Rollei 35 SE e TE epilogo della produzione orientale

Nella panoramica sui modelli di Rollei 35, dopo aver inquadrato la storia, definito le differenze produttive ed analizzato i modelli maggiormente prodotti negli anni ’70 è ora giunto il momento di vedere l’epilogo dell’esperienza di Singapore rappresentato dall’ultima versione della compatta dopo la quale terminerà, di fatto, la produzione orientale caratterizzata dagli elevati volumi.

L’avvento dell’elettronica che aveva caratterizzato già dalla metà degli anni ’70 le nuove fotocamere della casa di Braunschweig approda anche nel 1980 al classico dei classici che ormai da quattordici anni presentava caratteristiche sostanzialmente molto vicine ai primi esemplari sfornati in Germania nel 1966.

Se escludiamo infatti la sola innovazione costituita nella disponibilità della nuova versione con ottica Sonnar del 1974, la 35 attraversa il periodo di forte cambiamento del mercato tra la seconda metà degli anni ’60 e per tutti gli anni ’70 con lo stesso schema costruttivo iniziale abbinato comunque ad un buon successo commerciale anche in relazione alla politica di prezzo praticata da Rollei in molti paesi.

L’unica sostanziale differenza risiede nell’utilizzo di materiali differenti soprattutto per calotta e fondello che comportano una sensibile riduzione di peso dell’apparecchio rendendolo di contro molto più vulnerabile in caso di urti accidentali o caduta.

Quella del differente peso delle varie versioni è una questione che mi ha sempre incuriosito oltre che spinto a smontare alcuni esemplari per calcolare il delta di grammatura tra le varie componenti, potendone ricavare le conclusioni di cui sopra che dipendono da un utilizzo, al posto dell’ottone, di una lega di alluminio di spessore per giunta inferiore.

L’utilizzo in alternativa dei due materiali non ha inoltre un momento certo di abbandono dell’uno in favore dell’altro. Si trovano quindi calotte in alluminio su Rollei 35T piuttosto che di ottone sui successivi esemplari TE e viceversa.

Materiali a parte, nel 1980 alle soglie della debacle aziendale, Rollei propone due nuove versioni della 35 che mantenendo le precedenti sigle a seconda dell’ottica montata, guadagnano il suffisso E trasformando i modelli in 35 TE e 35 SE.

Rollei 35 SE, anche per i nuovi modelli sono disponibili le versioni silver e black

Le nuove fotocamere ospitano un nuovo esposimetro con indicatori LED nel mirino come era successo qualche anno prima per la B 35 con ottica Triotar che diviene 35 LED.

L’impostazione dell’apertura e del tempo misurati tramite una fotoresistenza CDS viene quindi visualizzata nel mirino tramite tre LED.  Due rossi segnalano sovraesposizione o sottoesposizione, quello verde in posizione centrale indica la corretta esposizione.

estratto dal libretto di istruzioni della Rollei 35 SE/TE con il funzionamento dell’esposimetro

In parallelo escono di produzione i modelli T ed S, la 35 LED del 1975 e la XF 35, o VF 135 nella versione Voigtländer, che della Rollei 35 è lontana discendente pur con un legame di parentela che suscita sempre pareri contrastanti.

la XF 35, qui in foto mostrata con l’omologo modello a marchio Voigtländer, fu prodotta dal 1975 al 1980 in circa un milione di esemplari e rappresenta il tentativo di introdurre un modello automatico e dotato di telemetro, due aspetti difficilmente integrabili nelle Rollei 35; la piastra con struttura dell’ottica, otturatore e sistema esposimetrico veniva fornita direttamente da COPAL pre-montata ed il resto veniva poi assemblato nella linea di Singapore; COPAL forniva lo stesso tipo di otturatore ad altri produttori giapponesi come ad esempio Cosina che ebbe a catalogo una fotocamera del tutto simile, ottica a parte, alla XF 35

La Rollei 35 SE e TE furono prodotte a Singapore dal 1980 fino al fallimento della Rollei Werke – Franke & Heidecke nel 1981.  Al momento del fallimento, nel luglio 1981, dalla catena di montaggio di Singapore erano usciti circa cinquecentomila esemplari il che fornisce un’ulteriore prova delle grandi potenzialità produttive dell’impianto orientale che era arrivato a contare oltre quattromila dipendenti.

Tra gli attivi da liquidare nell’ambito della procedura fallimentare vi erano anche circa centomila esemplari di Rollei 35 nonché un imprecisato numero di componenti ed ottiche non assemblate. A metà del 1983 queste giacenze furono rilevate dalla Rollei Deutschland GmbH.

