Lenti addizionali Leitz ELPRO vs Obiettivi Macro Leica R

Lenti addizionali Leitz ELPRO: storia e prova sul campo contro gli obiettivi macro Leica R.

Un cordiale saluto a tutti i followers di NOCSENSEI; col termine macro si intende genericamente la ripresa a coniugate finite e sostanzialmente ravvicinate e, per estensione, tutte le immagini prodotte ad un rapporto di riproduzione pari o inferiore a 1:10 vengono comunemente chiamate macrofotografie, sebbene sarebbe più opportuno esordire da una scala più ridotta, come 1:3 oppure 1:2 (soggetto con dimensioni pari al triplo o al doppio di quelle del fotogramma o sensore sui quali si acquisisce l’immagine).

La macrofotografia è un campo affascinante che apre nuovi orizzonti visivi ma è sempre stato considerato un settore specialistico per iniziati, soprattutto negli anni in cui la maggioranza degli apparecchi di larga diffusione non erano reflex e rendevano oggettivamente difficile la valutazione della corretta messa a fuoco e del parallasse.

La società Leitz, grazie al suo glorioso retaggio di fabbricante di microscopi, era naturalmente molto sensibile alle suggestioni di questa branca della fotografia e quasi subito iniziò a predisporre accessori che permettevano agli utenti Leica di accedere a questo mondo meraviglioso; il costruttore ebbe l’indubbio merito di affiancare a sistemi decisamente più professionali anche accessori sostanzialmente economici e di facile uso che consentivano di approcciare la macrofotografia anche a clienti non specializzati, che prevedevano sconfinamenti saltuari e senza pretese in questo campo e non erano intenzionati ad investire troppo in strumenti complessi e costosi.

Il simbolo dell’approccio economico e semplice proposto da Leitz per la macrofotografia è sicuramente rappresentato dagli accessori ELPO, ovvero lenti addizionali convergenti da applicare all’obiettivo come un filtro e che riducevano sostanzialmente la distanza di messa a fuoco minima senza modificare tangibilmente la luminosità del sistema e richiedere complessi aggiustamenti all’esposizione; queste lenti addizionali fecero una comparsa molto precoce nel sistema Leica, dal momento che già la Leica Compur tipo B del 1928 poteva avvalersi di tali accessori; naturalmente il sistema Leica a vite non consentiva di apprezzare direttamente le modifiche di messa a fuoco e parallasse nel mirino introdotte dalla lente addizionale e vennero quindi ideati degli ingegnosi supporti, come ad esempio il tipo BEHOO, che consentivano di fissare la fotocamera rivolta verso il basso ad una flangia dotata di aste di supporto avvitabili e divergenti, la cui lunghezza definiva l’esatta distanza di messa a fuoco del complesso obiettivo + lente addizionale e la loro posizione di appoggio sul piano determinava gli angoli del fotogramma inquadrato: una soluzione semplice ed economica che forniva risultati sicuri e prevedibili anche in assenza di visione reflex.

Il pezzo odierno è focalizzato sulle lenti addizionali ELPRO realizzate per apparecchi Leica reflex, tuttavia è bene accennare brevemente anche ai modelli predisposti per le fotocamere con attacco a vite.

Le prime lenti addizionali furono concepite per gli obiettivi Leitz Elmar 5cm 1:3,5 (sia normale che in versione Compur) ed Heltor 5cm 1:2,5; per ciascuno di questi obiettivi esistevano 3 lenti addizionali con potere diottrico differente che permettevano, rispettivamente, di raggiungere i rapporti di riproduzione 1:9, 1:6 e 1:3,6; in pratica, le parti ottiche delle 3 lenti erano sempre le stesse e cambiavano denominazione a seconda dell’obiettivo al quale erano destinate: abbiamo quindi le lenti ELCAT, ELCOM ed ELCUR per l’Elmar 5cm 1:3,5 in versione Compur, ELPRO, ELPIK ed ELPET per l’Elmar 5cm 1:3,5 convenzionale ed HEPRO, HEPIK ed HEPET per l’Hektor 5cm 1:2,5.

Occorre notare come la denominazione ELPRO, in origine, indicava unicamente la lente addizionale per il rapporto di riproduzione 1:9 dedicata all’Elmar 5cm 1:3,5 in attacco a vite; successivamente, negli anni ’60, questo nome verrà ripreso ed associato genericamente a tutte le lenti addizionali Leitz.

