Contaflex saga

In chiusura della serie di articoli sulle fotocamere reflex 35 mm con otturatore contrale, la scena non poteva essere occupata se non dalla nutrita serie delle Zeiss Ikon Contaflex, primi apparecchi aventi queste caratteristiche ad essere commercializzati ad inizio anni ’50 e tra gli ultimi ad uscire di scena nel 1972, almeno nell’ambito della produzione europea, quando lo sviluppo delle reflex 35 mm con otturatore a tendina aveva soverchiato qualsiasi produzione alternativa.

copertina della brochure del 1955 della Contaflex II uscita l’anno prima

Il nome Contaflex era stato già utilizzato da Zeiss Ikon nel periodo prebellico, per una biottica per pellicola 35, mm con ottiche intercambiabili presentata nel 1935 contemporaneamente alle TLR per il formato 6×6 Ikoflex.

Semplificando al massimo il concetto, la fotocamera traeva ispirazione dalla Contax, sormontata da una cassetta reflex dotata di seconda ottica fissa. Della Contax adottava l’otturatore e le ottiche nelle tre focali classiche, 50, 85 e 135 mm delle quali riportava i riquadri incisi sul vetro smerigliato dell’ottica di mira.

Contaflex prebellica – per cortesia di Newoldcamera

Questo modello è da sempre molto ricercato dai collezionisti ed è piuttosto raro anche in ragione del limitato periodo di produzione che fu interrotto nel corso del secondo conflitto mondiale.

Nella fase di ricostruzione postbellica, la necessità di inserire a catalogo una reflex 35 mm diviene via via sempre più impellente anche in ragione dei modelli usciti tra il 1947 e i primi anni ’50 da parte di alcune aziende occidentali concorrenti.

Non solo l’italiana Rectaflex o la svizzera ALPA delle quali ho parlato nei rispettivi articoli, costituivano una concorrenza diretta alla Zeiss Ikon ma, e direi soprattutto, ciò che contribuiva a rendere più affollato il mercato era il repentino risveglio delle aziende che gravitavano nell’area della Germania est con i nuovi o rinnovati modelli delle reflex di Dresda.

Tra questi, accanto ad Exakta e Praktiflex, aveva visto la luce un nuovo apparecchio reflex a marchio Zeiss Ikon orientale, la Contax S, che raccoglieva l’eredità del progetto sviluppato a Dresda durante il periodo bellico del quale documenti e prototipi erano andati persi nel corso dei bombardamenti della città che portarono, com’è noto alla distruzione totale della sede.

Contax D derivata dal modello S e già marchiata Zeiss Ikon VEB – delle reflex 35 mm a marchio Contax prodotte nel secondo dopoguerra se ne trovano versioni con diverse marchiature in ragione della progressiva statalizzazione delle aziende rimaste nell’area ad influenza sovietica e delle cause internazionali nel frattempo intraprese dalla Carl Zeiss occidentale per l’utilizzo in esclusiva dei marchi

Se osserviamo il repertorio della produzione Zeiss Ikon occidentale dei primissimi anni ’50 notiamo la presenza di riedizioni migliorate di modelli prebellici come Contax Ikoflex e Super Ikonta unitamente a nuove realizzazioni, di per sé non originali in senso assoluto, quali ad esempio il modello Contessa.

estratto dal catalogo della Zeiss Ikon occidentale del 1953 con riportati i modelli di fotocamere all’epoca in produzione; unitamente ai Compur la casa di Stoccarda montava sui modelli di fascia più economica gli otturatori Prontor prodotti dalla Alfred Gauthier di Calmbach

In tutta la produzione dell’epoca è abbastanza evidente la dipendenza dagli otturatori Compur e Prontor ad eccezione della nuova Contax, che pur migliorata rispetto alla versione prebellica anche nel classico otturatore a saracinesca, non era con buona probabilità la base più adatta per riprogettare un apparecchio reflex.

Viene quindi naturale pensare che la via della realizzazione di una reflex 35mm non potesse che passare attraverso la sinergia con la Friedrich Deckel di Monaco, rientrante, come del resto anche la Alfred Gauthier di Calmbach, sotto il controllo della Carl Zeiss occidentale e produttore degli otturatori a marchio Compur, da sempre montati sui modelli di maggior prestigio.

Quanto sopra sia per la maggiore rapidità di progettazione e realizzazione del nuovo apparecchio sia perché, in termini di una più efficiente organizzazione produttiva, gli otturatori sarebbero arrivati pronti per il montaggio sui corpi realizzati da Zeiss Ikon.

