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Lenti correttive speciali Asahi Pentax

Un cordiale saluto a tutti i followers di NOCSENSEI; in questa occasione voglio parlare di lenti ed elementi ottici aggiuntivi Asahi Pentax destinati agli obiettivi, cioè accessori facilmente applicabili ad un’ottica già in possesso del fotografo e in grado di migliorarne le prestazioni ed estendere le sua possibilità operative ad un prezzo più contenuto rispetto a quello richiesto da un’ottica specialistica acquistata appositamente; alcuni di questi modelli non arrivarono alla produzione di serie ma sono comunque interessanti perché definiscono la specifica attenzione di casa Asahi a questa particolare nicchia del settore accessori.

 

La prima lente correttiva speciale, e l’unica fra quelle considerate ad essere stata effettivamente prodotta, era destinata alla famosa reflex monobiettivo Asahi Pentax 6×7, presentata alla Photokina 1966, prodotta dal 1969 e rimasta per decenni a catalogo nelle successive declinazioni Pentax 6×7 con sollevamento manuale dello specchio (1976), Pentax 67 (1989) e Pentax 67II (1998), quest’ultima definitiva, con mirino drasticamente migliorato ed esposizione automatica.

Per il suo vasto corredo, negli anni ’70, venne proposta anche una speciale custodia stagna chiamata Asahi Pentax 6×7 Marine, di grandi dimensioni e pesante oltre 6kg, che permetteva di utilizzare la fotocamera nelle riprese subacquee e garantiva immagini di qualità superiore, se si aveva cura di mettere a fuoco con molta precisione e di allontanare il rischio di mosso esponendo l’immagine con un flash.

E’ noto che nella fotografia subacquea si preferisce utilizzare obiettivi grandangolari, dal momento che l’indice di rifrazione dell’acqua simula l’effetto di un moltiplicatore di focale, riducendo l’angolo di campo effettivo, e la maggiore profondità di campo di questa tipologia d’obiettivi rende meno critica la messa a fuoco; nel momento in cui la Asahi Pentax 6×7 Marine fu presentata, se escludiamo il Fisheye da 35mm difficilmente utilizzabile, l’unico vero grandangolare del sistema, analogo come copertura ad un 28mm sul formato 24×36, era l’SMC Takumar 55mm 1:3,5 da 77°30’ di campo sulla diagonale, un obiettivo disegnato a fine anni ’60 da Tomokazu Kazamaki, derivandolo strettamente dal suo Takumar 28mm f/3,5 per Spotmatic calcolato poco tempo prima; pertanto, nonostante le grandi dimensioni (103mm di diametro per 82mm di lunghezza) e il peso di 920g, questo grandangolare era l’obiettivo più indicato in abbinamento alla custodia subacquea Asahi; tuttavia quest’ultima, all’epoca, non prevedeva oblò correttori curvi e la lastra anteriore era a superfici piano-parallele, pertanto i light pencils in entrata ai bordi del campo intercettavano il vetro protettivo di grande spessore con un’incidenza di quasi 40°, generando aberrazioni.

Conscia del problema, la Asahi Optical Co. disegnò una speciale lente addizionale con attacco filettato da 100mm, denominata “Compensation Lens for SMC Takumar 6×7 55mm f/3,5”, che si avvitava davanti all’obiettivo prima di inserire l’apparecchio nella custodia subacquea; grazie al suo specifico disegno, questa lente addizionale che pesava ben 440g correggeva la distorsione e l’aberrazione cromatica causata dalla lastra di vetro anteriore, riportando le prestazioni ed un livello ottimale; naturalmente molte altre custodie hanno previsto come accessori speciali duomi correttori con superficie curva dedicati a varie tipologie di obiettivi o addirittura ad un singolo modello, ma si trattava sempre di oggetti molto costosi ed ingombranti, mentre la soluzione Asahi risultava più economica e non obbligava a modificare le dimensioni della custodia (peraltro già importanti) sostituendo la lastra piana anteriore con elementi alternativi.

Studiando i brevetti storici presentati dai progettisti ottici della Asahi Optical Co., si intuisce che quest’attenzione all’ottimizzazione degli obiettivi tramite lenti e aggiuntivi ottici acquistabili in seguito era una delle priorità dell’azienda, anche se questi interessanti progetti non arrivarono alla produzione di serie perché, probabilmente, si ritenne che il target di clienti interessato sarebbe stato troppo piccolo per garantire il necessario profitto economico; vorrei però descrivere due esempi che incarnano bene l’intenzione di migliorare o espandere le prestazioni con accessori dedicati.

