I primi obiettivi Tessar per Rollei 35, usciti ad inizio anni ’70 dalle linee produttive della Rollei Optical di Singapore, dovettero far discutere non poco il mondo degli utilizzatori ed appassionati del marchio Zeiss sulla loro qualità rispetto alle originali prodotte ad Oberkochen.

La via aperta da Rollei con le linee produttive in oriente sarebbe stata percorsa di li a poco anche dalla stessa Carl Zeiss attraverso l’accordo con Yashica che di certo contribuì a smorzare, sebbene non a fugare del tutto, i dubbi sulla qualità degli obiettivi prodotti su licenza.

Alla casa di Braunschweig tuttavia restava, nel primo periodo di avvio della produzione a Singapore, non solo il pesante fardello di realizzare copie dei Tessar Zeiss marchiandole con la dicitura By Rollei ma anche quello di produrre queste lenti al difuori della Germania.

Per sfatare il falso mito creatosi attorno ad una produzione di minore qualità quale quella di Singapore, in Rollei pensarono bene di realizzare, attraverso la stampa specializzata, un articolo che contenesse l’analisi tecnica delle due versioni del Tessar per Rollei 35, quella macchiata Carl Zeiss e quella By Rollei, in modo da dirimere una volta per tutte la questione.

Appare così nel 1974 su numerose testate specializzate, qui prendo a riferimento il numero di maggio del 1974 della rivista COLOR FOTOJOURNAL l’esito del test delle due ottiche.

La questione del raffronto tra i due Tessar fu preceduta da una sorta di sfida lanciata da Rollei agli utilizzatori perché provassero, dati alla mano, che il Tessar orientale non fosse qualitativamente all’altezza di quello occidentale.

Immaginatevi cosa potrebbe produrre oggi nel mondo social una scellerata iniziativa di questo tipo.

Apparve tuttavia abbastanza chiaro anche all’epoca quanto una valutazione basata su sensibilità personali potesse trasformarsi in un’arma a doppio taglio e per questa ragione uscirono, solo nel 1974 in ritardo quindi rispetto all’avvio della produzione a Singapore, con una prova maggiormente strutturata.

Del resto in quell’anno avrebbe visto la luce la Rollei 35S con il nuovo Sonnar 40 mm 2 prodotto solo a Singapore. Meglio, quindi, che l’operazione potesse avvenire in un contesto privo del rumore di fondo generato dai detrattori del Tessar prodotto in oriente.

nel 1975 usci in Italia una massiccia campagna pubblicitaria sulla Rollei 35S il cui claim era MAGIA DI UNA NERA, campagna che oggi farebbe con buona probabilità molto discutere

Per comprendere meglio il pathos che all’epoca accompagnò l’uscita di una copia prodotta in oriente di una lente classica come il Tessar, prodotta da Zeiss a quei tempi da settant’anni, riavvolgiamo il nastro della storia e torniamo brevemente alle origini.

La storia dello schema Tessar ha inizio in Carl Zeiss, sempre ad opera di Paul Rudolphf, nel 1902.

Di Rudolph ho fatto cenno nel precedente articolo sul Carl Zeiss Planar.

Composto da quattro lenti e pensato da subito per consentire la realizzazione di processi produttivi su vasta scala, dotato della possibilità di estendere la focale mantenendo dimensioni appropriate per gli apparecchi dell’epoca, il Tessar unisce a queste prerogative che ne favorirono le dinamiche produttive e commericiali, quelle della grande qualità ottica che lo consacrerà nel tempo tra gli obiettivo di maggior successo.

In casa Franke e Heidecke questo lente, montata già sui primi esemplari Rolleiflex del 1929, rappresenterà una costante accompagnando tutti i modello di biottica, nella versione con apertura 3,5 e per un breve periodo, nel 1949, dalla versione 2.8.

Una versione del Tessar 2,8 compare anche a metà anni ’30 sulla 4×4 Sport.

schema ottico del Tessar per Rolleiflex

Sulle più economiche Rolleicord la faranno invece da padrone i Carl Zeiss Triotar e gli Schneider Xenar.

