In questa rèclame possiamo invece apprezzare chiaramente il nuovo schema ottico che sfrutta 6 lenti in 4 gruppi e richiama da vicino il Biotar 58mm f/2.
Nel Dicembre 1972, partendo dalla matricola 2.140.201, il gruppo ottico ricevette il rivestimento antiriflesso multistrato NIC; passando alla denominazione Nikkor-H.C Auto; questo schema è già relativo al modello C e si può osservare come meccanica e ottica rimanessero identiche alla versione immediatamente precedente.
In questa immagine da una brochure del tempo con tutti i normali per Nikon F si può apprezzare come il passaggio al multicoating con la sigla “C” abbia comportato gli stessi aggiornamenti estetici del modello 50mm f/1,4 S.C Auto, con la parte anteriore completamente rifinita in nero che forniva un’aspetto più aggressivo e moderno al diffuso ed apprezzato normale; il Nikkor H.C Auto 50mm f/2 illustrato prevede la matricola 2.140.225 e pertanto è il 25° esemplare di questa serie.
Questa inserzione pubblicitaria abbina invece il Nikkor-H.C Auto 50mm f/2 al corpo automatico Nikkormat EL (Nikomat sul mercato nipponico) e si può nuovamente apprezzare l’aspetto più moderno promosso dalla parte frontale nera; questa specifica immagine consente anche di apprezzare chiaramente come avvenisse l’accoppiamento esposimetrico fra forcella e corpo macchina, informando l’apparecchio del diaframma impostato.
Contrariamente a quanto visto col 50mm f/1,4, nel 50mm f/2 la transizione alla versione K con barilotto interamente nero e settore gommato (avvenuta a Novembre 1974 partendo dalla matricola 3.100.001) non comportò alcuna modifica al gruppo ottico, che rimase lo stesso; la nuova montatura già simile ai successivi modelli Ai migliorò tuttavia la messa a fuoco minima, portandola da 0,6m a 0,45m.
Anche in questo caso vengono magnificate le prestazioni dell’obiettivo applicato su prolunghe per ripresa macro, suggerendo implicitamente di utilizzarlo come ripiego economico rispetto al Micro-Nikkor per impiego non specializzato.
Queste 2 inserzioni analoghe e separate da 1 anno sanciscono proprio il passaggio fra le versioni H.C Auto e K; pur condividendo lo stesso gruppo ottico, il modello gommato risulta immediatamente più moderno.
La rivoluzione introdotta nel 1977 con i nuovi corpi Ai dotati di differente accoppiamento al simulatore del diaframma coinvolse naturalmente anche questo diffuso normale, pertanto a Marzo di quell’anno e partendo dalla matricola 3.500.001 venne commercializzato il Nikkor 50mm f/2 Ai, esteticamente analogo al precedente K ma con nuova ghiera per il diaframma dotata di camma Ai e nuova forcella di accoppiamento forata e dotata di viti di fissaggio nella parte anteriore.
Nell’ambito della serie Ai, prodotta dal Marzo 1977 al Gennaio 1979 con matricole comprese fra 3.500.001 e 3.813.172, occorre segnalare che dal numero seriale 3.600.000 circa la denominazione “LENS MADE IN JAPAN” venne semplificata in “MADE IN JAPAN”.
Il Nikkor 50mm f/2 non proseguì la sua carriera nella successiva configurazione AiS perché il management notò che la maggioranza dei concorrenti stava offrendo 50mm entry level con apertura massima portata ad f/1,8 o f/1,7, pertanto fu deciso che anche il Nikkor si sarebbe allineato, aprendo la via ai nuovi 50mm f/1,8, e il glorioso Nikkor 50mm f/2 uscì di scena dopo 1.276.980 esemplari complessivamente prodotti fra le varie versioni.
La genealogia dei 50mm f/1,8 in attacco Nikon F è piuttosto complessa perché si intreccia con la nuova famiglia delle ottiche Nikon Lens Series E e fa anche i conti con scelte commerciali discutibili legate all’economia della montatura e alla differenziazione temporanea dei modelli su vari mercati, senza dimenticare la compresenza di 2 differenti schemi ottici con stessa focale ed apertura massima.
