Proseguo nella serie dedicata alle prove sul campo proponendo in questo terzo articolo una fotocamera che utilizzo e apprezzo molto. Preciso, come fatto nei precedenti scritti della rubrica, che i risultati proposti hanno la finalità di dimostrare l’utilizzabilità dei corredi sotto il profilo tecnico e pratico.
Il tutto condito dal grande divertimento che, com’è noto, provo nel giocare con i vecchi corredi.
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Il primo modello della famiglia 6000 ha origine attorno alla metà degli anni ’80 dopo il fallimento della Rollei Werke e la successiva suddivisione delle attività che lascia a Braunschweig una ridimensionata linea produttiva dalla quale usciranno negli anni successivi le nuove SRL medio formato e 35 mm a marchio Rolleiflex nonché le biottiche e le piccole 35 nelle edizioni speciali.
La nuova serie SRL medio formato raccoglie l’eredità di una fotocamera tanto rivoluzionaria quanto discussa, la SLX, uscita a metà anni ’70 con un rilevante carico di innovazioni.
Esposizione completamente automatica, otturatore centrale a comando elettronico, sistema elettronico di trasmissione dei valori di tempo e diaframma al corpo macchina, avanzamento motorizzato del film.

marzo 1973, Henrich Peesel all’epoca a capo della Rollei Werke presenta a Singapore il prototipo della Rolleiflex SLX; il modello verrà commercializzato nel 1975 e prodotto solo in Germania quando la gestione Peesel sarà già ormai conclusa
Nel complesso la Rolleiflex SLX rappresenta un punto di svolta nella produzione Rollei con un forte indirizzo verso le nuove tecnologie che stavano in quegli anni caratterizzando le produzioni reflex soprattutto in ambito 35 mm.

estratto dal numero di marzo 1973 della rivista Fotografare
Questo anticipo dei tempi fu tuttavia foriero di alcune problematiche di funzionamento che costrinsero i tecnici di Braunschweig a correre ai ripari, a poca distanza dal lancio del modello originale, con una nuova versione della fotocamera riconoscibile per le finiture del corpo macchina completamente nere anziché nero e alluminio come sul primo tipo.
Chi abbia avuto modo di maneggiare una SLX funzionante, oggi cosa piuttosto rara da trovare, ha potuto sperimentare quanto questa fotocamera sia precisa, semplice da usare e soprattutto quanto il corredo ottico, con focali derivate dalle classiche Carl Zeiss per Rolleiflex SL66 ed Hasselblad, sia di notevole qualità.
Il concetto base della SLX viene sviluppato nella nuova fase Rollei in un modello, la 6006, che introduce il sistema dei magazzini intercambiabili la cui assenza rappresentava il vero limite della vecchia realizzazione. Sulla 6006 fa anche la comparsa il TTL flash.
Siamo tuttavia ancora distanti dalla nuova pietra miliare che comparirà a fine anni ’80 attraverso una fotocamera interamente ridisegnata che sarà il punto di partenza di una nuova generazione in grado di approdare, anni dopo, anche all’autofocus.

ordine cronologico di uscita dei modelli della serie 6000 con le principali caratteristiche

due SRL modulari Rolleiflex degli anni ’80 la SL2000F per il formato 35 mm, sostituita dalla 3003, e la 6008 Professional per il formato 6×6
Nel 1988 viene quindi lanciata la Rolleiflex 6008 Professional che abbina alle buone prerogative dei precedenti modelli nuove funzionalità che riguardano il sistema di esposizione, automatico e manuale a doppia priorità, il sistema di lettura, spot, media, media ponderata e soprattutto una nuova generazione di obiettivi denominati PQ acronimo di Professional Quality.

Rolleiflex 6008 Professional, in primo piano il selettore dei tempi con i comandi di scatto e di attivazione dell’esposimetro

copertina della brochure della Rolleiflex 6008 Professional
Il mirino viene arricchito con le indicazioni led di tempi e diaframmi impostati nonché della scala esposimetrica per l’impostazione manuale.