Il primo di essi è una lente addizionale composta da un doppietto acromatico (due elementi collati assieme) che venne progettata nel 1967 da Yasuo Takahashi, grandissimo personaggio e padre di molti, storici obiettivi della casa; intorno al 1964 la Asahi Optical Co. aveva profuso molte energie per creare un programma di fotografia multispettrale, in grado di garantire risultati professionali in un ampio intervallo di lunghezze d’onda compreso fra i 250nm degli ultravioletti ad onda corta e gli 800nm nella banda infrarossa, uno sforzo tangibilmente confermato dalla nascita di uno speciale obiettivo con lenti in quarzo e fluorite corretto fino all’ultravioletto (Asahi Quartz-Takumar 85mm 1:3,5, poi evoluto in Asahi Ultra-Achromatic Takumar 85mm 1:4,5) e di un teleobiettivo con due lenti in fluorite e correzione apocromatica estesa fino all’infrarosso (Ultra-Achromatic Takumar 300mm 1:5,6); la correzione cromatica dell’UA-Takumar 300mm 1:5,6 nel campo del rosso e dell’infrarosso era drasticamente superiore a quella del convenzionale Takumar 300mm prodotto con vetri convenzionali, tuttavia l’alto costo del modello speciale realizzato con lenti in fluorite (una vera primizia a quei tempi) ne pregiudicavano la diffusione di massa; pertanto, per realizzare immagini ad infrarosso con teleobiettivi Takumar di normale produzione e garantire un ridotto spostamento di fuoco rispetto alla luce visibile e una qualità d’immagine molto elevata, Takahashi creò una lente addizionale composita che non aveva alcuna influenza sulla distanza di messa a fuoco, come di solito avviene con questo tipo di aggiuntivi, ma riduceva drasticamente l’aberrazione cromatica del teleobiettivo sul quale era montata, trasformando quindi l’ottica Takumar convenzionale in una sorta di apocromatico, corretto oltre lo spettro visibile fino a 800nm nell’infrarosso; questo permetteva di ottenere le prestazioni desiderate utilizzando un Takumar già presente nella borsa del fotografo e senza acquistare modelli speciali e costosi.

Yasuo Takahashi ha previsto di utilizzare questa speciale lente di correzione cromatica su tre lunghezze focali del sistema Pentax: 135mm 1:3,5, 200mm 1:4 e 300mm 1:4 ed ha disegnato tre lenti addizionali calcolate ad hoc sullo schema ottico di ciascun obiettivo, mantenendo la costante della prima lente in fluorite ma sostituendo il materiale impiegato nella seconda lente in vetro e prevedendo raggi di curvatura differenti per ottimizzare i risultati; pertanto, se queste lenti fossero state prodotte, avremmo avuto a disposizione tre modelli diversi, destinati rispettivamente ai Takumar da 135mm, 200mm e 300mm.

 

I risultati previsti ed evidenziati da corrispondenti diagrammi sono eloquenti: in tutti i casi, montando la lente dedicata, lo spostamento di fuoco fra le varie frequenze dello spettro si riduce drasticamente, specialmente per la frequenza di 800nm nell’infrarosso, la più critica da correggere, trasformando le ottiche standard in obiettivi apocromatici a correzione spettrale estesa semplicemente applicando una lente addizionale nella montatura dei filtri: l’idea di upgradare il proprio Takumar 300mm trasformandolo in un tele APO semplicemente avvitando un accessorio alla filettatura anteriore è veramente geniale e simpatica, ci ricorda i tempi gloriosi in cui si poteva trasformare la propria comune Fiat 500 in un piccolo bolide acquistando l’apposita cassetta di trasformazione Abarth!

Un altro aggiuntivo ottico per obiettivi ipotizzato in casa Asahi e mai prodotto in serie è protagonista di un progetto molto complesso e articolato concepito in sinergia da Sachio Hasushita, Shuji Yoneyama, Koichi Maruyama e Takayuki Ito; i progettisti lo presentarono per il brevetto una prima volta nel Gennaio 1991 e continuarono poi ad implementarlo per alcuni anni.

Il brevetto verte sulla realizzazione di un sistema ottico basculabile e comprende varie opzioni, una delle quali ipotizza un obiettivo con schema simmetrico Doppio Gauss nel quale il modulo posteriore sia basculante.

In realtà, la proposta più interessante presente nel brevetto è questa: un moltiplicatore di focale da applicare dietro ad un convenzionale obiettivo Pentax (qui sembrerebbe 50mm 1:1,7) che sposta la pupilla di uscita, arretrandola in una posizione all’interno del proprio sistema ottico, il che consente di basculare il nocciolo di lenti del moltiplicatore stesso, ottenendo lo stesso effetto garantito da un apparecchio fotografico a corpi mobili con piastra basculata; questo avrebbe permesso un controllo sulla giacitura del piano di messa a fuoco e sulla distribuzione della profondità di campo, aumentandola o rendendola selettiva a piacimento, esattamente com’è prassi sugli apparecchi di grande formato; tutto questo semplicemente acquistando il moltiplicatore basculabile e applicandolo all’obiettivo Pentax già disponibile.

Anche questo articolato progetto non trovò uno sbocco per i banchi di vendita ma conferma l’attenzione Asahi per questa particolare nicchia, l’accessorio che migliora l’obiettivo già in nostro possesso, trasformandolo quasi nell’ “acquisto a rate” di un pezzo prestigioso con un investimento iniziale più contenuto, finalizzando poi la cosa comprando l’elemento dedicato.

Tutto questo mi piace molto ed è un vero peccato che sia rimasto solamente una lodevole proposta senza sbocchi concreti.

Un abbraccio a tutti; Marco chiude.

 

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