Proprio gli schemi ottici sono un elemento determinante: infatti nel Gennaio 1976 e nel Febbraio 1978 Sei Matsui e Soichi Nakamura firmarono 2 brevetti per un modulo da 50mm f/1,8, ed entrambe queste versioni vennero utilizzate nella serie su differenti modelli; lo schema di Matsui, identificato dal numero 1, esordirà col primo obiettivo, il Nikkor 50mm f/1,8 Ai, lanciato a Gennaio 1978 e prodotto fino all’Ottobre 1982; da questo deriverà direttamente il Nikkor 50mm f/1,8 AiS, con le note e leggere modifiche alla baionetta, prodotto a sua volta dal Luglio 1981 al Settembre 1985.
Nel frattempo l’azienda aveva varato la gamma di obiettivi più economici ed abbordabili denominati Nikon Lens Series E, e la prima versione di Nikon 50mm f/1,8 SE, con sovrastrutture largamente in plastica, venne introdotta nel Marzo 1979 utilizzando il più recente e compatto schema di Nakamura, identificato dal numero 2; il Nikon Series E tipo I verrà prodotto fino al Marzo 1981.
Contemporaneamente, a partire dal 1980, il Nikkor 50mm f/1,8 di prima fascia destinato al mercato interno giapponese verrà completamente ridisegnato rispetto alla versione classica con forcella di accoppiamento, adottando una montatura compatta e semplificata, aggiornata allo standard AiS ed equipaggiata con il secondo schema disegnato da Nakamura; questo Nikkor 50mm f/1,8 AiS “New” tipo I verrà prodotto per il solo mercato interno fino all’Ottobre 1982, mentre per gli altri paesi rimarrà disponibile il Nikkor 50mm f/1,8 AiS classico, con forcella esposimetrica e schema ottico primo tipo di Matsui.
Il Nikkor 50mm f/1,8 AiS “New” tipo I per il mercato giapponese fungerà anche da base per una nuova versione del Nikon 50mm f/1,8 SE, sempre equipaggiata con lo schema tipo 2 di Nakamura ma caratterizzata da una montatura meccanica più rifinita e di migliore qualità, ispirata appunto al Nikkor 50mm f/1,8 AiS “New” tipo I giapponese; questo Nikon Lens Series E tipo II sarà quindi prodotto dal Giugno 1981 al 1985.
Infine, dall’Agosto 1985 verrà realizzato un NIkkor 50mm f/1,8 AiS “New” tipo II, sempre col secondo schema di Nakamura, che andrà a coprire l’intero mercato mondiale e manderà in pensione la versione 50mm f/1,8 AiS classica, con forcella esposimetrica e primo schema di Matsui, sostituendola in tutti i mercati e rimanendo a listino fino al 2005, e di fatto rimpiazzando anche il 50mm f/1,8 Series E tipo II, accentrando in un singolo modello compatto entrambe queste linee.
Abbiamo quindi 2 distinti filoni: i 50mm f/1,8 col primo schema di Sei Matsui, in versione Ai e AiS, che sono gli eredi diretti del precedente Nikkor 50mm f/2 Ai e prevedono la classica montatura Nikkor di prima fascia con forcella di accoppiamento, e quindi i 50mm f/1,8 compatti col secondo schema ottico di Soichi Nakamura e struttura decisamente più cheap, con i Nikon Lens Series E tipo I e tipo II e i Nikkor AiS “New” tipo 1 e tipo 2 strettamente interconnessi fra loro per caratteristiche ottiche e meccaniche, al punto che fra i Nikkor AiS “New” tipo I e II e il Nikon Series E tipo II le differenze riguardano solo il trattamento antiriflessi e poco altro.
All’epoca la scelta di “depotenziare” il Nikkor 50mm f/1,8 AiS, offrendolo in pratica nella montatura del Nikon Series E con antiriflesso multistrato aggiunto, fu molto criticata dalla clientela competente, avvezza a ben altri standard, e ricordo ancora nel 1986 l’espressione sorpresa e delusa di un amico quando andammo assieme a ritirare la sua Nikon FE2 e vide il nuovo Nikkor 50mm f/1,8 AiS “New” II con il quale era arrivata, ben più economico come fattura rispetto al mio AiS convenzionale che ben conosceva.