Non è infatti un caso che il primo modello di reflex 35 mm della Zeiss occidentale con otturatore a tendina, la Contarex, giungerà alla soglia della commercializzazione solo alla fine degli anni ’50.

Con la Contaflex I presentata nel 1953 viene avviata la produzione di un particolare tipo di otturatore centrale in grado di restare aperto nella fase di inquadratura a specchio abbassato, consentendo al pari la visione a tutta apertura del diaframma che poteva essere preselezionato al corretto valore di esposizione.

viste del complesso ottica/otturatore della Contaflex I e II

L’azione del pulsante di scatto scatenava un numero di eventi in rapidissima successione quali la chiusura completa dell’otturatore centrale, la chiusura del diaframma all’apertura selezionata, il sollevamento dello specchio e dell’anta a protezione della pellicola, l’esposizione al tempo impostato, ed infine la richiusura dell’otturatore.

Per ripristinare la visione reflex occorreva semplicemente ricaricare la fotocamera.

Questa impostazione che troviamo poi sulle Kodak Retina Reflex nel 1956, sulle Voigtländer Bessamatic nel 1957 verrà adottata anche da Hasselblad sulla 500C presentata nello stesso anno di uscita della reflex di Voigtländer.

Dal punto di vista costruttivo, dunque, il Synchro Compur della Contaflex I contiene tutte le prerogative che poi troviamo sulle successive versioni e, una volta smontato dal corpo macchina rimuovendo semplicemente l’anello di serraggio nella parte posteriore dell’ottica, non è difficile immaginare come questa versione fosse di per sé già pronta per sviluppare l’intercambiabilità dell’intera ottica.

una volta smontato dal corpo macchina, l’otturatore della Contaflex I e II presenta a vista tutti leveraggi di comando dell’esposizione – nella foto sono evidenziati: in rosso il comando di apertura dell’otturatore in fase di inquadratura, in blu il cursore di carica, in giallo il comando del diaframma ed in verde il comando dello scatto

Tutti i comandi sono infatti azionabili dall’obiettivo e sul corpo macchina restano soltanto i rinvii delle funzioni di scatto.

Così come poi è stato per gli apparecchi Hasselblad.

Contaflex II – vista con ottica smontata nella quale sono ben visibili i soli rimandi delle funzioni di scatto

La prerogativa, tuttavia, di rendere più economico l’acquisto delle ottiche lasciando l’otturatore ed il comando del diaframma sul copro macchina, come fu ad esempio per la Bessamatic, introdusse una complessità aggiuntiva oltre ad una maggiore limitazione nella progettazione degli obiettivi.

È invece interessante notare come l’impostazione della Contaflex I del 1953 abbia poi avuto la sola evoluzione nei successivi modelli con l’adozione dell’ottica scomponibile, con il frontale intercambiabile con aggiuntivi ottici Pro Tessar di focale 35, 85 e 115 mm, e non arrivò mai alla completa intercambiabilità degli obiettivi come fu per l’appunto per la seconda generazione delle Kodak Retina Reflex e per la Voigtländer Bessamatic ed Ultramatic.

Gli apparecchi Contaflex ebbero sin da subito un discreto successo: erano precisi, affidabili, molto compatti rispetto agli altri modelli reflex 35 mm allora presenti sul mercato ed erano dotati di un bellissimo Tessar 45 mm 2.8 dotato di trattamento antiriflesso.

estratto dalla brochure Contaflex del 1955 nel quale è descritta la visione reflex del mirino

La serie di modelli può essere essenzialmente suddivisa in tre macro-famiglie.

La prima costituita da quelli ad ottica non scomponibile e rappresentata dai modelli I e II, quest’ultimo contraddistinto dall’aggiunta dell’esposimetro incorporato ma non accoppiato del tutto simile a quello presente sulla Contessa.

estratto dalla brochure Contaflex del 1955 nel quale viene descritto l’utilizzo dell’esposimetro incorporato e non accoppiato ai valori di tempo e diaframma

Nella seconda e più nutrita, troviamo quelli ad ottica scomponibile, con e senza esposimetro, nei quali il sistema di lettura, ancorché presente, ha sempre la cellula esterna come nella Contaflex II. Fanno parte di questa categoria i modelli III e IV, le versioni più economiche con ottiche Pantar Alpha Prima e Beta ed il modello Super e Super B nei quali tuttavia la cellula viene spostata sul frontale del pentaprisma e l’esposimetro viene accoppiato ai valori di tempo e diaframma.

