Dischi promozionali di brand fotografici

Un cordiale saluto a tutti i followers di NOCSENSEI; la prassi di produrre e distribuire gadget promozionali legati ad un brand e al relativo marchio è inveterata da tempo e costituisce una prassi pubblicitaria collaudata; naturalmente anche le aziende del settore fotografico hanno creato un’articolata serie di articoli appartenenti a questa categoria e, in questa sede, voglio descrivere due oggetti molto particolari, conservati nella collezione di un caro amico: si tratta di dischi in vinile, i classici 33 giri, la cui realizzazione e distribuzione costituiva, appunto, il pretesto per reclamizzare un brand fotografico e i relativi prodotti.

Questo primo esempio è correlato all’Internationales Dixieland-Festival di Dresda, una manifestazione che si svolge annualmente nel mese di maggio fin dal 1971 e che, fra i diversi eventi, prevede anche una serie di concerti eseguiti da band musicali; questo LP raggruppa i pezzi eseguiti dai vari artisti nell’edizione del 1979 e siccome in quell’anno la manifestazione era sponsorizzata dal grande Kombinat VEB Pentacon Dresden, in copertina la grafica prevede anche il nome Praktica a caratteri cubitali, un richiamo alla produzione Pentacon ribadito anche dalla fotocamera Praktica sulla maglietta della ragazza e dal simpatico pupazzetto con fotocamera al collo; tornando al Dixieland-festival, inizialmente, vista la situazione politica, i gruppi provenivano solamente da paesi del blocco sovietico e l’edizione del 1979 riferita a questo disco fu storica perché, per la prima volta, si esibì anche un gruppo di oltre Cortina, cioè gli Umbrella Jazzmen di Berlino Ovest che, col pezzo Let a smile be your umbrella, furono molto acclamati anche per il significato storico della loro presenza al festival; naturalmente il pezzo è presente in questo LP.

Un secondo 33 giri molto interessante fu creato da Minolta nella sua sede olandese di Utrecht per reclamizzare il lancio di semplici apparecchi come la Minolta Disc 5 e Disc 7, fotocamere popolari basate sul nuovo standard Kodak Disk introdotto nel 1982 e che prevedeva, appunto un disco di emulsione sul quale era possibile impressionare 15 fotogrammi di piccolissime dimensioni, sufficienti ad una stampina ricordo; il disco, impressionato da un obiettivo da 12,5mm (focale standardizzata per tutti i modelli), era inserito in un caricatore a tenuta di luce dalla forma simile a quella di un floppy disk per computer e tutte le operazioni erano automatiche, compreso l’avanzamento del film che avveniva per rotazione di 24° del supporto sul fulcro centrale; questi apparecchi si caratterizzavano anche per l’adozione di una batteria al litio di lunga durata (destinata ad alimentare il piccolo flash e le altre funzioni): tale elemento non consentiva la sostituzione casalinga da parte dell’utente, configurando quindi la fotocamera come un apparecchio quasi usa e getta, da sfruttare fino all’esaurimento della batteria stessa.

Il formato disc non ebbe molto successo anche perché la semplicità degli apparecchi e le dimensioni lillipuziane del fotogramma (8,5x10mm) producevano risultati di qualità modesta anche per gli standard di un utilizzatore generico; venne quindi ritirato senza clamori nel 1999.

In questo caso i pezzi presenti nel vinile sono una generica compilation di cover famose e non riferite ad alcun evento musicale specifico, mentre il disco stesso, chiaramente, ha forti richiami simbolici col formato delle nuove fotocamere Minolta che intendeva reclamizzare; l’LP, denominato genericamente MINOLTA DISCO col relativo logo del brand, sulla copertina presenta l’immagine di un’eroina postomoderna munita di apparecchio Minolta Disc mentre il retro della busta è illustrato con una fotografia a pieno formato di modello e, nella sezione specchiata al centro, è idealmente riflesso un gruppo di uomini soddisfatti con la loro Minolta Disc in mano; questi apparecchi sdoganarono precocemente il concetto di selfie, infatti prevedevano l’autoscatto col relativo led di avvertimento (il cursore ST che si nota sul frontale), un settore a specchio nel quale vedersi per controllare l’espressione e una sorta di selfie stick ante litteram che permetteva di allungare il braccio con l’apparecchio rivolto verso il soggetto.

 

Tornando al Minolta Disco, la vera sorpresa ci attende all’interno: infatti il vinile, perfettamente funzionante, replica esattamente le sembianze di una pellicola Disc a colori appena sviluppata in C-41, riportando i 15 fotogrammi sviluppati, i codici numerici e a barre e la numerazione dei fotogrammi stessi, tutto esattamente come nel film originale; le uniche concessioni riguardano l’aggiunta del brand Minolta e l’indicazione relativa alle due facciate del disco; sicuramente un gadget di grande effetto e assolutamente centrato nel suo ruolo promozionale.

 

Naturalmente la curiosità di vedere quali soggetti si nascondano nei fotogrammi riprodotti sul disco è forte, tuttavia invertendoli in positivo si scopre che, in realtà, tutte le immagini ritraggono la stessa vetrina con 3 manichini (sic!) e presentano anche un’anomala mappa sfumatura in ciano che le rende più simili a bicromie che ad immagini a colori convenzionali…

Questi dischi sono quindi documenti storici e interessanti che testimoniano un importante evento del passato e il lancio di una nuova linea di fotocamere, gadget che permettevano di rilassarsi ascoltando musica e, nel contempo, portavano il brand reclamizzato nelle case e nell’inconscio dei destinatari, incarnando quindi perfettamente il ruolo previsto.

Un abbraccio a tutti; Marco chiude.

 

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