Passiamo ora in rassegna le varie versioni.
Il primo modello a uscire sul mercato fu il Nikkor 50mm f/1,8 Ai, affiancato al Nikkor 50mm f/2 Ai nel Gennaio 1978 e col quale condivise la scena per un anno, fino al Gennaio successivo quando il modello f/2 si fece da parte; l’esemplare illustrato è già appartenente alla serie AiS (Luglio 1981 – Settembre 1985), tuttavia – a parte le modifiche funzionali nell’interfaccia col corpo macchina – le differenze esteriori rispetto al tipo Ai si limitano al profilo anteriore della ghiera di messa a fuoco (ad angolo retto nell’Ai e mussato nell’AiS) e ai colori degli indici per la profondità di campo: nel tipo Ai abbiamo il verde per f/5,6, il rosso per f11, il giallo per f/16 e il ciano per f/22, mentre nell’AiS abbiamo solo il giallo per f/11, il ciano per f/16 e l’arancio per f/22, quest’ultimo replicato anche nel secondo numero sulla scala posteriore destinata al mirino; nei modelli AiS il valore di massima chiusura è indicato in arancio e quindi molto visibile perché queste versioni erano già concepite per lavorare con nuovi corpi come la Nikon FA che offrivano esposizioni automatica a priorità di tempi o program nelle quali si lavorava con la ghiera sull’obiettivo completamente chiusa, e il relativo valore di massima chiusura smaltato in colore arancio fluo permetteva di apprezzare a colpo d’occhio se la ghiera fosse nella posizione corretta per garantire tali funzionalità.
Dettaglio poco noto, le versioni AiS prevedevano anche un cinematismo del diaframma complessivamente più scorrevole e comunque idoneo ad un aggiustamento di apertura sulla camma all’ultimo istante nelle citate modalità esposimetriche Tv e P.
Come già ripetutamente ribadito, queste versioni con montatura classica e forcella esposimetrica utilizzavano uno schema ottico disegnato da Sei Matsui nel corso del 1975 e qui visibile in sezione.
La nuova struttura si differenziava per l’ampio diametro della prima lente e la spaziatura ad aria degli elementi L2 ed L3, prima cementati; questi schemi meccanici con sezioni risalenti al 1978 mostrano il gruppi ottici dei coevi Nikkor Ai 50mm f/1,4, 50mm f/2 e 50mm f/1,8, all’epoca tutti a listino, e come si può osservare l’ultimo arrivato offriva una riduzione di lunghezza rispetto al predecessore di appena 4mm, tuttavia il nuovo schema garantiva un’apertura più spinta e, sulla carta, migliori prestazioni.
Notate anche sulla meccanica come nel 50mm f/2 Ai la presa di forza in metallo satinato fosse ancora del vecchio tipo, interamente godronata con incisioni parallele e indici della profondità di campo applicati sul barilotto, mentre nel corrispondente 50mm f/1,8 Ai tale elemento risulta aggiornato alla nuova configurazione, con sezione maggiore, superficie piatta e indici della profondità di campo colorati applicati sulla sua superficie accanto al punto di fede.
Questa scheda ricavata da un corposo Nikon Sales Manual dedicato ai rivenditori autorizzati statunitensi coglie il punto di forza di tale modello, ovvero incarnare una favorevole combinazione di copertura, apertura massima, dimensioni, peso e prezzo, offrendo un valido workhorse a chi non intendesse investire somme importanti.
Questi nuovi Nikkor 50mm f/1,8 Ai e AiS con montatura standard offrivano la chiusura massima portata ad f/22 ma conservavano la distanza di messa a fuoco fino a 0,45m e l’uso di filtri da 52×0,75mm; anche il paraluce in gomma HR-1 è ancora il modello suggerito, mentre la versione in metallo con innesto rapido dedicata ai modelli f/1,8 è ora l’HS-11.
Lo schema ottico sfruttato nelle 2 versioni di 50mm f/1,8 classiche venne brevettato e la richiesta prioritaria nipponica fu depositata da Sei Matsui per Nippon Kogaku K.K. il 16 Gennaio 1976, suggerendo una progettazione nel corso del 1975; il nuovo schema f/1,8 parte idealmente da quello del 50mm f/2 ma si differenzia per la spaziatura dei 3 elementi anteposti al diaframma, secondo lo schema detto “tipo Ultron”, una configurazione molto sfruttata in obiettivi di quest’apertura e che ha dato prova di fornire elevate prestazioni.