Nonostante l’avvento nella fase post-bellica delle nuove ottiche Xenotar e Planar, una versione della Rolleiflex con Tessar 75 mm 3,5 ritorna nel modello T in produzione tra il 1966 ed il 1976.

schema ottico dei Planar montati su Rolleiflex

Del Tessar si trovano nel tempo numerose realizzazioni ispirate al suo schema a quattro lenti: le più note sono lo Schneider Xenar, il Voigtlander Skopar o lo Steinheil Cassar giusto per citarne alcuni.

Sarà proprio con un prototipo dotato di Cassar che Heinz Waaske si presenta alla Franke e Heidecke nel 1965, prototipo dal quale deriverà la Rollei 35.

Per la nuova fotocamera 35 mm rivisitata in chiave Rollei viene fatta realizzare alla Carl Zeiss unl’ottica che rappresenti il più classico dei classici, ovvero il Tessar.

Ma veniamo ora ai contenuti della prova del 1974.

Lo scopo di questa prova, come dichiarato nelle prime righe dell’articolo, è quello di accertare se vi siano reali differenze, in termini di resa ottica, fra il Tessar made by Carl Zeiss e il Tessar made by Rollei. Il confronto, si dichiara inoltre nello scritto, è di intuibile interesse per tutti coloro che hanno in animo di acquistare una Rollei 35.

immagine che ritrae i due Tessar montati su Rollei 35, in alto quello prodotto da Carl Zeiss in Germania e in basso la versione made by Rollei prodotta a Singapore

Ecco le prime considerazioni.

Le ottiche Tessar hanno dato un solido contributo alla rinomanza mondiale delle ottiche tedesche in genere. Ancora oggi, quindi, il Carl Zeiss Tessar figura tra gli obiettivi a quattro lenti più popolari. Questo attempato best seller si direbbe indistruttibile. La Carl Zeiss è sempre riuscita, con piccole modifiche e correzioni, ad adattarlo alle esigenze e alle richieste più disparate dell’industria delle macchine fotografiche.

La cosa è egregiamente riuscita anche per l’adattamento della focale per la Rollei 35. Nonostante l’evidente forzatura del sistema ottico fondamentale, ne è nato un Tessar dalla resa ottica così buona da permettere a questa piccola fotocamera di soddisfare anche requisiti di ordine molto elevato sotto il profilo della qualità di riproduzione.

II Carl Zeiss Tessar 1:3,5/40 mm e la Rollei 35 hanno dimostrato che per attingere un’eccellente qualità d’immagine fino ai massimi fattori d’ingrandimento non è indispensabile una grande formato. E questo non è l’ultimo dei motivi che hanno reso così popolare la piccola Rollei 35. La fabbricazione di un buon Tessar è tutt’altro che semplice. Anche se quest’ottica possiede solo 4 lenti, presenta però diversi fattori estremamente critici e, in particolare, impone il rispetto di tolleranze molto rigorose.

La Carl Zeiss non si è limitata a concedere alla Rollei la licenza di fabbricazione del Tessar, ma ha anche offerto tutta la sua collaborazione per organizzare la sua produzione presso la Rollei Optical di Singapore. Pertanto, i Tessar fabbricati dalla Rollei sono costruiti e verificati in base a direttive Carl Zeiss. Tutto ciò, ad ogni modo, non è ancora una garanzia assoluta di qualità, perché si sa che esistono diversi modi di interpretare le tolleranze in sede di controllo di qualità.

Da qui l’interesse ad accertare se e in che misura il Tessar made by Rollei differisce, per resa ottica, dal Tessar made by Carl Zeiss.

Per arrivare al risultato più conclusivo possibile, non condizionato da circostanze fortuite, sono stati adottati:

  • il Carl Zeiss Tessar n. 4323697 montato sulla Rollei 35 già in possesso dell’autore;
  • la fotocamera 3331859 col Tessar made by Rollei (questi obiettivi non hanno più un numero di matricola proprio, perché corpo macchina e obiettivo sono prodotti da un unico fabbricante), presa a caso da uno scaffale del magazzino apparecchi della Rollei/Braunschweig.