Con queste componenti verrà prodotto in Germania nel 1986 il modello Platin commemorativo dell’anniversario dei vent’anni dall’uscita della prima Rollei 35.

Questa versione viene seguita dal modello Classic del 1990 che manterrà l’esposimetro ad ago visibile sulla calotta accanto alla slitta flash che perde il classico posizionamento sul fondello.

L’esposimetro LED resta quindi una prerogativa dei modelli 35 SE e TE.

Nella versione TE ed SE viene rivoluzionata la disposizione delle componenti sotto la calotta abbandonando il vecchio esposimetro a lancetta esterna, con accesso della batteria dall’interno del vano pellicola, verso un nuovo sistema di lettura integrato in un unico modulo che ricomprende mirino, circuito, cellula e vano batteria, di dimensioni maggiori, con accesso dalla sommità della calotta.

vista frontale della Rollei 35 SE dalla quale è possibile vedere il riposizionamento del pulsante di sbocco dell’ottica e il cart di plastica che ospita il pulsante di scatto e il contenitore della batteria

Ne consegue, in primis, che il pulsante di sblocco dell’arretramento dell’ottica viene collocato in posizione frontale. Vengono inoltre di molto semplificati i leveraggi che dai dischi frontali di selezione di tempi e diaframmi trasmettono i valori all’esposimetro.

Nei modelli SE viene poi adottato un disco ad annerimento graduato posto davanti alla cellula la cui rotazione è comandata da un sommatore algebrico che collega tempi, diaframmi e sensibilità del film.

Mentre sugli apparecchi precedenti la messa in fase del leveraggio tra fotocamera ed esposimetro è piuttosto semplice ed intuitiva, negli apparecchi della serie SE richiede l’esatta conoscenza della messa in fase deducibile solo dal manuale di riparazione.

Il che fa si che in molti casi uno smontaggio incauto determini poi valori di esposizione assolutamente sballati qualora la macchina fotografica venga rimontata senza il giusto criterio.

Una novità interessante riguarda il ridisegno del sistema di blocco/sblocco per l’arretramento dell’ottica che, utile ricordarlo, deve sempre essere effettuato ad otturatore carico.

In particolare, è stata ridisegnata la flangia del tubo cromato porta ottiche nella parte che entra in contatto con i diversi meccanismi della fotocamera una volta estratta l’ottica, ivi compresa la camma che assicura il blocco ad ottica aperta quando l’otturatore è scarico.

Questo aggiornamento rende meno probabile trovare esemplari forzati nel tentativo retrarre l’obiettivo, caratteristica purtroppo che a volta hanno gli esemplari delle prime serie.

Sul retro della calotta, accanto al classico cursore di attivazione del riavvolgimento della pellicola, fa la comparsa il bottone di sblocco del vano batterie che è posto sopra la calotta integrato in un carter di plastica esterno che ricomprende anche il pulsante di scatto.

vista posteriore della Rollei 35 SE nella quale è possibile notare il cursore di sblocco del vano batterie; su questi modelli viene definitivamente abolito il numero di matricola sulla calotta, numero che viene riposizionato nel vano pellicola

Sulla questione delle batterie vi è un ulteriore punto di attenzione adottando questi apparecchi pile del tipo PX27 da 5,6 V così come accade, ad esempio, per le Minox 35. L’aggravante delle Rollei è quello di avere un vano pile strettamente dimensionato sulle PX27 senza quindi la possibilità di utilizzare 4 LR44 da 1,5V come sulle Minox.

Si trovano in rete numerosi contributi sul tema che trattano la questione della differente dimensione dell’alloggiamento, quella del diverso voltaggio e alla differente erogazione di energia delle nuove batterie rispetto alle PX 27.

immagine di uno degli adattatori disponibili da venditori in rete, adattatore che ho avuto modo di testare e che uso con le mie Rollei 35 SE e TE

Mi sono fatto l’idea, confrontandomi anche con qualche altro utilizzatore, che il miglior compresso stia nel procurarsi un adattatore in grado di ospitare le SR44 che sono del tutto analoghe alla LR44 o PK13 ma di spessore leggermente inferiore in grado così da poter entrare alla perfezione nel vano batterie una volta inserite nel porta batterie di cui dispone la fotocamera.

La differenza di tensione è a questo punto trascurabile mentre non è trascurabile il fatto che le moderne batterie perdono gradualmente la carica fornendo in questa fase tensioni via via inferiori che rendono meno affidabile la lettura dell’esposimetro.

Le Rollei 35 TE ed SE al pari dei precedenti modelli, non hanno un sistema di test della carica della pila.