Per concretizzare lo schema Sei Matsui utilizzò 2 tipologie di vetri ottici: Lanthanum Flint LAF sulle lenti esterne e Dense Flint SF nei menischi centrali, nuovamente per ottimizzare l’aberrazione cromatica con la loro peculiare dispersione; questi materiali sono normalmente nella lista della vetreria Nikon-Hikari ad eccezione del Lanthanum Flint utilizzato negli elementi L1 ed L6; infatti i parametri rifrattivi/dispersivi di tale vetro non compaiono in alcun catalogo di vetrerie recente o datato, con eccezione dell’azienda Hoya che al tempo offriva la versione CDFD-2 che è l’unica a replicare i parametri indicati nel progetto; abbiamo quindi vetri Lanthanum Flint tipo LAF21 in L2 e LAF35 in L5 abbinati a Dense Flint tipo SF 13 in L3 ed L4, tuttavia l’unico materiale corrispondente a quanto previsto in L1 ed L6 è il citato Lanthanum Flint Hoya CDFD-2.
In questa versione lo spazio retrofocale corrisponde a 0,729 volte la focale dell’obiettivo, e considerando un valore ormai standardizzato dall’azienda in 51,6mm effettivi lo spazio utile per lo specchio risulta essere 37,616mm, sufficiente di giusta misura.
Nel frattempo l’azienda aveva creato il corpo Nikon EM; un modello molto compatto, economico e semplificato destinato alla nuova nicchia di reflex rivolta ad utenti alle prime armi che volevano limitare al massimo l’interazione con l’apparecchio, corpi che operavano solamente in automatismo a priorità di diaframma come le Canon AV-1, Olympus OM-10 o Pentax ME; assieme alla EM, per garantire un prezzo aggressivo, venne varata anche la linea di obiettivi Series E di impostazione più semplificata e realizzati con ampio utilizzo di resine sintetiche, fra i quali appunto il 50mm f/1,8.
Il Nikon Lens Series E 50mm f/1,8 arrivò nel Marzo 1979 e fece esordire il secondo schema ottico calcolato da Suichi Nakamura, se vogliamo più evoluto rispetto al precedente e leggermente più compatto.
La prima versione di SE accettava compromessi sui materiali per contenere al massimo i costi e molti elementi erano in plastica, tuttavia l’obiettivo offriva prestazioni elevate e quindi un interessante value-for-money; purtroppo tali montature non erano concepite per una durare, e infatti i primi Nikon Series E costruiti in questo modo e in grossi quantitativi nel corso degli anni sono progressivamente scomparsi dal mercato dell’usato; l’azienda si era resa comunque conto di aver calcato troppo la mano in tal senso, e sulla base del Nikkor 50mm f/1,8 “New” primo tipo (concepito nel frattempo per il mercato nipponico) aggiustò il tiro e nel Maggio 1981 presentò il Nikon Lens Series E 50mm f/1,8 secondo tipo, visibile nell’immagine.
Questo modello presenta notevoli migliorie estetiche e meccaniche, con presa di forza centrale in metallo satinata simile a quella dei Nikkor di prima fascia, settore gommato sulla ghiera delle distanze e addirittura un pulsante per bloccare e sbloccare la ghiera delle aperture al valore minimo, probabilmente in vista dell’utilizzo con corpi economici di derivazione EM come la FG ed FG-20 che offrivano l’esposizione Program; si assiste in effetti ad una progressiva standardizzazione delle versioni SE ed AiS “New”, con una sinergia produttiva sicuramente vantaggiosa per il fabbricante ma che fece mugugnare i clienti.
Questo Nikon 50mm f/1,8 SE secondo tipo rimarrà poi sul mercato fino al 1985.