estratto dalla brochure della Rolleiflex 6008 Professional con l’illustrazione delle informazioni presenti nel mirino
La versione Professional della 6008 ha un buon livello di affidabilità pur richiedendo una certa attenzione soprattutto nel mantenimento in efficienza del sistema di alimentazione costituito da pacchi batteria dedicati che è ancora possibile rigenerare con una spesa contenuta – attualmente NOC ha disponibile il servizio di ripristino delle batterie – garantendo così ancora lunga vita a questi modelli.
Da evitare, lo dico per esperienza personale indiretta, l’uso di pacchi batteria non originali come talvolta si trovano messi in commercio, nemmeno a buon mercato, da parte di venditori internazionali. L’elettronica della 6008 soffre maledettamente gli sbalzi di tensione e può subire danni anche irreparabili dovuti all’uso di un’alimentazione elettrica non adeguata.
In generale è inoltre buona norma non lasciare le batterie cariche, nemmeno quelle originali, nel corpo macchina durante i periodi di inutilizzo.
Meno costosa delle successive versioni SRC1000, Integral e AF, la Professional ha un rapporto prezzo prestazioni molto competitivo offrendo funzionalità e corredo ottico simile a quello della Hasselblad della serie 200 a meno della metà del costo.

Rolleiflex 6008 AF, non vi nascondo sia stata e sia tutt’ora uno dei miei oggetti del desiderio
Le successive versioni della 6008 si caratterizzano principalmente per la possibilità di utilizzare la serie delle ottiche PQS il cui otturatore centrale arriva sino ad un millesimo di secondo.
A dispetto di una fama non sempre benevola rispetto a robustezza ed affidabilità, queste fotocamere dimostrano ancora di poter reggere situazioni di utilizzo anche intensivo o in particolari condizioni, senza presentare particolari problematiche.
Più sfavorevoli per peso ed ingombro rispetto ad altri corredi SRL medio formato, la versatilità e soprattutto il completo sistema esposimetrico incorporato, sono caratteristiche che di gran lunga mi hanno fatto preferire la 6008 rispetto ad altri corredi. Questa fotocamera, che ho avuto modo nel tempo di testare in diverse condizioni, ha fornito sempre risultati soddisfacenti almeno dal punto di vista tecnico.

estratto dalla brochure della Rolleiflex 6008 Professional con la vista dall’alto della fotocamera
Tra le prerogative che hanno pochi eguali nel resto degli apparecchi della categoria vi è sicuramente quella del sistema di inquadramento e messa a fuoco molto luminoso tanto da non far rimpiangere gli Acute Matte Hasselblad. Il tutto accompagnato da un sistema di mirini intercambiabili tra i quali un interessante prisma rotante che consente di inquadrate posizionandosi lateralmente alla fotocamera e non necessariamente dietro.

Rolleiflex 6008, vista laterale con la slitta flash, la macchina dispone di sistema TTL per il lampeggiatore in accoppiata con gli adattatori SCA della Metz, del pulsante per il sollevamento dello specchio e del selettore per la compensazione dell’esposizione che serve anche per impostare il tipo di lettura dell’esposimetro
Vi propongo quindi la sintesi di tre differenti esperienze nelle quali ho utilizzato un corredo 6008: la prima durante un impegnativo viaggio in fuoristrada tra Molise ed alta Puglia, la seconda durante le riprese in notturna a Venezia, la terza in occasione di una gita in montagna lungo la Ferrovia Retica.

utilizzando i normali accorgimenti adottati per qualsiasi altro corredo, la 6008 Professional è in grado di reggere egregiamente anche situazioni di utilizzo impegnative; nella foto la Rolleiflex 6008 professional con il Distagon HFT 50 mm per Rolleiflex SLX; nel caso si utilizzino le ottiche per SLX nel mirino della 6008 non sono visibili i valori dei tempo/diaframma impostato
Con un pacco batterie in buona efficienza, la fotocamera è in grado di mantenere un’autonomia di scatto che può superare anche a la dozzina di rulli. Dipende comunque, come spesso accade per l’alimentazione elettrica, dalle condizioni di temperatura ed utilizzo della fotocamera.
Durante questo viaggio, durato qualche giorno, ho scattato sette rulli e pur avendo una seconda batteria di scorta non ne ho fatto ricorso.
Se si dispone di batterie rigenerate e i consumi di corrente della macchina non rispecchiano l’autonomia sopra descritta potrebbero esserci problemi di dispersione elettrica nel corpo macchina.

