Industar-51 21cm del 1944 Numerazioni incise sulle lenti.

Industar-51 21cm del 1944 con numerazioni incise sulle lenti.

 

Un cordiale saluto a tutti i followers di NOCSENSEI; un argomento spesso dibattuto fra fotografi e appassionati riguarda i segni più o meno evidenti talvolta presenti sulle lenti esterne degli obiettivi: a molti sarà capitato di produrre accidentalmente un piccolo segno sull’antiriflessi di un’ottica o una incisione involontaria sul vetro stesso e molti si saranno trovati nella circostanza di acquistare un obiettivo di seconda mano che presenti tali difetti, domandandosi se e in che termini questi piccoli danni sulla superficie possano influenzare ed eventualmente pregiudicare la resa fotografica rispetto ad un esemplare perfetto; vorrei innanzitutto rassicurare che, per esperienza personale, l’abrasione all’antiriflessi e alla superficie del vetro dev’essere davvero vistosa prima di produrre un degrado avvertibile nell’immagine, e la cosa si manifesta soprattutto in controluce, quindi basta schermare la lente con un paraluce o la propria mano per ridurre al minimo gli effetti; ricordo anche la testimonianza di uno dei più celebri riparatori di attrezzature Zeiss d’epoca che raccontava di essersi imbattuto in un Carl Zeiss Distagon 18mm 1:4 per Contarex da revisionare nel quale le lenti interne non avevano una superficie perfettamente liscia ma presentavano degli evidenti solchi e gradini dovuti ad una molatura difettosa e, tuttavia, una volta ripulite perfettamente le superfici e registrato accuratamente il gruppo ottico, l’obiettivo produceva in ogni caso immagini di eccellente nitidezza; a conferma che il problema dei piccoli difetti alla superficie delle lenti viene spesso sopravvalutato voglio raccontarvi di un particolare obiettivo, approfittando anche per un piccolo excursus storico di sicuro interesse; l’obiettivo in questione proviene dall’Unione Sovietica ed è un Industar-51 prodotto nel 1944; i miei sentiti ringraziamenti vanno al caro amico Dr. Milos Paul Mladek, esperto e collezionista di fama mondiale, per aver portato questa curiosità alla mia attenzione.

La famiglia di obiettivi Industar, basata su uno schema tipo Tessar a 4 lenti in 3 gruppi, fu una delle prime ad essere sviluppata dall’Istituto Ottico Statale Vavilov di Leningrad (GOI, insignito per meriti dell’Ordine di Lenin!) e la denominazione vuole omaggiare i piani di sviluppo quinquennali che dovevano trasformare un paese rurale ed arretrato in una moderna realtà; l’Industar-51 è un obiettivo da 21cm 1:4,5 in grado di coprire una lastra piana da 13x18cm ed era previsto per riprese aeree; l’esemplare che stiamo osservando fu prodotto nel 1944, in pieno conflitto, ed era destinato proprio all’esercizio su velivoli dell’Aviazione Sovietica utilizzati per scopi bellici.

L’Industrar-51 (del quale osserviamo la relativa scheda nel famoso catalogo “Obiettivi per fotografia e proiezione calcolati dal GOI” prodotto nel 1964 a cura di Lishevskaya – Zarevsky) era stato calcolato nel Marzo 1937, in un momento in cui la Germania del Dritten Reich e l’Unione Sovietica, dopo gli accordi maturati all’incontro di Rapallo, avevano in essere una forma di fattiva collaborazione che prevedeva la condivisione di tecnologie avanzate da parte tedesca e la concessione di grandi stabilimenti da parte dei sovietici per la produzione di massa di articoli tedeschi a basso costo, una sorta di delocalizzazione ante litteram; il travaso tecnologico era attivo anche nel campo dell’ottica, e infatti a quei tempi esistevano progetti di obiettivi sovietici di grande formato per aerofotografia che erano addirittura marcati Tessar (nella forma cirillica TECCAP), una paternità riconosciuta in chiaro a riprova che c’era molta Carl Zeiss Jena nel disegno di questi Industar che ne replicavano lo schema; l’Industar-51 da 21cm 1:4,5, il quarantaduesimo obiettivo progettato al GOI dalla sua fondazione, copre una diagonale da 222mm e un angolo di campo piuttosto ampio, pari a 56°; la sua destinazione all’aerofotografia è esplicitamente indicata già in questo documento.

Anche l’esemplare protagonista di queste note venne utilizzato per riprese aeree strategiche durante le ultime fasi del conflitto, un dettaglio confermato da questa incisione sulla ghiera frontale che rappresenta l’emblema dell’Aviazione Sovietica.

La produzione nel periodo bellico si deduce dal numero di matricola assegnato, nel quale i primi due numeri rappresentavano l’anno di costruzione, appunto 1944.

La montatura meccanica, richiamando in questo la struttura dei primi Tessar prodotti dalla Carl Zeiss Jena all’inizio del XX Secolo, prevede che le lenti siano applicate su ghiere filettate ed avvitate in cascata, il che consente di smontare facilmente l’obiettivo senza utensili o competenze particolari per provvedere alla pulizia delle superfici interne; proprio tale caratteristica permette di osservare da vicino una peculiarità davvero insolita di quest’obiettivo che si riallaccia alle considerazioni iniziali.

Infatti, osservando la parte periferica delle sue lenti, si può notare che su ogni superficie corrispondente ad un raggio di curvatura è stato addirittura inciso un numero di riferimento direttamente sul vetro! La codifica prevede un numero di 2 cifre e uno di 3 cifre separati da uno spazio ed è simile come concetto a quella applicata un tempo sui finestrini delle automobili come precauzione antifurto; le incisioni sono realizzate con grande precisione e il loro significato è criptico: inizialmente avevo pensato che il primo numero indicasse la superficie della lente (08 quella esterna della prima lente, 07, quella interna della prima lente, 06 quella esterna della seconda lente, e così via, trattandosi di un obiettivo con 8 superfici rifrangenti) e che il secondo numero di tre cifre codificasse il relativo raggio di curvatura dopo la lavorazione, tuttavia il numero 07 è ripetuto su due differenti superfici, quindi l’ipotesi decade; in ogni caso si tratta di un dettaglio molto interessante perché mostra come in fase di produzione le maestranze non si siano fatte scrupolo di produrre vistose incisioni direttamente sul vetro dell’obiettivo, evidentemente avendo sperimentato che questo rude trattamento che ha fatto inorridire molti di noi non produceva effetti apprezzabili sull’immagine finale.

Mi sento quindi di concludere rassicurando tutti: se trovate un obiettivo in vendita a prezzo vantaggioso per via di un insignificante segno sulla lente, approfittate dell’opportunità scacciando i pensieri molesti.

Un abbraccio a tutti; Marco chiude.

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