Affiancando i Nikon Lens Series E 50mm f/1,8 tipo I e tipo II si avverte immediatamente la migliore qualità che caratterizza il secondo modello: quest’ultimo rinuncia all’eccezionale leggerezza e compattezza del predecessore ma utilizza materiali e finiture superiori; le principali modifiche introdotte nel tipo II sono uno sbalzo anteriore più pronunciato con palpebra paraluce più efficace, settore in gomma per la ghiera di messa a fuoco, scala delle distanze a vista e bicolore come nei Nikkor, presa di forza in metallo satinato con punto di fede e indici per la profondità di campo analoga a quella delle ottiche di prima fascia e pulsante di blocco/sblocco per la ghiera delle aperture.
Lo schema ottico che caratterizza questa linea di 50mm f/1,8 compatti e con montatura semplificata e aggiornata nell’estetica fu a sua volta brevettato, e Soichi Nakamura depositò la richiesta prioritaria giapponese per Nippon Kogaku K.K. il 3 Febbraio 1978, definendo una progettazione nel corso del 1977 e quindi 2 anni dopo il corrispondente modello di Sei Matsui utilizzato sui Nikkor 50mm f/1,8 Ai e AiS con forcella esposimetrica.
In vista dell’applicazione anche in modelli dal prezzo molto contenuto, per contenere i costi di produzione Nakamura non lesinò sui necessari vetri alle Terre Rare ma definì una struttura che sfruttava solamente 2 vetri ottici in tutti gli elementi dello schema: un Lanthanum Crown tipo LAK8 in L1, L2, L5 ed L6 e un Dense Flint tipo SF2 in L3 ed L4, semplificando l’approvvigionamento dei materiali; questo schema, pur essendo concettualmente identico all’altra versione di Matsui, prevede una minore curvatura di alcune superfici e, come vedremo in seguito, offre maggiore correzione in un importante parametro.
In questa versione lo spazio retrofocale corrisponde a 0,75 volte la focale del sistema, pertanto con un valore di 51,6mm effettivi la distanza utile è di 38,7mm.
Passiamo ora ai Nikkor 50mm f/1,8 AiS “New” tipo I e tipo II, quelli che condividono con gli SE questo schema ottico e anche caratteristiche estetiche e meccaniche.
Infatti questa tipologia alternativa di Nikkor nacque per il mercato interno nel 1980 ma andò poi a sostituire le versioni con montatura tradizionale e schema di Matsui, restando in produzione addirittura fino al 2005; In questa immagine possiamo osservare un Nikkor 50mm f/1,8 AiS “New” primo tipo, introdotto in Giappone quando nel resto del mondo era commercializzata la versione normale con forcella esposimetrica e primo schema ottico; simultaneamente era in produzione anche il Nikon Lens Series E 50mm f/1,8 primo tipo, e proprio il Nikkor qui illustrato fornì la base per la sua evoluzione tesa a migliorarne la qualità meccanica e di finitura.
Questo primo esemplare dedicato alla clientela nipponica si identifica per il settore gommato sulla ghiera di messa a fuoco e l’assenza di pulsante di blocco/sblocco per la ghiera delle aperture, mentre grafiche dei font e colori riecheggiano i NIkkor AiS convenzionali in una veste più essenziale e miniaturizzata, finalizzata rinunciando anche alla forcella esposimetrica e quindi assottigliando vistosamente la ghiera delle aperture; pur essendo molto simile al Nikon SE secondo tipo, la ghiera del diaframma non condivide i tipici rilievi quadrati di quest’ultimo, dettaglio che rimase una caratteristica distintiva degli SE.
La messa a fuoco dell’AiS “New” tipo I arriva fino a 0,45m, come nei 50mm NIkkor AiS convenzionali, così come il passo filtri è sempre 52×0,75mm.
Confrontando schemi e sezioni del Nikkor 50mm f/1,8 AiS “New” tipo I e del Nikkor 50mm f/1,8 AiS “Old” per il mercato mondiale si nota subito la presenza di differenti schemi ottici, Matsui nel modello “Old” e Nakamura nel “New” tipo I; quest’ultimo è decisamente più compatto rispetto all’altro, con una lunghezza portata da 37mm a 27,5mm; questa riduzione di 9,5mm è in parte dovuta ad uno sbalzo anteriore più contenuto (portato da 11mm a 5,3mm dal vertice della lente frontale), mentre i restanti 3,8mm sono garantiti dal nuovo schema ottico, ed è un guadagno apprezzabile considerando che focale, apertura massima e struttura complessiva sono le stesse; in particolare, nel nuovo schema di Soichi Nakamura è stato ridotto lo spazio fra i due emi-Gauss nell’area del diaframma.