Lago di Occhito tra le provincie di Campobasso e Foggia – Rolleiflex 6008 Professional, Planar PQ 80 mm 2.8 – Kodak Gold 200 sviluppata con Rollei C41

Traccia fuoristrada verso la provincia di Caserta – Rolleiflex 6008 Professional, Planar PQ 80 mm 2.8 – Kodak Gold 200 sviluppata con Rollei C41

traccia fuoristrada nella provincia di Campobasso – Rolleiflex 6008 Professional, Planar PQ 80 mm 2.8 – Kodak Gold 200 sviluppata con Rollei C41
Il secondo test riguarda l’ambito delle riprese in notturna che mi affascina da sempre. A maggior ragione in uno scenario come quello di Venezia.
In questo caso ho utilizzato la Rollei RPX 400 esposta a 1600 ASA e sviluppata con Rollei RPXD.
L’uso di tempi lunghi, in qualche caso sono arrivato a 15 secondi di esposizione, e la necessità di tener conto del difetto di reciprocità a seconda del tipo di pellicola usata, fanno si che in queste situazioni l’esposimetro della fotocamera possa fornire indicazioni sulle quali è necessario poi inserire correttivi.
Nel caso della Rolleiflex 6008 la gamma di lettura dell’esposimetro non è molto estesa e soffre le basse luci mandando il tilt il sistema di calcolo. Ho quindi utilizzato un esposimetro esterno in modo da essere certo di calcolare i valori in modo corretto.

Rolleiflex 6008 ripresa del mirino durante il calcolo dell’esposizione; in questo caso il soggetto era sufficientemente illuminato per consentire al sistema di misurazione della macchina di funzionare ma la situazione era comunque al limite delle potenzialità dell’apparecchio

Venezia, Canale della Giudecca all’altezza del Molino Stucky – Rolleiflex 6008 Professional, PQ Planar 80 mm 2.8, Rollei RPX 400 esposta a 1600 ASA e sviluppata con Rollei RPXD

l’utilizzo di un treppiedi in fibra di carbonio garantisce al corredo una buona trasportabilità anche in caso di lunghi itinerari a piedi come in questa occasione
Nelle riprese notturne gioca un ruolo fondamentale la qualità delle ottiche e del corpo macchina in termini soprattutto di rivestimento interno che eviti la creazione di riflessi o luci parassite. La 6008 Professional e le ottiche dedicate mantengono da questo punto di vista, nonostante gli anni, ancora un ottimo standard.

Venezia – Rolleiflex 6008 Professional, PQ Planar 80 mm 2.8, Rollei RPX 400 esposta a 1600 ASA e sviluppata con Rollei RPXD

Venezia – Rolleiflex 6008 Professional, PQ Planar 80 mm 2.8, Rollei RPX 400 esposta a 1600 ASA e sviluppata con Rollei RPXD

Venezia, Canal Grande dalla punta della dogana – Rolleiflex 6008 Professional, PQ Planar 80 mm 2.8, Rollei RPX 400 esposta a 1600 ASA e sviluppata con Rollei RPXD; in situazioni di ripresa di questo tipo, la necessità di guadagnare una buona profondità di campo, porta ad utilizzare chiusure almeno ad f11 con una conseguente dilatazione del tempo di esposizione che in questo caso è arrivato a ben quindici secondi
Chiudo con la terza esperienza in un altro ambito che mi appassiona, quello delle riprese in montagna.

Passo Bernina – Rolleiflex 6008 Professional, HFT Distagon 50 mm 4, filtro arancio – Ilford FP4 sviluppata con Rollei Supergrain
I magazzini intercambiabili della 6008 sono un’altra interessante prerogativa di questa serie di fotocamere. Trovo ad esempio che la volet inserita direttamente nel dispositivo ne faccia uno dei sistemi più pratici durante l’uso giacché aggancio e sgancio sono regolati dal sistema di apertura e chiusura dell’antina di protezione incorporata senza che questa debba essere tolta e riposta in altro luogo come avviane sulla maggioranza dei sistemi con dorsi porta pellicola removibili.
Inoltre ciascun magazzino ha il selettore della sensibilità della pellicola il cui valore viene trasmesso in automatico all’esposimetro della fotocamera.

