Come leggere ed interpretare i vecchi listini di materiale fotografico

Quella del raffronto tra valori attuali e vecchi prezzi del materiale fotografico è una questione che periodicamente emerge nelle discussioni su quanto costavano alcune fotocamere, ottiche e accessori all’epoca della loro commercializzazione e quale sia il valore attuale del loro costo storico.

La questione è tanto interessante quanto articolata giacché il prezzo di commercializzazione di un prodotto è frutto della strategia commerciale dell’impresa che lo produce e risente quindi di numerosi fattori, tra i quali, il momento di mercato, i prezzi praticati dai concorrenti nonché la loro numerosità, piuttosto che la politica di prezzo praticata dall’azienda o dai distributori.

Il calcolo del valore attuale di un singolo prodotto dovrebbe tener conto quindi, oltre che della rivalutazione monetaria, di alcuni correttivi che tuttavia non sono di norma disponibili né facilmente calcolabili.

Provo a fare un esempio.

Ci viene in auto la recente riedizione da parte di Leica del famoso modello a telemetro M6 il cui lancio avvenne originariamente nel 1984.

Se prendiamo un listino Leica in un periodo intermedio della produzione, ad esempio del 1998, la M6 veniva commercializzata nella versione TTL 0,72 in finitura nera a 5.080.000 Lire. Applicando il coefficiente di rivalutazione monetaria, del quale parlerò in seguito più in dettaglio, otteniamo un valore attuale pari a € uro 4.206,36 ben al disotto del prezzo di vendita della nuova M6.

listino dei prodotti importati da Polyphoto nel 1988

Occorre tuttavia osservare che l’investimento per la nuova messa in produzione, il quantitativo limitato prodotto e l’attuale valore iconico di questa fotocamera non sono paragonabili al periodo che abbiamo preso a riferimento, fine anni ’90, nella quale la fotocamera era prodotta in serie.

Ecco, quindi, come una semplice comparazione del prezzo a valore attuale ci avrebbe portati fuori strada.

Più interessante invece è il raffronto nel tempo di prodotti simili calcolando, ad esempio, il valore sulla base dei prezzi storici ripresi in fasi temporali differenti.

Questo approccio aiuta a capire se la politica di prezzo praticata dal produttore cambia nel tempo e se il produttore abbia mantenuto lo stesso livello di redditività potendo adeguare il valore di vendita negli anni ai fenomeni inflattivi.

Facciamo a questo proposito un esempio con due modelli della Franke e Heidecke.

Da un listino del novembre del 1954 il prezzo di vendita di Rolleiflex 2.8C con Zeiss Planar in Italia era di 196.000 lire che a valore attuale ammonta a 3.599 euro.

listino ERCA del novembre 1954

Nel gennaio del 1963 una 2.8F Rolleiflex con Zeiss Planar veniva venduta a 225.000 lire pari ad un valore attuale di 2.997 euro.

Se proviamo a rivalutare il valore della 2.8C del novembre 1954 al gennaio 1963 otteniamo 257.544 Lire al disopra quindi del prezzo di commercializzazione di allora del modello 2.8F.

Ne desumiamo quindi che una Rolleiflex 2.8F, che rispetto alla 2.8C ha ben maggiori prerogative, veniva commercializzata ad un valore del 14,5% inferiore a quello del precedente modello a valore attualizzato al 1963.

listino ERCA del gennaio 1963

Questo significa che i margini dell’azienda sulla produzione erano teoricamente nel tempo calati pur in presenza di investimenti su prodotti più evoluti.

Del resto, è noto che per le biottiche Rolleiflex vi fu una parabola discendente negli anni ’60 rispetto al decennio precedente, così come è noto il tentativo di rimanere sul mercato praticando una politica di prezzo sfidante che abbinata ad un livello produttivo anch’esso decrescente portò l’azienda alla grande ristrutturazione del 1964.

Da questi due esempi ricaviamo che la base comune per qualsiasi valutazione è rappresentata da una corretta applicazione del fattore correttivo dei prezzi che in assenza di fenomeni inflattivi in realtà non sarebbe necessario.

Sappiamo tuttavia che la realtà economica del nostro paese, come del resto storicamente avviene pur con differenti dinamiche anche nel resto del mondo, ha presentato nel tempo una perdita di acquisto del denaro.

Occorre poi osservare che, sulla base di quanto detto in apertura, essendo il valore di vendita determinato da fattori spesso esogeni al valore del bene, è opportuno parlare più che di rivalutazione del prezzo, di rivalutazione del valore del denaro necessario all’epoca per l’acquisto di quella determinata fotocamera, ottica o accessorio.

Fissato questo principio, dobbiamo stabilire quale indice usare per calcolare la rivalutazione del valore espresso nel prezzo di vendita in un determinato periodo temporale.

