Leitz ELCAN Lenses per riprese subacquee

Leitz Canada ELCAN Water Contact Lenses per riprese subacquee professionali/militari.

 

Un cordiale saluto a tutti i followers di NOCSENSEI; la fotografia muoveva il primi passi e già si cercava di affrancarla dagli ambiti di visione convenzionali, librando le primitive apparecchiature su palloni aerostatici e fornendo punti di vista inediti e sensazionali; naturalmente la stessa brama di documentare l’ignoto era indirizzata anche al mare, tuttavia le caratteristiche delle attrezzature e le ridotte sensibilità dei materiali rendevano inizialmente impraticabile la fotografia subacquea e si dovette attendere molto tempo prima di immortalare anche le bellezze degli abissi.

In realtà, in ambito non strettamente professionale, sarà necessario arrivare agli anni ’60 e alla commercializzazione della Nikonos per avere a disposizione un apparecchio piccolo, pratico e che non richiedesse l’adozione di ingombranti e complessi scafandri per impermeabilizzare fotocamere convenzionali, mentre per gli operatori del settore venivano realizzate custodie di elevate caratteristiche che accoglievano i migliori apparecchi professionali, come Hasselblad, Rolleiflex o Pentax 6×7, garantendo riprese di qualità elevata seppure con un impegno maggiore da parte dell’operatore.

In questa sede voglio descrivere alcune ottiche progettate dalla Leitz Canada di Midland negli anni ‘60 e destinate ad un impiego subacqueo altamente specializzato, prevalentemente militare; questi obiettivi erano definiti ELCAN Water Contact Lenses e le informazioni che vedremo in seguito mostrano fino a che punto di sofisticazione il disegno e gestione sul campo di questo tipo di obiettivi potesse arrivare.

 

 

Già in precedenza la Leica aveva attirato l’attenzione nello specifico settore: trattandosi di una fotocamera compatta, meccanica, funzionale anche a temperature estreme ed equipaggiata con ottimi obiettivi, costituiva una valida base per realizzare un’attrezzatura destinata a fotografie subacquee: infatti, già ad inizio anni ’50 la Ernst Leitz Inc. New York, che da sempre godeva di ampia libertà gestionale, aveva fatto realizzare questo scafandro di elevate caratteristiche dedicato alle Leica IIIF e modelli inferiori (IIF e IF) equipaggiate con i relativi obiettivi Summitar e Summicron da 50mm 1:2; questa custodia replicava all’esterno i principali comandi della macchina e permetteva di scendere, in condizioni normali, fino a 100m di profondità e anche oltre, provvedendo a pressurizzare preventivamente lo scafandro con aria grazie alla specifica valvola; si tratta di una realizzazione robusta e professionale che tuttavia utilizzava obiettivi terrestri prestati allo scopo e, soprattutto, con focali troppo lunghe per una messa a fuoco a stima e con angolo di campo in immersione troppo ridotto.

La vera svolta arrivò negli anni ’60 quando la Leitz Canada, per mano dei suo geniale progettista Walter Mandler col relativo staff di collaboratori, creò una gamma di obiettivi subacquei definiti Water Contact, cioè nati per tenere a diretto contatto con l’acqua di mare il loro elemento rifrangente anteriore, senza l’interposizione di oblò protettivi con vetro piano-parallelo; questi obiettivi furono calcolati senza compromessi e predisposti fin dall’origine per fornire le massime prestazioni solo e unicamente in immersione, ottimizzando ogni parametro a questo scopo.

La gamma, come detto, fu realizzata anche e soprattutto per esigenze militari (è noto che le commesse governative U.S.A. hanno sempre rappresentato un’importante voce di bilancio per la Leitz Canada) e comprensibilmente le informazioni correlate a questi speciali obiettivi ELCAN sono sempre state scarse; sfruttando la specifica documentazione riservata possiamo finalmente dipingere un quadro più preciso su questi modelli nati per gli abissi oceanici: la serie ELCAN Water Contact Lenses comprendeva obiettivi per riprese cinematografiche 16mm, per riprese fotografiche 24x36mm su pellicola 35mm (utilizzando peraltro un corpo Leica M scafandrato ed adattato all’obiettivo stagno) e per fotografie 6x6cm su pellicola perforata da 70mm.

 

Il gruppo di obiettivi per riprese cinematografiche 16mm comprendeva tre differenti focali, accomunate dall’identica apertura 1:2,4 e dall’utilizzo dello stesso duomo incurvato nella parte anteriore, la cui forma biconvessa e il grande spessore consentivano l’accesso a grandi profondità operative; i tre ELCAN cinematografici prevedevano focali da 6,5mm, 13mm e 24mm e l’ampio spazio retrofocale posteriore richiesto dagli ingombri meccanici impose a Mandler di progettare i due modelli di focale più corta utilizzando uno schema marcatamente retrofocus, una notevole complicazione in anni in cui il suo sviluppo era ancora embrionale e dovendo comunque sottostare ad elevati capitolati per la resa ottica complessiva.

Vediamo in dettaglio le loro caratteristiche.

 

 

 

L’ELCAN Water Contact Lens da 6,5mm 1:2,4 (focale effettiva = 6,64mm) è conforme al progetto ottico ELCAN C 205 e copre in acqua un angolo di campo mediamente grandangolare da 76°; l’obiettivo è acromatizzato su una banda spettrale non eccessivamente ampia (da 480nm a 650nm), comunque conforme alle specifiche esigenze, e per garantire la funzionalità con gli apparecchi cinematografici e anche video previsti, per i quali i capitolati prevedono uno spazio retrofocale di circa 20mm, la relativa quota è pari a 19,96mm, quindi oltre tre volte la lunghezza focale, richiedendo quindi una progettazione retrofocus molto spinta con un rapporto fra focale e spazio retrofocale analogo a quello di un 13mm per una reflex 24x36mm.

 

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Un abbraccio a tutti – Marco chiude.

 

 

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