Mirino Leitz TUVOO da 28mm

Un cordiale saluto a tutti i followers di NOCSENSEI; dagli esordi del sistema fino al 1954 (anno di arrivo della rivoluzionaria M3) il mirino dei corpi Leica a telemetro prevedeva l’inquadratura per una singola focale, il classico 50mm; pertanto, non appena divennero disponibili gli obiettivi intercambiabili con montatura standardizzata come i classici Elmar da 3,5cm, 9cm e 13,5cm, l’azienda dovette progettare e commercializzare appositi mirini esterni che consentissero di visualizzare la corretta copertura utilizzando questi obiettivi alternativi, e in questo settore la fantasia e la genialità dei tecnici di Wetzlar fu davvero encomiabile perché nel volgere degli anni la serie di mirini esterni crebbe non soltanto per scelta di focali ma anche per tipologia progettuale, al punto che oggi è senz’altro possibile realizzare una corposa collezione solamente raccogliendo tutti i modelli di mirino esterno realizzati da Leitz nella sua gloriosa storia e caratterizzati da una variegata serie di soluzioni tecniche e funzionali differenti; ovviamente si tratta di un argomento troppo vasto e articolato per esaurirlo in un singolo articolo e in questa sede intendo parlare dei mirini per la focale 28mm e, in particolare, dell’aggiuntivo ottico TUVOO, un accessorio che se vogliamo anticipava di decenni la categoria degli aggiuntici grandangolari poi ampiamente diffusi dal boom dei camcorders casalinghi.

 

 

Nel 1935, in una fase di competizione serrata con la nuova Contax a telemetro di Zeiss Ikon Dresden e il relativo parco di ottiche Carl Zeiss Jena, la Leitz mise sul mercato quello che all’epoca era un grandangolare spinto, ovvero l’Hektorn 2,8cm 1:6,3; questo nuovo arrivato innescò naturalmente un domino nel reparto tecnico, dal momento che per utilizzarlo fattivamente era necessario creare un apposito mirino grandangolare che coprisse tutti i 76° di campo della sua diagonale, un cimento sicuramente più complesso rispetto a mirini destinati a coperture inferiori; fu quindi approntato un nuovo accessorio che soddisfava tali esigenze e contestualmente dava vita ad una nuova famiglia di mirini da 28mm che si sono evoluti fino ad oggi.

 

 

Il primo mirino per la focale 2,8cm prodotto a Wetzlar fu quindi il tipo SUOOQ del 1935, un modello mirabilmente compatto e dotato di un modulo richiudibile dopo l’uso che riduceva ulteriormente le dimensioni, tuttavia a scapito di una visione poco contrastata in piena luce a causa della struttura aperta.

 

 

Il mirino ripegabile SUOOQ da 2,8cm era disponibile sia in finitura laccata nera che satinata chiara e questa immagine mostra come la compattezza di questo accessorio facesse pendant con quella dell’obiettivo Hektor da 2,8cm, creando un’accoppiata molto ben assortita; nel 1936 venne introdotto anche un secondo mirino, la rara versione AHOOT a riflessione con visione dall’alto a 90° e inquadratura da 5cm commutabile a 2,8cm grazie a un elemento ottico divergente inserito in una maschera quadrata ruotante che andava posizionata davanti al mirino principale.

Nel frattempo, a partire dal 1933, l’azienda aveva commercializzato anche un più pratico mirino multifocale VIDOM che consentiva di accedere alle focali da 3,5cm a 13,5cm sfruttando un solo accessorio, sebbene con l’immagine a lati invertiti; questo concetto venne evoluto nella seconda metà degli anni ’30 e nel 1939 il VIDOM uscì di scena perché era già pronta la nuova versione evoluta che ne avrebbe raccolto il testimone, il celebre mirino VIOOH che venne presentato nello stesso anno e commercializzato a partire dal 1940.