Le lenti addizionali ELPRO realizzate per gli apparecchi reflex Leicaflex e Leica R prevedono in realtà poche configurazioni ottiche diverse ma ciascuna di esse è passata attraverso attacchi e denominazioni differenti, creando un quadro piuttosto confuso che richiede un complesso organigramma; in sostanza, i modelli classici sono solamente quattro, due dei quali (di diversa potenza) destinati al Summicron-R 50mm 1:2 e altri due (anch’essi differenziati per potere diottrico) previsti per obiettivi di focale superiore, come i 90mm Summicron-R ed Elmarit-R, il 100mm 1:4 Macro-Elmar-R, il 135mm 1:2,8 Elmarit-R e gli zoom Vario-Elmar-R 80-200mm 1:4,5 e 75-200mm 1:4,5.

Le lenti addizionali Leitz ELPRO per reflex furono prodotte dal 1965 a 2009; i 4 modelli di base vennero inizialmente denominati MACROTAR, tuttavia questo nome era già stato registrato da un’altra azienda e la Leitz dovette sostituirlo rapidamente con ELPRO (un incidente di percorso che riguardò, ad esempio, anche l’obiettivo Elmax, ribattezzato Elmar per questioni legali con la Ernemann); le due versioni con diametro più ridotto destinate al Summicron-R 50mm 1:2 prima serie (11218-11228) furono chiamate ELPRO VIa e VIb mentre i due modelli di diametro superiore creati per i teleobiettivi 90mm 1:2, 90mm 1;2,8, 100mm 1:4 e 135mm 1:2,8 divennero ELPRO VIIa e VIIb; questa denominazione fa riferimento al diametro dei corrispondenti filtri a caduta “Series” che si potevano montare sui rispettivi obiettivi tramite un anello di ritenzione (Series VI e Series VII, appunto), e il relativo diametro per il montaggio è rispettivamente 44×0,75mm e 54×0,75mm; queste 4 lenti, in seguito, passarono al classico codice numerico e furono rubricate come 16531, 16532, 16533 e 16534 e in questa montatura meccanica con attacco da 44×0,75mm e 54×0,75mm furono prodotte fino al 1975.

Nel 1976, con l’arrivo della Leica R3, ci fu un nuovo corso anche per la gamma di ottiche e molti obiettivi vennero aggiornati, sia ricalcolando il gruppo ottico sia normalizzando la montatura anteriore al nuovo diametro filtri standard da 55×0,75mm, rendendo quindi obsolete le vecchie lenti ELPRO concepite per il filetto delle ghiere di serraggio Series VI e VII.

Gli stessi elementi ottici vennero quindi rimontati con attacco filettato compatibile con le nuove versioni degli obiettivi e i quattro modelli vennero ribattezzati semplicemente ELPRO 1, ELPRO 2, ELPRO 3 ed ELPRO 4, corrispondenti ai codici 16541, 16542, 16543 e 16544; tutte le montature condividono ora lo stesso attacco filettato da 55×0,75mm, tuttavia – per agevolare la transizione dall’apprezzato Summicron-R 50mm 1:2 per Leicaflex con attacco da 44×0,75mm al nuovo modello 11215 del 1976 ricalcolato e con attacco filtri maggiorato – le ELPRO 1 ed ELPRO 2 (corrispondenti alle precedenti VIa e VIb) prevedono un doppio attacco filettato da 44×0,75mm e 55×0,75mm, il che consente di applicarle indifferentemente al Summicron-R 50mm 1:2 primo tipo (1964-1976) o secondo tipo (dal 1976 in avanti).

Le ELPRO 3 ed ELPRO 4, con la nuova montatura, non divennero compatibili solamente con le nuove versioni di Summicron-R 90mm 1:2, Elmarit-R 90mm 1:2,8, Macro-Elmar-R 100mm 1:4 ed Elmarit-R 135mm 1:2,8 ma, disponendo di attacco da 55×0,75mm, fu possibile applicarle anche a due zoom di origine Minolta come i Vario-Elmar-R 80-200mm 1:4,5 e 75-200mm 1:4,5, ampliando la gamma di obiettivi compatibili.

