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La vera storia mai raccontata dell’Olympus OM Zuiko 50mm 1:1,4

Alfa e Omega – la vera storia mai raccontata dell’Olympus OM Zuiko 50mm 1:1,4

 

Un cordiale saluto a tutti i followers di NOCSENSEI; questo articolo è dedicato ad uno degli obiettivi per Olympus OM più conosciuti e apprezzati, un vero classico: l’OM Zuiko 50mm 1:1,4; questo glorioso normale, lo standard luminoso di primo equipaggiamento per i corpi OM fin dall’esordio del sistema, è stato disponibile per tutti i gloriosi anni dell’epoca OM ed è andato incontro a svariate modifiche, molte delle quali sotterranee e nemmeno notate dagli utenti, al punto che ora, con l’obiettivo ormai sedimentato in una dimensione storica, possiamo definire 6 differenti steps, nei quali annotare anche 4 varianti meccaniche, 3 generazioni di antiriflessi e 2 schemi ottici differenti; questo guazzabuglio di migliorie in corsa crea logicamente molta confusione ed ha alimentato anche leggende metropolitane, pertanto la mia intenzione è quella di riannodare i fili di questo articolato percorso e descriverli con la necessaria chiarezza.

 

 

Alfa e Omega, dunque, definiscono l’inizio e la fine di un ciclo e ben si abbinano allo Zuiko 50mm 1;1,4, le cui versioni qui illustrate, corrispondenti a quelle cronologicamente più distanti, testimoniano il processo di sviluppo che ha caratterizzato il sistema nei 30 anni in cui è stato presente sul mercato, connotando un obiettivo sempre uguale a se stesso ma anche profondamente evoluto ed implementato in dettagli evidenti o minimali.

Il Sistema Olympus OM fu inizialmente distribuito solo sul mercato interno e venne presentato alla stampa giapponese a inizio estate del 1972; questa è dunque l’antequem che definisce la cronologia dell’OM Zuiko 50mm 1:1,4, tuttavia non si è trattato del primo obiettivo con queste caratteristiche commercializzato dalla Casa.

 

 

Per approcciare il mercato delle reflex 35mm “full-frame”, dopo il successo arriso negli anni ’60 alle meravigliose mezzo formato Olympus Pen di Maitani e nell’attesa di un imminente lancio per gli innovativi modelli OM, l’azienda commercializzò nel 1970-71 una fotocamera denominata Olympus FTL, concepita per coprire provvisoriamente questo settore e iniziare ad associare idealmente il brand alla produzione di fotocamere 24x36mm; l’apparecchio, prodotto in circa 20.000 esemplari, presentava caratteristiche conservative ed essenziali (esposizione manuale, attacco a vite 42x1mm) ed era associato ad un piccolo corredo di obiettivi da 28mm a 200mm che comprendeva anche un 50mm 1:1,8 e un 50mm 1:1,4; proprio quest’ultimo modello, illustrato in foto, è stato in realtà il primo normale “1,4” per il formato 24x36mm commercializzato da Olympus.

Come si può osservare, l’estetica dell’obiettivo risulta datata e non esiste nessun elemento condiviso con i futuri OM Zuiko, a partire dalla ghiera del diaframma satinata cromo e posizionata accanto all’attacco filettato e passando per la ghiera di messa a fuoco con godronature alternate e priva di rivestimento gommato; alcune fonti suggeriscono addirittura che l’obiettivo sia stato appaltato ad una terza parte (forse Cosina?), tuttavia non esiste alcun riscontro o conferma al riguardo; l’Olympus G.Zuiko Auto-S 50mm 1:1,4 fu prodotto in circa 6.000 esemplari e il suo schema ottico utilizza già la stessa architettura a 7 lenti in 6 gruppi con doppietto collato dietro il diaframma che verrà poi estesa anche al 50mm 1:1,4 OM Zuiko; in questo esploso meccanico relativo al 50mm 1:1,4 FTL possiamo osservare tale struttura.

 

 

Sebbene lo schema sia indubbiamente simile a quello del successivo obiettivo OM, occorre annotare che il progettista depositò la richiesta di brevetto di quest’ultimo solamente il 4 Maggio 1972, quando il tipo FTL era fuori produzione; inoltre il raggio di curvatura nel punto di incollaggio del doppietto (lenti 4 e 5) è positivo, mentre una delle caratteristiche distintive dell’OM Zuiko 50mm 1:1,4 è che lo stesso raggio presenta curvatura negativa, producendo quindi una concavità nella direzione del corpo macchina.

Il G.Zuiko Auto-S 50mm 1:1,4 FTL fu quindi un precursore del normale OM dal quale prese la tipologia generica dello schema ottico ma null’altro di più specifico.