Senza dissertare su caratteristiche e bontà dei vari indici a disposizione, prendiamo in considerazione il più comune ed anche quello maggiormente in uso, calcolato mensilmente dall’ISTAT o Istituto Nazionale di Statistica a valere dal gennaio 1947.

Questo indice è stato usato per i casi di Leica e Rolleiflex visti prima.

Come descritto nella declaratoria introduttiva, che trovate sul sito di ISTAT, l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati viene utilizzato per adeguare periodicamente i valori monetari, ad esempio il canone di affitto o l’assegno dovuti al coniuge separato. A riprova della sua valenza istituzionale l’indice viene mensilmente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ai sensi dell’art. 81 della legge 27 luglio 1978, n. 392 che disciplina delle locazioni di immobili urbani.

Applicando questo indice in relazione al periodo, otteniamo l’indicazione del valore di acquisto attuale della somma che sarebbe stata necessaria per acquistare ad esempio una Rolleiflex 2.8F nel 1963 ovvero 3.145,03 €uro.

Per questi calcoli ho usato il simulatore messo disposizione di ISTAT che trovate a questo link.

schermata del simulatore ISTAT per il calcolo della rivalutazione monetaria sulla base dell’indice dei prezzi al consumo

Nell’esempio visto per le biottiche di Braunschweig il valore attualizzato dei prezzi è nel tempo decrescente e simboleggia, almeno a grandi linee, la necessità dell’azienda di agire sul prezzo per riconquistare quote di mercato.

In realtà, basandoci su periodi storici nei quali ciascuno stato europeo aveva differenti monete, sarebbe consigliabile prendere in considerazione anche la variazione del cambio Lira/Marco tedesco per capire se questa possa aver avuto influenza sui listini.

Un secondo aspetto che andrebbe approfondito riguarda la costanza dei margini praticati dall’importatore, la ERCA di Milano nel caso Rolleiflex, margini che contribuiscono in maniera sostanzaile alla formazione del prezzo.

Tuttavia la complessità del tema che stiamo trattando ha raggiunto già un livello tale da rendere consigliabile, almeno in questa sede, non effettuare ulteriori approfondimenti.

Non tutte le aziende tedesche si trovarono comunque negli anni a dover praticare prezzi con andamento decrescente ed il caso che vediamo di seguito ne è un esempio.

Torniamo in casa Leica comparando il prezzo del modello a telemetro presentato ad inizio anni ’70, la M5, con l’andamento sino al 2000 del prezzo di vendita della M6.

listino dei prodotti importati da Polyphoto nel gennaio 2000

In questo caso, per semplificare, ho messo su un grafico l’andamento dei prezzi negli anni con il corrispondente valore rivalutato del precedente importo di vendita.

i valori in arancione riportati nel grafico rappresentano il prezzo teorico al quale Leica avrebbe dovuto nel tempo vendere la M6 per non intaccare il margine di profittabilità

Ne desumiamo quindi che Leica riuscì a praticare attraverso gli importatori, in questo caso per il periodo Cattaneo, Andra e Polyphoto, prezzi crescenti che accrebbero il valore di vendita ben oltre i meccanismi inflattivi in atto.

Questo fino al 1998/2000 anni nei quali la M6 iniziò a presentare un prezzo decrescente.

Eravamo del resto all’inizio della nuova era digitale che porterà nel giro di qualche anno ad un deciso decremento nella vendita dei prodotti tradizionali.

In chiusura voglio mostrarvi questo interessante listino Leica del 1955 dell’allora importatore Ippolito Cattaneo di Genova.

listino per la trasformazione degli apparecchi Leica e per l’applicazione del trattamento antiriflesso alle ottiche

In questo listino per la trasformazione degli apparecchi Leica e dell’azzurramento degli obiettivi, la casa di Wetzlar proponeva la tradizionale attività di aggiornamento del proprio materiale alle più recenti caratteristiche indicando gli intervalli dei numeri di matricola nei quali era possibile effettuare la trasformazione.

Per i modelli con matricola compresa tra 160.000 e 360.000 ad esempio non era possibile effettuare l’upgrade ai più recenti modelli c ed f.

Aggiornare una Leica IIIa costava 62.500 corrispondenti a 1.146,70 € attuali. Il valore di acquisto di un nuovo apparecchio a vite era in quegli anni di poco superiore alle 100.000 lire.

L’applicazione del trattamento antiriflesso di un vecchio Elmar 50mm 3.5 costava 10.400 lire corrispondenti a 190,81 € attuali.

I tempi per eseguire le lavorazioni che effettuava casa madre a Wetzlar erano di cinque/sei mesi, tempi che anche aggi aspetteremmo volentieri se solo queste tipologie di interventi si potessero ancora effettuare su queste vecchie glorie.

Buone feste a tutti!

Max Terzi
maxterzi64@gmail.com

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