti obiettivi fisheye da 220°: un modello da 6,3mm 1:2,8 con spazio retrofocale sufficiente per la visione reflex (poi entrato in produzione come Fisheye-Nikkor 6mm 1:2,8) e altre due versioni destinate rispettivamente alla ripresa sui piccoli formati cinematografici e alla proiezione; nel primo caso l’obiettivo prevedeva una focale di appena 2mm, un’apertura 1:2,0 e la sua progettazione fu molto complessa perché, per garantire il necessario spazio di lavoro alla meccanica della cinepresa in un obiettivo da appena 2mm, la distanza retrofocale utile era pari a 22,306mm, cioè oltre 11 volte la lunghezza focale de sistema ottico (in pratica, è come se un obiettivo da 50mm focheggiato ad infinito prevedesse una distanza fra il vertice dell’ultima lente e il piano focale superiore a 550mm!); l’altro esemplare invece era stato ideato per promarco cavina

iettare immagini cinematografiche, evidentemente con l’obiettivo orientato allo zenit e utilizzando una volta a cupola come schermo, ed era concepito per lavorare con formati di pellicola cine più grandi rispetto al 2mm da ripresa descritto prima: infatti la focale di questo terzo esemplare, pur mantenendo la copertura da 220°, era di ben 10,2mm e per evitare che le dimensioni dell’obiettivo diventassero ingestibili (già il 6mm 1:2,8 per Nikon reflex è ai limiti dell’utilizzabile), la luminosità massima è stata contenuta ad 1:4 e, per semplificare il calcolo, lo spazio retrofocale del sistema ottico risulta più ridotto perché i sistemi di proiezione per i quali era stato concepito non avevano l’ingombro dello specchio reflex con il quale il Fisheye-Nikkor 6mm 1:2,8 doveva fare i conti.

Mentre non ho notizie di applicazioni pratiche del Fisheye da 2mm 1:2,0 per ripresa cine, il gruppo ottico del terzo modello destinato alla proiezione venne upscalato a 17,3mm 1:4 per consentire l’abbinamento con pellicola da 70mm.

 

 

Da questo gruppo ottico con apertura 1:4, spazio retrofocale ridotto e copertura da 220° venne realizzato almeno un esemplare, ora in possesso di un famoso fotografo e conoisseur statunitense, denominato appunto Fisheye-Nikkor 17,3mm 1:4; nelle fotografie dell’esemplare si può notare come le dimensioni, comunque molto importanti, non eccedano quelle del classico 6mm 1:2,8 per Nikon F, nonostante la focale sia quasi tripla e anche il formato di destinazione molto maggiore: tutto questo è possibile grazie all’apertura massima più contenuta e alla scelta di rinunciare ad uno spazio retrofocale sufficiente alla visione reflex.

La targhetta esplicativa applicata sul retro dell’obiettivo ci conferma che l’esemplare era destinato ad un proiettore cinematografico 70mm e la matricola 113001 lascia intendere come questo sia il primo esemplare realizzato, e forse l’unico.

 

 

In un’altra sede della montatura è riportata anche questa piastrina che conferma le insolite caratteristiche geometriche di questo Fisheye-Nikkor speciale e praticamente sconosciuto.

 

 

Questo documento, ricavato dal brevetto originale, mette a confronto lo schema ottico utilizzato per il Fisheye-Nikkor 6mm 1:2,8 con quello che, dopo l’opportuno adattamento di scala, ha dato vita al Fisheye-Nikkor 17,3mm 1:4 da proiezione cine; come si può osservare, pur mantenendo in entrambi i casi l’eccezionale copertura da 220°, la scelta di limitare l’apertura massima ad 1:4 e di contenere lo spazio utile dietro l’ultima lente a 2,46 volte la lunghezza focale (a fronte delle quasi 6 volte necessarie nel 6mm 1:2,8) ha consentito di ottenere uno schema ottico più compatto e con meno elementi, fattore che ha poi permesso di incrementare la focale dagli originali 10,2mm fino a 17,3mm senza arrivare a ingombri impossibili.

 

 

Osservando meglio lo schema utilizzato per il 17,3mm 1:4 da proiezione notiamo immediatamente la sua compattezza e lo spazio retrofocale più contenuto; nonostante questo dettaglio, l’ampio diametro degli elementi posteriori permette di sfruttare in ogni caso una proiezione telecentrica, eventualmente vantaggiosa in un proiettore nel quale il gruppo dell’obiettivo è solo una parte del sistema ottico complessivo e deve lavorare in sinergia con gli elementi del sistema di proiezione.

 

 

Questo schema riporta i dati grezzi di progetto dell’obiettivo; il diametro indicato per la lente anteriore è di 215mm, valore elevato ma non ancora impossibile da gestire; i primi 3 elementi di maggiore sezione (215mm, 104,5mm, 101,2mm) sono stati progettati prevedendo l’utilizzo di un vetro economico, disponibile in sbozzi di grandi dimensioni e facile da lavorare come il borosilicate Crown BK7; il successivo ricalcolo a 17,3mm di focale ha incrementato le dimensioni ma, partendo da un diametro di L1 da appena 215mm, l’obiettivo definitivo rimane negli ingombri del cugino da 6mm 1:2,8.

Questo speciale obiettivo produceva proiezioni assolutamente immersive, stile planetarium, circondando letteralmente gli spettatori, e costituisce una versione rarissima e molto particolare che va ad arricchire la schiera infinita di obiettivi Nikkor proposti dall’azienda.

Per completezza d’informazione occorre aggiungere che anche la Minolta di Osaka, a quei tempi, aveva ipotizzato un sistema del genere, rimasto purtroppo allo stadio di prototipo.

 

 

Il sistema Minolta, denominato All – Sky – System, prevedeva un pacchetto completo, costituito da un obiettivo fisheye da ripresa Rokkor-OK 8,4mm 1:2,8, a copertura circolare sul formato, e da un obiettivo fisheye luminoso per proiezione Rokkor-DJ 10,5mm 1:2,0 abbinato ad un dispositivo che gestiva le immagini acquisite col Rokkor-OK da ripresa e le proiettava verticalmente sulla cupola della sala con un angolo di visione da 160°.

La grande suggestione evocata da una simile catena cinematica si può solo immaginare (personalmente, anni fa, effettuai esperimenti adattando alla buona un attacco a baionetta Nikon F ad un proiettore Leitz Prado con lampada da 500w, applicando un AF-Fisheye-Nikkor 16mm 1:2,8 e proiettando le diapositive sulle pareti bianche di una stanza, distribuendo così l’immagine su tutto il vano fino al piano dell’obiettivo, e anche in un contesto così rudimentale l’effetto era notevole); purtroppo sistemi del genere sono evidentemente destinati ad una nicchia troppo piccola per un favorevole sbocco commerciale, pertanto sia il misterioso Fisheye-Nikkor 17,3mm 1:4 per proiettore cine 70mm che il sistema Minolta All – Sky non sono andati oltre un timido approccio iniziale, lasciandoci orfani di mondi e visioni tutti da esplorare.

Un abbraccio a tutti; Marco chiude.

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