 

 

Il nuovo mirino multifocale Leitz VIOOH fu prodotto dal 1940 al 1965 e risulta più corpulento rispetto al VIDOM, tuttavia la presenza di una struttura prismatica restituisce un’immagine a lati correttamente orientati; il VIOOH offre una inquadratura ottica corrispondente al campo da 35mm e una serie di maschere mosse da una ghiera riducono il campo visibile definendo la visione con le altre focali, una soluzione sicuramente più semplice rispetto all’analogo mirino Zeiss Ikon per Contax, nel quale per ogni focale esiste un gruppo ottico parziale e indipendente che ruota in posizione davanti al modulo base e definisce ogni volta l’esatta copertura per tale focale e a pieno schermo; nel VIOOH una doppia serie di indici consente di settare le cornici ad ogni focale inquadrando ad infinito o a brevi distanze per adattarleal la copertura effettiva.

Nel quarto di secolo della sua permanenza a catalogo il VIOOH è stato interessato da diverse variabili produttive, come ad esempio 3 differenti fogge del corpo (dritto, rotondo e a lira), indicazioni nella ghiera di regolazione del parallasse in metri o piedi, svariate grafiche differenti per le scritte posteriori, cannotto anteriore cromato o raramente nero e un differente assortimento di focali: nei modelli iniziali è 3,5 – 5 – 7,3 – 9 – 10,5 – 13,5cm, dopo il 1945 troviamo 3,5 – 5 – 7,3 – 9 – 13,5cm (viene quindi eliminata la focale 10,5cm dell’Elmar “alpino” 10,5cm 1:6,3) e quindi, dopo la diffusione del Summarex 8,5cm 1:1,5, la scala definitiva diventa 3,5 – 5 – 8,5 – 9 – 13,5cm.

Intanto, a partire dal 1942, la succursale Leitz New York non potendo contare su approvvigionamenti costanti alla Germania mise a catalogo una versione autarchica IMFIN o Imarect, prodotta dal 1942 al 1950 con caratteristiche identiche a quelle del VIOOH coevo ma con l’aggiunta della focale 127mm per coprire il corrispondente obiettivo Wollensak per Leica commercializzato negli States e privo di un modello equipollente nel corredo Leica originale (quindi le focale coperte dall’IMFIN di Leitz New York, in questo caso espresse in millimetri, erano 35 – 50 – 73 – 90 – 127 – 135mm).

Nel frattempo l’inquadratura per l’Hektor 2,8cm 1:6,3 continuava ad essere garantita dal mirino pieghevole SUOOQ del 1935, tuttavia a Leitz stavano progettando un’alternativa e nel 1942 venne lanciato un vero e proprio aggiuntivo ottico supplementare, inserito in una montatura meccanica a forma di imbuto, da avvitare davanti al mirino VIOOH regolato su 35mm; questo nuovo accessorio provvedeva ad allargare otticamente il campo inquadrato fino alla copertura di un 28mm e passò alla storia come aggiuntivo TUVOO.

 

 

L’aggiuntivo TUVOO, qui illustrato con la sua confezione, consentiva al Leicista di tenere sempre montato in macchina il mirino multifocale VIOOH, col quale poteva utilizzare qualsiasi obiettivo da 35mm a 135mm, passando poi rapidamente all’inquadratura da 28mm semplicemente avvitando il TUVOO nella parte anteriore del mirino principale settato preventivamente su 35mm, senza mai rimuoverlo dalla fotocamera.

 

 

Ciò che rende il TUVOO immediatamente affascinante è proprio l’overengineering e la ridondanza di ingombri e inutili complessità che stanno dietro alla concezione generale di questo abbinamento mirino – aggiuntivo, il tutto realizzato in pesante ottone cromato mirabilmente rifinito e lavorato.

 

 

Una volta che al già complesso mirino viene abbinato questo aggiuntivo wide ante litteram, il VIOOH si prende immediatamente la scena e il fotografo prova gratificanti sensazioni davanti a questo complesso prodotto di ottica e meccanica fine, dove gli evidenti limiti tecnologici del tempo non hanno alcun peso e il complesso viene percepito come un piccolo gioiello filtrato da mondi ormai perduti; so che autorevoli esperti e collezionisti non condividono la simpatia per questo accessorio, tuttavia personalmente l’ho sempre trovato intrigante.