Da questi modelli l’ottica Tessar fu portata alla focale di 50 mm mantenendo l’apertura massima a 2,8.

Una ulteriore novità è l’introduzione dal modello Super del 1959 del sistema di dorsi intercambiabili del tutto simile a quello della Contarex.

estratto dalla brochure del 1962 della Contaflex Super nel quale vengono descritti i vantaggi dell’apparecchio e, tra questi, anche l’intercambiabilità dei magazzini porta pellicola.

Contaflex Super primo tipo con aggiuntivo ottico 35 mm 3,2 e dorsi intercambiabili

Dalla seconda versione della Super e sui successivi modelli viene inoltre inserito il sistema di impostazione guidata nell’utilizzo del flash, riconoscibile dall’incisione rossa matic sulla sommità del prisma.

a sinistra la Contaflex Super primo tipo con la cellula al selenio posizionata frontalmente e a destra la Contaflex Super BC con il sistema di lettura TTL alimentato a batteria

estratto della brochure Contaflex Super del 1962

La terza è composta dagli ultimi modelli Super BC ed S che sono, almeno dal mio punto di vista, le migliori realizzazioni introducendo il sistema di lettura TTL.

Contaflex S – l’ultimo modello prodotto dal 1968 al 1972, a mio giudizio quello più interessante e completo; nella foto è mostrato con le lenti addizionali per distanze ravvicinate e con l’aggiuntivo macro 1:1

La vastità di modelli e versioni presenta al suo interno diverse prerogative che rendono alcuni di questi più utilizzabili oggi in ragione della maggiore completezza di funzioni ed accessori.

Di contro, soprattutto nelle ultime Contaflex Super BC ed S, presentate rispettivamente nel 1965 e 1968, la presenza dell’alimentazione elettrica dell’esposimetro attraverso una batteria da 1,35V non più reperibile, determina il consueto problema della corretta taratura della tensione se si utilizzano le PX625 da 1,5V.

Purtroppo, in questi due modelli, il vano della batteria piuttosto angusto, posizionato sulla parte frontale dell’apparecchio a fianco dell’obiettivo, rende poco agevole l’utilizzo di adattatori come l’MR-9.

Il maggior spessore di batteria e adattatore rispetto alla normale pila ne determina un inserimento forzato nella sede ed in alcuni casi anche l’estrema difficoltà nell’estrazione.

Per evitare in casi estremi di doversi rivolgere ad un riparatore o, peggio, di danneggiare la fotocamera nel tentativo di estrarre la batteria, consiglio comunque di usare una PX625. Il differenziale di tensione genera su queste macchine un errore di esposizione a mio avviso assolutamente trascurabile.

Molto interessante è il parco di aggiuntivi ottici ed accessori che si differenzia a seconda delle macro-famiglie sopra descritte.

estratto dalla brochure Contaflex del 1962 nel quale sono mostrati gli aggiuntivi Pro Tessar

I modelli I e II furono dotati di un aggiuntivo ottico denominato Teleskop che corregge la focale in ragione di 1,7 volte nonché di un aggiuntivo ottico per foto 3D.

estratto dalla brochure Contaflex del 1955 nel quale sono illustrati gli accessori per Contaflex I e II

Entrambi, per essere utilizzati, devono essere avvitati su una speciale staffa che viene poi inserita attraverso un sistema a slitta sul corpo macchina. Quando si acquistano questi accessori occorre fare attenzione che siano dotati dell’attacco sopra descritto, pena il loro inutilizzo.

Contaflex II con lenti addizionali, filtri e accessori; nella foto è visibile la speciale staffa montata sul corpo macchina indispensabile per poter utilizzare gli aggiuntivi Teleskop 1,7 e Stereo

Trasversale invece a tutti i modelli e versioni Contaflex è il sistema di filtri e lenti addizionali con diametro di 27,5 mm.

Anche in questo caso esiste una piccola differenza tra la prima serie di Contaflex I e II che la pari delle Contessa, della Ikonta 35 o dei primi modelli Contina, hanno la filettatura sull’ottica maschio, non femmina come normalmente è sugli obiettivi.

vista laterale del gruppo ottica/otturatore della Contaflex I e II nella quale è possibile vedere la l’inusuale sistema di filettatura per il montaggio dei filtri

I filtri 27,5 mm devono essere quindi montati al contrario senza nessuna conseguenza nel loro utilizzo.

