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Le ottiche Carl Zeiss Jena utilizzate dallo STASI della DDR

Le ottiche Carl Zeiss Jena ad estrazione pupillare per periscopi di Eberhard Dietzsch utilizzate dallo STASI della DDR per sorveglianza e spionaggio attraverso porte e pareti.

 

Un cordiale saluto a tutti i followers di NOCSENSEI; se a qualche affezionato lettore ormai attempato è capitato di soggiornare in alberghi della ex-DDR negli anni ’70 e ’80 e provare la strana sensazione di essere osservato mentre si trovava nella sua camera, si rassicuri: in effetti c’è la remota tuttavia concreta possibilità che non stesse delirando e che il suo sesto senso facesse centro… L’argomento di oggi descrive infatti una particolarissima famiglia di sconosciuti obiettivi Carl Zeiss Jena che non vennero mai divulgati né messi in vendita al pubblico e che furono concepiti appositamente per effettuare operazioni di sorveglianza ed intelligence addirittura attraverso porte chiuse e pareti in muratura; questi obiettivi erano denominati “Front Stop” e sono caratterizzati da un’estrazione pupillare anteriore per cui la pupilla d’ingresso e la posizione di un teorico diaframma si trovano in una giacitura aerea posta davanti alla lente anteriore, e questo fornisce la possibilità di effettuare riprese fotografiche e video attraverso un piccolissimo foro coincidente col piano della pupilla d’ingresso.

Questa generazione di speciali obiettivi venne commissionata alla Carl Zeiss Jena su mandato del Ministerium fuer Staatssicherheit della ex-DDR, il famigerato STASI che, tramite il proprio dipartimento tecnico OTS (Operativ Technischer Sektor), negli ultimi anni della Guerra Fredda prima della caduta del muro stava mettendo a punto sofisticate attrezzature fotografiche di spionaggio e sorveglianza; uno dei filoni principali di questo settore prevedeva appunto lo sviluppo di particolari obiettivi in grado di fotografare attraverso l’apertura di un piccolo foro, ad esempio in una porta, sfruttando la particolare posizione avanzata della pupilla anteriore; alla Carl Zeiss Jena lo sviluppo di questa gamma fu presa in carico dal Dr. Eberhard Dietzsch, uno dei più talentuosi matematici nella storia dell’ottica che ha firmato numerosi obiettivi destinati agli utilizzi più disparati; l’intervento che segue è stato scritto da lui e nel testo spiega in prima persona le fasi che hanno caratterizzato lo sviluppo del primo esemplare, un grandangolare da 62° di campo ed apertura 1:2,8 che in azienda venne definito P-Flektogon.

Il Dr. Dietzsch ci spiega che tali obiettivi esistevano già per l’utilizzo in scanner e ottiche tandem, sottolineando che un limite di questo anomalo schema era costituito da un’elevata distorsione che li rendeva inadatti ad un utilizzo fotografico convenzionale, mentre i nuovi modelli da lui progettati riescono a contenerla.

Il documento contiene anche una interessante confessione: per il calcolo assistito al computer di questo nuovo P-Flektogon con estrazione pupillare anteriore, alla Carl Zeiss Jena partirono dallo schema ottico del grandangolare Carl Zeiss Oberkochen Distagon 25mm 1:2,8 progettato da Erhard Glatzel ed ampiamente utilizzato in vari sistemi 35mm, probabilmente per risparmiare tempo e risorse sfruttando un modello già ben corretto e collaudato (e del quale potevano conoscere le intime caratteristiche progettuali ricavandole dal relativo brevetto); lo schema seguente illustra in modo efficace i vari passaggi che consentirono all’ufficio di calcolo Carl Zeiss Jena di passare dallo schema originale del Distagon 25mm 1:2,8 di Oberkochen al Carl Zeiss Jena P-Flektogon 35mm 1:2,8 definitivo.

Il primo step di lavoro prevedeva l’eliminazione dei due elementi anteriori del Distagon e la fase preliminare di ottimizzazione al computer estrasse la pupilla anteriore e garantì lo spazio retrofocale necessario alla reflex di destinazione, arrivando al modello 3c; in seguito l’ottimizzazione ha unito la lente divergente L4 e il menisco L5 di 3c in un doppietto collato e ha convertito la lente posteriore convergente L6 in due elementi separati, arrivando alla configurazione provvisoria n° 4 con 55° di campo, apertura 1:2,8 e distorsione nell’ordine del 3,5% (elevata ma accettabile); l’ultima fase di rifinitura ha convertito la settima lente in un doppietto collato con raggio di contatto divergente, arrivando alla versione definitiva n° 5, un obiettivo “Front Stop” con apertura 1:2,8, angolo di campo di 63° e adeguato spazio retrofocale.

Questa configurazione verrà confermata e andrà a caratterizzare lo speciale Carl Zeiss Jena P-Flektogon 35mm 1:2,8, qui illustrato in uno schema dello Jenaer Jahrbuch 2002.

Questo nuovo schema ottico dall’aspetto sconcertante (in pratica, abituati ad architetture convenzionali, osservandolo si ha quasi l’impressione che manchi un modulo anteriore…) venne brevettato a nome del Dr. Eberhard Dietzsch con richiesta di registrazione presentata nel Luglio 1976, poi riconfermata nel 1994 anche dall’ufficio brevetti della Germania riunificata, dopo la scomparsa della precedente DDR che garantiva il brevetto originale; il documento fa chiaro riferimento ad un obiettivo con pupilla d’ingresso esterna al gruppo ottico e angolo di campo grandangolare, superiore a 45°.

 

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Un abbraccio a tutti – Marco chiude.

 

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