Ferrovia Retica, stazione Alp Grüm – Rolleiflex 6008 Professional, HFT Distagon 50 mm 4 – Kodak Gold 200 sviluppata con Rollei C41

Ferrovia Retica, Regio St. Moritz Tirano al termine della curva di discesa dalla stazione Alp Grüm – Rolleiflex 6008 Professional, HFT Sonnar 150 mm 4, filtro arancio – Kodak Gold 200 sviluppata con Rollei C41
Completa la funzioni di questa interessante e versatile fotocamera il comando del motore di trascinamento per scatti singoli o in sequenza, la disponibilità di due pulsanti di scatto entrambi con sistema di blocco di sicurezza, il sistema per doppie esposizioni e il doppio attacco per comando a distanza, per flessibile con foro filettato o con presa per l’accessorio a filo dedicato che consente anche di comandare il sollevamento dello specchio.
Quest’ultima prerogativa è molto comoda per le pose lunghe perchè consete non solo di comandare lo scatto a distanza ma anche di presollevare lo specchio senza toccare la fotocamera.
Vi sono poi accessori, molto difficili da reperire oggi sul mercato dell’usato, che caratterizzavano la vocazione professionale di questi corredo, quali l’intervallometro per lo scatto o il dorso digitale che era ai tempi una assoluta novità.

estratto dalla brochure della Rolleiflex 6008 Professional con il vasto parco di ottiche ed accessori dedicati alla fotocamera
Tutto il corredo di filtri a baionetta VI dedicati alla Rolleiflex SLX/SL66 è compatibile con le principali ottiche per la 6008 Professional che, cosa piuttosto intelligente, adottano anche in questo caso lo stesso passo per le focali 50 – 80 – 120 -150 e 250 mm.
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Ricordo che ad una edizione della SICOF di inizio anni ’90 allo stand della Rollei Fototechnic veniva dato ampio risalto al corredo 6008 le cui potenzialità erano illustrate attraverso un servizio da Cape Canaveral effettuato in occasione di un recente lancio spaziale.
Anche il semplice acquisto del corpo macchina, come del resto lo sarebbe stato anche per una nuova Hasselblad, mi appariva proibitivo. Questa fotocamera è apparsa ai miei occhi per anni come un oggetto inarrivabile. Il fatto che oggi si trovi a quotazioni abbordabili deve comunque indurre alla cautela orientando l’acquisto verso venditori affidabili che siano in grado di fornire assistenza soprattutto nella prima fase di utilizzo.
Max Terzi
Di una 6008 è possibile risalire al periodo di produzione. Di seguito un esempio partendo dalla matricola 409690025
La prima cifra più 5 rappresenta l’anno di produzione, in questo esempio 4 + 5 = 9. Sapendo che questo numero appartiene a una 6008 Professional fabbricata tra il 1988 e il 1992, l’anno di produzione è il 1989. Le cifre collocate in seconda e terza posizione, nel nostro esempio 0 e 9, sono per uso interno. Le cifre al 4 ° e 5° posto, meno 20, indicano la settimana del calendario dell’anno di produzione. Nel nostro esempio le cifre 6 e 9, meno 20 danno il risultato di 49. Quindi la fotocamera è stata prodotta nella quarantanovesima settimana del 1989. Gli ultimi quattro numeri del codice indicano il numero sequenziale della produzione in quella settimana. Nel nostro esempio “0025” significa che la fotocamera era la 25a prodotta.

Crespi d’Adda – Rolleiflex 6008 Professional, Distangon PQ 50 mm f4 – Kodak TMax 400 esposta a 320 ASA e sviluppata con Ilford Microphen – la precisione e la versatilità del sistema esposimetrico della 6008 ne fanno una fotocamera ideale se volente sperimentare esposizioni o sviluppi particolari che richiedono accuratezza in fase di calcolo dei valori

Milano, Antonello Natale e Giulio Speranza durante le riprese del video sull’uso delle fotocamere a corpi mobili – ripresa in studio a luce ambiente – Rolleiflex 6008 Professional, Planar PQ 80 mm 2.8 – Ilford HP5 sviluppata con Rollei Supergrain – il mirino luminoso della 6008 consente una buona messa a fuoco anche in situazione di luce critica come questa

Diga del Gleno, Val di Scalve (BG) – Rolleiflex 6008 Professional, Planar PQ 80 mm 2.8 – Kodak Gold 200 sviluppata con Rollei C41 – anche in occasioni di escursioni di media durata in montagna, un piccolo corredo 6008, fotocamera con 80, 50 e 150 mm, ha un peso tutto sommato gestibile
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Complimenti Max… !!!