 

 

Non è esattamente noto quando il mirino da 2,8cm tipo SUOOQ uscì dal listino, tuttavia a partire dal 1942 la prima scelta per chi volesse utilizzare il grandangolare Hektor 2,8cm 1:6,3 divenne proprio l’aggiuntivo TUVOO abbinato al mirino multifocale VIOOH, qui illustrati assieme all’obiettivo in versione cromata (HOOPYCHROM, il precedente nichelato era codificato come HOOPY) e alla custodia EBOOH destinata al mirino principale; gli esemplari dell’aggiuntivo TUVOO realizzati negli ultimi anni di produzione furono caratterizzati anche da un codice interno 12005, corrispondente alla nuova codifica dei mirini utilizzata a partire dal 1960 circa.

 

 

Questa brochure tedesca del 1953 illustra le caratteristiche del mirino VIOOH, sottolineando la presenza del sistema di correzione per il parallasse verticale, e naturalmente mette in chiara evidenza anche l’aggiuntivo ottico TUVOO perché al momento era l’unica soluzione disponibile per utilizzare un 28mm su Leica.

 

 

Questo catalogo belga di produzione più tarda, 1957, nostra a sua volta il mirino universale VIOOH e naturalmente cita l’aggiuntivo ottico TUVOO, descritto ufficialmente come “correttore per l’impiego dell’obiettivo da 2,8cm”.

 

 

E’ altresì importante ricordare che, sempre a partire dal 1942, anche la Leitz New York mise a disposizione per il suo mirino multifocale IMFIN – Imarect un aggiuntivo per 2,8cm identico al TUVOO; la versione statunitense era codificata come VIOAD e prevedeva le scritte “E. Leitz. Inc. New York 28mm.”, mentre sul modello TUVOO realizzato in Germania troviamo “2,8cm Germany”; questo listino Leitz New York è interessante perché divenne operativo il primo Giugno 1956, cioè 6 anni dopo la teorica uscita di produzione del mirino IMFIN con l’aggiuntivo VIOAD, tuttavia tali accessori risultano ancora regolarmente catalogati col relativo prezzo di vendita, e non può nemmeno trattarsi di un equivoco sulla data di pubblicazione (peraltro descritta in chiaro nel documento) perché nella pagina viene citato il grandangolare Summaron 2,8cm 1:5,6 che andò a sostituire il precedente Hektor 2,8cm 1:6,3 solamente nel 1955.

Queste considerazioni pongono un’alternativa: o la produzione di IMFIN e VIOAD proseguì ben oltre il termine convenzionale del 1950 oppure alla Leitz New York avevano grosse scorte da smaltire…

 

 

Osservando un mirino VIOOH con aggiuntivo TUVOO montato su un corpo a vite si notano immediatamente gli ingombri longitudinali impropri, se paragonati alla compattezza del corpo e al ridottissimo sbalzo dei 2,8cm Hektor e Summaron, tuttavia proprio in questo essere fuori dalle righe sta a mio parere il fascino di questo aggiuntivo grandangolare, concepito mimando per una volta la tipica propensione Zeiss Ikon per la massima complicazione tecnica, scelta quasi come una cifra stilistica dei propri prodotti.

Nel frattempo i corpi Leica M3 ed M2 avevano introdotto nuovi mirini con cornicette mobili che permettevano la visione diretta con 3 differenti obiettivi (50 – 90 – 135mm oppure 35 – 50 – 90mm), pertanto l’utilità del mirino multifocale esterno VIOOH si stava circoscrivendo sempre più ai pochi fan del sistema a vite, ormai al suo capolinea tecnologico e commerciale, pertanto in azienda iniziarono a progettare un nuovo mirino da 28mm che tornasse a quei principi di compattezza che avevano informato l’originale SUOOQ del 1935; il nuovo mirino a focale singola da 28mm comparve nel 1960 e siccome la prima Leica con cornicetta incorporata per il 28mm (Leica M4-P) arriverà solamente nel 1980, il mirino esterno per tale focale rimase indispensabile per altri 20 anni, promuovendo quindi altre evoluzioni di tale accessorio; vediamo quali.

