Il marchio Exakta contraddistingue una vasta serie di fotocamere reflex prodotte a Dresda dalla Ihagee a valere dall’inizio degli anni ’30.
Se escludiamo i primi modelli per pellicola 127 denominati VP, la sigla sta per Vest Pocket nome con il quale erano identificate le prime fotocamere Kodak che adottarono questa tipologia di film in rullo, la produzione è, dal 1936, dedicata all’uso del formato 35 mm salvo la fugace comparsa nel secondo dopoguerra di un apparecchio per il formato 120.

copertina della brochure dedicata alla Kine Exakta di fine anni ’30
La Kine Exakta, così denominata per via dell’utilizzo della pellicola cinematografica, stabilì con la sua uscita il primato nell’ambito delle reflex per film 35 mm, primato conteso con la sovietica Sport prodotta dalla GOMZ di Leningrado a valere anch’essa dal 1936.
La Sport deriva dalla Gelveta che fu prodotta dalla Gelgar dal 1934 al 1935 in soli duecentotrenta esemplari.
Vi è tuttavia da notare, con tutto il rispetto per gli appassionati di fotocamere sovietiche, che la Sport poco ha a che spartire con il moderno concetto di reflex per piccolo formato già introdotto da Exakta con la VP qualche anno prima, concetto che darà il via già alla fine degli anni ’30 ad una serie di apparecchi che della successiva Kine Exakta copieranno forme e impostazione meccanica.

estratto dalla brochure di fine anni ’30 sulla Kine Exakta
Per quanto gli esemplari di Kine prebellici, purché in buono stato di manutenzione, siano ancora pienamente utilizzabili, le versioni più evolute ed affidabili delle Exakta risalgono alla seconda metà degli anni ’50 con la serie VX o Varex in base delle marchiature sui corpi macchina.
Forme e caratteristiche dei corpi Exakta restano pressoché immutati per circa trentacinque anni subendo nel tempo aggiornamenti della meccanica e di alcune funzionalità che mantennero queste fotocamere nel novero delle più diffuse reflex meccaniche, almeno fino alla metà degli anni ’60, subendo poi anch’esse la concorrenza dei produttori giapponesi.
Occorre infatti considerare che la diffusione dell’innesto a baionetta delle ottiche Exakta fu un punto di riferimento accanto a quello a vite 42×1 e per questa ragione fu adottato dalla seconda metà anni ’50 anche da alcuni produttori giapponesi che, nel caso di Topcon, lo manterranno in uso sino agli anni ’70.

Topcon Beseler C del 1960 con innesto Exakta; le ottiche Topcon ed Exakta non sono di norma compatibili soprattutto per quelle dotate di diaframma semiautomatico con braccetto esterno o automatico come in questo caso; il pulsante di scatto nelle Topcon è infatti posizionato a destra e non a sinistra come nelle Exakta
Una delle prerogative principali di tutti i modelli Exakta post-bellici, dalla Varex del 1950 in poi, è l’intercambiabilità dei mirini e degli schermi di messa a fuoco che resero questi apparecchi ancora più versatili ed imitati.

Exakta Varex IIa utilizzata nella prova
Per quanto modulari, non arrivarono mai a costituire un vero e proprio sistema come fu ad esempio per le Praktina della KW. Molti accessori per Exakta, infatti, furono prodotti da aziende terze anziché essere ricomprese nella fornitura diretta di casa madre.

Exakta Varex IIa con alcuni mirini opzionali: da sinistra quello ingrandente, montato sulla fotocamera quello esposimetrico prodotto da Schacht e a destra quello a pentaprisma

quattro modelli Exakta appartenenti a diverse epoche: da sinistra in basso una VX versione IV del 1956, una Varex IIa versione II del 1957, in alto da sinistra una Varex IIa versione V del 1961 e una VX 1000 del 1967; le sigle VX e Varex hanno lo stesso significato e venivano utilizzate in alternativa o congiunte a seconda del mercato di esportazione; le fotocamere esportate negli USA furono in alcuni casi marchiate EXACTA con la C al posto della K
Di Exakta e della storia dell’azienda ho scritto negli articoli sulle reflex di Dresda e sulla produzione della fine degli anni ’20.
Per quanto siano sempre state fotocamere disponibili sul mercato dell’usato a prezzi interessanti ed e la ricca disponibilità di ottiche abbia sempre rappresentato un punto di forza di questi corredi, lo stato manutentivo ed alcuni difetti congeniti ne fanno oggi un genere di apparecchi più legati allo scaffale che all’uso pratico.
Con alcuni accorgimenti e un controllo generale sullo stato di tendine e tempi di otturazione, sono invece molto interessanti da usare sfruttando la molteplicità delle focali disponibili alcune delle quali molto interessanti.
Se intendete acquistare per utilizzo una di queste macchine, il mio suggerimento è di focalizzare l’attenzione nel range di modelli che vanno dalla Varex IIa del 1957, della quale esistono almeno otto versioni che differiscono per piccoli dettagli, alla VX1000 del 1967 che dispone dello specchio a ritorno istantaneo.

Exakta VX1000 del 1967 con il 24 mm 4 Lithagon Enna della serie Sockel

Exakta VX1000, particolare del selettore per autoscatto e tempi lenti, prerogativa di tutti modelli Exakta – notare l’incisione Ihagee Dresden originariamente impressa sulla calotta prima della nichelatura e l’incisione FI, acronimo di Fotoexakta Italia, incisa successivamente dall’importatore italiano
La VX1000 è peraltro l’ultima vera Exakta sostituita dal 1970 dalla RTL1000 derivata dalle reflex Praktica del periodo.
Tralascerei tutti i modelli della serie EXA la cui capostipite presentata nel 1952 rappresentò il tentativo, riuscito, di affiancare alle versioni più complete, fotocamere semplificate di fascia più economica.
Le EXA che godono comunque di un mondo di entusiasti furono prodotte su licenza anche da aziende esterne a Ihagee in un’infinita di versioni, le più recenti anche con innesto delle ottiche a vite 42×1, e per un arco temporale più ampio delle sorelle maggiori Exakta.
Tra le Exakta, il modello che preferisco e che uso periodicamente da molti anni è una Varex IIa versione II del 1957 dotata di un Carl Zeiss Jena Biotar 58 mm 2.
Mi è capitato di recente di recuperare due ottiche Enna della serie Sockel che ha la particolarità di avere un unico elicoidale sul quale si montano i gruppi ottici delle diverse focali Enna.
L’elicoidale veniva fornito sostanzialmente con due differenti innesti: baionetta Exakta e vite 42×1.
Delle Enna di Monaco e delle sue realizzazioni ho scritto tempo fa in questo articolo.
Le ottiche Enna Sockel fanno capo a due differenti generazioni, non compatibili tra di loro, distinguibili dallo spessore della godronatura alluminio, più larga nelle ottiche ed elicoidali di primo tipo, più sottili in quelli del secondo.
Occorre quindi prestare attenzione quando si acquistano i gruppi ottici singoli verificando che siano compatibili con l’elicoidale che si intende utilizzare. A parte la finitura godronata, una seconda differenza è costituita dalla forma della camma di trasmissione del diaframma presente sui gruppi ottici: nella prima serie è un semplice cursore, nella seconda è un cursore satinato di maggiori dimensioni e dalla corsa più breve rispetto a quello della prima.


ottiche Enna della seconda serie Sockel montate sulla Exakta Varex IIa utilizzata nella prova; queste ottiche hanno la chiusura del diaframma comandata dal pulsante sul braccetto dell’elicoidale che si sovrappone a quello di scatto della fotocamera
Per quanto lo smontaggio e rimontaggio dei gruppi ottici sia dotato di un sistema a baionetta, il frequente utilizzo, nonché gli anni trascorsi, ne fanno un sistema da utilizzare con molta attenzione verificando sempre, al cambio di focale, che la chiusura automatica del diaframma sia ben accoppiata e funzionante.
Ero partito dall’idea di utilizzare per questa prova il corpo VX1000 mostrato sopra che tuttavia alla prova dello stato delle tendine e della precisione dei tempi aveva messo in luce alcune problematiche che mi hanno fatto propendere per la scelta della collaudata IIa.
La VX1000 monta il più recente Pancolar 50mm 2 che trovo essere un’ottica interessante e dotata di un trattamento antiriflesso migliore di quello del più anziano Biotar con barilotto interamente di alluminio satinato.

Exakta Varex IIa con il Pancolar 50mm 2 marchiato Aus Jena nel periodo in cui non era più possibile per la Carl Zeiss Jena utilizzare il marchio
Tra i mirini Exakta che preferisco c’è quello ingrandente che non è dotato, nella versione base, di aggiustamento diottrico. Vi è tuttavia da notare che l’oculare ingrandente è removibile e dotato dello stesso innesto a baionetta delle ottiche. Montando al suo posto un 50mm otterrete la possibilità di aumentare il fattore di ingrandimento e di disporre dell’aggiustamento diottrico ruotando la ghiera di messa fuoco dell’obiettivo.
L’unico inconveniente è che il 50 mm non copre l’intero formato del vetrino di messa a fuoco ma solo la parte centrale.

Exakta Varex IIa dotata del sistema di filtri e paraluce LIFA
Prima di passare ai risultati della prova pratica è necessario chiarire alcune peculiarità di funzionato delle Exakta.
In primis la questione più banale che vede su queste fotocamere i comandi invertiti destra-sinistra rispetto alle altre reflex 35 mm.

trovo comunque molto comodi l’impugnatura ed il sistema di visione del mirino ingrandente; se utilizzate una Exakta dovrete abituarvi a scattare e ricaricare con la mano sinistra anziché con la destra come sulle comuni reflex

particolare della leva di ricarica con a destra il pulsante per il ribobinamento della pellicola a fine esposizione e sopra la rotellina di azzeramento del contapose; in evidenza il selettore dei tempi veloci
Il seconda aspetto al quale, devo dire, è più difficile abituarsi è il l’impostazione dei tempi lenti e dell’autoscatto.

selettore dei tempi lenti e dell’autoscatto
Per utilizzare i tempi letti occorre fare mente locale giacché occorre selezionare sulla rotella dei tempi veloci la posa B o T quindi agire sulla ghiera a destra della calotta con modalità differenti a seconda si vogliano selezionare tempi lenti o autoscatto disgiuntamene piuttosto che entrambi contemporaneamente.

estratto dal libretto di istruzioni della Exakta Varex VX 1000 con le istruzioni per l’uso del selettore dei tempi lenti del tutto analogo a quello per la Varex IIa
Per i dettagli sull’uso dei tempi lenti, la macchina è in grado di gestire esposizioni temporizzate sino a 12 secondi, rimando alla lettura del libretto di istruzioni. Nonostante utilizzi queste macchine da anni il processo è talmente controintuitivo da far si che non lo abbia mai capito fino in fondo né sia n grado di spiegarlo.
Un terzo aspetto si riferisce alla lama inserita nel dorso che consente di tagliare la pellicola parzialmente esposta e di estrarla dalla fotocamera per lo sviluppo. Per scongiurare eventuali velature della pellicola, suggerisco di sostituire il rocchetto ricevente con un caricatore vuoto.

vista posteriore a dorso aperto della Exakta Varex IIa: notare a destra della finestra di ripresa la lama taglia pellicola che si attiva svitando la piccola ghiera posta sul fondello e tirando fuori il perno in modo che la taglierina possa agire sulla pellicola; questa funzione è presente su tutti i corpi Exakta
Preparato il corredo, ho scelto una pellicola di media sensibilità. Uso con buona soddisfazione i prodotti Kentmere. In questo caso la versione de film 100 ASA che sviluppo con Rollei Supergrain 1+12 se voglio ottenere un maggior controllo del contrasto o con Bellini Hydrofen 1+15 nel caso mi interessi avere immagini più contrastate.
Sono quindi partito con un corpo macchina IIa, mirino ingrandente, 50 mm 2 Pancolar, 24 mm 4 Lithagon e 135 mm 2.8 Tele Ennalyt.
In tutti casi ho utilizzato un filtro arancio per le riprese.

Lago Maggiore, Pallanza – Exakta Varex IIa con Enna Lithagon 24 mm 4 – Kentmere 100 sviluppata con Rollei Supergrain – controluce spinto ed assenza di paraluce mettono in evidenza una certa difettosità di quest’ottica così come una leggera distorsione delle linee orizzontali

Lago Maggiore, Pallanza – Exakta Varex IIa con Enna Lithagon 24 mm 4 – Kentmere 100 sviluppata con Rollei Supergrain – al difuori di condizioni di luce estreme come quella vista sopra la resa è accettabile anche se non paragonabile a quella del 25 mm Distagon

Lago Maggiore, Pallanza – Exakta Varex IIa con Enna Lithagon 24 mm 4 – Kentmere 100 sviluppata con Rollei Supergrain – qui una migliore resa del controluce

Lago Maggiore, Pallanza – Exakta Varex IIa con Enna Lithagon 24 mm 4 – Kentmere 100 sviluppata con Rollei Supergrain – quasi assente la vignettatura che è un’insidia tipica delle focali grandangolari più spinte

Lago Maggiore, Pallanza – Exakta Varex IIa con Aus Jena Pancolar 50 mm 2 – Kentmere 100 sviluppata con Rollei Supergrain

Lago Maggiore, Pallanza – Exakta Varex IIa con Aus Jena Pancolar 50 mm 2 – Kentmere 100 sviluppata con Rollei Supergrain

Lago Maggiore, Pallanza – Exakta Varex IIa con Tele Ennalyt 135 mm 2.8 – Kentmere 100 sviluppata con Rollei Supergrain – non sono un grande amante di questa focale, propongo solo questo scatto anch’esso in condizioni di pieno controluce
Sono rimasto molto soddisfatto della resa del Pancolar soprattutto in particolari condizioni di luce come quelle che ho incontrato durante le riprese. Piuttosto neutro invece il giudizio, empirico mi rendo conto, sulle ottiche Enna. Il sistema Sockel peraltro, come facevo cenno prima, non è poi così pratico da usare ed il risparmio in termini di peso ed ingombro è assolutamente relativo.
Bene invece la precisione dei tempi di scatto che avevo in precedenza testato. Gli scatti sono stati effettuati nel range da 1/125 ad 1/500 con buoni risultati in termini di precisione di esposizione peraltro richiesta per queste condizioni di illuminazione.
I negativi sono stati digitalizzati con un Plustek Optic Film 8200i con impostazioni base di scansione e senza interventi di post produzione.
Max Terzi

una buona alternativa ai corpi Exakta per l’utilizzo delle ottiche con questo attacco è procurarsi un anello Canon FD/Exakta che fu realizzato dall’azienda giapponese negli’60 a riprova della diffusione delle ottiche per le reflex di Dresda; Canon produsse alla fine degli anni ’50 un 50 mm 1.8 con innesto Exakta dedicato alla reflex 35 mm Mamiya che adottava il primo otturatore a lamelle metalliche Copal Square

tra le ottiche interessanti per Exakta vi è questo Carl Zeiss Jena Biotar 75mm 1.5 qui montato con un anello adattatore su una Canon FT
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Complimenti Max !!!!
Grazie Gianni!
Max