Il risultato della prova dimostra che i due obiettivi si differenziano fra di loro soltanto di pochissimo, e solo in caratteristiche rilevabili esclusivamente con strumenti di misura di alta sensibilità. Ai fini pratici, possono considerarsi assolutamente identici, cioè altrettanto buoni. Dicendo buono ci si richiama qui ad una scala di valori ben determinata. II Tessar rappresenta agli occhi del tecnico un’altra dimostrazione del fatto che la definizione di un obiettivo è da intendersi in senso relativo.

diagramma che illustra il raffronto dei test tra le due ottiche: mostrando le curve di fatto sovrapposte

In relazione al grado di correzione delle aberrazioni ottiche e alle aperture utili lo si classifica fra i sistemi ottici buoni, ma non fra gli ottimi. Ed è naturale che sia così, perché la qualifica di ottimo a questo riguardo si può attribuire soltanto a obiettivi di classe superiore, a 6 e più lenti obiettivi che, da soli, costano più del doppio dell’intera Rollei 35.

Coi suoi 40 mm di focale e un’apertura relativa di 1:3.5, il Tessar della Rollei 35 non presenta problemi particolari per la messa a fuoco. Finché si fotografa da distanze normali, dispone di una favorevole profondità di campo persino a tutta apertura. Data la focale relativamente corta, ha un angolo di campo piuttosto ampio (circa 56°): praticamente è già un grandangolare.

Di conseguenza i soggetti sul genere delle persone isolate si riprendono bene nella fascia di distanze che va da 1,5 a 3 metri. Chi volesse sfruttare tutte le risorse dell’obiettivo in questo campo ravvicinato (e magari lavorare ancora a tutta apertura), dovrebbe già poter stimare la distanza con una certa precisione. Bisogna farsi l’occhio. Con un telemetro andrebbe meglio.

esemplare di Rollei 35 Germany all’epoca utilizzato nella prova

Qui viene introdotta una delle diatribe che mi capita spesso di leggere a proposito della mancanza del telemetro sulla Rollei 35: a parità di dimensioni della fotocamera non solo sarebbe stato impossibile collocare un telemetro ma anche ammesso che in Rollei vi fossero riusciti, la base telemetrica sarebbe stata talmente esigua da renderlo inefficace o impreciso nell’uso pratico.

Basti pensare all’esperienza di Olympus sulla XA dotata di telemetro poi abbandonato nelle successive versioni.

Osservazione a proposito del diagramma

A scanso di malintesi, è necessario sottolineare che le curve caratteristiche degli obiettivi non riguardano le sole funzioni strumentali. Per tracciarle si tiene conto dei risultati di prova, compresi quelli pratici delle fotografie di confronto.

Segue poi una classificazione percentuale dei valori determinati, in base ad uno speciale procedimento. In tal modo si garantisce che le curve risultanti siano utilizzabili ai fini pratici.

È impossibile confrontare fra di loro, in base a tali curve, due obiettivi che rappresentino sistemi ottici differenti. È normale che delle ottiche a 6 lenti, a più alto grado di correzione, raggiungano percentuali di merito più elevate di un comune obiettivo a 4 lenti. Anche se il giudizio delle riprese di prova comporta una data percentuale, il controllo strumentale, la resa cromatica, ecc., possono modificare tale percentuale in più o in meno.

In pratica un obiettivo si può già considerare eccellente se la relativa coppia di curve caratteristiche del campo, è all’estremo corrispondente ai bordi

Il test ottico è stato effettuato su 2 mm nella riproduzione sulla negativa prendendo a riferimento il centro, le posizioni a 1/3, 2/3 e ai bordi del campo con collimatore su infinito.

Valutazione e controllo mediante microscopio di misura:

Tessar made by Rollei: diaframma 3,5. Centro buono, lieve scadimento in direzione dei bordi. Giudizio: buono. Carl Zeiss Tessar: diaframma 3,5. Stesso risultato. Giudizio: buono.