Le due ELPRO di diametro inferiore dedicate al Summicron-R 50mm 1:2 (16531/16541 e 16532/16542) consentono di raggiungere un rapporto di riproduzione massimo di 1:3,8 e 1:2,6 (ovviamente con gli obiettivi settati sulla distanza di messa a fuoco minima di 0,5m) mentre i modelli di diametro superiore (16533/16543 e 16534/16544) permettono col primo tipo di raggiungere il rapporto 1:3 utilizzando i 90mm Summicron-R ed Elmarit-R e il rapporto 1:2,8 con il 135mm 1:2,8 Elmarit-R e col secondo tipo valori meno spinti (ad esempio, 1:4,4 con il 135mm 1:2,8 Elmarit-R); nel caso anomalo del Macro-Elmar-R 100mm 1:4 in montatura elicoidale, il cui barilotto consente già di arrivare al rapporto 1:3, l’aggiunta della lente ELPRO 3 consente di arrivare ad 1:2 e l’applicazione della ELPRO 4 permette invece il rapporto 1:2,5.

Gli ingrandimenti consentiti con i vari obiettivi convenzionali, specie utilizzando la versione di ELPRO con più diottrie, sono quindi mediamente compresi fra i rapporti di riproduzione 1:3 ed 1:2,6, cui corrisponde un campo inquadrato che spazia fra 72x108mm e 62x93mm, valori già soddisfacenti e perfettamente in linea con macrofotografie saltuarie e non specializzate.

I più attenti, leggendo i dati, si saranno accorti di un’anomalia: nella coppia di ELPRO di diametro ridotto il modello più potente è il secondo, nella coppia di ELPRO di maggiori dimensioni l’esemplare più performante è il primo; infatti, se andiamo ad analizzare la lunghezza focale e il valore diottrico delle quattro lenti, otteniamo i seguenti valori:

  • ELPRO VIa – 1 = 399,04mm – 2,51 diottrie
  • ELPRO VIb – 2 = 203,45mm – 4,92 diottrie
  • ELPRO VIIa – 3 = 602,56mm – 1,66 diottrie
  • ELPRO VIIb – 4 = 1.333,89mm – 0,75 diottrie

Da questi valori si evince, appunto, che il valore diottrico è maggiore in ELPRO 2 rispetto ad ELPRO 1 e in ELPRO 3 rispetto ad ELPRO 4; va infine notato che la produzione delle ELPRO in questione è stata realizzata inizialmente in Germania e poi in Portogallo, evidentemente per contenere i costi.

Fra le realizzazioni moderne, che descriveremo meglio in seguito, va annotata la speciale ELPRO 1:2 – 1:1 16545 specificamente dedicata all’obiettivo Apo-Macro-Elmarit-R 100mm 1:2,8 e la recente ELPRO E52 14125 utilizzabile, con steppers intermedi, su numerose ottiche Leica moderne.

Quest’immagine chiarisce la struttura del doppio attacco filettato presente nelle ELPRO 1 – 16541 ed ELPRO 2 – 16542: quello interno da 44×0,75mm permette l’applicazione sui Summicron-R 50mm 1:2 primo tipo (11218 e 11228) mentre quello esterno da 55×0,75mm è compatibile col nuovo modello prodotto a partire dal 1976.

La ELPRO 1:2 – 1:1 tipo 16545 in attacco 60×0,75mm fu progettata contestualmente all’Apo-Macro-Elmarit-R 100mm 1:2,8 ed in realtà costituisce un complesso obiettivo secondario a 3 lenti spaziate ad aria che permette all’obiettivo di operare fra i rapporti di riproduzione 1:2 (settato ad infinito) ed 1:1 (settato alla messa a fuoco minima), mantenendo pressochè inalterata la resa ottica dell’ottica senza aggiuntivo; si tratta di un accessorio che all’epoca era molto costoso e veniva fornito col paraluce dedicato 12528 che aveva una duplice funzione: montato anteriormente proteggeva dalla luce diretta mentre la lente era in uso e, avvitato posteriormente, consentiva invece di riporre la lente proteggendo il suo delicato gruppo ottico che sporge a sbalzo; la lunghezza focale della lente ELPRO 1:2 – 1:1 16454 è pari a 206,89mm, cui corrispondono 4,80 diottrie.

L’obiettivo con la lente dedicata in posizione costituiscono un sofisticato sistema ottico progettato per funzionare all’unisono ed è anche l’unico modo ufficialmente suggerito per portare il prestigioso Apo-Macro-Elmarit-R 100mm 1:2,8 fino al fatidico rapporto di 1:1; infatti il suo sistema ottico flottante con correzione apocromatica non accetta l’applicazione di prolunghe posteriori, pena un deterioramento qualitativo.