Apparentemente questo 50mm f/1,8 AiS “New” tipo I per il mercato nipponico uscì di produzione nell’Ottobre 1982, tuttavia quando uscì di scena anche il Nikon Lens Series E 50mm f/1,8 secondo tipo venne creata una versione “unificata” di Nikkor AiS 50mm f/1,8 che doveva coprire il mercato globale e sostituire sia i modelli Nikkor che SE.
Questa tipologia definitiva fra i modelli a fuoco manuale arrivò nell’Agosto 1985, restando poi ufficialmente a catalogo per altri vent’anni; questo Nikkor 50mm f/1,8 AiS “New” tipo II utilizza naturalmente lo schema ottico di Nakamura ed è subito riconoscibile per il settore con elementi a rilievo della ghiera di messa a fuoco realizzato in plastica anziché gomma e per il sistema di blocco/sblocco per la ghiera delle aperture al valore minimo, assente nel tipo I.
IN quest’ultima versione la messa a fuoco era limitata a 0,6m ma sul barilotto era presente una vite di fermo, agendo sulla quale si poteva ripristinare artigianalmente l’escursione originale fino a 0,45m.
Quest’ultima versione pesa appena 145g e sporge di appena 36,5mm, quindi è eccezionalmente compatta e leggera, tuttavia la rassicurante sensazione di qualità offerta dai vecchi e classici Nikkor è ormai un ricordo.
Questo schema è interessante per osservare le sovrapposizioni e compresenze dei modelli 50mm f/1,8 a fuoco manuale appena descritti nell’arco di tempo della loro produzione, dal momento che in certi momenti era in atto una certa ridondanza: ad esempio, nel 1980 erano in vendita contemporaneamente il modello Ai tradizionale, il modello SE primo tipo e il modello AiS “New” tipo I, mentre nell’Inverno 1981 risultavano i produzione in simultanea il modello Ai tradizionale, il modello AiS “New” tipo I, il modello SE tipo II e il modello AiS “Old” tradizionale; sicuramente una situazione intricata.
Parlando di sistematica:
- il Nikkor 50mm f/1,8 Ai fu prodotto in 404.618 esemplari compresi fra le matricole 1.760.801 (01/1978) e 2.165.418 (10/1982);
- il Nikkor 50mm f/1,8 AiS “Old” fu prodotto in 169.551 esemplari compresi fra le matricole 3.135.001 (07/1981) e 3.304.551 (07/1985);
- il Nikkor 50mm f/1,8 AiS “New” tipo I per il mercato nipponico fu prodotto in 218.017 esemplari compresi fra le matricole 2.255.877 (1980, mese imprecisato) e 2.268.017 (10/1982);
- il Nikkor 50mm f/1,8 AiS “New” tipo II fu prodotto in 459.567 esemplari compresi fra le matricole 4.000.001 (08/1985) e 4.459.567 (2005);
- il Nikon Lens Series E 50mm f/1,8 tipo I fu prodotto in 816.115 esemplari compresi fra le matricole 1.055.001 (03/1979) e 1.871.115 (03/1981);
- il Nikon Lens Series E 50mm f/1,8 tipo II fu prodotto in 1.430.226 esemplari compresi fra le matricole 1.900.001 (06/1981) e 3.330.226 (1985).
Per quanto riguarda questa tenace ricerca della massima compattezza, a partire dal nuovo progetto del gruppo ottico, osservando le dimensioni minimali della Nikon EM si comprende la necessità di avere un normale ad essa proporzionato, poi il management decise di condividere tale compattezza e il relativo gruppo ottico anche nella gamma principale Nikkor.
La genealogia delle ottiche da 50mm f/1,8 non si ferma qui, perché non appena fu varata la linea autofocus AF Nikkor questo classico normale entry-level venne subito inserito in tale serie, seguendo poi gli stessi aggiornamenti estetici e meccanici dell’AF Nikkor 50mm f/1,4.
