L’universo Zeiss Ikon Contarex – curiosità e spigolature. 2 di 4

Un cordiale saluto a tutti i followers di NOCSENSEI; com’è noto, New Old Camera è l’editore di un corposo “libro Contarex” dedicato a questo sistema e realizzato dal sottoscritto assieme al famoso esperto, giornalista e collezionista Pierpaolo Ghisetti; qualsiasi volume, anche concepito con le più ambiziose intenzioni come in questo caso, non può essere completamente esaustivo perché un sistema fotografico così complesso fornisce sempre nuovi spunti di ricerca e nuove piste da seguire; cerchiamo quindi di aggiungere qualche curiosità o amenità legata all’immortale sistema Zeiss Ikon Contarex.

Seconda parte: “Biogon Kamera” in esemplare unico da componenti Contarex

Questo intervento non descrive un prodotto di serie tuttavia esso rappresenta la concretizzazione di una felice idea che avrebbe avuto un senso logico nel sistema Contarex e che, per qualità e precisione della realizzazione, si direbbe uscita direttamente dalle officine di Stuttgart, magari su ordine speciale.

L’oggetto in questione, trattato tempo fa da Westlicht Photographica Auction, è una deliziosa e compattissima fotocamera grandangolare costruita attorno ad un corpo macchina Zeiss Ikon Ansetzkamera (AK per gli amici), ovvero quel particolare e spartano corpo macchina destinato all’uso scientifico su microscopio o attrezzature simili; la Zeiss Ikon AK è priva di mirino e sistemi di messa a fuoco e, pur essendo priva di codice identificativo, viene normalmente accorpata al sistema Contarex perché ne condivide molti dettagli come otturatore, ghiere funzionali e dorso intercambiabile; in questo caso la flangiatura anteriore è stata attrezzata con una baionetta di attacco tipo Contarex, equipaggiando la Ansetzkamera con un pregiato e correttissimo Carl Zeiss Biogon 21mm 1:4,5, e la trasformazione prevede anche l’adozione del relativo mirino esterno, letteralmente compenetrato nel corpo macchina, sopra il cannotto rientrante dell’obiettivo, senza alterare minimamente la sagoma del corpo macchina; se aggiungiamo il fatto che l’obiettivo prevede uno schema simmetrico con ultima lente ad appena 10mm dal piano focale, richiedendo quindi uno sbalzo meccanico molto ridotto, otteniamo una “Weitwinkelkamera” da 90° estremamente compatta e con correzione della distorsione di livello quasi metrico (valore massimo: circa 0,2% – 0,25%).

L’idea di questa realizzazione speciale dev’essere stata suggerita dal primo prototipo di fotocamera Hologon, equipaggiata a sua volta con il supergrandangolare simmetrico Carl Zeiss Hologon 15mm 1:8 da 110° di campo: infatti, se osserviamo la sua fotografia (per la quale ringrazio l’amico Hans-Juergen Kuç), le similitudini con l’altro apparecchio appaiono subito evidenti, a partire dal corpo Ansetzkamera di partenza; tuttavia il prototipo Hologon Kamera era privo di mirino mentre nel modello equipaggiato col Biogon 21mm è stato possibile inserire il gruppo ottico del relativo mirino all’interno del carter superiore, grazie ad una fortunata coincidenza di quote meccaniche, applicando anche una livella sul top dell’apparecchio per governare la messa in bolla; complessivamente è un piccolo gioiello (se vogliamo una sorta di Hasselblad SWC per il formato 24x36mm), compatto e tascabile.

Naturalmente l’elemento qualificante di questa “Biogon Kamera” è l’obiettivo, il Carl Zeiss Biogon 21mm 1;4,5 calcolato da Ludwig Jackob Bertele nel 1952 e già proposto nel 1954 in montatura per Contax a telemetro; lo schema non retrofocus ad 8 lenti in 5 gruppi prevede che il vertice dell’ultima lente si trovi a circa 10,3mm dal piano focale, pertanto la versione prevista per il sistema reflex Contarex e disponibile dal 1958 al 1962 comprende un lungo cannotto rientrante che richiede il sollevamento preventivo dello specchio e l’utilizzo di un mirino esterno identico a quello fornito col Biogon in versione Contax; questo stesso obiettivo è stato applicato alla fotocamera grandangolare su base AK, un’operazione resa più semplice dal fatto che il 21mm Biogon prevede una propria ghiera del diaframma esterna (mentre sui classici obiettivi Contarex l’apertura si controlla dal corpo macchina con un sofisticato sistema di rinvii).

L’immagine schematizza la struttura complessiva di questa bellissima “Biogon Kamera”; il fatto che il prototipo Hologon Kamera sia stato una evidente fonte d’ispirazione crea un antequem temporale, dal momento che venne esposta alla Photokina 1966: infatti anche la Ansetzkamera utilizzata per la trasformazione corrisponde al “tipo 2”, commercializzato fra il 1966 e il 1969, pertanto la costruzione di questo esemplare unico va fatta risalire a questo intervallo cronologico; curiosamente, il Biogon 21mm 1:4,5 per Contarex era già fuori produzione da almeno 4 anni, soppiantato dal Distagon 25mm di Glatzel con uso dello specchio, quindi questa realizzazione è stata probabilmente concepita e concretizzata per riesumare in servizio il Biogon 21mm (le cui favolose prestazioni ottiche non erano replicate dai Distagon di allora) quando ormai i corpi Contarex del tempo non consentivano più il suo utilizzo per impedimenti meccanici.

Sulla flangia anteriore della AK è stata applicata una baionetta Contarex da corpo macchina, registrando ovviamente il tiraggio per l’infinito, e sulla baionetta è semplicemente applicato lo Zeiss Biogon 21mm 1:4,5 per Contarex, tipo 11.2402; per realizzare il relativo sistema di visione per l’inquadratura è stato cannibalizzato un mirino Zeiss Ikon da 21mm tipo 435, trasferendo gli elementi ottici nello spazio disponibile all’interno del carter superiore ed applicando anche il suo piccolo oculare nero sul retro; questo lavoro di integrazione prevede anche la sagomatura della finestra anteriore sul carter ed è stato realizzato con una tale precisione da lasciare intendere, come anticipato, che tutta l’operazione sia stata realizzata direttamente dalle manovalanze di Stuttgart, su richiesta di qualche cliente molto raffinato, una supposizione avvalorata anche dalla perfetta integrazione fra la lamiera del top e la livella a bolla aggiunta.

Il risultato complessivo è un apparecchio grandangolare dalle eccellenti prestazioni ottiche, estremamente compatto e privo di fastidiose protuberanze, con una linea essenziale e molto piacevole; se fosse stato immaginato 4-5 anni prima, quando il Biogon 21mm era ancora a listino, sicuramente poteva trovare una collocazione funzionale nella gamma di apparecchi Contarex, fornendo quindi un modo per mantenere il produzione il Biogon (poi rimpianto da molti) garantendo nel contempo una maggiore praticità d’uso rispetto alla classica prassi con specchio alzato sul corpo reflex… Immaginate che arma letale sarebbe stata nella foto di montagna, di paesaggio o di reportage a stretto contatto coi soggetti!

Parte 2 di 4

Un abbraccio a tutti – Marco chiude.

 

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