 

 

L’inconfondibile estetica degli obiettivi OM Zuiko e del 50mm 1:1,4 di tale gamma fu invece ereditata da questo prototipo di 50mm 1:1,8 che venne realizzato per una reflex 35mm modulare e sperimentale creata dal team di Maitani nel 1969 e che avrebbe dovuto rappresentare il modello di punta del sistema, relegando il corpo tradizionale (la futura OM-1) al ruolo di comprimario; questa parte dei sistema 35mm full-frame venne poi derubricata dalla produzione perché la carne al fuoco era realmente troppa e di questo corpo MDN con relativo obiettivo 50mm 1:1,8 rimangono solamente alcuni prototipi; in ogni caso lo Zuiko in dotazione alla MDN prevede già gran parte dei tipici elementi estetici che saranno propri dei futuri obiettivi OM: le diciture sul frontale, i filetti cromati, la ghiera del diaframma (sulla quale è però ancora assente la lunghezza focale smaltata in verde) e la ghiera satinata posteriore con le linee di fede e gli indici per la profondità di campo sono già congruenti con quelli delle ottiche OM Zuiko, solamente il settore gommato nella ghiera di messa a fuoco è ancora privo della caratteristica finitura romboidale “a diamante”; in ogni caso, sebbene il 50mm Zuiko per MDN abbia anticipato di un anno quello per FTL, dobbiamo a lui l’abbozzo del design che poi avrebbe caratterizzato le ottiche per OM mentre lo Zuiko 50mm 1:1,4 FTL sembra effettivamente qualcosa di estaneo a questo fluido divenire.

 

 

Il grande sistema concepito da Yoshihisa Maitani a fine anni ’60 venne denominato in suo onore M-System e, com’è noto, i primi lotti di produzione realizzati nel 1972 per il mercato giapponese erano inizialmente associati a questa denominazione, poi contestata da Leitz alla Photokina di Ottobre; l’azienda tedesca poteva addurre valide ragioni (produceva già da tempo il sistema Leica M con i vari corpi M1, M2, M3, M4 e la rivoluzionaria M5) e Olympus accettò di buon grado di ridefinire il patronimico del nuovo corredo, trasformandolo in OM; pertanto la successiva produzione destinata a tutti i paesi prevedeva tale denominazione.

I nuovi corpi OM furono accolti con un apprezzabile gradimento di pubblico, grazie al loro design elegante e minimale e alla cura certosina per dettagli più minuti, nella quale si percepivano nettamente gli alleli comuni alla produzione di microscopi professionali; anche i nuovi Zuiko proponevano un design molto personale ed elegante e la loro estetica ha superato indenne la prova del tempo, risultando tuttora piacevole e non datata, se escludiamo i filetti cromati applicati alle prime serie; in quest’ambito, l’OM Zuiko 50mm 1:1,4 costituiva un buon compromesso funzionale fra l’economico ma meno luminoso 50mm 1:1,8 e lo specialistico ma costoso 55mm 1:1,2, sebbene i rivenditori tendessero ad adottare come ottica standard in dotazione sui corpi in pronta consegna il 50mm 1:1,8 proprio per rendere più competitivo il sistema rispetto a più costosi concorrenti come Nikon; ricordo che, quando acquistai la mia prima OM-1n, nel Gennaio 1980 (vorrei precisare che non sono Matusalemme, semplicemente all’epoca ero un ragazzino), il corpo con borsa pronto e Zuiko 50mm 1:1,8 prevedeva un listino di 301.000 Lire, mentre l’alternativa equivalente con il 50mm 1:1,4 costava 341.000 Lire, un 13% abbondante di rincaro sul pacchetto a parità di focale che, in effetti, nella maggioranza dei casi scoraggiava l’acquirente non particolarmente specializzato; pertanto, in pratica, almeno sul nostro mercato lo Zuiko 50mm 1:1,4 costituiva una dotazione a richiesta ed era molto meno diffuso rispetto al fratello meno luminoso.

La copertina della brochure illustrata qui sopra è la scansione dell’originale che mi fu consegnato in occasione dell’acquisto appena citato, un documento che ho maneggiato mille volte sognando ad occhi aperti e questo giustifica il suo aspetto vissuto.

Dal punto di vista sistematico, l’Olympus OM Zuiko 50mm 1:1,4 è stato oggetto di numerosi aggiornamenti, sebbene esteriormente poco appariscenti; vediamo in dettaglio i vari passaggi.

 

 

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Un abbraccio a tutti; Marco chiude.

 

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One Comment

  1. Davide Tambuchi

    L’ho usato proprio oggi sulla mia OM-1n per fotografare le luci di Natale a Como! Un bell’obiettivo, anche se un po’ privo di “carattere”; gli preferisco il Canon FD 50/1,4 o anche il Pentax M 50/1,4.

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