Il Nikon AF Nikkor 50mm f/1,8 con presa di forza AF dal corpo macchina esordì con la prima configurazione di tale famiglia, riconoscibile per la ghiera di messa a fuoco con una sottile presa in plastica a solchi paralleli, scala delle distanze monocromatica nascosta nel barilotto con finestra trasparente in resina e sblocco per la ghiera delle aperture conforme al primo tipo, con nottolino sporgente girevole che era scomodo da attuare e poteva ruotare accidentalmente; questa prima configurazione fu in produzione dal Settembre 1986 al 1990.
Nel Gennaio 1990 arrivò la versione “New” che offriva un rivestimento in gomma per la ghiera, abbandonava le scale interne delle distanze portandole all’esterno e differenziandole cromaticamente, modificando l’organizzazione di indici e scritte e applicando un sistema di blocco per l’apertura minima di secondo tipo, con comando scorrevole più comodo e a prova di rimozione accidentale; questo secondo tipo rimase in produzione fino al Novembre 2001.
A Gennaio 2002, meglio tardi che mai, anche questo diffuso normale venne aggiornato alla specifica D, con ROM interna e contattiera che comunicano al corpo macchina la distanza di messa a fuoco effettivamente impostata, utile per una raffinata gestione del TTL flash (tale miglioria era comparsa sugli AF Nikkor già nel 1996); contestualmente vennero nuovamente rivisti alcuni dettagli, con linea di fede centrale ingrandita, scritte modificate, una strombatura nel barilotto all’altezza delle ghiera per le aperture e comando per il blocco di quest’ultima nuovamente modificato, riducendone la corsa.
Quest’ultima tipologia rimase a catalogo fino al 2020 e tutti i modelli presenti nell’immagine condividono lo schema ottico di Soichi Nakamura già visto nei 50mm f/1,8 AiS “New” ed SE con fuoco manuale.
Naturalmente questo normale entry-level ebbe una notevole diffusione e fu prodotto in grandi numeri, inizialmente in giappone e quindi, ai tempi della seconda versione “New” gommata, dopo 307.319 esemplari di tale tipo le linee vennero trasferite in Cina per il resto della serie.
L’effettiva sistematica del modello nelle 3 versioni si riassume come segue:
- il primo modello con ghiera di messa a fuoco in plastica e blocco per la ghiera delle aperture a rotazione fu prodotto dal Settembre 1986 all’inizio 1990 in 459.703 esemplari compresi fra le matricole 2.000.001 e 3.238.859; ci fu un reboot alla matricola 3.000.001 per introdurre una variante leggermente più leggera e senza alcune viti di fissaggio sul barilotto utilizzate in precedenza, mantenendo comunque la presa di forza per la ghiera in plastica e il sistema di blocco a rotazione;
- il secondo modello “New” con ghiera di messa a fuoco gommata e blocco dell’apertura minima a scorrimento fu prodotto dal Gennaio 1990 al Novembre 2001 in 408.136 esemplari compresi fra le matricole 4.000.001 e 4.600.507; in questo caso la produzione made in Japan venne interrotta al seriale 4.307.629 per riprendere poi in Cina dalla matricola 4.500.001;
- il terzo modello “New” tipo D fu invece prodotto dal Febbraio 2002 fino al 2020 in 2.403.959 esemplari compresi fra le matricole 200.001 e 3.666.165, con 3 differenti lotti di numerazioni inizializzati nel 2002, 2006 e 2010 a partire da 200.001, 400.001 e 2.000.001.
Complessivamente vennero quindi prodotti 3.271.798 normali AF Nikkor 50mm f/1,8 con messa a fuoco movimentata dal motore della fotocamera, schema ottico secondo tipo di Soichi Nakamura e ghiera fisica del diaframma.
Continua lunedì 16 marzo con la quarta e ultima parte.
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Interessante articolo, grazie!
Grazie Gennaro, questi obiettivi iniziai ad usarli a 17 anni e li ho avuti in mano per buona parte della vita, quindi per me sono effettivamente più di un argomento da trattare
Ricordo la mia delusione al ritiro della FE2 nel 1986 con il 50 1.8 ais new! Ancora posso assaporarla col retrogusto amaro!