Il suggerimento quindi è di rinnovare periodicamente le pile e in caso di lungo inutilizzo della fotocamera, oltre ad estrarre le batterie prima della messa a riposo, inserirne di nuove alla prima occasione di uso dell’apparecchio.

Rollei 35 TE in finitura black

Sotto il profilo dell’utilizzabilità i due apparecchi non hanno sostanziali differenze rispetto alle classiche versioni T ed S.

Rollei 35 S con il classico ago dell’esposimetro visibile nella parte superiore della calotta dietro al pulsante di scatto ed al pulsante di sblocco dell’ottica

Purtroppo, l’esposimetro con indicatori LED ha lo stesso limitato range che va da EV 7 a 17 al pari dei precedenti modelli a lancetta ed è quindi frequente, soprattutto se si effettuano letture in condizioni di scarsa illuminazione, andare fuori dalle possibilità del sistema di lettura. La situazione è segnalata attraverso l’accensione di entrambi i led rossi.

Con questo intervallo di lettura significa, con un film da 100 ASA, in condizioni di scarsa illuminazione, non avere letture possibili al disotto di 1/15 di secondo, con diaframma 2.8.

Come già accade per gli altri modelli Rollei 35 è sempre opportuno avere con sé un esposimetro opzionale, in ultima analisi anche un APP sullo smartphone, da utilizzare nelle situazioni dove quello della fotocamera non è operativo.

Isola di Murano, Venezia – scatto con Rollei 35 SE a 1/8 di secondo f 2.8 all’interno di una vetreria in condizioni di illuminazione limite per l’esposimetro pur tenendo conto della maggiore sensibilità della pellicola – Kentmere 400 sviluppata con Bellini Hydrofen

Per il resto le fotocamere sono identiche alle versioni T ed S con in più la possibilità di non distogliere l’attenzione dal mirino durante la fase di determinazione dell’esposizione con il rischio, abbassando l’apparecchio per vedere la lancetta di misurazione sopra la calotta, di determinare i valori in un campo diverso rispetto a quello inquadrato. Questo si determina più facilmente con soggetti vicini.

Un’altra prerogativa adottata in via sistematica sulle TE ed SE è la possibilità di escludere il fermo del diaframma in modo da poter far ruotare liberamente il selettore. Mantenendo quindi lo sguardo nel mirino è possibile impostare il diaframma in modo agevole.

la freccia indica il classico cursore di sblocco dei diaframmi che può essere trattenuto in posizione tramite un piccolo perno presente sul corpo macchina. questo determina la possibilità di ruotare liberamente la ghiera

Per una strana combinazione, gli esemplari TE ed SE sono di norma snobbati toccando quotazioni in alcuni casi sensibilmente inferiori ai precedenti modelli con Tessar e Sonnar.

La questione è come sempre un po’ modaiola e vede, soprattutto negli ultimi anni, prevalere le prime versioni con Tessar made in Germany.

Come mi è già capitato di osservare nell’artico comparativo tra le Rollei 35T e 35S le ottiche, a prescindere dal tipo, dall’epoca e dal paese di produzione, hanno uno standard elevato e offrono risultati di rilievo in tutti i casi.

Non nascondo tuttavia che le prime Rollei 35 made in Germany abbiano un certo fascino così come è utile considerare le caratteristiche di contrasto ed incisione tipiche delle ottiche Tessar nell’intera produzione dalla Germanie a Singapore.

Venezia, canale della Giudecca – Rollei 35 SE – Kentmere 400 sviluppata con Bellini Hydrofen – per gusto personale preferisco le versioni con Sonnar

A parte gli esemplari della serie Classic e Platin, il resto della produzione di Rollei 35 a partire dal 1966 fino al 1981 toccò quasi due milioni di esemplari con circa trecentomila fotocamere prodotte in Germania con ottica Tessar sino ad inizio anni ’70 e circa cinquecentomila esemplari di SE e TE prodotti prima della chiusura dello stabilimento di Singapore.

Max Terzi

maxterzi64@gmail.com

Venezia quarto ponte sul Canal Grande o ponte di Calatrava – Rollei 35 SE – Kentmere 400 sviluppata con Bellini Hydrofen

Venezia ponte di Rialto – Rollei 35 SE – Kentmere 400 sviluppata con Bellini Hydrofen

Venezia Canal Grande di fronte alla stazione FS di Santa Lucia – Rollei 35 SE – Kentmere 400 sviluppata con Bellini Hydrofen

Venezia canale della Giudecca – Rollei 35 SE – Kentmere 400 sviluppata con Bellini Hydrofen

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