In alternativa Zeiss Ikon produsse un anello adattatore con doppie filettature femmina.

Molto più articolato è il sistema di accessori per le serie successive.

Se escludiamo i modelli Alpha Beta e Prima che hanno aggiuntivi a loro dedicati, tutti gli altri modelli ad ottica scomponibile montano la serie di aggiuntivi costituiti dalle due versioni del 35 e 85 mm, dal 115 mm e dall’interessante aggiuntivo macro che porta il rapporto di riproduzione del 50mm tessa a 1:1 a parità di focale.

Del 35 e dell’85 mm esistono due versioni con apertura massima a f3,2 e 4.

Contaflex Super BC con la serie completa di aggiuntivi ottici

un’insidia di questi aggiuntivi è la separazione tra le lenti; benché abbastanza irrilevante in situazioni normali di ripresa è di norma motivo di forte deprezzamento di questi accessori

Per Contaflex, adattabile anche attraverso un apposito anello sul Planar 50 mm 2 della Contarex, è il Carl Zeiss 8×30 che porta la lunghezza focale a 400 mm quando applicato sulla filettatura dell’ottica.

cannocchiale 8×30 Carl Zeiss con prisma di Porro montato sulla filettatura porta filtri del Tessar 50 mm 2.8 di una Contaflex Super secondo tipo

 Il cannocchiale fu prodotto in due versioni, con e senza il prisma di Porro.

In entrambi i casi la qualità di visione è eccellente e l’estrema compattezza ne fa un accessorio comodo da avere con sé nelle escursioni in montagna o a teatro.

estratto dalla brochure della Contaflex Super del 1962 nel quale sono illustrati il cannocchiale 8×30 e le lenti addizionali per riprese ravvicinate

Per l’utilizzo fotografico nutro qualche riserva.

In qualsiasi caso è d’obbligo l’utilizzo di un treppiedi e di una versione Contaflex dotata di esposizione TTL come la Super BC o S.

Una citazione a latere merita il modello Contaflex che adottava pellicola in caricatori Kodak Instamatic. La Contaflex 126 presentata nel 1967 successivamente alla fusione dei marchi Zeiss Ikon e Voigtlander avvenuta l’anno prima, deriva dalla Icarex 126 e adotta lo stesso otturatore a tendina nonché gli stessi aggiuntivi ottici rimarchiate Carl Zeiss. Nulla a che vedere quindi con le reflex ad otturatore centrale della famiglia Contaflex se non per l’adozione del nome.

Il livello di perfezione raggiunto dal Synchro Compur nella versione reflex sarà tale da divenire un modello per alcuni produttori che realizzeranno intere famiglie di modelli reflex 35 mm basati su questa tecnologia.

Ne solo un esempio le giapponesi Topcon UNI che negli anni ’70 usciranno anche nella versione Unirex EE completamente automatica, piuttosto che gli apparecchi Kowa.

Tralascio la citazione delle pochissime fotocamere sovietiche che tentarono l’adozione di questo sistema e che, almeno in questi casi, lo sostengo per esperienza diretta, non brillano per affidabilità e qualità progettuale. Non me ne vogliano gli appassionati.

Max Terzi
maxterzi64@gmail.com

Ischia Giardini La Mortella, Contaflex Super primo tipo, lente addizionale, Fuji Velvia 100 – scatto a mano libera

Firenze, Contaflex S, Kentmere100 sviluppata con Ilfotec LC29

copertina brochure Contaflex I e II del 1954

copertina della brochure Contaflex del 1962

Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo volume può essere riprodotta, memorizzata o trasmessa in alcuna forma e con alcun mezzo, elettronico, meccanico o in fotocopia, in disco o in altro modo, compresi cinema, radio, televisione, senza autorizzazione scritta dell’Editore. Le riproduzioni per finalità di carattere professionale, economico o commerciale o comunque per uso diverso da quello personale possono essere effettuate a seguito dei specifica autorizzazione rilasciata da New Old Camera srl, Via San Michele del Carso 4, 20144 Milano, Italy. info@newoldcamera.it

All rights are reserved. No part of this book may be reproduced, stored or transmitted in any form or by any means, electronic, mechanical or photocopy on disk or in any other way, including cinema, radio, television, without the written permission of the publisher. The reproductions for purposes of a professional or commercial use or for any use other than personal use can be made as a result of specific authorization issued by the New Old Camera srl, Via San Michele del Carso 4, 20144 Milano, Italy. info@newoldcamera.it

2 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *