Come accennavo nell’artciolo sulle Yashica 44, tra i modelli di biottica 4×4 per pellicola 127, spicca per originalità la realizzazione della giapponese Ricoh con la Ricohmatic 44 prodotta a partire dal 1959.
Si può infatti a mio avviso considerare questa fotocamera l’unica interpretazione realmente originale in un panorama di copie Rolleiflex.
Nella Ricohmatic troviamo un interessante approccio alla semplificazione del sistema di calcolo dell’esposizione anch’esso figlio dello spirito di quei tempi.
Non dobbiamo tuttavia immaginare un vero e proprio sistema automatico di esposizione come ad esempio quello che nel 1960 viene adottato sulla Rollei Magic, un controverso modello Rolleiflex lanciato con l’intento di rendere più accessibile l’utilizzo della biottica di Braunschweig ad un pubblico di utenti meno esperti.
La Magic mutua il sistema Compur/Gossen che già troviamo su alcuni modelli Contaflex quali ad esempio la Super seconda serie. Il meccanismo che funziona a priorità di tempi, imposta automaticamente il diaframma in fase di scatto sulla base della lettura dell’esposimetro con cellula al selenio.
Quasi tutte le fotocamere che adottarono sistemi di questo tipo, con cellule auto alimentate, sono arrivate ai nostri giorni con qualche problema di funzionamento spesso non risolvibile: più affidabili sono quelle successive, dotate di cellula al CdS, che giunsero ad esempio con la Contaflex Super BC ed S o con la Voigtlander Ultramatic CS a metà anni ’60, ma che non verranno mai installati sulla biottica automatica di Rollei.
La Ricohmatic 44 si basa invece su un sistema manuale che si può definire guidato.

estratto della brochure della Ricohmatic 44 in lingua giapponese di seguito la traduzione
È divertente portarla in giro…!
Un design intelligente nato da sofisticate sensibilità moderne e grandi idee. Si tratta di una bellezza completamente nuova, mai vista prima con una macchina fotografica. Particolarmente insolita è la cover frontale in plastica che sostituisce la custodia in pelle. In questo modo si protegge la parte anteriore della fotocamera, conferendole al contempo un aspetto più divertente e morbido al tatto. Il corpo ha una colorazione bicolore chiara con base grigia. La Ricohmatic 44 è una macchina fotografica elegante e divertente da portare con sé

la Ricohmatic 44 non è esattamente un’icona di design ma di contro costituisce la più originale reinterpretazione della biottica 4×4 e tra le più originali nell’intero mondo delle biottiche
L’esposizione è basata su tre differenti tempi di otturazione legati rispettivamente a tre sensibilità impostabili in base al film utilizzato, il lore corretto del diaframma viene selezionato ruotando il selettore fino alla collimazione dell’ago dell’esposimetro con un punto di riscontro.

vista superiore dalla quale è possibile individuare l’indicatore dell’esposimetro con cellula al selenio incorporato e i due ganci di tenuta del frontale di protezione in plastica opalina
La rotella i selezione dei diaframmi non riporta i valori numerici, come siamo abituati a vedere sulle normali fotocamere, ma tacche colorate che servono per calcolare il raggio di azione del flash opzionale in ragione della distanza dal soggetto e del tipo di lampada utilizzata.
La scala della distanza di messa a fuoco riporta infatti i valori numerici in differenti colori ai quali fanno riferimento i rispettivi colori dei diaframmi. L’azzurro che corrisponde alle distanze tra 1 e 2 metri corrisponde al diaframma più chiuso la cui tacca di riferimento è per l’appunto azzurra.

dettaglio della scala di messa a fuco con la numerazione colorata
Il flash a bulbi Ricoh viene attivato direttamente dal contatto caldo presente sulla slitta porta accessori, caratteristica che costituisce una interessante novità per l’epoca. Non vi è invece la presa syncro.
Da quanto sopra si comprende come non sia possibile avere una indicazione precisa del diaframma utilizzato poiché sulla rotellina di selezione non vi sono, come accennavo prima, i classici valori numerici.
Il che non sarebbe di per sé un problema se gli esposimetri delle Ricohmatic 44 fossero ancora ben funzionanti.
Questo in realtà, almeno per la mia esperienza, non accade quasi mai, ma il malfunzionamento non impedisce di poter comunque usare, con profitto, questa interessante biottica adottando alcuni accorgimenti.
Benché sul libretto di istruzioni non vi sia la minima traccia dei valori dei tempi né di quella dei diaframmi è possibile ricavarli osservando gli intervalli di chiusura dell’iride corrispondenti ai colori.
I tempi di otturazione nominali invece sono grossomodo corrispondenti ai valori delle sensibilità, immaginando che il sistema sia stato parametrizzato con la regola del 16 ( tempo di esposizione in piena luce corrispondente al diaframma della pellicola è diaframma impostato a 16).
Su fotocamere così datate, tuttavia, è preferibile, se ne si ha la possibilità, misurare i tempi effettivi.

questi sistemi di misurazione dei tempi si rivelano molto utili soprattutto in queste circostanza, ho infatti potuto rilevare i tempi effettivi, annotarli e tenerne conto per calcolare la corretta esposizione
A seguito della misurazione dei i tempi, le tre posizioni corrispondo a:
1 – 1/30
2 – 1/75
3 – 1/150
e fanno comprendere quanto questo otturatore avrebbe bisogno di una revisione.
A queste tre posizioni si aggiungono la posa B e la M che corrisponde grossomodo sempre a 1/30.

rotella di impostazione della sensibilità della pellicola che in realtà consente di impostare i diversi tempi di otturazione
I diaframmi impostabili, corrispondono a cinque colori che fanno riferimento a rispettivamente ai cinque valori a partire da quello di apertura massima a 3.5, apertura massima dell’ottica di ripresa Riken da 60 mm.

3.5 – 4 nero, 5.6 rosso, 8 verde, 11 arancione, 16 azzurro

selettore dei diaframmi con le tacche colorate

Piastra frontale della Ricohmatic 44 smontata e vista capovolta: da notare il reostato in primo piano che trasmette i valori del diaframma all’eposimetro e l’otturatore centrale con la piastra smontata ed il meccanismo a vista
Il sistema di avanzamento presenta un’ulteriore ed interessante prerogativa: pur essendo guidato dalla numerazione della pellicola attraverso la finestrella tonda schermata di rosso presente sul dorso, il caricamento dell’otturatore avviene automaticamente ruotando la manopola di avanzamento del film proteggendo quindi l’utilizzatore da doppie esposizioni accidentali come invece può accedere ad esempio su tutti i modelli Yashica 44.

vista del dorso con la finestrella tonda che consente di rilevare il numero di fotogramma sulla carta protettiva del film 127; sopra la tabella delle sensibilità del film utilizzato con il relativo indice da impostare sulla rotella dei tempi
Un’ultima prerogativa singolare di questo apparecchio è rappresentata dal sistema di messa fuoco a due leve che non fa avanzare per intero la piastra frontale sulla quale sono montate le ottiche ma agisce in contemporanea, attraverso un manovellismo, sui singoli elicoidali degli obiettivi.
Questo significa che a differenza di tutte le altre biottiche, sulla Ricohmatic la parte frontale è fissa.

estratto dal manuale di istruzioni della Ricohmatic 44 con la parte relativa alla messa a fuoco; la fotocamera dispone di un mirino sportivo che anche in questo caso rappresenta una originale reinterpretazione di quello Rolleiflex che comporta l’abbattimento del coperchio del pozzetto; il sistema della Ricohmatic ricorda invece quello dei mirini Kontur di Voigtlander

raffronto tra il mirino sportivo della Ricohmatic 44 e il mirino Kontur di Voigtlander; entrambi i mirino devono essere utilizzati con entrambi gli occhi aperti uno dei quali guarda nel mirino e l’altro traguarda la scena; l’adozione del mirino ispirato al Kontur viene dichiarata da Ricoh anche nella brochure della fotocamera
Nel libretto di istruzioni della Ricohmatic 44 viene citato il mirino sportivo tipo KONTUR a riprova di quanto i Giapponesi in quegli anni avessero ben a riferimento l’indutria fotografica tedesca.

Milano periferia sud, Ricohmatic 44, filtro Rollei giallo, Ilford Pan F scaduta, sviluppata con Rollei Supergrain – notare il principio di vignettatura che questa ottica ha a prescindere dall’utilizzo del filtro
La conformazione rigida del corpo fa si che sulla fotocamera sia stato possibile montare un coperchio frontale in plastica opalina che viene rilasciato aprendo il mirino a pozzetto. Questa faceva sì che per la Ricohmatic non fosse disponibile alcune borsa pronto in cuoio.

Ricohmatic 44 con il coperchio di chiusura in plastica opalina
La Ricohmatic 44 era disponibile in tre finiture di diverso colore, una grigio chiaro, una seconda grigio scuro ed una terza blu fumo.

Ricohmatic 44 in finitura blu fumo e grigio scura
Tutte con il colore grigio ghiaccio di dorso e fianchi che tuttavia su molti esemplari è con il tempo ingiallito.

Milano periferia sud, Ricohmatic 44, filtro Rollei giallo, Ilford Pan F scaduta, sviluppata con Rollei Supergrain
Tra gli accessori Rolleiflex compatibili con la Ricohmatic 44 vi sono le lenti aggiuntive Rolleinar che consentono la messa a fuoco ravvicinata. Il sistema Rolleinar prevede il prisma Rolleipar da montare sull’ottica di mira per correggere il parallasse in aggiunta alla correzione a mascherina mobile presente di norma sui modelli Rolleiflex collegata alla manopola di messa a fuoco.
Sulla Ricohmatic 44 non vi è alcun sistema di correzione del parallasse del mirino: in fase di riprese ravvicinate con lenti addizionali Rolleinar occorre tenerne conto in fase di inquadratura del soggetto.

Ricohmatic 44 con montate le lenti addizionali Rolleinar I e il prisma Rolleipar sull’ottica di mira

Ricohmatic 44 con lenti addizionali Rolleinar I – Ilford FP4 sviluppata con Rollei Supergrain – ripresa in lightbox con tempo di 4 secondi a f22
Contrariamente a quanto indichi il limitato periodo di produzione, la Ricohmatic 44 fu prodotta in un buon numero di esemplari che ne fanno oggi una fotocamera biottica 4×4 abbastanza facile da trovare usata soprattutto in rete, normalmente a costi abbordabili per un esemplare funzionante ed in buone condizioni.
Le sue peculiari caratteristiche rientrano nell’originalità della produzione Rioch che accanto alla 44 produsse comunque una copia più fedele della Baby Rolleiflex in finitura nera denominata Super 44. Ma questa copia rientra nell’ampio, e un po’ scontato, mondo delle imitazioni delle famose biottiche di Braunschweig.
Max Terzi
qui un video tutorial su come ottenere rulli 127 dal film 120

Ricohmatic 44 con imballo originale

certificato di garanzia della Ricohmatic 44 in finitura blu fumo

L’esemplare di Ricohmatic 44 in finitura blu fumo fu venduto nel giugno del 1962; alcune fonti riportano come anno di fine produzione di questo modello il 1960
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Max è sempre un piacere leggere i tuoi articoli !!! Complimenti !!!
Grazie Gianni!