 

 

Il nuovo mirino, con un compatto corpo metallico ed eccellenti prestazioni ottiche, esordì nel 1960 con la denominazione SLOOZ, in seguito modificata in 12007; lo SLOOZ – 12007 fu disponibile sia in finitura nera che satinata e prodotto fino al 1979; nel 1980 la montatura venne rivista, adottando una struttura in plastica molto più economica e questo mirino, analogo al precedente nella parte ottica a parte i rivestimenti antiriflesso, ricevette un nuovo codice 12017 e fino al 1986 venne prodotto con il marchio Leitz e dal 1986 in poi con quello Leica; nel frattempo il mirino VIOOH e l’aggiuntivo TUVOO per 2,8cm erano rimasti in produzione fino al 1965, pertanto ci fu un overlap di 5 anni in cui VIOOH + TUVOO e SLOOZ furono disponibili simultaneamente per i clienti Leica.

 

 

Il nuovo SLOOZ e successive varianti si integrano molto bene con le forme e le dimensioni del corpo Leica M ma, naturalmente, sono stati disegnati con tecnologie più avanzate e soprattutto senza più l’esigenza di tenere montato in macchina anche un mirino multifocale generico per coprire le esigenze più comuni.

 

 

Il mirino VIOOH con focali da 35mm a 135mm è stato molto apprezzato dalla clientela e anche altri fabbricanti hanno rivolto la loro attenzione a tale accessorio, producendo copie più o meno conformi come l’HB Universal Viewfinder, la copia sottotono del londinese Wray, il modello di Nippon Kogaku per le Nikona telemetro o la versione Canon, quest’ultima dotata però della raffinatezza di una correzione del parallasse tramite una ghiera coassiale all’oculare del mirino, con slitta di ancoraggio fissa; proprio Nikon e Canon furono quelli che replicarono più compiutamente il VIOOH, realizzando addirittura una propria versione dell’aggiuntivo da 28mm simile al Leitz TUVOO; analizziamo quindi in dettaglio il modello Canon.

 

 

Il Canon Universal Finder copriva naturalmente le focali disponibili nel relativo sistema a telemetro di ispirazione Leica, cioè 35 – 50 – 85 – 100 – 135mm, e come accessorio era disponibile appunto un aggiuntivo grandangolare concepito come il VIOOH e da fissare a sua volta avvitandolo davanti al mirino; per garantire a quest’accoppiata un’apparenza più moderna e aggressiva il fabbricante nipponico smaltò in nero tale aggiuntivo.

 

 

Altri dettagli che attualizzavano il “Canon Universal Finder 28mm Attachment” (questa la denominazione ufficiale) erano la presenza dei dati tecnici vistosamente smaltati in bianco nell’anello coassiale alla lente anteriore dell’aggiuntivo e anche le sue lenti trattate con un moderno rivestimento antiriflesso (mentre il Leitz VIOOH apparentemente è sempre stato privo di trattamenti); la serie di scritte chiassosamente esposte e il trattamento delle lenti conferiscono all’aggiuntivo Canon l’aspetto di un vero e proprio obiettivo fotografico, mentre il VIOOH originale mantiene quasi l’understatement di uno strumento scientifico, tutto sostanza e niente apparenza.

Nell’ambito dell’articolata scelta di mirini Leitz – Leica per la focale 28mm il TUVOO spicca sia per le sue intrinseche caratteristiche (forzatura tecnica ma anche visionario antesignano di futuri accessori) sia per il ruolo così particolare di convertitore grandangolare che permetteva al fotografo munito di Leica a vite di utilizzare svariati obiettivi sfruttando l’inquadratura del mirino VIOOH e passare poi rapidamente al più specialistico (per i tempi) 28mm senza bisogno di smontare il mirino universale dalle macchina; ai suoi tempi rese quindi un buon servizio e oggi è un oggetto ancora gustoso da collezionare e, perché no?, anche da utilizzare per il piacere di tornare indietro nel tempo; l’unica nota inspiegabile è l’assenza dal catalogo di una custodia in pelle con relativi attacchi per la cinghia della fotocamera che permettesse di tenere il VIOOH a portata di mano per montarlo rapidamente quando necessario; Leitz ha prodotto una serie sterminata di custodie del genere per qualsiasi componente del sistema, chissà perché non per il TUVOO?

Un abbraccio a tutti; Marco chiude.

 

 

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