Tessar made by Rollei: diaframma 8. Centro ottimo, scadimento appena percettibile della resa ottica in direzione dei bordi. Giudizio: ottimo.

Carl Zeiss Tessar: stesso risultato. Giudizio: ottimo.

Le differenze rilevabili fra i due obiettivi sotto l’esame strumentale sono così modeste da rientrare, in pratica, nei margini d’errore preventivabili in sede di valutazione.

Misurazione dei riflessi: i due obiettivi non presentano riflessi fotografabili. Pertanto, sono entrambi definibili esenti da riflessi.

È stato inoltre effettuato un controllo della coincidenza fra la tacca 1 m e l’effettiva regolazione su 1 m.

Carl Zeiss Tessar: scarto +1 mm (misurazione sulla circonferenza della ghiera di messa a fuoco).

Tessar made by Rollei: scarto + 1.5 mm.

La differenza è da considerarsi normale. Il risultato è positivo per entrambe le ottiche.

Riprese pratiche:

Ambedue le ottiche sono state utilizzate per scattare una serie di 8 fotografie con diaframma 3,5. Quale soggetto per il campo ravvicinato si è scelto lo schermo di prova, mentre per l’infinito si è inquadrato un motivo architettonico. I risultati sono apparsi perfettamente identici nei due casi.

Conclusione: I due Tessar si sono rivelati in tutto equivalenti sia nella misurazione strumentale, sia nella pratica fotografica. In complesso i risultati ottenuti sono superiori alla media, rapportati a quelli di ottiche comparabili della stessa classe. Trattandosi di semplici obiettivi a quattro lenti, si può senz’altro parlare di risultati ottimi.

Giudizio globale

Dalla descrizione delle misurazioni e dei controlli dovrebbe essere evidente che nulla è stato regalato all’uno o all’altra ottica.

Se poi si considera che il Tessar by Rollei era un esemplare scelto a caso non si può che riconoscere agli uomini della Rollei di aver saputo replicare in pieno le eccellenti prerogative della qualità Carl Zeiss. Qualche differenza riscontrata nella densità delle negative ha fatto supporre una diversa permeabilità alla luce dei due obiettivi (le negative ottenute con la Rollei 35 con Carl Zeiss Tessar presentavano una densità lievemente superiore). ma la misurazione dei tempi d’otturazione dei due apparecchi ha subito dissipato questo sospetto. Ne è risultato, in effetti, che nella macchina con obiettivo Zeiss Tessar, già in utilizzo da tempo, le velocità di otturazione si erano leggermente allungate.

Mentre i tempi della nuova macchina costruita a Singapore erano quelli nominali, nella vecchia macchina erano diventati del 10% più lunghi. Una successiva misurazione di controllo ha confermato che anche la permeabilità alla luce era uguale per entrambi gli obiettivi. Chi si accinge oggi ad acquistare una Rollei 35, sappia dunque che, pur montando un Tessar fabbricato dalla Rollei a Singapore, la sua nuova macchina fotografica sarà uguale in tutto e per tutto alla prima versione col Tessar made by Carl Zeiss.


Appare abbastanza chiaro, scorrendo l’articolo, il numero di insidie nelle quali è possibile incorrere nella valutazione tecnica della qualità di un obiettivo pur partendo da valutazione di tipo strumentale. Trovo interessante che l’autore citi il dubbio sulla differente densità dei negativi poi risultata dipendente dalla staratura dei tempi di una delle due fotocamere.

Nelle prove con pellicola possono quindi incidere non solo l’accuratezza dei tempi della fotocamera utilizzata ama anche la precisione nel calcolo dell’esposizione, il tipo di film nonchè il tipo di trattamento adottato in fase di sviluppo di stampa o di scansione del negativo.

Max Terzi

maxterzi64@gmail.com

i riferimenti della prova sono tratti dall’articolo Tessar contro Tessar apparso nel numero di maggio del 1974 sulla rivista COLOR FOTOJOURNAL a cura di BARNIM A. SCHULTZE

pubblicità della Rollei 35 apparsa su una rivista americana:la fotocamera ebbe da subito un discreto successo internazionale

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