Infine, la ELPRO E52 tipo 141215 è stata introdotta di recente e cambia tendenza rispetto ai modelli precedenti, sostanzialmente mirati e dedicati a specifici modelli di obiettivo: in questo caso la lente prevede un attacco da 52×0,75mm e la casa ne suggerisce ufficialmente l’impiego per una vasta serie di obiettivi M, TL ed X, sia sfruttando il loro attacco filtri nativo da 52mm (è il caso della serie TL), sia applicando la ELPRO E52 ad ottiche serie M o X con attacco filtri assortiti da 39, 43, 46 e 49mm grazie all’interposizione di steppers filettati.

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Analizzando i risultati, possiamo dire che la fama delle lenti addizionali Leitz ELPRO non è usurpata: la sofisticata progettazione con un doppietto di lenti collate e la specifica ottimizzazione su un singolo obiettivo o schema ottico produce frutti inaspettati: lavorando all’apertura ottimale di 1:8 entrambi i Summicron con le relative lenti addizionali hanno fornito risultati addirittura analoghi a quelli dei prestigiosi e costosi obiettivi macro di riferimento, utilizzati alla stessa apertura, non soltanto per quanto concerne la risoluzione ma anche relativamente alla planeità di campo: infatti, nel crop D, quello più periferico, questo esemplare di 90mm Summicron-R è globalmente più performante addirittura rispetto all’Apo-Macro-Elmarit-R; anche il 50mm Summicron-R è risultato alla pari del 60mm 1:2,8 Macro-Elmarit-R e solamente nella zona D, quella più vicino al bordo, il rendimento è leggermente più impastato ma occorre considerare che il 90mm Summicron è avvantaggiato da una messa a fuoco primaria più ravvicinata (0,7m per un 90mm contro 0,5m per un 50mm) e pertanto arriva quasi allo stesso ingrandimento del 50mm utilizzando una lente addizionale con un valore diottrico inferiore, appena 1,66 diottrie, mentre l’elemento applicato al Summicron 50mm è da ben 4,92 diottrie; in ogni caso i risultati forniti sono largamente superiori a quelli che sarebbe ragionevole aspettarsi per un utilizzo saltuario, non impegnato e – soprattutto – l’elevata planeità di campo garantita dal sistema non pone limiti operativi, permettendo anche la riproduzione di originali piani senza timori reverenziali rispetto agli obiettivi macro convenzionali.

Un rovescio della medaglia che non si percepisce dai risultati consiste in un’aberrazione sferica sottocorretta che si manifesta a tutta apertura con le lenti ELPRO montate, al punto che il piano di messa a fuoco non risulta netto e inequivocabile ma presenta una transizione prolungata e indistinta, un po’ come avviene negli obiettivi soft focus, pertanto risulta oggettivamente difficile focheggiare con assoluta precisione anche sfruttando il live-view a forte ingrandimento del dettaglio, al punto che sono stato costretto a ripetere gli scatti con i Summicron e le lenti ELPRO (che non risultavano perfettamente nitidi), focheggiando col diaframma chiuso ad 1:3,5 per ridurre il velo e quella fastidiosa transizione indistinta e realizzando anche diverse immagini con minime variazioni di fuoco (attuate grazie ad un riproduttore con grossa staffa a cremagliera micrometrica) per scegliere poi quella con la regolazione più precisa.

Le lenti addizionali ELPRO sono state dunque importanti accessori a disposizione del Leicista per affrontare situazioni a distanza ravvicinata non impegnative senza esporsi con l’investimento richiesto da un Macro-Elmarit e, grazie alla sofisticata progettazione figlia del perfezionismo Leitz, fornivano risultati sorprendenti, non dissimili da quelli garantiti dalle ottiche specializzate; erano indubbiamente un prezioso alleato nella borsa leggera del viaggiatore, in grado di immortalare dettagli ravvicinati estemporanei senza portare al seguito un vero obiettivo macro solamente per tale utilizzo e senza mettere a rischio un pezzo costoso in situazioni imprevedibili, ma anche un’alternativa intelligente per l’utente Leica non particolarmente interessato alla macrofotografia impegnata che, in ogni caso, non voleva precludersi la possibilità di qualche bel close-up, nel caso si presentasse l’occasione.

Economia e qualità, quindi, con l’unica accortezza di prestare la debita attenzione nelle operazioni di messa a fuoco per avere la certezza di sfruttare completamente il grande potenziale che le lenti ELPRO ci mettono a disposizione.

Un abbraccio a tutti – Marco chiude.

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